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Regioni.it

n. 3625 - mercoledì 5 giugno 2019

Sommario
- Bonaccini convoca Conferenza delle Regioni per il 6 giugno
- Giornata Mondiale Fiere: Bonaccini, settore trainante per il made in Italy
- Sanità: i dati del Programma Nazionale Esiti
- Programma Nazionale di Riforma 2019: il contributo delle Regioni
- Crisi "Mercatone Uno": Febbo e Bonaccini
- Carenza medici: Musumeci, Fontana e Toma

Documento della Conferenza delle Regioni del 17 aprile

+T -T
Programma Nazionale di Riforma 2019: il contributo delle Regioni

Si tratta di un documento articolato in tre dossier: un'analisi, le griglie consuntive degli interventi di riforma, una raccolta di best practices

(Regioni.it 3625 - 05/06/2019) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha appriovato il 17 aprile il "Contributo per il Programma nazionale di Riforma 2019". Si tratta di un documento articolato in tre dossier: un'analisi, le griglie consuntive degli interventi di riforma, una raccolta di best practices.
I documenti sono stati pubblicati integralmente nella sezione "Rapporti Istituzionali" del sito www.regioni.it (e nella directory www.regioni.it/pnr è possibile consultate anche le precedenti edizioni, dal 2015 in poi) e sono stati inviati con una letetra del Presidente Stefano Bonaccini al Ministro dell'Economia,Giovanni Tria.
Nella sintesi che precede l'analisi si sottolinea che "le Regioni e le Province autonome conferiscono un apporto indispensabile per lo sviluppo e la crescita del Paese" e per questo motivo sono stati evidenziati nel "contributo" i principali intreventi relativi all’implementazione delle riforme a livello territoriale. "Come avvenuto per gli anni precedenti, tutte le Regioni hanno redatto un contributo relativo allo stato d’implementazione delle riforme attuate in risposta alle Raccomandazioni specifiche per l’Italia (CSR) e ai Target della Strategia Europa 2020; le misure individuate sono state quindi ricondotte ai Risultati Attesi (RA) - derivanti dall’Accordo di Partenariato per la Programmazione dei Fondi SIE 2014-2020 - compiendo un esercizio di raccordo tra Semestre Europeo e politica di coesione. Nella logica di coerente inserimento della programmazione regionale nel più ampio contesto globale, le misure e i RA sono stati anche ricondotti a specifici obiettivi o sotto target per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals, SDGs): con questo esercizio il contributo delle Regioni al PNR 2019 intende sostenere la strategia di sviluppo sostenibile globale, in modo da farne la naturale continuazione della Strategia Europa 2020 dell’UE".
Nel dettaglio   "in risposta alla Raccomandazione 1, le Regioni hanno inteso promuovere la stabilità macroeconomica attraverso misure di riduzione del rapporto debito pubblico/PIL. Al fine di sostenere e promuovere attività atte a migliorare la competitività delle imprese operanti sul territori regionali, hanno promosso azioni in favore della riduzione del carico fiscale o della revisione delle agevolazioni fiscali. La maggioranza delle Regioni ha adottato sistemi di attività per la riduzione dell’economia sommersa, unitamente a misure a sostegno della lotta all’evasione fiscale e al contrasto del lavoro sommerso".
 La lettura della Raccomandazione 2 ha portato  "a distinguere tra più piani di analisi, in corrispondenza dei temi chiave indicati dal Country Report. Riguardo l’efficienza della PA: sono state assunte iniziative per razionalizzare e garantire maggiore efficienza alla struttura organizzativa, adottati Piani e regolamenti volti alla ridefinizione dell’organizzazione e della performance e all’assegnazione di nuove competenze; create strutture ad hoc con funzioni di monitoraggio e controllo interno sull’attività amministrativa e gestionale della Regione e di verifica della rispondenza agli obiettivi di legislatura.
Per quanto attiene al miglioramento della capacità amministrativa nella gestione dei fondi della Politica di coesione (come richiesto all’Italia nel Rapporto Paese) tra le varie attività si segnala l’attuazione della II fase dei Piani di Rafforzamento amministrativo attraverso l’adozione dei nuovi PRA". Si tratta di piani che coinvolgono "sia le strutture regionali impegnate nelle fasi di programmazione, gestione, controllo, monitoraggio e valutazione dei Programmi Operativi sia i beneficiari. Per quanto riguarda le misure di contrasto alla corruzione, rilevano i Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza impostati per assicurare una costante e progressiva implementazione di strategie volte ad innalzare i livelli di trasparenza, legalità e integrità dell’azione amministrativa, in coordinamento e connessione con i Piani della Performance. Al fine di migliorare l’efficienza e la qualità delle prestazioni del sistema giudiziario, sono stati sviluppati anche modelli organizzativi integrati di sistemi informativi, informatici e linguistici, atti a semplificare ed accelerare i procedimenti decisori e conciliativi di definizione delle controversie, nonché sviluppate piattaforme di interoperabilità per garantire la gestione digitale e telematica dei flussi documentali fra uffici giudiziari e enti territoriali. Per ridurre i tempi di definizione del contenzioso sono state, altresì, costituite apposite strutture di staff a supporto dei magistrati, mediante l’attivazione di tirocini presso gli organi di giustizia. Sul versante delle imprese e degli enti del Terzo settore sono state promosse iniziative dirette ad incentivare l’introduzione di principi di responsabilità sociale e l’utilizzo di schemi di bilancio sociale. Per promuovere pratiche sostenibili in tema di appalti pubblici sono stati adottati Piani di azione per l’attuazione del Green Public Procurement in tutto il comparto pubblico locale.
Tra i temi chiave individuati nel Country Report 2019 relativamente alla Raccomandazione 2 si ritrovano anche altri settori di azione in cui si sono concentrati i maggiori progressi, finalizzati al miglioramento della produttività aggregata dell'Italia. Gli investimenti infrastrutturali, rappresentano un rilevante onere per le Regioni che si trovano a dover ridurre i divari digitali nei territori e a diffondere la connettività in banda ultralarga. L’offerta di servizi pubblici digitali e la digitalizzazione dei processi amministrativi ha raggiunto nel 2018 un ulteriore grado di maturazione nelle Regioni, con la duplice finalità di agevolare la qualità dell’offerta della PA nei confronti di cittadini e imprese.Tra gli interventi per la competitività territoriale funzionali ad un contesto imprenditoriale favorevole, nel 2018 si è ulteriormente rafforzata nelle Regioni l’adozione di modulistica unificata e standardizzata per l’avvio di attività produttive e sono maturati processi decisionali più semplici e rapidi per le autorizzazioni.
Riguardo alla Raccomandazione 3, le Regioni hanno risposto evidenziando i sistemi tradizionalmente predisposti per favorire l’accesso al credito per le piccole e medie imprese sul territorio, anche mediante agevolazioni a sostegno della crescita produttiva.
Rispetto alla  Raccomandazione 4, rilevante anche per il target sull’occupazione della Strategia Europa 2020, è stata in primo luogo confermata la centralità dei servizi per il lavoro: nel 2018 le Regioni hanno compiuto una scelta organizzativa strategica in merito alla governance complessiva del mercato del lavoro, mediante il passaggio del personale dei CpI nei ranghi regionali o presso gli enti strumentali deputati alla gestione dei servizi per l’impiego, operando una profonda riflessione sull’assetto di competenze programmatorie e gestionali in materia di politiche attive all’interno del territorio regionale. Sul versante delle politiche attive, si conferma nel 2018 l’approccio ad una programmazione integrata degli interventi in materia di politiche del lavoro, attraverso l’utilizzo di risorse regionali, nazionali e europee destinate all’incremento e alla salvaguardia dei livelli occupazionali, mediante la definizione congiunta di politiche di attivazione, incentivi e altre misure di rafforzamento dell’occupabilità.
Confermati anche gli incentivi alle imprese per l’assunzione e/o la stabilizzazione dei soggetti in situazione di maggiore precarietà professionale, nonché i contributi finalizzati all’avvio di impresa e/o lavoro autonomo.
Da segnalare, inoltre, gli interventi per accrescere le competenze e supportare con adeguate politiche attive l’avvicinamento/reinserimento delle donne nel mercato del lavoro e le azioni di contrasto al caporalato ed allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.
Sempre in risposta alla Raccomandazione 4 - congiuntamente con le azioni attuate rispetto ai target 6 e 7 della Strategia Europa 2020 dedicati al capitale umano - le Regioni hanno intrapreso robuste misure a supporto della formazione sia per innalzare il livello di istruzione della popolazione adulta, sia per accrescere le competenze della forza lavoro e agevolare la mobilità e l’inserimento/reinserimento lavorativo. Sul versante istruzione, hanno intensificato le azioni contro l’abbandono scolastico a favore del miglioramento delle competenze chiave degli allievi, sostenendo la diffusione e qualificazione dell’offerta di istruzione e formazione tecnica e professionale. Si segnala infine, come azioni riconducibili al target 8 di Europa 2020 sul contrasto alla povertà e la lotta all’esclusione sociale, che tutte le Regioni hanno proseguito il percorso, avviato negli ultimi anni, di adozione di modelli di protezione sociale basati su misure strutturali di tipo continuativo, che superano dunque la logica degli interventi spot di natura ‘emergenziale’.

I link al "Contributo delle Regioni e delle Province autonome al PNR 2019":
L’analisi Le griglie Le best practices

 

 



( red / 05.06.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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