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Regioni.it

n. 3627 - venerdì 7 giugno 2019

Sommario
- Perequazione infrastrutturale: attuazione dell’articolo 22 della legge 42 del 2009
- Patto salute: Grillo, clausola ministero economia "politicamente irricevibile"
- Studenti dell'Università di Innsbuck incontrano Segreteria Conferenza Regioni
- Università: Rapporto AlmaLaurea 2019

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Studenti dell'Università di Innsbuck incontrano Segreteria Conferenza Regioni

Il confronto si è tenuto nella sede di Via Parigi 11 il 5 giugno

(Regioni.it 3627 - 07/06/2019) Gli studenti dell'Università  di Innsbruck hanno incontrato il 5 giugno - in una tappa del loro tour di approfondimento nei palazzi delle istituzioni italiane - la Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella sede di via Parigi 11. Si è trattato di un'occasione (ormai divenuta un appuntamento annuale) che ha consentito agli studenti di approfondire il tema del rapporto Stato-Regioni nel nostro Paese e del ruolo delle istituzioni regionali e  locali nell'Unione europea.
Alessia Grillo (Direttore del Cinsedo, centro interregionale studi e documentazione, e Segretario generale della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome) ha affrontato i temi legati alla nascita, alla storia, allo sviluppo e al ruolo e al funzionamento della Conferenza delle Regioni, partendo dalle origini (ovvero dal 1981, "anno di nascita" della Conferenza) per arrivare a questioni di estrema attualità come quelle relative all'iter avviato da alcune Regioni per il riconoscimento di un'autonomia differenziata.
Nell'ambito delle relazioni fra il Governo e le istituzioni regionali ci si è soffermati sulla funzione della Conferenza Stato-Regioni  chiamata ad esprimersi su linee generali dell'attività normativa (sia del Governo che del Parlamento) che interessano direttamente le Regioni, anche su obiettivi di programmazione economico-finanziaria e di bilancio; su criteri generali relativi all'esercizio della funzione statale d'indirizzo e di coordinamento fra Stato ed altri enti, su indirizzi generali circa l'elaborazione e l'attuazione degli atti comunitari che riguardano le competenze regionali;  su tutti gli argomenti per i quali il Presidente del Consiglio reputi opportuno acquisire il parere della Conferenza.
E' stata spiegata anche la procedura che porta alle deteminazioni della Conferenza Stato-Regioni e e della Conferenza Unificata, ovvero i tre tipi di atti: i pareri, le intese e gli accordi.  Con il "parere" si risponde ad una funzione consultiva nei confronti del Governo e il "parere" può riguardare gli schemi di disegni di legge, di decreto legislativo o di regolamento del Governo nelle materie di interesse regionale. L’accordo è invece lo "strumento" attraverso il quale Governo e Regioni coordinano attività di interesse comune in base al principio della leale collaborazione (agli studenti è stato peraltro fatto dono di un libro che raccoglie gli atti di un seminario della Conferenza dedicato proprio al principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni). Le intese sono sancite con il Governo nei casi previsti dalla legge (D.lgs 281/97)e nell'ambito di questa fattispecie è possibile distinguere un’intesa “debole” e una “forte”. Nel dettaglio - come è spiegato nel dossier fornito agli studenti - si tratta, nel primo caso, dell'intesa ai sensi degli artt. 3 e 9.2 del D.lgs. 281/1997. Le intese sono sancite, su proposta del Governo, in tutti casi in cui la legislazione vigente lo prevede (c.d. intesa “debole”). Si perfezionano con l’assenso da parte del Governo e dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome. Qualora l’intesa non sia raggiunta entro trenta giorni dalla prima seduta in cui è posta all'ordine del giorno, il Consiglio dei Ministri provvede con una deliberazione motivata (art.3.3 D.lgs. 281/97). In caso di motivata urgenza il Consiglio dei Ministri può provvedere senza il rispetto delle procedure dell’intesa, e il provvedimento viene sottoposto all’esame della Conferenza Stato-Regioni entro i quindici giorni successivi (art.3.4 D.lgs. 281/97).
C'è poi l'Intesa ai sensi dell’art. 8.6 della L.131/2003. La Legge n.131 del 2003 prevede che il Governo può promuovere la stipula di intese dirette a favorire l’armonizzazione delle legislazioni nazionali e regionali o il raggiungimento di posizioni unitarie o il conseguimento di obiettivi comuni.In questi casi, senza l’assenso delle Regioni e Province autonome il Governo non può procedere (c.d. intesa “forte”).
Affrontato suil piano squisitamente tecnico il tema dei processi formalizzati da tre Regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) per l'ottenimento di forme di autonomia differenziata ai sensi del terzo comma dell'articolo 116 della Costituzione. Una questione che da diversi mesi è anche al centro del confronto politico ed istituzionale del Paese. L'invito è stato quello di approfondire i testi ufficiali disponibili riscontrando con puntualità le richieste presentate per farsi un'idea precisa del processo in corso.
Andrea Ciaffi  (Dirigente Rapporti con l’Unione europea e internazionali) ha ilustrato qualche dato sul lavoro svolto dal "sistema delle Conferenze". Numeri che sono utili anche per comprendere meglio la "qualità" del rapporro fra lo Stato e le Regioni. Nel 2018 si sono svolte 28 riunioni della Conferenza delle Regioni  delle Province autonome (di cui 10 straordinarie), 28 riunioni della Conferenza Stato-Regioni (di cuii 8 straordinarie) e 26 riunioni della Conferenza Unificata (di cui 8 straordinarie). Va quindi sottolineata il peso crescente delle riunioni straordinarie che se da un lato incide sulla programmazione dei lavori dall'altro è il segnale evidente di una necessità sempre più frequente dell'interlocuzione Stato - Regioni. Particolarmente rilevante il lavoro istruttorio: dalle riunioni politiche delle Commissioni della Conferenza delle Regioni ai confronti tecnici interregionali per passare ai gruppi misti Stato-Regioni e Unificata. Sotto questo profilo colpisce il crescente peso specifico delle riunioni tecniche interregionali (248 nel 2018).
Ciaffi infine si è poi è soffermato sui rapporti della Conferenza con l’Unione europea che si concretizzano attraverso la partecipazione ai lavori del Comitato delle Regioni o alle consultazioni aperte dalla Commissione europea.
Ha poi segnalato la novità dell’accordo Stato-Regioni sancito nel luglio 2018 che ha finalmente dato attuazione all’articolo 5 della Legge 131 del 2003 per la parte concernente la partecipazione di esperti regionali ai Comitati e ai Gruppi di lavoro della Commissione e del Consiglio dell’Unione europea. Ciaffi ha sottolineato l’importanza del lavoro di sistema per poter incidere nel processo decisionale europeo, complesso e affollato da molteplici attori.
Particolarmente soddisfatta per il contronto Esther Happacher, docente di diritto pubblico italiano ed autonomia all'Università di Innsbruck, che ha accompagnato gli studenti che - ha spiegato in una dichiarazione per il canale youtube di Regioni.it - stanno frequentando "un corso di diritto italiano bilingue, tedesco e italiano" proprio perché c'è "l'esigenza nell’Alto Adige/Südtirol di avere giuristi formati in ambedue le lingue". "L’importanza è, però, anche quella di far capire a questi studenti come funziona effettivamente ciò che leggono e studiano sul manuale costituzionale e di diritto regionale perché da noi parte del programma di diritto costituzionale - speiga Happacher - è anche il diritto regionale". Per questo  "è molto importante far vedere come funzioni nella realtà questo raccordo tra i diversi livelli territoriali - soprattutto quello fra lo Stato e le Regioni e le provincie autonome" che sono istituzioni con competenze legislative". Infine è stato molto importante poter approfondire "quali sono i modi, i moduli, forse anche le difficoltà o le strategie per superare degli eventuali stalli nella collaborazione" istituzionale.

Dal canale youtube di Regioni.it:
5 giu. 2019: Happacher, incontro studenti Innsbruck con segreteria Conferenza Regioni

le foto dell'incontro











( red / 07.06.19 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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