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Regioni.it

n. 3630 - mercoledì 12 giugno 2019

Sommario
- Bonaccini: rendere la voce dei territori unica e più forte in Europa
- Sanità: le risorse per il 2019, via libera a tre intese ed un accordo Stato-Regioni
- Rossi: le spiagge della Toscana libere dalla plastica
- Affitti: osservazioni per intesa sul riparto 2019 del Fondo
- Sangue: salgono a 1,7 milioni i donatori
- Sblocca cantieri: Ceriscioli su approvazione decreto

+T -T
Bonaccini: rendere la voce dei territori unica e più forte in Europa

A Mamaia, in Romania, si è riunito il Policy Committee del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa, mentre a Bucarest si è tenuta la Commissione Ambiente del Comitato europeo delle Regioni

(Regioni.it 3630 - 12/06/2019) Si è svolto l'11 e il 12 giugno a Mamaia, in Romania, il Policy Committee del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa CCRE/CEMR: presenti il Presidente dell’AICCRE e del CCRE/CEMR Stefano Bonaccini e il Segretario generale dell’AICCRE Carla Rey, oltre alla delegazione AICCRE.
Il Presidente Bonaccini ha sottolineato la vocazione europeista del CCRE/CEMR, fondata sull'esigenza di una ”collaborazione tra stati, regioni e comuni e continueremo a cooperare con il Comitato delle Regioni e dei poteri locali (CdR) per rendere la voce dei territori unica e più forte”. Unità di intenti tra CCRE/CEMR e CdR più volte ribadita anche dal Presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz e da Bonaccini: “l’Europa ha bisogno di reggersi su due pilastri: quello economico e quello sociale, ma in questa fase uno è più debole dell’altro, ed è qui che dobbiamo concentrare i nostri sforzi”. Tra l’altro, le due organizzazioni hanno invitato l’Unione europea a favorire il ruolo ed il rinnovamento degli enti locali e regionali europei grazie ad una forte Politica di Coesione. Concetto ribadito nel corso dei lavori dalla delegazione AICCRE, che ha messo in evidenza come nel corso dei “Dialoghi sula Coesione” gli enti locali abbiano dimostrato esempi concreti di buone pratiche nell’utilizzo dei fondi europei e come, anche grazie ai “Dialoghi”, i cittadini si siano avvicinati all’Unione europea. Un altro intervento della delegazione Aiccre si è concentrato sul post elezioni europee: gli enti locali devono incidere ancora di più sui temi dei giovani, della parità, dei migranti e dell’integrazione che riguardano la quotidianità dei cittadini. Alla luce delle elezioni europee emerge la necessità di dialogare di più con i cittadini. Nel corso del dibattito non poteva mancare un riferimento ad Agenda 2030 ed agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), che secondo il CCRE/CEMR sono un linguaggio comune che collega le persone e le proietta verso gli stessi obiettivi.
La commissione Ambiente del Comitato europeo delle Regioni, riunita in via eccezionale a Bucarest in occasione della 12° Conferenza sul Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (Set Plan) ha chiesto di accompagnare la transizione energetica delle regioni europee con una forte industria legata alle fonti fossili, dalle miniere di carbone alla produzione di acciaio, con un fondo da 4,8 miliardi di euro finanziato attraverso la politica di coesione post 2020.
La proposta è contenuta all'interno del parere sull' attuazione dell'Accordo di Parigi a livello locale approvato oggi e redatto dal polacco Witold Stepien, ex presidente ed oggi consigliere nella Regione di Lodz, dove si trova la più grande centrale termoelettrica a carbone d'Europa. Nell'Ue sono 41 le regioni minerarie appartenenti a 12 Paesi fra cui, unica in Italia, la Sardegna. Si calcola che il settore fornisca lavoro direttamente o indirettamente a oltre 450mila persone. Il parere del Comitato chiede anche di porre fine "gradualmente" ai sussidi "diretti e indiretti per i carburanti fossili", come l'esenzione fiscale per il cherosene usato dagli aerei. Il testo sarà votato in plenaria l'8 ottobre.
Quanto ai comuni, in particolare i più piccoli, se non verranno accompagnati nella loro transizione energetica, lo sforzo fatto finora attraverso il Patto dei sindaci per il clima rischia di essere vanificato dall'eccessiva burocrazia. E' quindi necessario "agire adesso", rafforzando anche il ruolo di coordinamento del Comitato europeo delle Regioni (CdR). Sono questi i temi principali del parere su cui sta lavorando Benedetta Brighenti, consigliere comunale di Castelnuovo Rangone (Modena), che a Bucarest ha presentato per la prima volta l'avanzamento del suo dossier davanti alla commissione Ambiente del CdR. Finanziare l'assistenza tecnica ai comuni firmatari, ridefinire il compito degli "ambasciatori" del Patto e dotare il CdR di un seggio all'interno del bureau dell'iniziativa internazionale: sono gli altri temi su cui punterà il testo. "Siamo in un passaggio fondamentale per la vita del Patto dei
sindaci, che dopo il 2020 rischia di avere i suoi firmatari dimezzati", spiega Brighenti. Entro la fine del prossimo anno, infatti, saranno confermate le sottoscrizioni solamente dei comuni che avranno rendicontato i progressi fatti in termini di efficienza energetica e taglio delle emissioni. "Uno sforzo
burocratico per il quale sono richieste competenze che non tutte le municipalità hanno", insiste Brighenti, che a fine mese sarà a Bruxelles per incontrare i soggetti europei maggiormente coinvolti sul tema. Il testo sarà votato dalla commissione Ambiente del CdR a settembre.

Dal sito dell'Aiccre:
CCRE/CEMR e CdR unite: “Europa rafforzi Politica Coesione”


( red / 12.06.19 )
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