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Regioni.it

n. 3633 - lunedì 17 giugno 2019

Sommario
- Apprendistato: Corte dei Conti, tempi troppo lunghi per erogazione risorse
- Fondo per lotta all'abusivismo: chiesto un tavolo tecnico per modificare il decreto
- Banca d'Italia: risultati economici delle imprese a livello territoriale
- Piano integrato nazionale per l'energia e il clima: serve un tavolo di confronto
- Prevenzione incendi nelle strutture sanitarie: il parere sul decreto di proroga
- Relazione sui debiti commerciali della Pa e i ritardi nei pagamenti

Documento della Conferenza delle Regioni e dell'Anci del 6 giugno

+T -T
Piano integrato nazionale per l'energia e il clima: serve un tavolo di confronto

Tema rinviato dalla Conferenza Unificata

(Regioni.it 3633 - 17/06/2019) La Conferenza Unificata del 6 gugno - su richiesta della Conferenza delle Regioni e dell'Anci - ha rinviato la trattazione del Piano integrato nazionale per l'energia e il clima, ribadendo le osservazioni rappresentate in sede tecnica e chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di confronto Stato - Regioni - Enti locali al fine di concordare le modifiche da apportare al testo, anche in considerazione del fatto che il testo dovrà essere licenziato definitivamente alla fine del 2019.
Si riporta di seguito il testo integarle del Documento "congiunto" Conferenza delle Regioni- Anci consegnato al Governo (nel corso della stessa Conferenza Unificata del 6 giugno).
Posizione sulla proposta di piano integrato nazionale per l'energia e il clima
Parere, ai sensi dell'articolo 9, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Punto 6) O.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e l’ANCI chiedono di rinviare l'espressione del parere ribadendo le osservazioni già rappresentate in sede tecnica e l’apertura immediata di un tavolo di confronto Stato - Regioni - Enti locali al fine di concordare le modifiche da apportare al testo che sarà comunque licenziato definitivamente alla fine del 2019. Tale ulteriore fase istruttoria concertata, appare particolarmente importante attesi gli ambiziosi obiettivi che il piano si pone e che coinvolgono inevitabilmente tutti i livelli di Governo.
Roma, 6 giugno 2019
Allegato
PIANO NAZIONALE INTEGRATO ENERGIA E CLIMA
Governance.
1. È necessario identificare il modello di Governance e Monitoraggio del Piano definendo il quadro dei ruoli e delle competenze tra Governo, Regioni ed Enti locali in relazione al raggiungimento degli obiettivi individuati (il richiamo allo strumento del Burden Sharing per le FER non è sufficiente).
Qualsiasi meccanismo di ripartizione degli obiettivi alle Regioni (obiettivi di sviluppo FER, efficienza energetica, decarbonizzazione, mobilità sostenibile) può essere valutato solo adottando un modello che preveda:
a. ricognizione puntuale congiunta di tutte le informazioni disponibili a livello centrale (Ministeri, GSE, RSE, ENEA, TERNA, Agenzie del Territorio), quali ad esempio parco impianti FER già esistente e informazioni circa aree “residue effettivamente utilizzabili”, patrimonio immobiliare e specifiche di utilizzo dello stesso) a supporto delle scelte di intervento.
b. individuazione dei potenziali regionali e dei relativi sostenibili contributi delle Regioni agli obiettivi nazionale (similmente al modello utilizzato per gli stati membri a livello europeo) non soggetti a sanzioni, che tengano in debito conto delle infrastrutture presenti, criticità, impatti e capacità delle singole regioni;
c. revisione del metodo di calcolo degli obiettivi, soprattutto per le parti inerenti i trasporti interregionali;
2. È necessario prevedere un riordino e sistematizzazione della normativa in materia di energia e ambiente anche con il proposito di eliminare discrasie (es. 192/2005, 152/2006);
3. Si chiede di raccordare meglio il PNIEC con gli obiettivi finali al 2050 (Road Map). In particolare il PNIEC dovrebbe fornire indicazioni specifiche sul raccordo con la “Long Term Strategy” al 2050, la cui stesura è prevista per l’anno 2019. In particolare, In considerazione del fatto che l’obiettivo dichiarato in sede UE è la completa decarbonizzazione all’orizzonte temporale 2050, si ritiene che il PNIEC debba prevedere un riferimento a quale sforzo aggiuntivo ipotizzare dopo il 2030, individuando ad esempio misure a più lungo termine (molti impatti del Cambiamento Climatico saranno evidenti oltre il 2030 ma le misure di resilienza implicano tempo per essere realizzate).
4. Si chiede di sviluppare meglio gli aspetti legati agli impatti economico-sociali del Piano anche in relazione agli aspetti di accettabilità sociale di talune tipologie di impianti FER (per esempio eolico off shore); l’esigenza di tutela paesaggistica e ambientale deve essere adeguatamente contemperata con l’interesse pubblico di produzione di energia da fonti rinnovabili.
5. Si chiede inoltre di approfondire il tema della governance come strumento per incidere sulle politiche trasversali di clima ed energia, a garanzia di un'azione concretamente efficace, anche alla luce del fatto che nel documento è spesso citato tale strumento ma è difficile capire come tale Struttura tecnico-politica si incardini nel sistema che si dovrà strutturare senza prevedere che questa struttura abbia un riconoscimento formale. Dovrebbero pertanto essere esplicitate le modalità operative della cooperazione affinché le regioni possano condividerle.
6. Nel rapporto ambientale devono essere valutati gli impatti attesi su paesaggio, ambiente e salute umana di ciascuna azione proposta nel Piano, sulla base dello scenario di riferimento e le alternative di Piano (compresa l’alternativa zero).
7. Occorre garantire un confronto con le Regioni sul testo che emergerà dalla fase delle osservazioni, comprese quelle della CE.
Scenari, Misure e strumenti.
8. Gli strumenti proposti non appaiono adeguati agli obiettivi sfidanti proposti; manca inoltre un’analisi dettagliata degli effetti e delle valutazioni economiche, sociali e ambientali delle singole azioni e misure.
9. È necessario valutare gli impegni volontari sottoscritti dalle Regioni/Province autonome per il conseguimento di obiettivi di decarbonizzazione ulteriori e sfidanti rispetto agli obiettivi assegnati dal PNIEC, ed individuare specifici strumenti di sostegno degli stessi.
10. Risulta molto dettagliata la descrizione delle misure già in atto, mentre è necessario un maggiore dettaglio e approfondimento riguardo le nuove proposte che sono illustrate sommariamente; a riguardo si segnala la mancanza di un'indicazione chiara degli strumenti per gli enti locali per la transizione energetica nel prossimo futuro (incentivi, regole, standard, ecc.) soprattutto in direzione di autonomia della produzione e distribuzione;
11. Si chiede di riservare maggiore centralità al tema dell’economia circolare soprattutto in relazione al riuso, all’obsolescenza e riparabilità delle apparecchiature. L'economia circolare deve essere rappresentata come fattore chiave per ridurre le emissioni di gas serra: tale approccio è realizzabile solo con la rimozione delle barriere normative nazionali esistenti allo sviluppo del riciclo nella gestione del rifiuto (end of waste) e mediante uno sforzo di individuazione dei metodi di misura del contributo che tali politiche possono garantire alla decarbonizzazione a partire da indicatori esistenti.
12. Si richiede di approfondire le valutazioni inerenti gli effetti dei cambiamenti climatici, con particolare riferimento al modo con cui il verificarsi di detti cambiamenti può condizionare il PNIEC. In modo particolare, si chiede di esplicitare nel PNIEC quale sia la capacità del medesimo di far fronte all’evoluzione del contesto climatico, integrando l'analisi di scenario proposta tenendo in debito conto l'evoluzione delle variabili climatiche tra le "incertezze critiche” (anche ad esempio, in riferimento agli impatti sul sistema energetico nazionale in termini di produzione, domanda e distribuzione).
13. In relazione al punto precedente, dovrebbero essere esaminati e valutati scenari alternativi del PNIEC riferibili almeno agli effetti relativi agli RCP (Representative Concentration Pathway) 4.5 e 8.5.
14. In relazione ai punti precedenti e al modello di Governance e Monitoraggio di cui al punto 1, si chiede di integrare nel modello specifiche previsioni in merito agli obiettivi di adattamento e alle revisioni periodiche del PNIEC per tenere conto dell’evoluzione degli scenari, anche al fine di verificare l’attuazione delle previsioni del piano, mediante il monitoraggio.
15. Si ritiene opportuno che il modello di cui ai punti precedenti debba contenere già i criteri per la definizione di un sistema comune di gestione e monitoraggio delle politiche climatiche nazionali, intese quindi sia dal lato della mitigazione delle cause che da quello dell’attenuazione e adattamento agli effetti.
16. Si richiede di approfondire la valutazione inerente la resilienza del sistema energetico a seguito dell’attuazione del PNIEC. In particolare risulta necessario un maggiore approfondimento su come le misure suggerite dal Piano possano incidere sul mantenimento di un sistema resiliente, contemplando dove queste possono essere più efficaci e stimandone i tempi di implementazione.
17. Anche al fine di evidenziare il più possibile le sinergie di azione, gli elementi di potenziale contrasto e di possibile soluzione, il Piano dovrebbe analizzare maggiormente la propria coerenza con i piani ad esso connessi (es. PNACC, Piano di Sviluppo delle reti Terna, Piani di qualità dell'aria, Piani di distretto dei bacini idrici, etc.) anche alla luce del fatto che il successo del PNIEC dipende sostanzialmente dalle politiche e dalle azioni contenute in altri Piani, sia di scala nazionale che regionale.
18. Il raggiungimento degli obiettivi di piano necessita di un impegno incrementale di investimenti
rispetto allo scenario a politiche correnti imponente e nelle cifre del PNIEC probabilmente sottostimato in questo livello di elaborazione che non definisce in dettaglio le misure. È bene che lo Stato, in questa fase pianificatoria, dichiari la priorità di indirizzo dei fondi della nuova programmazione comunitaria 2021-2027 e programmazione unitaria 2014-2020 all'attuazione del PNIEC, anche come indirizzo alla costruzione dell’Accordo di Partenariato in corso.
Impatto e sostenibilità ambientale
19. È necessario che il PNIEC definisca il quadro di riferimento per l'approvazione, l'autorizzazione, l'area di localizzazione o comunque la realizzazione dei progetti ricadenti nel campo di applicazione della valutazione di impatto ambientale.
20. Si ritiene utile che il Piano fornisca precisi e approfonditi criteri e indicazioni sulla base dei quali le Regioni possano procedere ad una scelta localizzativa delle opere, nel rispetto delle singole specificità territoriali e preservando l’integrità delle componenti ecologiche. Tali criteri dovranno comprendere anche indicazioni relative alle modalità di stima e di mitigazione degli effetti cumulati, in relazione alle opere di tipo energetico, nonché rispetto alle altre progettualità insistenti sui territori, anche in considerazione del fatto che la proposta di PNIEC favorisce l’aggregazione di piccoli impianti FER ai fini della partecipazione alle procedure di accesso agli incentivi.
21. Si chiede di contemplare nel PNIEC la possibilità di introdurre misure di compensazione ecologica preventiva, da attuare prima della realizzazione delle opere e da declinare prioritariamente in forma di Nature Based Solutions (NBS) per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
22. Si ritiene opportuno che gli obiettivi di sostenibilità ambientale perseguibili dal PNIEC siano formulati tenendo conto degli SDGs (Sustainable Development Goals) dell’Agenda 2030 e degli obiettivi strategici della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS). A tale proposito, considerata la trasversalità dei temi in oggetto, si ritiene che, per quanto riguarda gli SDGs, oltre agli SDGs 7 “Energia pulita e sostenibile” e 13 “Lotta contro il cambiamento climatico”, debbano essere inclusi tra gli obiettivi di sostenibilità ambientali pertinenti anche gli SDGs 9 “Imprese, innovazione e infrastrutture”, 11 “Città e comunità sostenibili”, 12 “Consumo e produzione responsabili” e 17 “Partnership per gli obiettivi”.
23. È necessaria una maggior correlazione fra gli obiettivi di Piano e quanto previsto nella pianificazione relativa ai rifiuti, promuovendo i principi dell'economia circolare e l'incremento dell'efficienza energetica nella gestione dei rifiuti. (in parte già detto ai punti 8 e 33).
24. Si richiede di valutare in modo adeguato le evidenti criticità relative alle emissioni di PTS legate agli impianti di riscaldamento domestico alimentati a biomassa legnosa (cfr. pag. 47), anche al fine di proporre eventuali misure correttive quali: regolamentazione nell’utilizzo di biomasse; supportare il rinnovo degli apparecchi domestici di combustione della legna che rispettino i migliori standard emissivi con classificazione ambientali (DM186/2017) , incentivi su ricerca e sviluppo per l’innovazione tecnologica degli impianti, qualificazione della qualità e dell’impiego della biomassa legnosa e certificazione dei combustibili; promozione e supporto alla strutturazione di filiere legno-energia corte locali, rafforzare l’impegno sulle attività di informazione verso la cittadinanza sulle buone pratiche di combustione e sulla gestione/manutenzione professionale di apparecchi e camini, rafforzare l’impegno sulle attività di informazione e formazione tecnica verso operatori della filiera legno-energia, comprese imprese forestali, segherie e gestori di impianti.
Efficienza energetica.
25. È necessario riservare all’efficienza energetica la medesima attenzione riservata alla produzione di energia da fonti rinnovabili; il Piano si propone un aumento significativo della generazione da FER e
punta meno sulla razionalizzazione dei consumi.
26. È necessario riorganizzazione le misure dedicate all’efficienza energetica al fine di conseguire un maggiore coordinamento, eliminare le sovrapposizioni e concorrenzialità (es. POR FESR – FNEE-Conto Termico), ridare impulso ad alcuni strumenti (TEE), renderli in alcuni casi strutturali e più efficienti (detrazioni fiscali).
27. Si propone di prevedere la modulazione degli incentivi per l’efficienza energetica in edilizia in funzione della loro efficacia con specifiche premialità per intervenenti di rinnovamento profondo che comprendano anche gli aspetti di riqualificazione sismica e di adattamento ai CC.
28. È necessario prevedere strumenti che siano stabili nel tempo e su vasta scala territoriale per la ristrutturazione del patrimonio edilizio pubblico e privato e la transizione energetica degli ambiti urbani al fine di promuovere la razionalizzazione dei consumi nel settore civile.
29. È necessaria la riduzione dell'asimmetria tra la severità del quadro legislativo (decreto "Requisiti Minimi") e le categorie di interventi edilizi ammessi a regime semplificato (c.d. edilizia libera) al fine di massimizzare il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica.
30. Si suggerisce di introdurre opportuni correttivi agli strumenti di incentivazione nazionali vigenti sull’efficienza energetica, al fine di limitare la concorrenzialità di tali misure rispetto alle azioni previste, ad esempio, dai POR FESR regionali.
31. È necessario che venga chiaramente dettagliata la ripartizione degli obiettivi al 2030 di efficienza energetica tra i vari settori economici, dando maggiore centralità anche al raggiungimento dei target nel terziario e nell'industria attraverso la previsione di strumenti specifici.
32. Si chiede di codificare un programma che porti alla progressiva dismissione di impiego di gasolio nel settore riscaldamento.
33. Si ritiene opportuno che il Piano evidenzi in quale modo rendere coerenti gli obiettivi di efficienza energetica da raggiungere con specifiche misure sull’illuminazione pubblica, con gli obiettivi ambientali per la riduzione dell’inquinamento luminoso a tutela della salute umana, della biodiversità e del paesaggio notturno.
Fonti rinnovabili.
34. È necessario prevedere uno sviluppo armonico di tutte le fonti rinnovabili compreso l’eolico, l’idroelettrico, la geotermia e le bioenergie, sulla base delle valutazioni degli impatti attesi, effettuate nel Rapporto ambientale di VAS.
35. In riferimento alla previsione di individuazione delle aree idonee a carico delle Regioni appare necessario che lo Stato definisca, d’intesa con le Regioni e le Province autonome, i principi guida sulla base dei quali le Regioni e le Province autonome possono individuare in modo rispettoso delle specificità territoriali le aree idonee alla installazione di nuovi impianti, perseguendo uno sviluppo armonico, coordinato, sostenibile ed efficiente del sistema elettrico. Tali principi condivisi devono essere principalmente riferiti a criteri di tutela ambientale e paesaggistica da contemperare, che possano supportare la concertazione delle Regioni con il tessuto locale e che sono essenzialmente riconducibili a: tutela delle aree agricole, salvaguardia della qualità dell’aria specie in aree critiche, difesa del deflusso minimo vitale dei corpi idrici, salvaguardia degli habitat e delle specie, tutela del paesaggio.
36. In coerenza con quanto emerso nel corso dell’istruttoria del decreto FER 2018 si chiede di stralciare a pagina 45 la frase “quali superfici agricole non utilizzate” e a pagina 101 la frase “in particolare a uso agricolo” in quanto espongono al rischio di speculazione degli impianti FER nelle aree agricole.
37. È necessaria una maggiore attenzione alle misure per il potenziamento del teleriscaldamento che
andrebbe abbinato prioritariamente al recupero termico da processi produttivi e termoelettrici.
38. È necessario codificare un preciso programma di revisione normativa e di regolazione che preveda, anche nell’attuale fase di modifica e aggiornamento dei regolamenti comunitari:
a. Il fedele recepimento e una sollecita attuazione delle direttive europee del Clean Energy Package con particolare riferimento alla RED II al fine di dare piena attuazione alle nuove figure degli Autoconsumatori e delle Collettività locali dell’energia;
b. la modifica delle norme al fine di poter rendere possibile la creazione di nuovi SDC e distretti energetici.
39. Si chiede di rivalutare le curve di crescita di installazione della potenza e della produzione di energia da fonti rinnovabili al 2030 ed il bilanciamento tra le fonti ed i macro-settori dopo aver valutato attentamente il mix di fonti FER adeguato a ciascuna area del Paese sulla base delle specificità locali. Si chiede di rivedere il tasso di crescita delle curve soprattutto in particolari intervalli temporali (2025-2030).
40. Si chiede che nella valutazione di cui al punto precedente siano già analizzate e indicate nel PNIEC le misure correttive per eventuali necessità di adeguamento degli obiettivi in funzione dell’evoluzione del contesto, anche per gli effetti del cambiamento climatico evidenziati dagli scenari RCP 4.5 e 8.5 disponibili per il territorio nazionale.
41. È necessario riservare maggiore importanza al biometano, vettoriato anche nelle reti del gas naturale, e alle relative misure di sostegno.
42. È necessario riservare maggiore importanza all’idrogeno traguardando la prospettiva post 2030, in particolare per quanto riguarda la possibilità di produrre idrogeno mediante FER. Ciò consente di migliorare sensibilmente l’efficienza della FER, grazie alla possibilità di stoccare l’idrogeno.
43. È necessario potenziare lo strumento del repowering e del revamping degli impianti FER prevedendo soluzioni innovative oltre alla semplificazione nel permitting anche in riferimento al procedimento unico di cui all’articolo 14 comma 5 della legge 241/90.
44. È necessario prevedere strumenti che siano stabili nel tempo e su vasta scala territoriale per la ristrutturazione del patrimonio edilizio pubblico e privato e la transizione energetica degli ambiti urbani al fine di promuovere la produzione da fonte rinnovabile nel settore civile.
Decarbonizzazione.
45. È necessario chiarire le modalità e le tempistiche di attuazione del phase out carbone; si rilevano criticità riguardo all’attuazione delle opere necessarie al phase-out e alla mancata previsione di alcune di esse già inserite nella SEN (rete trasporto gas naturale Sardegna). È necessario prevedere un passaggio urgente da una fase meramente valutativa ad una attuativa stabilendo una stringente programmazione delle opere già descritte nella SEN, nel PdS 2018 Terna e nel Piano decennale di SRG necessarie per l’abbandono del carbone. In particolare per la Sardegna, in considerazione dei cronoprogrammi dei progetti per l’approvvigionamento del gas naturale nell’isola, si propone di spostare la data del phase-out del carbone al 2030.
46. È necessario prevedere soluzioni sostenibili ed innovative tali per cui le dismissioni degli impianti termoelettrici a carbone diventino nuove opportunità di sviluppo per i territori che le ospitano in modo da contribuire ad assorbire l’impatto socio economico negativo che potrebbe derivare da una loro chiusura in assenza di una riconversione.
Gestione delle Reti e del Mercato.
47. È necessario un maggiore dettaglio per le misure e le politiche per la diffusione delle Smart Grids anche valorizzando a livello locale la diffusione degli accumuli distribuiti.
48. Relativamente alla gestione del mercato dell’energia e delle reti si propone di ricalibrare la strategia codificando un passaggio più coraggioso da un modello central dispatch ad uno decentrato che assegni ai DSO ed agli altri operati privati della distribuzione ruoli e responsabilità maggiori nel garantire il funzionamento e la sicurezza complessiva del sistema e al TSO un ruolo di regolatore generale che dialoga in interfaccia con i players di livello inferiore.
49. Conseguenza del punto 47, relativamente alla strategia di sviluppo delle reti, si propone di riorientare il PNIEC verso uno schema a “doppio binario”:
a. potenziamento della RTN nell’ottica di un TSO sempre meno gestore centralizzato e sempre più coordinatore di distretti e delle sole risorse di produzione e carico connesse in alta tensione.
b. sviluppo delle reti in MT e BT secondo il modello delle smart grids con minore necessità di risorse di dispacciamento e bilanciamento e con particolare attenzione al tema della resilienza.
Mobilità e Trasporti.
50. Si chiede di prevedere degli obiettivi più sfidanti sulla riduzione dei consumi nei Trasporti e sulla mobilità elettrica e di dare maggiore centralità alla mobilità condivisa sia pubblica che privata con la proposizione di misure più dettagliate e calibrate; si chiede di garantire l’integrazione della fonte rinnovabili nello sviluppo della mobilità elettrica.
51. È necessario riportare a sistema tutte le iniziative nazionali e regionali sulla mobilità elettrica e le relative infrastrutture di ricarica nel quadro del PNIRE e prevedere un potenziamento delle risorse disponibili.
52. È necessario codificare un programma per arrivare alla progressiva dismissione di autoveicoli non ibridi a gasolio e benzina.
53. È necessario riservare maggiore centralità al trasporto su ferro (raddoppio tratte a binario unico) e alla sua elettrificazione come pure all’elettrificazione dei porti, anche prevedendo la revisione delle attuali risorse economiche destinate alle infrastrutture.
54. In coerenza con la strategia ASI (AVOID/SHIFT/IMPROVE), adottata da EEA ed UNEP per la mobilità sostenibile, è opportuno integrare le misure di “efficienza delle prestazioni dei veicoli” (misure IMPROVE) già preponderanti all’interno del Piano, con quelle ulteriori misure che influenzano soprattutto la mobilità collettiva, fra le quali quelle definite di “efficienza del sistema” (misure AVOID) e di “efficienza dello spostamento” (misure SHIFT).
55. Nella misura “Potenziamento infrastrutturale per il trasporto ferroviario regionale è previsto che “Per le ferrovie regionali, il Governo promuoverà una stretta collaborazione con le Regioni nel monitoraggio della rete, prevedendo la possibilità di affidare a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) alcune tratte oggi gestite dalle Regioni". L’assorbimento della rete regionale non rientra tra le strategie regionali e non si ritiene che tale previsione possa garantire una migliore efficienza del sistema di trasporto ferroviario.
Pertanto si propone di modificare il testo contenuto nel PNIEC come segue:
“Per le ferrovie regionali, il Governo promuoverà una stretta collaborazione con le Regioni nel monitoraggio della rete, prevedendo la possibilità di affidare a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) alcune tratte oggi gestite dalle Regioni, previa valutazione congiunta della reale efficienza della modifica gestionale”.
Dati e informazioni.
56. Si propone la creazione di un set di indicatori sintetici per la misura della decarbonizzazione che tenga adeguatamente conto dei cicli economici al fine di spiegare correttamente la diminuzione dei consumi. Il set di indicatori dovrà consentire di evidenziare i percorsi virtuosi di decarbonizzazione delle Regioni attraverso l’adesione a strumenti volontari che vadano oltre gli obiettivi e gli standard minimi (cfr. anche punto 7).
57. Anche al fine del monitoraggio delle azioni e delle politiche, si propone una sistematizzazione a livello nazionale di tutti i dati energetici e meteoclimatici detenuti a vario titolo da enti pubblici e/o di ricerca e attivare campagne di rilevamento, certificazione e standardizzazione dei dati medesimi.
Formazione, Informazione e Educazione.
58. È opportuno che il Piano valorizzi il ruolo delle azioni educative e formative quali fondamentali fattori per l’attuazione di una efficace strategia per l’energia e il clima (es. campagne di sensibilizzazione).
59. È necessario potenziare gli strumenti di informazione e in generale funzionali alla creazione di una consapevolezza sui temi del cambiamento climatico, sia per quanto riguarda la mitigazione delle cause sia l’attenuazione e l’adattamento ai suoi effetti, presso la cittadinanza.
60. In tema di Educazione all’Ambiente ed alla Sostenibilità (EAS) si suggerisce di fare riferimento alle iniziative esistenti ed in particolare al Sistema Nazionale IN.F.E.A.S. (informazione, formazione ed educazione all’ambiente e alla sostenibilità) e al Sistema Nazionale a Rete per la Protezione dell’ambiente (SNPA), degli "sportelli energia locali” e dei “training centers”.
Patto dei Sindaci.
61. Ulteriori possibilità potranno provenire dalla realizzazione degli interventi nel campo dell’efficienza, fonti rinnovabili e di adattamento previsti nei piani locali elaborati dai comuni, come i Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) elaborati dai comuni che hanno aderito al Patto dei Sindaci o certificazioni basate sul sistema European Energy Award (ComuneClima o equivalenti), Programmi in relazione ai quali il Documento non presenta alcun riferimento.
Si ritengono utili:
l’inserimento di una opportuna “strategia della partecipazione” che tenga conto dei piani di azione locale (oggi PAESC), che possa declinare azioni e attivare iniziative per il raggiungimento degli obiettivi dei Piani di azione, coerentemente con gli obiettivi del PNIEC.
l’istituzione di una struttura di coordinamento fra i diversi livelli di pianificazione comunale-regionale-nazionale. Tale coordinamento si potrà realizzare, ad esempio, mediante la predisposizione di piattaforme informatiche e sistemi informativi, regionali e nazionale.
62. Si suggerisce di promuovere anche attraverso il PNIEC lo strumento del PAESC congiunto, in linea con il recente orientamento del Patto dei Sindaci che mira all’aggregazione tra i soggetti firmatari e in coerenza con il percorso verso la costituzione di comunità energetiche (promosso dal Clean Energy Package ma già esistenti in Piani regionali vigenti) e verso l’elaborazione di strategie/piani di adattamento su scala sovracomunale (promosso da strategie/piani regionali di adattamento approvati).

Documento congiunto della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dell'Anci del 6 giugno 2019: Posizione sulla proposta di piano integrato nazionale per l'energia e il clima

Report della Conferenza Unificata del 6 giugno


( red / 17.06.19 )
Regioni.it

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