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Regioni.it

n. 3633 - lunedì 17 giugno 2019

Sommario
- Apprendistato: Corte dei Conti, tempi troppo lunghi per erogazione risorse
- Fondo per lotta all'abusivismo: chiesto un tavolo tecnico per modificare il decreto
- Banca d'Italia: risultati economici delle imprese a livello territoriale
- Piano integrato nazionale per l'energia e il clima: serve un tavolo di confronto
- Prevenzione incendi nelle strutture sanitarie: il parere sul decreto di proroga
- Relazione sui debiti commerciali della Pa e i ritardi nei pagamenti

+T -T
Relazione sui debiti commerciali della Pa e i ritardi nei pagamenti

Studio dell'Università Cattolica nel 2018

(Regioni.it 3633 - 17/06/2019) Nella relazione 'I debiti commerciali della Pa e i ritardi nei pagamenti' realizzato dall'Osservatorio sui conti pubblici italiani (Ocpi) dell'Università Cattolica si evidenzia che nel 2018 le regioni Toscana, Lazio e Friuli-Venezia Giulia sono state quelle più virtuose rispetto ai tempi di pagamento dei debiti commerciali (ultima la Basilicata).
Il ministero più rapido a pagare è stato il ministero dell’economia e il ministero dell’Interno è invece il dicastero più lento.
Anche se i tempi di pagamento siano "ridotti notevolmente" rispetto al passato, l'Italia resta il Paese europeo con la più alta consistenza di debito pubblico commerciale, e tra quelli con i maggiori ritardi.
Se in generale Regioni e Province autonome pagano mediamente addirittura in anticipo, i ministeri sono in media 'ritardatari', così come i Comuni sopra i 60mila abitanti.
Lo stock di debito in rapporto al Pil "è diminuito negli ultimi anni passando dal 4% del Pil (64,4 miliardi) del 2012 al 2,9% di fine 2018 (51,6 miliardi). Di questi 51,6 miliardi la parte per cui erano già scaduti i termini di pagamento era però molto più contenuta (26,9 mld)".
I tempi vanno comunque migliorando: secondo l'European Payment Report l'Italia "ha ridotto il tempo medio di pagamento da 131 giorni nel 2016 a 67 giorni nel 2019" a fronte di una media europea di 42 giorni (la Germania ha una media di 27).
Secondo invece Assobiomedica e i suoi dati sulle strutture sanitarie pubbliche la riduzione è stata da 298 nel 2012 a 113 nel 2019; il Mef riporta invece il tempo medio ponderato, in cui viene fatto contare anche l'ammontare delle singole fatture: nel 2016 i giorni erano 58, nel 2018 sono 46. Scendendo nel dettaglio "tra Regioni e Province Autonome si registra un anticipo medio di 5 giorni rispetto alla scadenza della fattura - si legge - anche se sono ancora ritardatarie nei pagamenti 7 amministrazioni su 22. Le più virtuose sono la Toscana, il Lazio e il FVG, con un anticipo medio ponderato rispetto alla scadenza rispettivamente di 25, 23 e 15 giorni. I fanalini di coda sono invece Basilicata (ritardo medio di 73 giorni), Abruzzo (25 giorni) e Sicilia (18 giorni)”.



( gs / 17.06.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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