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Regioni.it

n. 3634 - martedì 18 giugno 2019

Sommario
- Mezzogiorno: De Luca su riforma abuso d'ufficio e autonomia
- La Politica di coesione post-2020: Summer school Cinsedo dall'8 all'11 luglio
- Istat: dati 2018 sulla povertà
- Cirio: Piemonte lavora su autonomia e fondi europei
- Innovazione: Rapporto Ue certifica buone performance di Abruzzo, Basilicata e Marche
- Infermieri: Bonaccini il 21 giugno alla presentazione del nuovo codice deontologico

+T -T
Istat: dati 2018 sulla povertà

La percentuale di famiglie in povertà assoluta nel Mezzogiorno è del 10%, rispetto al 5,8% del Nord e al 5,3% del Centro

(Regioni.it 3634 - 18/06/2019) La percentuale di famiglie che si trova in povertà assoluta nel Mezzogiorno è del 10,0%, rispetto al 5,8% del Nord e al 5,3% del Centro. Lo rileva l’Istat.   Nel 2018 sono oltre 1,8 milioni le famiglie in condizioni di povertà assoluta, con un'incidenza pari al 7%, per un totale di 5 milioni di individui (8,4% del totale). Secondo i dati Istat si arresta dopo tre anni la crescita del numero di famiglie in povertà assoluta. Le famiglie in condizioni di povertà relativa nel 2018 sono poco più di 3 milioni (11,8%), quasi 9 milioni di persone (15% del totale), pur restando ai massimi livelli dal 2005. L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma notevolmente superiore nel Mezzogiorno (9,6% nel Sud e 10,8% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni (6,1% nel Nord-Ovest e 5,3% nel Nord-est e del Centro).
Le famiglie in condizioni di povertà relativa nel 2018 sono poco più di 3 milioni (11,8%), quasi 9 milioni di persone (15,0% del totale). L’intensità della povertà, cioè quanto la spesa mensile delle famiglie povere è mediamente sotto la linea di povertà in termini percentuali, ovvero “quanto poveri sono i poveri”, si attesta nel 2018 al 19,4% (era il 20,4% nel 2017), da un minimo del 18,0% nel Centro a un massimo del 20,8% al Sud.
A livello individuale, il lieve calo della media nazionale (da 15,6% a 15,0%) è sintesi di dinamiche contrastanti nelle ripartizioni (da 7,4% a 8,6% nel Nord-est; da 30,8% a 25,7% nelle Isole). Su scala territoriale, Calabria (30,6%), Campania (24,9%) e Sicilia (22,5%) si confermano le regioni con la maggiore incidenza.
Nel 2018 le famiglie “sicuramente” povere (che hanno livelli di spesa mensile equivalente inferiori alla linea standard di oltre il 20%) sono stabili al 6,2%, con valori più elevati nel Mezzogiorno (12,6%). Quelle “appena” povere (ovvero con una spesa inferiore alla linea di non oltre 20%) sono il 5,5% delle famiglie residenti (6,1% nel 2017) e raggiungono il 9,5% nel Mezzogiorno (12,2% l’anno precedente); tra le “appena” povere, il 3,1% presenta livelli di spesa per consumi molto prossimi alla linea di povertà (inferiori di non oltre il 10%) percentuale che sale a 5,2% nel Mezzogiorno.
È invece “quasi povero” il 7,5% delle famiglie (spesa superiore alla linea di non oltre 20%) mentre il 3,5% ha valori di spesa superiori alla linea di povertà di non oltre 10% (5,3% nel Mezzogiorno).
Le famiglie “sicuramente” non povere, infine, sono l’80,8% del totale (80,4% nel 2017), con valori pari a 88,1% nel Nord, 85,4% nel Centro e 66,7% nel Mezzogiorno.





( gs / 18.06.19 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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