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Regioni.it

n. 3637 - venerdì 21 giugno 2019

Sommario
- Bonaccini: superare carenza cronica di infermieri, ma nessuno pensi a tagli
- Grillo su Patto salute, Fondo sanitario e Aifa
- Istat: nel rapporto annuale le differenze territoriali
- Agenzia dell'Entrate: maggiorazione Irap e addizionale Irpef in Calabria e in Molise
- Presentato il Codice deontologico delle professioni infermieristiche
- Toma su incontro con Giorgetti: lo sport è uno dei mezzi per combattere lo spopolamento

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Istat: nel rapporto annuale le differenze territoriali

Pubblicati anche gli indicatori territoriali per le politiche di sviluppo

(Regioni.it 3637 - 21/06/2019) Tra le evidenze segnalate dall’Istat nel suo rapporto annuale rientra il fatto che permangono importanti disuguaglianze sociali nel nostro Paese. In tal senso è significativo quello che avviene per quanto riguarda la speranza di vita. Oltre al livello di istruzione, che comunque fa la differenza, la forbice si amplia nei diversi territori: si osserva infatti una differenza di 6,1 anni negli uomini e 4 anni nelle donne tra chi ha un alto livello di istruzione a Bolzano (rispettivamente 83,6 e 86,9 anni per uomini e donne) e chi ha un basso livello di istruzione in Campania (77,5 e 82,9 anni).
La variabilità territoriale diminuisce quando il livello di istruzione è più elevato (con uno scarto massimo di 2,6 anni per gli uomini e 1,8 per le donne). I differenziali di sopravvivenza tra quanti hanno un basso livello di istruzione sono, infatti, di 3 anni negli uomini e di 2,6 nelle donne.
“Sebbene l’Italia – rileva l’Istat - sia tra i paesi in Europa con i minori differenziali sociali nella salute, i risultati evidenziano il potenziale ancora guadagnabile nel nostro Paese: la differenza nella speranza di vita alla nascita di 6,1 anni tra gli uomini e di 4 anni tra le donne con alto livello di istruzione a Bolzano, rispetto ai residenti meno istruiti in Campania, corrisponde al guadagno in anni di aspettativa di vita osservato in oltre venti anni di storia demografica italiana (1995-2017)”.
Per quanto riguarda invece il saldo migratorio con l’estero degli italiani. l'indice è sempre negativo dal 2008, registrando una perdita netta di circa 420 mila residenti in dieci anni. Circa la metà di questa perdita (208 mila) è costituita da giovani dai 20 ai 34 anni e di questi, due su tre sono in possesso di un livello di istruzione medio-alto. Ed è il Mezzogiorno che è più caratterizzato da queste perdite di capitale umano. Quasi la metà (208 mila unità) è costituita da giovani dai 20 ai 34 anni, di cui due su tre sono in possesso di un livello di istruzione medio-alto.
“Tra il 2008 e il 2017 – spiega inoltre l’Istat - i saldi con l’estero di giovani cittadini italiani con livello di studio medio- alto sono negativi in tutte le regioni italiane: la Lombardia è in assoluto la regione che ha ceduto ad altri paesi più risorse qualificate (-24 mila giovani residenti), seguita dalla Sicilia (-13 mila), dal Veneto (-12 mila), dal Lazio (-11 mila) e dalla Campania (-10 mila)”.
Poi l’Istat ha anche pubblicato la Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo, che è prevista dalla nuova Convenzione stipulata tra Istat e il Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe) Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia per la Coesione Territoriale (ACT), nell’ambito del progetto “Informazione statistica territoriale e settoriale per le politiche di coesione 2014-2020” finanziato con il PON “Governance e capacità istituzionale 2014-2020”. Gli obiettivi principali della Banca dati sono di disporre di dati e indicatori territoriali aggiornati per osservare i risultati via via raggiunti dalle policy nei territori, supportare eventuali riprogrammazioni delle risorse.
Gli Indicatori dell’Accordo di partenariato 2014-2020 sono suddivisi per Obiettivo tematico e per Risultato atteso e sono disponibili sia in un unico file compresso con estensione .zip, in modo da renderne più agevole la ricerca, sia all’interno delle altre chiavi di lettura della banca dati.






( gs / 21.06.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
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