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Regioni.it

n. 3638 - lunedì 24 giugno 2019

Sommario
- Conferenza Regioni il 27 giugno
- Conferenza Unificata il 27 giugno
- Conferenza Stato-Regioni il 27 giugno
- Acque balneabili: Rapporto Ue 2018
- Grillo su carenza medici
- Valle d'Aosta: schema di accordo di promozione turistica con Liguria

+T -T
Acque balneabili: Rapporto Ue 2018

Mare Monstrum 2019 di Legambiente

(Regioni.it 3638 - 24/06/2019) Le acque sono sempre più balneabili. Lo sostiene un rapporto dell’Unione europea sulle acque balenabili 2018.
L'Italia è nona per l'ottima qualità delle acque di balneazione: il 95% sono eccellenti ma abbiamo anche più siti di bassa qualità.
Il Rapporto della Commissione europea e dell'Agenzia Ue per l'ambiente (Eea), è l'ultima relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione europee, oltre l'85 % dei siti monitorati l'anno scorso ha soddisfatto i più rigorosi criteri dell'Unione europea in materia di pulizia ed è stato classificato di qualità "eccellente".
Si ritiene che i requisiti in materia di acque di balneazione, stabiliti nella direttiva dell'UE sulle acque di balneazione, hanno contribuito a migliorare notevolmente la qualità delle acque balneabili europee.
In cinque paesi, il 95% o più dei siti di balneazione è risultato di qualità "eccellente": Cipro (99,1 % dei siti), Malta (98,9 % dei siti), Austria (97,3 % dei siti) e Grecia (97 % dei siti).
Nel 2018 tutti i siti di balneazione analizzati a Cipro, in Grecia, in Lettonia, in Lussemburgo, a Malta, in Romania e in Slovenia hanno conseguito almeno la menzione di qualità "sufficiente". 
La percentuale più elevata di siti di balneazione con qualità delle acque "scarsa" è stata registrata in Italia (89 siti, pari all'1,6 %), Francia (54 siti, pari all'1,6 %) e Spagna (50 siti, pari al 2,2 %). Rispetto al 2017 questo numero è diminuito in Francia (da 80 siti nel 2017 a 54 nel 2018) ma è aumentato in Italia (da 79 siti a 89) e in Spagna (da 38 siti a 50).
L'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, circa un quarto del totale di quelle europee (22.131): sono 5.539 totali, di cui 4.871 marine e 668 interne.
Seguono la Francia con 3.351, la Germania con 2.289 (acque interne), la Spagna con 2.228 e la Grecia con 1.598. Dal report emerge dunque l'ottima qualità delle acque in Italia, tanto che nella stagione 2018, sul totale delle acque il 90% è di qualità eccellente ed il 5,2% buona. Un dato che si attesta oltre la media Ue (85%), con la nostra penisola che fa meglio di Paesi come Spagna (87%), Francia (78,8%) e Svezia (72,7%), ma peggio di Germania (92,7%) o Grecia (97%).
Complessivamente, i bacini italiani analizzati rappresentano il 25% di tutte le acque balneabili nell'Ue. Per la restante quota di acque balneabili in Italia, il 2,1% risulta di qualità sufficiente, l'1,6% scarsa e l'1,2% non classificata per campionamenti insufficienti.
Se il nostro Paese si colloca in ottima posizione tra quelli con un'acqua considerata 'eccellente', il Rapporto evidenzia però anche un dato negativo: all'Italia va infatti la maglia nera Ue per il maggior numero di siti con acque balneabili, sulla costa e all'interno, di bassa qualità (89), davanti a Francia e Spagna. I siti balneari italiani di scarsa qualità, rileva il Rapporto, sono aumentati rispetto a un anno fa da 79 a 89 (in Spagna da 38 a 50), mentre per la Francia la situazione è in miglioramento (da 80 a 54).
Nel contempo il dossier Mare Monstrum 2019 di Legambiente, basato sul lavoro delle Forze dell'ordine e delle Capitanerie di porto, rileva che aumentano le denunce di reati contro il mare e metà degli illeciti avvengono in 4 regioni del Sud.
Il 52,7% degli illeciti accertati si concentra in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. La Campania ha il primato con 3.483 infrazioni (il 17%), 4.141 persone denunciate o arrestate e 1.397 sequestri.
Nel 2018 sono state 20.437 le infrazioni accertate, il 20% in più rispetto all'anno precedente. Salgono a 23.554 le persone denunciate e arrestate (+20%). Sono stati 5.834 i sequestri (+22%), per un valore di 1,5 miliardi di euro, fra beni e sanzioni. Le illegalità sono legate al ciclo del cemento (34% dei reati); inquinamento delle acque (33,1%); pesca di frodo (23,1%); infrazioni al codice della navigazione (9,8%).
Infine i numeri del cemento illegale: sono 6.955 le infrazioni accertate, di cui oltre la metà sempre tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia; oltre 9mila tra arresti e denunce, 1.549 sequestri.

 

Relazioni nazionalien
Mappa interattiva dei risultati per ciascun sito di balneazione
Qualità delle acque di balneazione

 

 



( gs / 24.06.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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