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Regioni.it

n. 3640 - mercoledì 26 giugno 2019

Sommario
- Convocata la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 27 giugno
- Autonomia differenziata: stallo nel Governo, dichiarazioni di Bonaccini, Fontana e Zaia
- Corte dei Conti: autonomia non deve portare crescita solo in alcune regioni
- Specialistica ambulatoriale, veterinaria ed altre professionalità sanitarie: siglato accordo collettivo
- Sanità: Toma, abolire i commissariamenti
- Comitato Regioni Bruxelles: ci aspettiamo molto da successore commissario Cretu

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Autonomia differenziata: stallo nel Governo, dichiarazioni di Bonaccini, Fontana e Zaia

(Regioni.it 3640 - 26/06/2019) "Vedo e leggo un po' di caos ingiustificato sull'Autonomia” è la considerazione di apertura  del post su facebook del Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. La chiedono i cittadini di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ed è giusto che si faccia. Sarà un'autonomia equilibrata, fatta bene, che gioverà veramente a Regioni e Comuni”. E "Non penso – prosegue Di Maio - che qualcuno voglia tornare ai tempi della secessione della Padania e non ho motivo di dubitare che sapremo trovare insieme la migliore soluzione. Certo, alcune posizioni più estreme mi preoccupano. Non si può pensare di impoverire ancora di più regioni come la Puglia, la Calabria, la Sicilia, ma anche l'Abruzzo, il Lazio, le Marche, il Molise, la Campania e l'Umbria. Di meno ospedali, meno scuole e strade sempre più in dissesto non se ne parla. Ma sono certo che alla fine prevarrà il buonsenso. Faremo – conclude Di Maio -una cosa equilibrata”.
Considerazioni che fanno seguito allo stallo registrato a Palazzo Chigi  - proprio sulle richieste di autonomia differenziata avanzate da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto – e che non bastano a tranquillizzare i diretti interessati.
Molto critico il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini (a margine della presentazione delle carte di pagamento in braille da  parte di Bper): "Sono stanco di questo balletto e  chiacchiericcio. Ci dissero 12 mesi fa che di lì a poco sarebbe stata concessa l'autonomia, ma siamo ancora qui ad attendere e mi pare che  anche ieri sia ripreso lo scontro dentro al Governo e quindi un nulla  di fatto. Ora leggo che vogliono trovare una soluzione ma mi viene da  sorridere perché vorrei ricordare che le parti sono 2 e se vogliono  trovare una soluzione devono sedersi ad un tavolo con noi che siamo  parti in causa; non pensino di dire da soli cosa si fa e cosa no. Devono dirci - prosegue - se davvero vogliono concederci l'autonomia come prevede  la Costituzione o no. Ricordo che tutte le regioni che stanno  chiedendo autonomia - sottolinea- ora lo stanno facendo come lo  abbiamo fatto noi, senza ricorrere al referendum, come prevede la Costituzione. Non chiediamo soldi, non facciamo spendere di più ai  cittadini. Ho letto che vogliamo la scuola regionale, non é così la  scuola deve rimanere nazionale. Quello che vogliamo è poter incidere  sugli organici perché non voglio più che un ragazzo o una ragazza inizi la scuola e per mesi non sappia quale sia l'insegnante di  riferimento", conclude il presidente della Regione Emilia-Romagna.
Concetti pii riopersi più tradi co un comunicato stampa. “Il copione è sempre lo stesso: dichiarazioni roboanti alle quali non segue nulla. La sensazione spiacevole è che prosegua il gioco delle parti che si protrae da mesi, con un botta e risposta continuo tra i due azionisti del Governo più ad uso e consumo delle forze politiche della maggioranza che non per arrivare ad un’intesa con le Regioni. Ma una cosa deve essere chiara: l’Emilia-Romagna non si lascia né si lascerà prendere in giro”.  Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, interviene dopo il mancato arrivo, in Consiglio dei ministri, del tema autonomia regionale, nonostante ieri lo stesso Governo avesse annunciato la presenza oggi sul tavolo dell’esecutivo di un “testo base” sull’autonomia differenziata, progetto sul quale il confronto, anche con i ministeri competenti, è aperto ormai un anno. “Non voglio aggiungere confusione a quanta già non se ne stia facendo nel Governo. Né voglio entrare nelle schermaglie tra le due forze politiche di maggioranza, perché credo che il compito di una Regione sia quello di confrontarsi con l’esecutivo in quanto tale. A scanso di equivoci, e visto che si parla di ‘testo base’, va però chiarito e ribadito un dato di fatto incontrovertibile: non esiste una bozza di testo d’intesa sulla maggiore autonomia regionale che possa essere discussa e approvata in Consiglio dei ministri. Certamente non per l’Emilia-Romagna. Per essere tale, con ogni evidenza, il testo dovrebbe essere concordato tra Regione Emilia-Romagna e Governo, mentre ad oggi confermo che non esiste alcuna ipotesi di accordo; né, peraltro, abbiamo notizie che ve ne sia uno con le altre Regioni coinvolte”.  “Esiste certamente un testo proposto dalla nostra Regione, che ricordo è stato condiviso con tutte le parti sociali dell’Emilia-Romagna e più volte discusso in Assemblea legislativa, dove mai si è registrato un voto contrario, nemmeno dalle opposizioni; ma quel testo non ha avuto riscontro positivo dal Governo, se non per alcune parti. Così come esiste un testo formulato dal Governo ma che non è condiviso dalla nostra Regione. Siamo quindi fermi a dove eravamo a inizio d’anno- sottolinea Bonaccini-, senza che vi siano stati passi avanti con i singoli ministeri o con il Governo nel suo insieme: non esiste alcun testo base d’intesa. E il dibattito che ruota intorno a questo – dai vertici di maggioranza alle sedute del Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno l’autonomia regionale, poi sparita - lascia interdetto chi, come il sottoscritto, attende da mesi una risposta. E’ lecito quindi chiedere: di quale testo d’intesta con l’Emilia-Romagna intenderebbe discutere il Governo? Lo chiedo perché a non conoscerne i contenuti è proprio uno dei due contraenti, cioè la Regione Emilia-Romagna”.  “A questo punto, però, è importante che almeno i cittadini siano informati: anche nei prossimi giorni non è pensabile che in materia di autonomia succeda qualcosa che riguardi l’Emilia-Romagna, come nulla è accaduto nei mesi alle nostre spalle nonostante, appunto, le dichiarazioni roboanti. La cosa più grave- conclude Bonaccini- è che noi abbiamo fatto un lavoro serio e non si può prendere in giro né una Regione, nei suoi cittadini. Posso parlare solo per l’Emilia-Romagna, ovviamente, posto che lo stesso rispetto meritano le altre Regioni e i loro cittadini”.
"Se il tentativo" del Movimento 5 Stelle, "è quello di portarci a una riforma che sia una non-riforma, io lo dico subito: non la sottoscriverò mai, per cui è inutile che cerchino di portarci in quella direzione. Per cui o è sì, una riforma seria e utile per il Paese, oppure è meglio che dicano no”, ha detto il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana. "Credo sia meglio dire le cose come stanno. Tutte quelle che vengono utilizzate sono affermazioni prive di consistenza. Si dica 'non vogliamo trasferire l'autonomia' e lo si dica alle 5 milioni di persone che hanno chiesto di averla. Meglio essere onesti che continuare a usare forme quantomeno equivoche" aggiunge Fontana (a margine di una iniziativa di Fnm alla stazione ferroviaria di Milano Bovisa).  Io credo che non si possa andare avanti in questo modo. Bisogna dare una risposta chiara e avere il coraggio di assumersi le responsabilità. E’ inutile continuare a prendere in giro la gente". Comunque  "Vedremo, ne parleremo con Zaia e Bonaccini, credo che nessuno degli altri governatori – conclude Fontana - sia disposto a prendere uno schiaffone del genere senza battere ciglio. Credo che qualcosa si farà".
Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, trova “lunare questo dibattito: quello che ha 10 e lode deve studiare di meno per non far fare brutta figura all'asino. Noi abbiamo portato al referendum 2.328.000 veneti con oltre il 98% dei sì. Ci attendiamo che l'applicazione della Costituzione avvenga. E' ovvio - ha detto Zaia a Radio anch'io su Radio uno - che sono deluso. Lo dico ai grillini: ricordo che noi siamo andati a referendum perché la Corte Costituzionale ha detto che era giusto andare a referendum con una sentenza; se non vuoi applicare la Costituzione a questo punto, delle due l'una: o mi presenti la tua proposta alternativa di autonomia o presenti una modifica della Costituzione. Finiamola con queste manfrine del paese di serie A e Serie B. Il paese è già così e non per colpa delle autonomie. Cinque regioni hanno già l'autonomia, 12 la chiedono, ne restano 3 che ancora non l'hanno chiesta. Secondo me quando si fanno dichiarazioni rispetto al paese di serie A e di Serie B, chi fa queste affermazioni non ha neanche letto il progetto. Arriverà qualcuno e la farà quest'autonomia. Questo governo – conclude Zaia - ha l'opportunità di scrivere una pagina di storia. Spero la scriva. I 5 stelle bloccavano anche sulle olimpiadi. Penso che la dimostrazione l'abbiamo data su come si fanno le cose”.

La sezione del sito della Regione del Veneto
Autonomia del Veneto -Attuazione art.116, 3°comma, Cost.





( sm / 26.06.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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