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Regioni.it

n. 3645 - mercoledì 3 luglio 2019

Sommario
- Patto Salute: confronto con CGIL, CISL, UIL
- Sanità: Bonaccini, su incremento servono garanzie dal Governo
- Lotta al caporalato e Politica Agricola Comune (Pac): audizione della Conferenza delle Regioni
- Fontana: sull'autonomia Governo faccia chiarezza
- Toma: prima il Patto Salute
- Istat: calo demografico record, rallentato dai cittadini stranieri

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Istat: calo demografico record, rallentato dai cittadini stranieri

Iscritti in anagrafe per nascita solo 439.747 bambini, il minimo storico dall’Unità d’Italia

(Regioni.it 3645 - 03/07/2019) “Continua il calo delle nascite in atto dal 2008. Già a partire dal 2015 il numero di nascite è sceso sotto il mezzo milione e nel 2018 si registra un nuovo record negativo: sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 439.747 bambini, il minimo storico dall’Unità d’Italia. La diminuzione delle nascite è di oltre 18 mila unità rispetto al 2017 (-4,0%). Il calo si registra in tutte le ripartizioni ma è più accentuato al Centro (-5,1% rispetto all’anno precedente)”.
L’Italia è in decrescita demografica. Lo rileva l’Istat spiegando come questo declino demografico avvenga per la prima volta negli ultimi 90 anni. Fenomeno che viene rallentato solo dalla crescita dei cittadini stranieri.
La popolazione italiana scende, al 31 dicembre 2018, a 55 milioni e 104mila, 235mila in meno rispetto al 2017.
La diminuzione delle nascite nel 2018 è di oltre 18mila unità rispetto pari al 4%. Diminuiscono i decessi (633mila), 15mila in meno del 2017. Rispetto al 2014 la perdita di italiani è come la scomparsa di una città come Palermo: 677mila persone, spiega sempre l’Istat.
Nel 2018 la distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica resta stabile rispetto agli anni precedenti.
La diminuzione della popolazione avviene ovunque, tranne che nella provincia autonoma di Bolzano. A livello nazionale il tasso di crescita naturale si attesta a -3,2 per mille e varia dal +1,7 per mille di Bolzano al -8,5 per mille della Liguria. Anche Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Molise presentano decrementi naturali particolarmente accentuati, superiori al 5 per mille.
Le aree più popolose del Paese sono il Nord-ovest (vi risiede il 26,7% della popolazione complessiva) e il Sud (23,1%), seguite dal Nord-est (19,3%), dal Centro (19,9%) e infine dalle Isole (11,0%).
Solo nel Nord-est si registra un lieve aumento di popolazione (+0,10% rispetto al 2017), mentre in tutte le altre ripartizioni risulta in calo; i maggiori decrementi, al di sopra della variazione media nazionale (-0,21%), si rilevano nelle Isole (-0,53%) e al Sud (-0,46%).
La popolazione straniera risiede prevalentemente nel Nord e nel Centro, dove si registra un’incidenza sul totale dei residenti superiore al 10%. Nel Mezzogiorno la presenza straniera resta più contenuta sebbene sia in crescita: 4,6 residenti stranieri per cento abitanti nel Sud e 3,9 nelle Isole.
Il primato di presenze, in termini assoluti, va alle regioni del Nord-ovest con 1.764.305 residenti di cittadinanza straniera, pari a oltre un terzo (33,6%) del totale degli stranieri. Circa un cittadino straniero su quattro risiede nelle regioni del Nord-est (23,9%), così come nelle regioni del Centro (25,4%). Più contenuta è la presenza di cittadini stranieri nel Sud (12,2%) e nelle Isole (4,9%).





( gs / 03.07.19 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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