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Regioni.it

n. 3654 - martedì 16 luglio 2019

Sommario
- Decreto "sblocca cantieri" e Codice contratti pubblici: seminario il 17 luglio
- Lotta al caporalato: l'impegno e le proposte delle istituzioni regionali
- Autonomia differenziata: Lezzi, Fico, Fedriga, De Luca e Zaia
- Industria farmaceutica: i dati Regione per Regione
- Province: il 18 luglio giornata di confronto sulla revisione della riforma
- Navigator: il 17 luglio firma convenzioni Regioni -Anpal
- Benzina: ministero Economia convoca i gestori, Faib sospende sciopero del 17 luglio

Documento della Conferenza delle Regioni del 3 Luglio

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Lotta al caporalato: l'impegno e le proposte delle istituzioni regionali

(Regioni.it 3654 - 16/07/2019) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 3 luglio, ha approvato un documento relativo all'impegno delle istuzioni regionali nella lotta al "caporalato" in agricoltura. Il testo è stato poi illustrato dal coordinatore della commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, Leonardo Di Gioia, nel corso di un'audizione parlamentare che si è tenuta, lo stesso 3 luglio, nell'ambito di un'indagine parlamentare (vedi "Regioni.it" del 3 luglio).
Si riporta di seguito lo stralcio del documento relativo alle proposte delle Regioni, con partocolare riferimento alla "Rete del lavoro agricolo di qualità"
Contributo delle Regioni e delle Province autonome all’indagine conoscitiva sul fenomeno del cosiddetto "caporalato" in agricoltura
L’indagine Conoscitiva e le proposte delle Regioni e delle Province Autonome
Nel merito dell’oggetto e delle finalità dell’indagine conoscitiva, preme evidenziare, come già sottolineato in precedenza, la necessità di rafforzare gli interventi tesi a prevenire il fenomeno, anche attraverso la condivisione delle banche dati, delle rilevazioni statistiche e delle risorse utili a rendere più efficiente ed efficace l’azione di vigilanza nel settore agricolo, evidenziando eventuali “zone grigie”.
La Rete del lavoro agricolo di qualità
In primo luogo, risulta quanto mai opportuno e necessario massimizzare gli sforzi affinché un numero maggiore di imprese da un lato e di Centri per l’impiego e Agenzie per il lavoro dall’altro aderiscano alla “Rete del lavoro agricolo di qualità”, principale strumento per promuovere la regolarità delle imprese agricole, in quanto certifica il rispetto da parte delle stesse delle norme in materia di lavoro e l’assenza di condanne e irregolarità. Anche se non si tratta di un vero e proprio “bollino etico”, essa rappresenta comunque una sorta di certificazione della “qualità” del lavoro impiegato. Come ad esempio nel caso della Regione Emilia-Romagna, le cui aziende rappresentano quasi un trenta percento delle imprese complessivamente iscritte, che, per valorizzare l’adesione alla Rete, ha riconosciuto in alcuni bandi del Programma di Sviluppo Rurale una premialità aggiuntiva all’iscrizione alla stessa.
Tuttavia, l'intento del legislatore di responsabilizzare le aziende, non ha avuto finora un impatto significativo, facendo registrare la presentazione di poche migliaia di domande di iscrizione a fronte di quelle potenzialmente ricevibili. Come si evince dalla relazione del gruppo di lavoro che opera presso il Tavolo nazionale, i dati purtroppo non sono particolarmente positivi: alla data del 15 marzo 2019 sono solo 3.602 le imprese che risultano iscritte alla Rete e di queste quasi un terzo 1.005 (pari al 29% del totale delle iscritte), come detto, operano in Emilia-Romagna. Considerato che le imprese inserite sono collocate principalmente in Puglia (25% con prima provincia Bari 19%) ed Emilia-Romagna (29% con prima provincia Ferrara 6%), risulta evidente la forte polarizzazione geografica delle adesioni.
Lo scarso appeal della Rete, confermato dai dati sopra esposti, è probabilmente riconducibile:
• ai requisiti eccessivamente rigidi, che precludono la possibilità di iscrizione;
• al timore da parte delle imprese - in ragione della rigidità dei requisiti - di vedere "certificata" la mancanza di qualità in caso di rigetto della domanda o di cancellazione successiva per sopravvenuta carenza di requisiti;
• alla preoccupazione che l'iscrizione alla Rete possa rappresentare un ulteriore inasprimento dell'azione di vigilanza nei loro confronti o comunque un'ulteriore forma di controllo.
A livello territoriale, infine, si segnala che le articolazioni locali della Rete sono state attivate in pochissime province, tra cui Foggia, senza risultati significativi (per le stesse ragioni e difficoltà registrate a livello nazionale). Peraltro, anche in questo caso, l'articolazione in sezioni territoriali della Rete con sede presso le Commissioni provinciali integrazione salari operai agricoli (Commissioni CISOA) dell'INPS, contribuisce a rendere poco chiara la natura e le funzioni del nuovo organismo.
Occorre inoltre completare la composizione della Cabina di Regia Nazionale con i rappresentanti delle imprese della cooperazione e dei lavoratori della cooperazione. Si tratta, pertanto, di valorizzare le adesioni a tale Rete, incentivando le attività economiche del settore agricolo e i prodotti d’eccellenza delle imprese che operano in condizioni di legalità e sicurezza, anche mediante il ruolo della contrattazione decentrata territoriale e introducendo misure di semplificazione amministrativa. Occorrerebbe al riguardo anche sensibilizzare i consumatori, coinvolgendoli affinché facciano scelte consapevoli ed etiche nei loro acquisti, privilegiando i prodotti di aziende sane e che operano in regime di legalità.
Nell’ambito del Tavolo Nazionale sono state individuate alcune misure per il potenziamento della Rete. Esse agiscono in tre direzioni: requisiti di iscrizione, le sezioni territoriali e la crescita delle adesioni, con il fondamentale fine di rendere efficace il contrasto al caporalato nel lavoro agricolo. Tali proposte riguardano la necessità di revisione parziale dei requisiti di accesso, di snellezza procedurale, di certezza delle condizioni di adesione, di crescita delle iscrizioni, di definizione della struttura organizzativa delle sezioni territoriali e di incentivazione delle partecipazioni alla Rete. Per rispondere a tali esigenze sono state proposte modifiche normative specifiche contenute nei documenti che si allegano.
Le altre proposte regionali
Al livello territoriale si stanno sviluppando esperienze da valorizzare ed implementare anche a livello nazionale volte a introdurre strumenti operativi per:
➢ favorire il servizio di trasporto gratuito per le lavoratrici e i lavoratori stagionali agricoli: la problematica dei trasporti rappresenta, infatti, una chiave di volta per combattere il caporalato. Sono numerose le esperienze regionali introdotte negli ultimi due anni per risolvere tale criticità attraverso, ad esempio, la rimodulazione degli orari del trasporto pubblico, attualmente del tutto scollegato dagli orari di lavoro in agricoltura, e l’introduzione del trasporto a chiamata con navette;
➢ istituire presidi medici-sanitari mobili per assicurare interventi di prevenzione e di primo soccorso;
➢ destinare beni immobili disponibili o confiscati alla criminalità organizzata per la collocazione abitativa temporanea e l’assistenza socio-sanitaria, sperimentando anche l’istituzione di sportelli di informazione per l’incontro domanda e offerta di servizi abitativi. Ma, a fronte delle numerose attività in corso, esiste però una zona di resistenza a livello locale che non facilita la realizzazione di centri di accoglienza, anche con moduli abitativi. Ciò non permette appieno la creazione di alternative abitative allo svuotamento dei “ghetti”. E, in attesa della definizione e approvazione del Piano Triennale da parte del Ministero del Lavoro, risulta urgente un intervento delle Regioni e del Governo per affrontare adesso, prima dell’inizio delle campagne di raccolta estive ed autunnali dei prodotti, l’adozione delle misure già programmate e finanziate.
➢ potenziare le attività di informazione, da realizzarsi, anche in forma decentrata ed eventualmente in partenariato con le organizzazioni sindacali e datoriali, dal personale dei Centri per l’impiego, attivando anche eventuali servizi di orientamento al lavoro in prossimità del luogo di stazionamento dei migranti per consentire un facile accesso ai servizi forniti.
➢ istituire presso i Centri per l'impiego specifici strumenti di gestione e regolazione delle attività di incontro fra domanda e offerta di lavoro in agricoltura. Questo anche per fronteggiare il problema delle imprese agricole che, soprattutto nelle attività caratterizzate da stagionalità, devono ricorrere a società esterne con le quali stipulano contratti di appalto e che possono diventare a loro volta vittime di eventuali pratiche irregolari nella gestione dei rapporti di lavoro effettuati dall'appaltatore, stante l'articolato regime di responsabilità solidale per le inadempienze dell’appaltatore che l'ordinamento pone a carico dei committenti;
➢ prevedere, anche nella prossima programmazione dei Fondi comunitari e nel rispetto delle norme comunitarie in materia di agricoltura, forme di condizionalità relativa al rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per l’accesso ai fondi europei e al mantenimento dei benefici a essi collegati.

Testo integrale del Documento della Conferenza delle Regioni e delle Provimnce autonome del 3 luglio - Contributo delle Regioni e delle Province autonome all’ indagine conoscitiva sul fenomeno del cosiddetto "caporalato" in agricoltura


( red / 16.07.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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