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Regioni.it

n. 3658 - martedì 23 luglio 2019

Sommario
- Contratto dei medici del servizio sanitario: si lavora per l'intesa sul rinnovo
- Reddito di Cittadinanza: Grieco, da Di Maio rassicurazioni su decreti per potenziare i CPI
- La Governance economica europea e le raccomandazioni per l'Italia
- Navigator: botta e risposta Di Maio-De Luca
- Umbria: presentato il rapporto sul riordino territoriale
- Fontana: la Lombardia andrà comunque avanti alla sua velocità

+T -T
La Governance economica europea e le raccomandazioni per l'Italia

Il punto in un seminario - promosso e organizzato dal Cinsedo - che si è tenuto il 22 luglio

(Regioni.it 3658 - 23/07/2019) Il 9 luglio scorso il Consiglio ha adottato le Raccomandazioni specifiche per i paesi dell’Unione europea proposte dalla Commissione europea il 5 giugno nell’ambito del Semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche. Le Raccomandazioni rivolte all’Italia per il 2019 sono state l’argomento oggetto del Seminario “Evoluzione recente della Governance economica europea. Raccomandazioni specifiche per l’Italia per il 2019” che si è svolto il 22 luglio al Cinsedo (con oltre 200 funzionari e dirigenti iscritti, provenienti da tutte le Regioni), nell’ambito del VII Ciclo di formazione in materia europea (Programma 2019) coordinato da Andrea Ciaffi  (Dirigente rapporti con l’Unione europea della Conferenza delle Regioni e dell’attività di ricerca del Cinsedo) e diretto da Cecilia Odone. (Esperta diritto UE).
Antonia Carparelli, Consigliere economico presso la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, nel corso del seminario ha consentito ai partecipanti di avere una visione d’insieme sul cosiddetto “Pacchetto di primavera” di giugno e sul contesto economico generale e di approfondire le novità più recenti della governance economica europea, afcendo riferimento del contenuto delle cinque Raccomandazioni rivolte all’Italia, basate sull’analisi contenuta nel Country Report pubblicato lo scorso mese di febbraio.
Le Raccomandazioni 2019 riguardano: 1) il bilancio e la fiscalità, 2) il mercato del lavoro, la spesa sociale e l’istruzione, 3) gli investimenti in ricerca, infrastrutture, PA e promozione della concorrenza; 4) funzionamento della giustizia civile e lotta alla corruzione; 5) il settore bancario e l’accesso al credito per le imprese. Il rafforzamento del coordinamento della zona euro e l’attivazione di strumenti del bilancio comune sono emersi come recente evoluzione della governance economica europea, mentre le Raccomandazioni per il 2019 si propongono come un quadro di riferimento per la programmazione dei Fondi strutturali 2021-2027.
Le raccomandazioni sono in un certo senso "l’agenda delle riforme condivise a livello europeo che viene consigliata all’Italia, sulla base di una diagnosi che la Commissione fa in tutto il corso dell’anno", ha spiegato Carparelli ai microfono del canale Youtube di Regioni.it. Un'agenda "che individua le maggiori sfide per il paese" e "Per l’Italia la maggiore sfida è quella della crescita" perché il nostro Paese "cresce meno degli altri". ma ci sono anche altri nodi: la produttività, l’efficienza amministrativa e infine l'esigenza "di tenere le finanze pubbliche in ordine, perché abbiamo un fardello di debito pubblico che è esso stesso un’ipoteca sulla crescita". Tutto ciò è "racchiuso in queste 5 raccomandazioni che però sono articolate: parlano di inclusione sociale, parlano di reddito minimo, parlano di tutte le riforme che l’Italia si trova a dover affrontare". In questo contesto qual è il ruolo delle Regioni? "Le Regioni intanto sono coinvolte a monte del processo, perché contribuiscono al Programma Nazionale delle Riforme (PNR) con cui l’Italia risponde alle sollecitazioni che vengono dall’Europa", ed è "un processo che coinvolge le Regioni, il Governo nazionale, il Parlamento". C’è insomma una "condivisione tra l’Europa e lo Stato nazionale nel definire questa agenda di riforme". Poi le Regioni "hanno un ruolo fondamentale come attori che operano localmente in tutte le aree in cui queste riforme riguardano competenze regionali, che sono tante: vanno dal sistema sanitario al sistema educativo... Quindi sono attuatori  di questa agenda di riforme. Terza cosa importantissima sono gli attori protagonisti della gestione dei fondi strutturali, dei fondi europei. E c’è un legame stretto tra i fondi europei e l’agenda di riforma definita a livello europeo, nel senso che tanto più è facile usare i fondi quanto più questi vengono utilizzati per attuare le  raccomandazioni e l’agenda di riforme europea" Sotto questo profilo - ha conclsuo Carparelli - "le regioni hanno un ruolo veramente decisivo nell’usare le risorse a servizio di questa agenda condivisa di riforme".
Il Programma di Supporto per le Riforme Strutturali è stato presentato da Laura Cavallo - Direttore DPCoe, Presidenza del Consiglio dei Ministri, e punto di contatto del PSRS – che si è soffermata sulla finalità specifica di coadiuvare i Paesi membri nel disegno e nell'implementazione delle riforme strutturali relative a tutte le politiche pubbliche, in particolare, delle riforme di governance economica oggetto delle Raccomandazioni specifiche per Paese. Sono state illustrate le aree di intervento, l’ammontare della dotazione finanziaria, il coordinamento e le modalità di attivazione e funzionamento del PSRS, nonché i dati della partecipazione dell’Italia al programma e la recente proposta della Commissione europea che, nell’ambito della proposta per il Quadro Finanziario Pluriennale post-2020 (QFP), interviene a rafforzare il programma.
Cavallo - per il canale Youtube di Regioni.it ha spiegato che "il punto di contatto per l’Italia del servizio per le riforme strutturali è un servizio della Commissione europea a supporto dei Paesi membri per far implementare quelle che sono le riforme strutturali dei Paesi", fornendo "tutta l’assistenza necessaria attraverso un finanziamento interamente europeo che non prevede co-finanziamento nazionale".
"Siamo giunti adesso alla quarta edizione del programma e la scadenza per la presentazione di progetti per questa edizione - ha proseguito Laura Cavallo -  è il 31 ottobre 2019, e devo dire che il programma ha avuto un enorme successo. In particolare l’Italia ha avuto un crescendo di partecipazione presentando nell’ultima annualità 2019 addirittura 19 progetti con un budget molto alto di quasi 6.9 milioni, sicuramente uno dei più alti di tutti gli Stati membri. Naturalmente questa esperienza è stata molto importante, ci ha consentito di portare avanti progetti fondamentali per la crescita economica del Paese". "Riteniamo che le Regioni abbiano un ruolo sostanziale nell’aiutarci a perseguire questi programmi. Le riforme devono essere riforme strutturali del Paese,e  le Regioni fanno parte del nostro Paese, ne costituiscono una parte essenziale, perché è il territorio che conosce le esigenze, le necessità, che sono anche differenziate, ma che devono trovare un loro punto di unione a livello statale.": In questo modo - ha concliuso Laura Cavallo - si può "fare in modo che la singola Regione possa contribuire a rilanciare l’intero Paese. Speriamo, quindi, che nella prossima annualità troveremo il modo per creare questa sinergia con tutte le regioni che vorranno aiutarci a costruire questi progetti e questi programmi per le riforme".
Il seminario, inoltre, è stata l’occasione per presentare la connessione tra ilprossimo ciclo della Programmazione europea 2021-27 e il contributo delle Regioni e delle Province autonome al Programma Nazionale di Riforma, PNR, che viene presentato ogni anno dal Governo italiano alla Commissione nell’ambito del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche. Sono intervenute su questo punto Cecilia Cellai e Mariella Bucciarelli, rispettivamente dirigente e funzionaria di Tecnostruttura delle Regioni per il FSE, Settore Sviluppo sostenibile, Re.Te.PNR. Dai due interventi è emerso come il coinvolgimento attivo delle Regioni e delle Province autonome sia indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di riforma da parte dell’Italia in risposta alle Raccomandazioni specifiche, con un ruolo che si prefigura ancora più strategico in vista del nuovo periodo di programmazione. Dal 2016, infatti, il contributo delle Regioni al PNR funge da strumento per la lettura degli interventi di riforma rilevati dalle Regioni in raccordo con la programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE. Gli interventi regionali sono classificati per macromisure tematiche, secondo le indicazioni contenute nelle Raccomandazioni del semestre europeo nonché secondo i target della Strategia Europa 2020, e sono ricondotti, laddove possibile, ai Risultati Attesi (RA) previsti dall’Accordo di Partenariato. Nel PNR 2019 è stato operato un raccordo più ampio in ottica di negoziato per la programmazione dei Fondi europei 2021-2027: è stato quindi avviato il primo esercizio di raccordo con i 5 obiettivi prospettati per la politica di Coesione (1. Imprese e Ricerca; 2. Ambiente/Capitale naturale; 3. Infrastrutture materiali ed immateriali; 4. Capitale umano; 5. Sviluppo locale, Aree urbane, Aree interne). Infine, è emerso come il PNR rappresenti anche uno strumento a supporto dell’Agenda 2030 ONU, sottolineando come lo sviluppo sostenibile riguardi tutti e cinque gli obiettivi della prossima programmazione 2021-2027.

Dal Canale youtube di Regioni.it:

Seminario Cinsedo: Carparelli (Comm. UE), le Raccomandazioni della Commissione europea per l’Italia

Seminario Cinsedo: Cavallo (Dir. DPCoe presidenza Consiglio), l’Italia e il progr. Supporto Riforme





( red / 23.07.19 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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