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Regioni.it

n. 3685 - venerdì 20 settembre 2019

Sommario
- Conferenza Unificata il 26 settembre
- Conferenza Stato-Regioni il 26 settembre
- Istat: dati 2018 su flussi migratori e diritto d'asilo
- Politiche integrate per la sicurezza e ruolo delle Regioni
- Cimice asiatica: l'attenzione della provincia autonoma di Bolzano
- Consiglio dei Ministri del 19 settembre esamina alcune leggi regionali

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Politiche integrate per la sicurezza e ruolo delle Regioni

(Regioni.it 3685 - 20/09/2019) Nell'ambito della 38° edizione delle "Giornate della Polizia locale e della sicurezza urbana" si è tenuto il 20 settembre a Riccione un incontro sul tema "Politiche integrate per la sicurezza e organizzazione dei corpi di Polizia locale. Il ruolo di Regioni e Comuni nelle proposte di legge in discussione in Parlamento" promosso da Fisu (Forum italiano per la sicurezza urbana) e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Per "armonizzare", occorre integrare competenze e funzioni per mettere a sistema tutti i temi utili a garantire la sicurezza delle città, in una prospettiva in cui tutti i soggetti istituzionali ai vari livelli concorrono, ciascuno nell'ambito dei rispettivi ruoli, non sovrapponendosi ma collaborando. Questo è l'unanime auspicio uscito dal convegno. Dalla Lombardia, al Veneto, passando per Toscana, Basilicata ed Emilia-Romagna, gli assessori regionali concordano sulla necessità di aggiornare e attualizzare l'impianto normativo che regola i rapporti tra comuni, regioni e Stato in materia di sicurezza urbana.
Si è partiti dall'analisi delle sette proposte di legge attualmente in discussione alla Camera per rilevare che i poteri riconosciuti ai sindaci sono limitati all'ambito delle misure di controllo di tipo amministrativo, senza tenere conto di oltre 20 anni di politiche locali di sicurezza che hanno ampiamente dimostrato la potenzialità delle misure di prevenzione sociale, comunitaria e situazionale e della validità ed efficacia dello sguardo locale. Pur con impostazioni differenti, i disegni di legge tendono a valorizzare il ruolo dei governi regionali, con la innegabile considerazione che le Regioni si configurano come gli unici enti intermedi, di raccordo tra istanze propriamente locali e le istituzioni centrali nella promozione di politiche di sicurezza urbana integrata.
Per l'Assessore della Regione Lombardia Riccardo De Corato. “A fronte della trasformazione delle province" è necessatio che "il compito delle Regioni debba essere valorizzato come ente di coordinamento superpartes per garantire uno standard regionale delle polizie locali. Oggi non si può più disgiungere la polizia locale dalla sicurezza urbana, che è stata oggetto di interventi legislativi attraverso provvedimenti normativi di urgenza. Gli enti locali sono ora maturi per elaborare politiche e azioni nell'ambito della sicurezza urbana in un quadro normativo certo, il ruolo dei sindaci va rafforzato nella chiarezza degli strumenti e delle competenze”.
Vittorio Bugli, Regione Toscana (Assessore della Regione Toscana), ha precisato che “occorre chiarire bene nella normativa che si andrà a costruire che l'ordine pubblico e la sicurezza sono materie di competenza statale e che il ruolo dei Comuni è invece la predisposizione di un ambiente vivibile che possa prevenire e contrastare i fenomeni di disordine che si presentano nella città, pensato e realizzato per favorire una reazione collettiva, comunitaria. Al tempo stesso anche alle Regioni deve essere riconosciuto un ruolo propositivo, di qualificazione delle politiche di sicurezza, da svolgere insieme alle amministrazioni locali in una visione integrata e non solo di accompagnamento finanziario di proposte avanzate da altri".
Cristiano Corazzari, Assessore della Regione Veneto, ha sottolineato che “da tanti anni le polizie locali chiedono la riforma del quadro normativo nazionale: dagli anni Ottanta il mondo è cambiato, sicuramente anche le competenze e i compiti sono fortemente mutati, la sensibilità della cittadinanza è aumentata, ma il legislatore non ha ancora saputo adeguare il ruolo dell'operatore di polizia locale, occorre allora perseguire l'obiettivo di rinnovo. Occorre una volontà politica di inserire questo tema tra le priorità di governo”.
Sugli stessi temi l'intervento dell'Assessore Massimo Mezzetti della Regione Emilia Romagna: “il tema è trovare la volontà condivisa per legiferare in materia in maniera organica e non sempre in via emergenziale. L'approccio dovrebbe essere complessivo, globale, capace di tener conto di tutte le profonde trasformazioni degli ultimi 20 anni. Qualunque nuova normativa deve considerare le diverse esigenze emerse dal territorio e e esperienze regionali di promozione delle politiche di sicurezza. Un'impostazione che implica la valorizzazione dell'attività di diversi attori istituzionali, senza insistere sulla centralità esclusiva dei corpi di polizia, ma considerando l'insieme delle politiche regionali, da quelle urbanistiche a quelle educative, culturali, sociali che devono vedere il concorso di tutti in una trasversalità realmente efficace basata sul coordinamento”.
Anche L'assessore Gianni Rosa della Regione Basilicata insiste sulla centralità dell'integrazione tra le politiche dei diversi livelli istituzionali: questo è stato l'intento della recente legge di cui la Basilicata si è dotata.
Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente FISU conclude “si rileva una sostanziale e granitica convinzione che le cose devono cambiare. Noi come FISU siamo in grado di fornire una serie di proposte concrete su progetti e azioni elaborati a livello locale negli ultimi 20 anni, finalmente si è presa piena contezza che la normativa sulle polizie locali è invecchiata, per questo si osserva già un superamento delle diverse impostazioni particolaristiche tra le regioni, anche con tradizioni politiche diverse, a favore di una visione ampiamente condivisa”.

Le foto del Convegno pubblicate nella sezione comunicazione del sito www.regioni.it



( red / 20.09.19 )
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