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Regioni.it

n. 3687 - martedì 24 settembre 2019

Sommario
- Autonomia: incontro Fontana-Boccia su tempi e modalità per andare avanti
- Autonomia: confronto Bonaccini-Boccia, ci sono condizioni per accelerare
- Sicurezza Lavoro: Regioni al tavolo con Ministri e parti sociali
- I numeri del cancro in Italia
- Commercio: crescono le domande di marchi nazionali depositati
- Elezioni regionali: il 26 gennaio si vota in Emilia-Romagna

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I numeri del cancro in Italia

I dati del "censimento" presentati dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM)

(Regioni.it 3687 - 24/09/2019) Diminuiscono i nuovi casi di tumore in Italia. Nel 2019 sono stimate 371mila diagnosi (196.000 uomini e 175.000 donne), erano 373mila nel 2018: 2.000 in meno in 12 mesi. I dati sono contenuti nel censimento ufficiale, giunto alla nona edizione, che descrive l'universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), di Fondazione Aiom, Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), Passi d'Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC-IAP), raccolti nel volume 'I numeri del cancro in Italia 2019', presentato all'Auditorium del Ministero della Salute in un convegno nazionale (disponibile nella versione per operatori e in quella per pazienti e cittadini).
Le cinque dignosi di tumore più frequenti sono quelle della mammella (53.500 casi nel 2019), colon-retto (49.000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700). In calo, in particolare, le neoplasie del colon-retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone che continuano, invece, ad aumentare fra le donne (+2,2% annuo), per la preoccupante diffusione dell'abitudine al fumo di sigaretta fra le italiane. In crescita anche il tumore della mammella e, in entrambi i generi, quelli del pancreas, della tiroide e i melanomi (soprattutto al Sud).
L'incidenza più alta si registra in Friuli Venezia Giulia (716 casi per 100.000 abitanti), la più bassa in Calabria (559 casi per 100.000 abitanti).
Quasi 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3% dell'intera popolazione) vivono dopo la diagnosi di cancro, cifra in costante crescita (erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015), grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di screening. In aumento anche la sopravvivenza: il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.
"Non possiamo pensare ad una sanità futura senza un Fondo per i farmaci innovativi. Le intenzioni sono di non tagliare ma di investire", ha dichiarato il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, facendo riferimento al Fondo speciale per i farmaci oncologici, a margine dell'evento di presentazione del volume "I numeri del cancro in Italia 2019".  "I risultati che abbiamo visto oggi - ha aggiunto Sileri - sono legati a corretti stili di vita ma anche all'utilizzo di farmaci che in passato non c'erano. Su questo fronte non possiamo rimanere indietro".
"I dati (calcolati al netto dell'invecchiamento della popolazione: dati standardizzati), relativi ai trend temporali nel periodo 2003-2014, indicano che l'incidenza delle neoplasie è in riduzione in entrambi i generi - afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Il tumore della mammella si conferma il più frequente nella popolazione, in crescita soprattutto nelle aree del Centro-Nord per l'estensione dei programmi di screening e della popolazione target (da 50-69 anni a 45-74): quest'ultimo però non costituisce un fenomeno negativo, perché vengono individuati in fase iniziale e con alte probabilità di guarigione molti tumori che, senza lo screening, sarebbero stati scoperti in stadio avanzato'.
'L'incidenza dei tumori maligni conserva differenze geografiche significative: decresce progressivamente dall'Italia del Nord a quella meridionale-insulare - spiega Massimo Rugge, Presidente AIRTUM -. Nel maschio, il tasso di incidenza standardizzato per tutte le neoplasie è più basso al Centro (meno 4%, rispetto al Nord) e ancor più basso al Sud (meno 14%); lo stesso andamento si conferma nel genere femminile (meno 5% nell'Italia centrale e meno 17% nell'Italia del Sud-insulare, rispetto al Nord). È verosimile attribuire tale situazione a fattori che agiscono in senso 'protettivo' (abitudini alimentari, vita riproduttiva, minore esposizione a fattori di rischio ambientale). Nel Meridione, tuttavia, la minore adesione agli screening oncologici non ha fatto rilevare quei benefici effetti della diagnosi precoce, che si registrano nel Settentrione. Nell'Italia meridionale-insulare, infatti, non si è osservata quella riduzione di incidenza e mortalità che, nel Nord, è stata documentata per i carcinomi per i quali sono attivi programmi di diagnosi precoce (mammella, colon-retto e cervice uterina)'. 'Nel maschio - continua Rugge - le migliori sopravvivenze si registrano per i tumori del testicolo, della prostata e della tiroide; nelle donne per le neoplasie della tiroide, della mammella e per il melanoma.
Nel genere femminile, la sopravvivenza per tutti i tumori è più alta di quella della popolazione maschile: questo vantaggio di genere si mantiene anche nelle singole sedi e può essere associato alla diversa diffusione di screening specifici (mammella e utero) e alla maggior propensione del genere femminile a aderire ai programmi di prevenzione/screening'. La sopravvivenza a 5 anni più alta si registra, per gli uomini, in Valle D'Aosta (61%), Emilia-Romagna e Toscana (56%) e, per le donne, in Emilia-Romagna e Toscana (65%).
'Il costante incremento delle persone che vivono dopo la diagnosi (nel 2019 circa 3 milioni e mezzo) richiede un'attenta valutazione dell'impatto sanitario e sociale in termini di programmazione del follow-up e della riabilitazione - conclude Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM -. I numeri e gli andamenti della patologia neoplastica, riportati in questo volume, possono diventare un riferimento in sanità pubblica per programmazioni future, che dovranno tener conto della necessità di investimenti importanti in termini di prevenzione primaria, per poter ridurre il rischio di ammalarsi di tumore. Il cancro è, infatti, la patologia cronica potenzialmente più prevenibile e, oggi, anche più curabile".
Rispetto al calo dei tumori in calo in Emilia-Romagna -con diminuzioni dell'incidenza soprattutto negli uomini per tutte le tipologie (-2,3% l'anno), in particolare per il tumore del colon (-8,8% l'anno) e della prostata (-3,6%) il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, hanno detto che "Siamo di fronte a risultati eccellenti, resi possibili dalle politiche di prevenzione, primaria e secondaria, portate avanti in Emilia-Romagna. Non solo: qui siamo in grado di garantire cure all'avanguardia e ad altissima complessita'. Dal tumore dunque si può guarire, oggi molto di più rispetto a un passato anche recente, e lo dimostrano questi dati; fondamentale, però, è non abbassare la guardia". Ancora una volta, concludono Bonaccini e Venturi, il "nostro sistema sanitario regionale pubblico dimostra la sua forza, dalla cura alla prevenzione, fino alla ricerca, grazie a tutti coloro che vi lavorano facendone ogni giorno una eccellenza".

Dal sito della Fondazione Aiom: Presentato al Ministero della Salute il volume sui numeri del cancro, frutto della collaborazione tra AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, PASSI, PASSI d’Argento e SIAPEC-IAP


( red / 24.09.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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