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Regioni.it

n. 3690 - venerdì 27 settembre 2019

Sommario
- Carenza medici specialisti: le proposte della Conferenza delle Regioni
- Banda ultralarga: Regioni sollecitano definizione tabella di marcia e risorse
- Clima: 'Fridays For Future' ha riempito le piazze delle città italiane
- Legge elettorale: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Abruzzo ok a referendum su quota proporzionale
- Consiglio dei Ministri del 26 settembre esamina alcune leggi regionali
- Report della Conferenza Stato-Regioni e dela Conferenza Unificata del 26 settembre

Documento della Conferenza delle Regioni del 26 settembre

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Carenza medici specialisti: le proposte della Conferenza delle Regioni

(Regioni.it 3690 - 27/09/2019) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 26 settembre, ha approvato un documento con "Proposte riguardanti la carenza di medici specialisti e la valorizzazione delle professioni sanitarie non dirigenziali". Il testo è stato inviato dal Presidente Stefano Bonaccini al ministro della Salute, Roberto Speranza, con l'auspicio che le proposte regionali siano condivise dal Governo e tradotte in normative straordinarie ed urgenti. Del resto “Per affrontare l’attuale carenza di medici specialisti sono necessari interventi urgenti al fine di garantire adeguati servizi sanitari”, ha dichiarato, Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni del 26 settembre 2019, spiegando l’elaborazione delle proposte (di seguito una sintesi del documento ed il link al testo integrale, ndr).
Proposte riguardanti la carenza di medici specialisti e la valorizzazione delle professioni sanitarie non dirigenziali
La Conferenza delle Regioni propone provvedimenti per superare l’emergenza - sia temporanei che strutturali e di sistema - che implicano il coinvolgimento di più soggetti istituzionali, nella consapevolezza che sono necessari interventi immediati.
Serve, ad esempio, un provvedimento che consenta l’accesso dei medici senza specializzazione al Servizio Sanitario Nazionale, garantendogli la possibilità di poterla conseguire.
I medici con la laurea e abilitazione potranno così essere utilizzati come professionisti nelle reti assistenziali e accedere in soprannumero ad una scuola di specializzazione sulla base di protocolli d’intesa tra Regione ed Università. La parte teorica lo specializzando la svolgerà presso l’Università mentre nell’Azienda sanitaria sarà garntita la parte pratica e di tirocinio con almeno il 70% dell’impegno previsto.
Per chi ha già iniziato il percorso di specializzazione, l’assunzione a tempo indeterminato dovrà prevedere il suo completamento sulla base di meccanismi omogenei nazionali di rapida e semplice applicazione.
Sono necessari anche nuovi regolamenti per la disciplina concorsuale del personale dirigenziale e non dirigenziale del Servizio sanitario, snellendo le procedure e utilizzando anche le graduatorie di idonei non vincitori, sempre nei limiti del fabbisogno triennale di personale e dotazione organica.
Va poi prevista una norma che consenta per il prossimo triennio ai medici di stipulare dei contratti di lavoro autonomo anche per lo svolgimento delle funzioni ordinarie, così come è da prevedere il conferimento dell’incarico a medici in possesso di altra specializzazione e l’assunzione a tempo determinato degli specializzandi già presenti nelle graduatorie concorsuali.
Per i contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali vanno attivati percorsi di formazione specialistica presso aziende accreditate o con requisiti per essere accreditate. Insieme alle Università si potrà prevedere un rapporto a tempo determinato di “specializzazione e lavoro” nell’azienda sanitaria con procedure selettive regionali.
Sono anche da revisionare i contenuti del corso regionale di formazione specifica in medicina generale per giungere ad una formazione che assicuri in modo omogeneo i requisiti formativi.
Le Regioni in equilibrio di bilancio dovranno avere risorse aggiuntive per valorizzare con adeguati compensi le professionalità sanitarie rivolte alla guardia medica o in pronta disponibilità sanitaria.
Per il prossimo triennio va prevista la possibilità di richiedere ulteriori prestazioni orarie ai dirigenti medici e veterinari a rapporto esclusivo, con esclusione dei servizi di guardia, escludendo di poter esercitare anche la libera professione intramuraria, con deroghe all’orario settimanale di lavoro per il personale medico.
E’ da verificare inoltre la revisione dei tempi di formazione dei medici specialisti, fornendo anche più risorse per aumentare i posti a livello nazionale nelle scuole di specializzazione.
Infine vanno valorizzati gli specializzandi, con maggiori specifici obiettivi formativi, e le competenze professionali delle professioni infermieristiche, ostetriche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Documento della Conferenza delle Regioni: Proposte riguardanti la carenza di medici specialisti e la valorizzazione delle professioni sanitarie non dirigenziali







( gs / 27.09.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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