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Regioni.it

n. 3744 - venerdì 13 dicembre 2019

Sommario
- Bollini rosa alle strutture con più servizi per prevenzione e cura delle patologie dell’universo femminile
- Corte dei conti: Sicilia e udienza di parifica del rendiconto 2018
- Reddito di cittadinanza e navigator: Parisi, da febbraio a giugno il percorso di accompagnamento al lavoro
- Marta Cartabia Presidente della Corte Costituzionale
- Patto salute: Calabria pone obiettivi
- Marsilio: Agenzia regionale di Protezione Civile all'avanguardia

+T -T
Patto salute: Calabria pone obiettivi

(Regioni.it 3744 - 13/12/2019) Franco Pacenza, delegato alla sanità del presidente della regione Calabria, pur riconoscendo i significativi passi avanti del ministro Roberto Speranza sul nuovo Patto Salute da sottoscrivere tra Stato e Regioni, pone due obiettivi strategici e irrinunciabili.
Il primo riguarda i tempi certi che vanno definiti sui nuovi percorsi per la cessazioni dei poteri commissariali: entro 90 giorni i ministeri della salute, dell’economia e delle finanze dovranno sottoporre alla Conferenza Stato-Regioni le linee guida per la fuoriuscita dalla gestione ministeriale.
Il secondo obiettivo concerne la riattivazione del fondo transitorio (cosiddetto fondino), per come previsto dal Patto della salute 2007/2009, a sostegno delle Regioni in regime di Piano di rientro, tramite un concorso transitorio dello Stato alle Regioni in difficoltà economico-finanziario.
“C’è da sottolineare – evidenzia Pacenza – come negli anni trascorsi diverse Regioni in Piano di rientro hanno utilizzato lo strumento del concorso transitorio che ha loro consentito anche la fuoriuscita dal Piano di rientro. In Calabria si è determinato un ulteriore paradosso: sono i commissari di esclusiva nomina e revoca del Governo che hanno la titolarità della gestione dei servizi sanitari commissariati.
Nello specifico calabrese, poi, con il famigerato decreto Calabria tutte le competenze sono in capo allo Stato mentre alla Regione, e quindi ai calabresi, rimane solo l’obbligo di ripianare i debiti prodotti dai commissari.
Il principio tanto caro ai dicasteri romani del ‘chi rompe paga’ va applicato sempre e se i debiti li producono i commissari è lo Stato che deve farsene carico.
Per i Piani operativi approvati dai commissari – specifica Pacenza - la Calabria sarebbe dovuta uscire dal Piano di rientro il 31 dicembre 2018 mentre, a quella stessa data, è stato certificato sempre per il 2018 un debito pari a 168 milioni di euro. Questi sono i fatti correlati da dati incontrovertibili”.

 
[Calabria] Patto salute 2019/2021, la Calabra pone i suoi obiettivi

( gs / 13.12.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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