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Regioni.it

n. 3748 - giovedì 19 dicembre 2019

Sommario
- Area Sanità: firmato il contratto
- Autonomia: non bisogna bloccare i processi
- Istat: Rapporto Bes 2019
- Posizione sul Piano Nazionale per l'Energia e il Clima
- Intesa sul fondo nazionale per il sistema di educazione e istruzione da 0 a 6 anni
- Bando “sport e periferie”: posizione sulla graduatoria

Documento della Conferenza delle Regioni del 18 dicembre

+T -T
Posizione sul Piano Nazionale per l'Energia e il Clima

(Regioni.it 3748 - 19/12/2019) La Conferenza Unificata, nella riunione  del 18 dicembre, ha espreso un parere favorevole sulla proposta di Piano integrato nazionale per l'energia e il clima. Il via libera delle Regioni è stato condizionato all'accoglimento di alcune proposte emendative contenute in un documento consegnato nel corso della seduta. Il Ministero dello sviluppo economico - come si legge negli atti - ha assicurato però le Regioni di aver già accolto le richieste di modifica, consentendo così un esito positivo del confronto.
Si riportano di seguito il documento della Conferenza delle Regioni (senza gli emendamenti, pubblicati nella sezione rapporti istitizionali del sito www.regioni.it) e il link all'atto della Conferenza Unificata.
Posizione sulla proposta di piano integrato nazionale per l’energia e il clima 
Parere, ai sensi dell’articolo 9, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n 281
Punto 8) O.d.g. Conferenza Unificata
Le Regioni e gli Enti locali, come riportato anche nel Piano in esame, hanno un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi in materia di energia e di clima e sono chiamate, in solido con lo Stato, al raggiungimento degli obiettivi vincolanti previsti dall'Unione Europea in materia. Il ruolo delle Regioni e delle Città per l’attuazione delle politiche sul clima è ampiamente riconosciuto a livello internazionale ed europeo. Il Comitato delle Regioni (CoR) dell’Unione Europea, pur riconoscendo il considerevole risultato dell’adozione dell'accordo di Parigi, indica chiaramente che gli impegni assunti dalle parti non saranno sufficienti per realizzare gli obiettivi concordati senza un'azione rafforzata da parte delle regioni e delle città, le quali sono strettamente collegate con le comunità locali e i territori.
Lo stesso accordo di Parigi ha riconosciuto l'importanza della governance multilivello nelle politiche climatiche. Il livello amministrativo locale viene riconosciuto come essenziale per la pianificazione e l’implementazione dell’azione per il clima.
Per tale motivo, sotto il profilo del metodo, si ritiene che il coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome, pur senza poter essere giudicato di carattere puramente formale, sia stato caratterizzato fin dal principio da una eccessiva compressione dei termini assegnati per l’esame di documenti complessi e articolati, con ampie ripercussioni nell’attività degli attori coinvolti, e che non abbia garantito un coinvolgimento tale da consentire agli stessi di formulare osservazioni organiche, concrete e costruttive utili per correggere i limiti che caratterizzano l’attuale impianto del Piano.
Il confronto svolto nell’ambito della Conferenza Unificata, pur consentendo da parte delle Regioni e delle Province autonome la presentazione di contributi alla proposta di Piano predisposti anche alla luce delle raccomandazioni della Commissione europea, da inserire nella versione finale, è stato caratterizzato fin dal principio da un eccesso di urgenza nell’esame dei documenti prodotti. Anche il parallelismo tra la redazione del Piano e il percorso di Valutazione Ambientale Strategica non ha facilitato il lavoro: invece che un indispensabile e potente strumento per la costruzione di un Piano concordato e di più lungo respiro, la VAS è risultata uno strumento depotenziato; al momento, peraltro, non si ha ancora contezza dell’emissione del parere motivato e di come, nello stesso, si terrà conto del parere della Commissione tecnica (parere CTVIA n. 3192 del 15 novembre u.s.). In tale condizione, si ritiene che il confronto tecnico non sia stato condotto in maniera adeguata da un punto di vista procedurale.
A queste considerazioni deve necessariamente aggiungersi il fatto che, oggettivamente, il Tavolo ristretto di confronto non è stato messo nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi condivisi che si era prefissato per apportare sostanziali benefici nel processo di costruzione/revisione del Piano. La dimostrazione rispetto a quanto sottolineato è proprio individuabile sia in un recente riscontro (nov. 2019) solo parziale dei 62 punti segnalati il 23 maggio 2019 (sono stati riscontrati meno di un quarto dei punti, in modo spesso minimale), sia soprattutto nella tempistica con la quale il Piano revisionato è stato trasmesso al coordinamento CAE, lasciando alle Regioni un tempo del tutto insufficiente per valutarne le revisioni, peraltro non definitive e suscettibili di ulteriore modifica. In tal senso rammentiamo che l’espressione del Parere sul PNIEC, ai sensi dell'articolo 9, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 era stato rinviato dalla Conferenza Unificata proprio a questa ulteriore fase istruttoria concertata, particolarmente importante attesi gli ambiziosi obiettivi che il Piano si pone e che coinvolgono inevitabilmente tutti i livelli di Governo.
Ciò premesso, seppure comprendendo l’urgenza derivante dal ristretto tempo a disposizione per l’invio alla Commissione europea del Piano, si ritiene che tale eccessiva compressione dei tempi abbia determinato come conseguenza l’inserimento o la modifica di misure non adeguatamente valutate dal punto di vista del sistema energetico e degli effetti ambientali. Questo fatto, associato al continuo rimando nel documento a successivi momenti di approfondimento e aggiornamento degli effetti, alla necessità di adeguamenti normativi e regolamentari per creare le precondizioni per l’effettiva realizzabilità degli interventi, oltre che alla difficoltà tecnica vera e propria per la realizzazione di quanto indicato, porta a ritenere necessaria l’integrazione nel merito del Piano in esame con alcuni punti fondamentali, ampiamente condivisi tra le Regioni e le Province autonome e ritenuti imprescindibili per poter esprimere parere favorevole al Piano in esame.
Foto di Ansgar Scheffold da Pixabay

( red / 19.12.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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