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Regioni.it

n. 4210 - lunedì 10 gennaio 2022

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 12 gennaio
- Il 12 gennaio alle ore 15 convocata la Conferenza Unificata
- Conferenza Stato-Regioni il 12 gennaio alle ore 15.15
- Covid-19: il Decreto con le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza , in particolare nei luoghi di lavoro e nelle scuole
- Scuola, riaperture e nuove misure
- Audizioni Conferenza Regioni l'11 gennaio

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Scuola, riaperture e nuove misure

(Regioni.it 4210 - 10/01/2022) Alla riapertura delle scuole l'Associazione Nazionale Presidi afferma che “le previsioni della rivista Tuttoscuola parlano di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggi. Previsione facile guardando i contagi”. Ma il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, non è d’accordo: le scuole "sono un posto sicuro" e "la scelta di riportare gli studenti in aula è motivata dall'evidenza che il prolungato e diffuso uso di una distanza provochi problemi alla vita di una comunità”. Bianchi spiega che quella del Governo “è una disposizione flessibile, se ci sono problemi si prosegue a casa”. "Aveva senso aprire subito la scuola. Non si può giustificare che tutto è aperto e l'unico spazio chiuso è la scuola, che è sicura". Sulle mascherine Ffp2 "abbiamo fatto un intervento importante, il generale Figliuolo ha raggiunto un accordo con le farmacie per calmierare il prezzo a 0,75 euro. Le diamo inoltre gratuitamente già a tutti gli operatori, soprattutto della scuola dell'infanzia dove non ci sono protezioni per bambini. Però è un tema importante, ho capito che sta molto a cuore e lo porrò in evidenza al Consiglio dei ministri”. Per Bianchi “le famiglie devono precisare, se vogliono che i ragazzi tornino in presenza, che sono in condizione di poterlo fare, che sono vaccinati. Ancora una volta stiamo lavorando su una partecipazione collettiva. Usciamo dalla logica del controllore”.  Mentre, evidenzia Bianchi,  i "docenti sospesi perchè no vax sono un numero estremamente limitato, sono sotto l'1% sia dei docenti che del personale Ata. I dati degli assenti per malattia per ora sono molto contenuti ed in linea con gli anni passati. A gennaio c'è il picco delle assenze. Noi per far fronte a questo abbiamo rinnovato i contratti per i potenziamenti, i cosiddetti docenti Covid, abbiamo messo 400 milioni".
"In Toscana abbiamo un'organizzazione efficiente, - dichiara il presidente Eugenio Giani - in grado di far fronte ai problemi che sorgono, e quindi stamani posso dire che il rientro a scuola è avvenuto con  tranquillità, senza grandi problemi".
"Penso che fosse una scelta obbligata:  non si può pensare di tenere aperto un paese e di chiudere l'unica  istituzione educativa di quello stesso Paese che riguarda la totalità  delle famiglie italiane”, afferma il presidente della regione Liguria Giovanni Toti: "i genitori devono andare a lavorare e non si capisce perché i figli  dovessero stare a casa. Per quale ragione quegli stessi bambini che non possono non andare a scuola la mattina poi magari il  pomeriggio possono andare in palestra o a fare la pizzata con gli  amici. Siamo di fronte a incongruenze che sarebbero state inaccettabili”.
"Sappiamo bene che i problemi non erano tanto legati ad aspetti  organizzativi ma alla diffusione del contagio, e vedremo nei prossimi  giorni che riflessi avrà la riapertura sui contagi”.
"Oggi in Basilicata – rileva il presidente Vito Bardi - riprende la scuola, al netto di alcune ordinanze dei singoli sindaci: personalmente ero favorevole  alla Dad, ma il Governo ha espresso una netta contrarieta' e  impugnera' i provvedimenti regionali che  la istituiscono, che - come ha ricordato il ministro Bianchi - le Regioni possono istituire solo se sono in zona rossa”.
In Abruzzo sono state riaperte le scuole dopo aver effettuato lo screening su oltre 93.000 studenti. il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sottolinea la positiva scelta di aver effettuato lo screening: “si è dimostrata una scelta lungimirante. Essere riusciti a isolare più di duemila ragazzi positivi ma asintomatici, con i dati attuali di diffusione e di contagiosità in particolare della variante Omicron, significa aver impedito che in pochi giorni avrebbero prodotto oltre diecimila contagi”. Rispetto al dibattito che si è scatenato sull'opportunità o meno di riaprire le scuole, è necessario ricordare, ribadisce Marsilio "che questa decisione non è nelle facoltà del presidente della Regione. Il Governo ha già deciso mesi fa, adottando dei Decreti Legge in tal senso, di togliere questo potere alle regioni, riservandole solo in caso di zona rossa, e prescrivendo che le scuole debbano restare aperte il più possibile”.
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, evidenzia come la situazione sia ancora preoccupante: “il 25-30% tra studenti e insegnanti sarà assente con defezioni dovute a malattia, quarantena o mancata vaccinazione". "Draghi - aggiunge Zaia – si faccia dare un parere dal Comitato tecnico scientifico perché l'assembramento è inevitabile, da noi, almeno 800mila persone saranno confinate in aula per ore, con il rischio che, se ci saranno positivi, ci siano anche contagi". "Sono favorevole alla riapertura delle scuole – rileva Zaia - ma con precise indicazioni del Cts. Quella di oggi è di fatto una falsa partenza”. Per Zaia anche il sistema dei tamponi va rivisto perché "per le scuole primarie è impossibile che ogni ragazzino ne faccia due a settimana perché con la richiesta che già c'è il sistema, ed in Veneto abbiam il migliore del Paese, andremo inevitabilmente in crash. Per questo noi al momento spingiamo con il fai da te ma anche su questo c'è un limite”.
Per Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania, sulla scuola, "al di là di ideologismi e parole al vento, il motivo del contendere è solo questo: Dad per tre settimane per le medie e le elementari, per consentire una più vasta vaccinazione infantile e per scavallare il picco di contagi previsto per gennaio. E tutto questo accogliendo richieste pressanti di centinaia di presidi, di sindaci e di dirigenti sanitari. Le pare che ci sia motivo per fare crociate da parte del Governo? Le nostre sono solo misure ragionevoli”. In Campania "noi riteniamo di muoverci su un piano di piena legittimità - spiega De Luca- Siamo in una situazione di straordinaria e drammatica emergenza, che solo il governo non vede. La cosa davvero scandalosa è che il governo non ha riunito il Comitato tecnico scientifico come chiesto da tutte le Regioni, per avere una base sanitaria oggettiva e autorevole su cui fondare le decisioni”.
"Non è nella facoltà dei presidenti di Regione chiudere le scuole", ribadisce : l'ordinanza che ha fatto il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto: "ma andando alla sostanza del problema - spiega Occhiuto - dico che  non bisogna prendersi in giro: la Dad non e' la scuola in presenza. I livelli di apprendimento non sono gli stessi di quelli che si hanno  in classe, soprattutto in una Regione come la nostra, che ha carenze infrastrutturali dal punto di vista digitale molto piu' alte rispetto  al resto del Paese. Per questo io sono dell'idea che le scuole  debbano restare aperte, ma ho posto una questione: se l'obiettivo era  quello di tenere aperti gli istituti, non sarebbe stato meglio  differire la ripartenza di un paio di settimane, in modo da poter  vaccinare il piu' possibile gli studenti? Il governo ha deciso di non fare cosi' e di riaprire alla data  prevista, ma penso che non sia tempo di polemiche. Abbiamo una crisi  straordinaria davanti a noi, nelle prossime settimane ci sara' un  aumento esponenziale dei contagi e conseguentemente dei ricoveri e  delle terapie intensive. E' tempo di concentrarsi sul lavoro, per  fare in modo che il sistema sanitario non esploda".


( gs / 10.01.22 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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