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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 498 - mercoledì 13 aprile 2005

Sommario
- Bassolino: Sud, poche risorse poco governo
- Agricoltura: Puglia, Consulta e OGM
- Nasce Italia Turismo
- Prodi: incontro presidenti Unione
- Marche: Papa e Familyfest
- Sirchia: audizione su spesa sanitaria

+T -T
Agricoltura: Puglia, Consulta e OGM

Consulta e OGM. La legge della Puglia resta in vigore: parere contrario al Governo. Il provvedimento in particolare  vietava la coltivazione di prodotti agricoli o l'allevamento di animali geneticamente modificati. La Corte  Costituzionale, con una sentenza depositata in cancelleria (n.150), ha infatti dichiarato inammissibili le questioni di legittimita' costituzionale sollevate dal  governo perche'  l'esecutivo ha compiuto una ''evidente erronea indicazione delle norme'' che avrebbero dovuto dimostrare l'illegittimita' costituzionale delle leggi regionali di Puglia e Marche.

I giudici della Consulta, non sono entrati nel merito della vicenda e cosi' facendo - e' detto nella sentenza scritta dal giudice Ugo De Siervo - non hanno potuto neanche valutare gli effetti che sulle due leggi regionali del 2003 (quella della Puglia) e del 2004 (delle Marche) puo' aver avuto il successivo decreto legge del governo per assicurare la coesistenza tra forma di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica. Il governo, attraverso l'avvocatura dello Stato, aveva censurato davanti alla Corte Costituzionale le due due leggi regionali sostenendo che si trattava di norme in contrasto sia con la direttiva europea del 2001 sugli Ogm che rende impossibile impedire l'immissione in commercio di prodotti transgenici, sia con il decreto legislativo 224 del 2004 per l'attuazione della direttiva Ue. Secondo la tesi dell'esecutivo, le leggi di Marche e Puglia avrebbero violato la ''clausola di salvaguardia'' in base alla quale solo lo Stato, con una complessa procedura, puo' bloccare la circolazione di un prodotto geneticamente modificato; inoltre le due norme regionali avrebbero invaso la competenza esclusiva dello Stato in materia di ambiente e dell'ecosistema (art. 117 Costituzione).

Le tesi del governo sono state pero' respinte dalla Consulta, ''in conseguenza di una evidente erronea indicazione delle norme interposte che dovrebbero dimostrare l'illegittimita' di tali disposizioni''. Difatti - scrivono i giudici della Corte - gli articoli della direttiva europea cui il governo fa riferimento sono relativi ''esclusivamente al commercio degli alimenti contenenti ogm'', al contrario le due leggi regionali riguardano ''soltanto'' la coltivazione di prodotti agricoli o l'allevamento di animali geneticamente modificati. E ancora: la Corte Costituzionale ritiene che la presunta violazione della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente sia stata ''solo accennata'' dal governo. Per questi motivi la Consulta ha dichiarato inammissibili i ricorsi del governo, senza quindi entrare nel merito della legittimita'  o meno di quanto previsto dalle leggi di Marche e Puglia.   

Da regione di confine a laboratorio d'avanguardia''. Cosi' l'assessore all'agricoltura della Regione Puglia, Nicola Marmo, commenta la sentenza della Corte costituzionale che ha confermato, rigettando il ricorso del governo, la legge varata dal Consiglio regionale pugliese che vieta la coltivazione di prodotti agricoli o l'allevamento di animali geneticamente modificati.

 ''La Puglia - afferma Marmo, che e' stato sostenitore della legge - e' stata la prima Regione in Italia a dotarsi di una normativa sull'argomento, in attesa di una legislazione nazionale, successivamente predisposta dal governo''. ''Siamo stati i primi - sottolinea l'assessore uscente - ad affermare che la precauzione nei confronti degli organismi geneticamente modificati e' un principio assolutamente indispensabile per preservare la specificita' della nostra agricoltura e la salvaguardia dell'economia agricola pugliese, nonche' la sicurezza alimentare dei consumatori''.

Marmo ha aggiunto che ''le Regioni hanno poi collaborato attivamente con il ministero alle politiche agricole e forestali alla redazione del decreto sulla coesistenza tra le colture transgeniche, convenzionali e biologiche. Per queste ragioni dobbiamo ritenerci soddisfatti della sentenza della Corte costituzionale, che conferma la validita' del lavoro svolto dall'amministrazione regionale negli ultimi cinque anni e i progressi registrati dall'agricoltura e dall'economia in Puglia''.

(red)

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