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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 503 - mercoledì 20 aprile 2005

Sommario3
- Berlusconi si è dimesso
- Sicilia: impugnata legge
- Censis su regionali
- Presidenti: Papa nella continuità
- Regionali: indagine Censis
- UE: vertice di città e regioni

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Berlusconi si è dimesso

(regioni.it) Berlusconi si è dimesso. Il Governo rassegna le dimissioni, ma non la devolution: ''la riforma costituzionale del nostro governo - ha detto Berlusconi al Senato - adeguerà le nostre istituzioni alle moderne democrazie europee''. Queste le intenzioni. La prospettiva è un secondo incarico: “Contrasteremo ogni difficoltà e completeremo - ha sempre detto Berlusconi - il mandato che ci viene dagli elettori. Accetto la sfida di formare un nuovo governo della Cdl”, quindi Consiglio dei ministri straordinario; poi al Quirinale.

Per Fini è stato un ottimo intervento. Sconvocata la direzione di An prevista per il pomeriggio, sospesa quella dei parlamentari dell'Udc: ''Un discorso apprezzabile e un gesto apprezzabile'', cosi' commenta il segretario dell'Udc Marco Follini.

Nuovi ministri, ma pochi: ''Non posso anticipare, ma non saranno molti''. La Lega comunque mette le mani avanti, e ribadisce con Maroni che il ministero delle rifome non si tocca: ''Il ministero per le Riforme e' della Lega e non fa parte della trattativa. Figuriamoci se ammainiamo una bandiera che e' nostra. Mi sembrerebbe pretendere troppo”, escludendo così che Roberto Calderoli possa lasciare quello che fu il ministero di Umberto Bossi. ''Se non ci sono le condizioni per un nuovo governo - aggiunge il ministro della Lega - vorra' dire che si va a elezioni anticipate. Per noi non e' assolutamente un problema''.

Che la questione della riforma costituzionale - oltre alla crisi economica e alla disaffezione del Sud - sia tra i primi nodi da sciogliere lo conferma lo stesso Berlusconi. Chiuderà anche sulle riforme? ''Sono sereno, riesco a chiudere'', e minimizza su un suo interim: ''E' troppo presto per ragionare sui responsabili dei singoli ministeri''.

Quindi passaggio attraverso “una formale crisi di governo”. Berlusconi anticipa infine le sue prossime mosse: ''E' mia intenzione aggiornare il programma, accrescere gli sforzi per sostenere il potere di acquisto delle famiglie, le imprese e il sud''.

''Un discorso deludente ed elusivo''. Cosi' il segretario dei Ds, Piero Fassino: non c'e' stata ''nessuna seria analisi della sconfitta, nessuna seria indicazione di come si intenda cambiare strada. non ci siamo proprio''. ''Se tutto e' stato fatto cosi' bene come ha sostenuto Berlusconi -aggiunge Fassino- non si capisce perche' la destra abbia perso le elezioni, perche' sia stata abbandonata da milioni di elettori italiani e perche' il governo si dimetta. Se l'intenzione e' di fare un governo fotocopia, meglio dare la parola agli elettori''.

La delegazione dell'Unione al Quirinale per le consultazioni sara' formata da Romano Prodi e dai segretari di tutti i partiti.

(giuseppe schifini)

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Sicilia: impugnata legge

(regioni.it) La prima Conferenza regionale siciliana delle autonomia locali si terra' al Palaoreto di Palermo il 29 aprile. Alla Conferenza parteciperanno i sindaci di tutti i comuni siciliani, i presidenti delle nove Province regionali e chi a piu' livelli si occupa dell'amministrazione del territorio.

Per il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, la Conferenza ''dara' l'opportunita' di riflettere sulle cose che rimangano da fare'', in particolare sui rapporti tra Regione ed enti locali. A tal proposito, Cuffaro ha annunciato che la giunta approvera' nei prossimi giorni uno studio che detta le linee guida ''per il conferimento dei compiti e delle funzioni amministrative dalla Regione agli enti locali''. ''Alle linee guida - ha sottolineato Cuffaro - seguiranno i decreti che affideranno le competenze con l'impegno che siano supportate dalle necessarie risorse finanziarie''.

Cuffaro, inoltre, ha annunciato che illustrera' alla Conferenza delle autonomie locali un disegno di legge per l'istituzione del Consiglio regionale delle autonomie locali, organismo gia' previsto nel nuovo Statuto.

''Non sara' una doppia camera - ha precisato Cuffaro - ma un organismo che avra' non solo un ruolo consultivo ma anche ispettivo, di supporto, e di proposta parlamentare. Quale sara' la sua funzione, comunque, sara' oggetto di confronto con gli enti locali''.

Altra novità. E’ stata impugnata la norma regionale che prevede il distacco dei dipendenti regionali ai tribunali.

Il commissario dello Stato della Regione siciliana, Gianfranco Romagnoli, ha infatti impugnato la norma varata dall'Assemblea regionale che prevede il distacco dei dipendenti regionali agli uffici giudiziari dell'isola. Romagnoli non e' intervenuto nel merito della legge, ma nel metodo: il provvedimento stabiliva che a fare richiesta di organici alla Regione siciliana fossero i Tribunali o gli altri uffici giudiziari periferici, mentre il commissario ha ritenuto che l'unico soggetto legittimato a intervenire in questo tema sia il ministero di Grazia e Giustizia.  

L intervento del Commissario dello Stato su una legge di tale rilievo. La promulghero' integralmente''. E' il commento del presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro: ''Gia' ad una prima lettura dell' impugnativa - prosegue Cuffaro - l' ufficio legale della regione mi conferma infatti notevolissime perplessita' sulle argomentazioni giuridiche prodotte e sullo sconfinamento del vaglio di costituzionalita' in un vero e proprio controllo di merito sul legislatore siciliano che in altre circostante avevamo gia' rimarcato''.

''Tutto cio' si aggrava pero' se consideriamo l' ambito delicatissimo sul quale interviene la norma impugnata: quello approvato dall' Ars e' un testo ampiamente meditato nella sua elaborazione anche mediante specifici apporti in sede tecnica''.

''Non posso dimenticare inoltre - aggiunge - l' unanime consenso che in  Commissione prima ed in Aula poi ha ricevuto la legge, tanto dalla maggioranza che  dall' opposizione''.

''Sono queste le ragioni per le quali - conclude - al termine dei trenta giorni previsti dall' art. 29, secondo comma, dello Statuto promulghero' integralmente la Legge cosi' da consentirne la piena difesa davanti alla Corte Costituzionale che, auspico possa in tempi brevi pronunciasi per la costituzionalita' della Legge impugnata''.
(red)

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Censis su regionali

(regioni.it)  'Le ragioni del voto. Elezioni regionali 2005. Scelte, opinioni e motivazioni degli italiani'. Il Censis ragiona sui dati elettorali delle regionali.

Non e' stata una campagna elettorale delle "più aspre e appassionate" a determinare l'esito del voto alle regionali nel Lazio. Diversamente che per la Puglia -emerge infatti nella ricerca del Censis sulle 'ragioni del votò del 3 e 4 aprile - solo il 25,6% degli elettori laziali ha scelto per chi votare in campagna elettorale contro il 29,2% a livello nazionale. Ad incidere sulla scelta degli elettori sono stati, come per le altre regioni, tasse ed economia ma complessivamente ha anche contato un disorientamento sociale che secondo l'istituto di ricerca rinvia ad un "deficit di progettualita' e guida da parte della politica". I dati infatti indicano che il Lazio e' "meno coinvolto dalla crisi della personalizzazione della politica e continua a richiedere forte decisionalita' delle istituzioni". Ma a fronte di cio' la fiducia nella classe politica regionale (39,3%) e' inferiore a quella tributata alla classe politica nazionale (41,6%) in netta controtendenza - osserva il Censis - con i dati nazionali. In sostanza - conclude il Censis ha prevalso nel voto laziale "un giudizio politico negativo sulla qualita' e l'operato della classe dirigente di governo regionale". Questo per il Lazio, ma vediamo il dato nazionale.

Commercianti e artigiani si sono ritrovati a fronteggiare il calo dei consumi e la difficile congiuntura economica e sono rimasti disillusi dal fallimento della rivoluzione fiscale. Coloro che percepiscono redditi  fissi sono stati penalizzati dall'inflazione: il voto del 3 e 4 aprile scorso, secondo il Censis, scaturisce dunque dalla saldatura tra la rabbia e la paura dei ceti medi, che chiedono nuove tutele di fronte all'incertezza economica e sono anche insofferenti verso l'Europa, percepita come una sorta di 'supergoverno' che lega le mani ai governi nazionali. Ma quel voto ha anche dato un duro colpo al leaderismo carismatico e alla subordinazione dei partiti al leader.

Dalla ricerca emerge che quasi il 71% degli elettori ha scelto il candidato già prima della campagna elettorale, mentre oltre il 29% ha deciso chi votare durante la campagna elettorale. Quest'ultima ha inciso maggiormente sulle decisioni di voto degli elettori più giovani (32,9%) e dei dipendenti pubblici (30,8%). Il 15% ha modificato la propria decisione di voto durante la campagna elettorale.

 I temi della campagna elettorale che secondo gli elettori hanno influito maggiormente sulla scelta di voto sono le cosiddette 'tre s: soldi, salute e sicurezza'. Ovvero: economia e occupazione (40,9%), sanita' (24,2%) e sicurezza (15%). In materia fiscale la maggioranza degli elettori (79,5%) non crede che la riduzione dell'Irpef abbia comportato l'incremento dei redditi familiari.  

La maggioranza degli elettori, poi, continua a non aver fiducia nella classe politica italiana e chiede al politico innanzitutto onesta' personale (35,9%, più 7,2% rispetto al 2001) capacità di amministrare, preparazione culturale e idee politiche.

Passando alle caratteristiche degli elettori che si sono spostati a sinistra, dall'indagine del Censis emerge che il 65,6% dei 'migranti' sono donne, il 59,9% e' residente al sud-isole; sono, inoltre, giovani con eta' fino a 29 anni (25%), laureati e diplomati (40% circa); single (23,8%) e coppie con figli (55%). Oltre il 36% di questi elettori 'migranti' si definisce di centro, il 6,3% di destra, il 4,5% di centro-destra, il 21,9% si definisce di centro-sinistra e il 18,1% di sinistra; quasi il 13% non si riconosce nelle tradizionali collocazioni.

L'Unione ha pertanto recuperato i voti di persone che idealmente le erano vicini, ma che alle europee del 2004 o non avevano votato o avevano votato altro. Ed ha inoltre vinto la battaglia per il voto moderato di centro, poiche' ha spostato quote importanti di persone che idealmente si collocano al centro dello schieramento politico e che nel 2004 avevano scelto la Casa delle Liberta'. Fra chi e' passatoda destra a sinistra, commercianti e artigiani, rispetto al 2004, hanno aumentato del 4,3% il proprio sostegno all'Unione, riducendo, di conseguenza, il sostegno alla Casa della Liberta' del 3,9%.

(red)

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Presidenti: Papa nella continuità

(regioni.it)  L'elezione di Joseph Ratzinger  a Papa rappresenta "una continuita' molto forte con l'apostolato di Giovanni Paolo II, che rimane indimenticabile". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, a margine della cerimonia di insediamento avvenuta questa mattina nella
sede della Giunta regionale a Catanzaro. "Io sono un cattolico e credo nell'alito dello spirito santo - ha aggiunto Loiero - e giudico questa elezione una scelta in continuita' con l'azione di Papa Wojtyla".

Per il presidente Galan ''Grande e' la gioia dei cittadini del Veneto per l'elezione di Papa Benedetto XVI. Una gioia  profondamente condivisa con le moltitudini che guardano alla Chiesa di Roma perche' Chiesa consapevole della sua millenaria identita' e  quindi sempre capace di essere aperta, universale, umanissima, cosi'  come seppe esserlo al tempo del primo umanesimo europeo con quanto  dono' alla civilta' umana San Benedetto''. Cosi' il Presidente della  Regione Veneto, Giancarlo Galan, saluta l'elezione del cardinale
Ratzinger al Soglio di Pietro.

''Ritengo sciocco e poco rispettoso, inoltre, lo scontato e  banale confronto tra chi si dispone per attese conservatrici e chi rimpiange progressismi andati delusi - sottlinea Galan - Si sa che il  nuovo Papa e' un grande pensatore, che conosce perfettamente  Sant'Agostino ed e' nelle ''Confessioni'' che possiamo trovare questa  frase: ''Fuori dell'ordine regna l'inquietudine, nell'ordine la  quiete''. E qualche riga prima c'e' anche scritto che ''nella buona  volonta' c'e' la nostra pace''. Lunga vita -conclude Galan- a Papa  Benedetto XVI, nato nell'amatissima Baviera e diventato Papa per una  provvidenziale buona volonta'''.

''Il Papa Ratzinger sara' un grande Papa perche' continuera' l'opera di Karol Woijtla, ne rappresenta la continuazione culturale, storica e di scelta''. E' quanto dice il Presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, tornando a parlare del nuovo Pontefice. ''Sono sempre rimasto affascinato, ogni volta che l'ho sentito parlare - ha proseguito Cuffaro - Ratzinger e' un uomo straordinario dal punto di vista
dell'intensita' del pensiero. basti sentire l'omerlia che già fatto perla morte di Giovanni Paolo II. Era semplice, ma molto profonda'' .

''Ratzinger - ha detto ancora Cuffaro - avra' anche il compito, oltre che di parlare alle masse e di entusiasmare i giovani, di inserire elementi di religiosita' piu' forti''. E ha proseguito: ''Sono un suo ammiratore. Inoltre, uno dei suoi primi pensieri, come ha detto il nostro Cardinale De Giorgi, e' andato alla Sicilia e questo non puo' che farci piacere. Speriamo di potere essere veramentela vigna di questo Papa per fare crescere ulteriormente nella fede e nella speranza la Sicilia''.

Infine il presidente Formigoni: ''Accolgo con emozione e letizia la sua elezione alla cattedra che fu di Pietro''. Inizia cosi' il messaggio che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha inviato a Benedetto XVI il giorno dopo la sua elezione. ''Certo della sua amorevole e salda paternita' - prosegue il  messaggio di Formigoni - rivolgo a Dio e alla Madonna la mia  preghiera di ringraziamento, nella certezza che il suo  pontificato sapra' riaffermare la centralita' di Cristo nella  storia, unica risposta all'esigenza di bellezza, di felicita' e  di amore che in ogni uomo sgorga incessante''.

(red)

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Regionali: indagine Censis

(regioni.it)  ”Elezioni regionali 2005: le ragioni del voto - La doppia anima dello scontento” – La sintesi dell’indagine da parte del Censis: http://www.regioni.it/mhonarc/details_news.aspx?id=72810

Nelle recenti elezioni si è verificato un rilevante spostamento di consensi elettorali fra le coalizioni, l’analisi dei “migranti”, dal centro-destra al centro-sinistra, consente di capire la loro scelta di passare da un polo all’altro. Per il 65,6% sono donne, il 59,9% è residente al Sud-Isole; sono, inoltre, giovani con età fino a 29 anni (25%), laureati e diplomati (40% circa); single (23,8%) e coppie con figli (55%).

Il tema chiave della campagna elettorale che ha influito sulla decisione di migrare da destra a sinistra è rappresentato, oltre che dall’economia e dall’occupazione (40,3%), dalle tasse (36,7%).

Oltre il 36% di questi elettori “migranti” si definisce di centro, il 6,3% di destra, il 4,5% di centro-destra, il 21,9% si definisce di centro-sinistra e il 18,1% di sinistra; quasi il 13% non si riconosce nelle tradizionali collocazioni.

L’Unione ha pertanto recuperato i voti di persone che idealmente le erano vicini, ma che alle europee del 2004 o non avevano votato o avevano votato altro. Ed ha inoltre vinto la battaglia per il voto moderato di centro, poiché ha spostato quote importanti di persone che idealmente si collocano al centro dello schieramento politico e che nel 2004 avevano scelto la Casa delle Libertà.

Quest’area centrale dello scontento ha tuttavia due anime. Le scelte elettorali nascono, infatti, sia dalla protesta dei ceti impauriti dalle nuove povertà, e alla ricerca di nuove tutele, sia dalla disillusione di quote consistenti dei ceti medi che credevano nello shock fiscale e hanno dato il consenso a chi lo proponeva per poi rimanere delusi dai risultati.

Fra chi è passato da destra a sinistra, commercianti e artigiani, rispetto al 2004, hanno aumentato del 4,3% il proprio sostegno all’Unione, riducendo al contempo il sostegno alla Casa della Libertà del 3,9%.

Il fallimento della rivoluzione fiscale è al cuore del disincanto, poiché il 79,5% degli elettori non ritiene che la recente riforma Irpef abbia incrementato i redditi per consumi e risparmi, e tale percentuale è elevata anche tra gli elettori della Casa delle Libertà (64,7%), sale ad oltre il 91% tra gli elettori dell’Unione e rimane superiore al 72% anche tra imprenditori, liberi professionisti, commercianti e artigiani.

La sanità (41,4%), la previdenza (32,5%), la giustizia (23,4%) e la scuola (19,9%) sono i settori in cui gli elettori ritengono urgente una radicale riforma; persiste una spinta antieuropeista poiché il 56,4%  è contrario ad ampliare i poteri della Ue, mentre per il rilancio dell’economia il 72,9% degli italiani vuole che siano effettuati maggiori investimenti pubblici.

A fronte della critica alle politiche economiche, fiscali e nel welfare, cresce tra gli italiani la domanda di maggiore rappresentanza delle istituzioni poiché il 53,2% degli elettori vuole che le istituzioni centrali e locali siano più rappresentative dei cittadini piuttosto che più decisioniste; e tale richiesta si colloca in un contesto di persistente sfiducia nella politica poiché il 61,9% degli elettori dichiara di non avere fiducia nella classe politica italiana.

Infine, dalle 2.000 interviste condotte dal Censis all’uscita dai seggi lo scorso 3 aprile, emerge un Paese non rassegnato, ma pronto a mettersi sotto sforzo per fronteggiare le sfide per un nuovo ciclo di crescita e benessere. Infatti, il 62,6% degli intervistati ha dichiarato di essere d’accordo con l’idea che “se si vuole vivere di nuovo bene occorre darsi da fare subito e mettersi sotto sforzo”, mentre “l’attendismo di fronte all’incertezza del futuro” è condiviso dal 27,4% degli elettori e “la voglia di godere della solida posizione costruita in passato, senza cadere in inutili paure” è fatta propria dal 10%.

 (red)

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UE: vertice di città e regioni

(regioni.it) Si terrà a Wroclaw, in Polonia un vero e proprio vertice europeo delle Regioni e delle Città, promosso e organizzato dal Comitato delle Regioni per il 19-20 maggio 2005. E’ prevista la partecipazione della Commissaria per la politica regionale, Danuta Hübner.

All’evento – secondo quanto riferito da Eurolabio, newsletter del Formez - sono attesi presidenti di regioni, sindaci di grandi città dell’UE, presidenti dei parlamenti regionali e rappresentanti delle associazioni europee e nazionali di enti locali e regionali, nonché rappresentanti delle istituzioni comunitarie, governative e della stampa. Il Vertice sarà principalmente incentrato sul tema del decentramento per la coesione, la competitività e la democrazia, tematiche che rientrano tra i primi punti dell’agenda della Commissione europea per i prossimi anni e degli obiettivi strategici del Comitato delle Regioni. I conentuti del Vertice sono stati preparati da un gruppo di lavoro che si è riunito in occasione delle sessioni plenarie del Comitato delle regioni, a partire dal mese di gennaio. La dichiarazione finale del Vertice intenderà sottolineare il ruolo delle regioni e delle città nell'Europa nei prossimi anni, il loro supporto alla ratifica del Trattato costituzionale europeo, la loro posizione rispetto ai negoziati per le prospettive finanziarie 2007-2013, l’importanza del decentramento per uno sviluppo reale della democrazia, competitività e crescita delle regioni e degli enti locali. http://www.cor.eu.int/it/index.htm#
(red)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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