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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 503 - mercoledì 20 aprile 2005

Sommario
- Berlusconi si è dimesso
- Sicilia: impugnata legge
- Censis su regionali
- Presidenti: Papa nella continuità
- Regionali: indagine Censis
- UE: vertice di città e regioni

+T -T
Regionali: indagine Censis

(regioni.it)  ”Elezioni regionali 2005: le ragioni del voto - La doppia anima dello scontento” – La sintesi dell’indagine da parte del Censis: http://www.regioni.it/mhonarc/details_news.aspx?id=72810

Nelle recenti elezioni si è verificato un rilevante spostamento di consensi elettorali fra le coalizioni, l’analisi dei “migranti”, dal centro-destra al centro-sinistra, consente di capire la loro scelta di passare da un polo all’altro. Per il 65,6% sono donne, il 59,9% è residente al Sud-Isole; sono, inoltre, giovani con età fino a 29 anni (25%), laureati e diplomati (40% circa); single (23,8%) e coppie con figli (55%).

Il tema chiave della campagna elettorale che ha influito sulla decisione di migrare da destra a sinistra è rappresentato, oltre che dall’economia e dall’occupazione (40,3%), dalle tasse (36,7%).

Oltre il 36% di questi elettori “migranti” si definisce di centro, il 6,3% di destra, il 4,5% di centro-destra, il 21,9% si definisce di centro-sinistra e il 18,1% di sinistra; quasi il 13% non si riconosce nelle tradizionali collocazioni.

L’Unione ha pertanto recuperato i voti di persone che idealmente le erano vicini, ma che alle europee del 2004 o non avevano votato o avevano votato altro. Ed ha inoltre vinto la battaglia per il voto moderato di centro, poiché ha spostato quote importanti di persone che idealmente si collocano al centro dello schieramento politico e che nel 2004 avevano scelto la Casa delle Libertà.

Quest’area centrale dello scontento ha tuttavia due anime. Le scelte elettorali nascono, infatti, sia dalla protesta dei ceti impauriti dalle nuove povertà, e alla ricerca di nuove tutele, sia dalla disillusione di quote consistenti dei ceti medi che credevano nello shock fiscale e hanno dato il consenso a chi lo proponeva per poi rimanere delusi dai risultati.

Fra chi è passato da destra a sinistra, commercianti e artigiani, rispetto al 2004, hanno aumentato del 4,3% il proprio sostegno all’Unione, riducendo al contempo il sostegno alla Casa della Libertà del 3,9%.

Il fallimento della rivoluzione fiscale è al cuore del disincanto, poiché il 79,5% degli elettori non ritiene che la recente riforma Irpef abbia incrementato i redditi per consumi e risparmi, e tale percentuale è elevata anche tra gli elettori della Casa delle Libertà (64,7%), sale ad oltre il 91% tra gli elettori dell’Unione e rimane superiore al 72% anche tra imprenditori, liberi professionisti, commercianti e artigiani.

La sanità (41,4%), la previdenza (32,5%), la giustizia (23,4%) e la scuola (19,9%) sono i settori in cui gli elettori ritengono urgente una radicale riforma; persiste una spinta antieuropeista poiché il 56,4%  è contrario ad ampliare i poteri della Ue, mentre per il rilancio dell’economia il 72,9% degli italiani vuole che siano effettuati maggiori investimenti pubblici.

A fronte della critica alle politiche economiche, fiscali e nel welfare, cresce tra gli italiani la domanda di maggiore rappresentanza delle istituzioni poiché il 53,2% degli elettori vuole che le istituzioni centrali e locali siano più rappresentative dei cittadini piuttosto che più decisioniste; e tale richiesta si colloca in un contesto di persistente sfiducia nella politica poiché il 61,9% degli elettori dichiara di non avere fiducia nella classe politica italiana.

Infine, dalle 2.000 interviste condotte dal Censis all’uscita dai seggi lo scorso 3 aprile, emerge un Paese non rassegnato, ma pronto a mettersi sotto sforzo per fronteggiare le sfide per un nuovo ciclo di crescita e benessere. Infatti, il 62,6% degli intervistati ha dichiarato di essere d’accordo con l’idea che “se si vuole vivere di nuovo bene occorre darsi da fare subito e mettersi sotto sforzo”, mentre “l’attendismo di fronte all’incertezza del futuro” è condiviso dal 27,4% degli elettori e “la voglia di godere della solida posizione costruita in passato, senza cadere in inutili paure” è fatta propria dal 10%.

 (red)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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