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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 552 - venerdì 1 luglio 2005

Sommario3
- DPEF: 7 luglio, Conferenza delle Regioni
- Federalismo fiscale: i Presidenti delle Regioni il 20 e 21 luglio in Calabria
- Conferenza Regioni: il calendario del II semestre 2005
- Agroalimentare: Regioni per difesa made in Italy
- Ambiente: meglio una delega "condivisa"
- La Malfa: Regioni fondamentali per agenda Lisbona

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DPEF: 7 luglio, Conferenza delle Regioni

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in seduta straordinaria per giovedì 7 luglio 2005 alle ore 17.00 (presso la Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - Via Parigi, 11 – Roma) .

La riunione si è resa necessaria in vista dell’incontro che Regioni ed autonomie locali avranno con il Governo lo stesso giorno - (alle ore 19.00) a Palazzo Chigi - per la presentazione delle linee guida del prossimo documento di Programmazione economica finanziaria

(red)

 

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Federalismo fiscale: i Presidenti delle Regioni il 20 e 21 luglio in Calabria

(regioni.it) Si terrà in Calabria il 20 e il 21 luglio una conferenza delle regioni, in sessione straordinaria. L’annuncio ufficiale è arrivato ieri dal Presidente Vasco Errani, al termine della Conferenza delle Regioni. L’incontro sarà l’occasione per un confronto a 360 gradi fra i Presidenti di tutte le Regioni sui nodi legati all’applicazione del Decreto legislativo 56 del 2000 e più in generale sui temi del federalismo fiscale.

''Per la Calabria l' appuntamento del 20 e 21 luglio ad Altafiumara di Villa San Giovanni, dove converranno i presidenti di tutte le Regioni italiane per discutere di federalismo fiscale, è un riconoscimento importante''. E' quanto afferma il presidente  della Regione Calabria, Agazio Loiero, in una dichiarazione  fatta a margine della Conferenza delle Regioni svoltasi a Roma.

''Ringrazio pertanto - aggiunge Loiero - i colleghi di tutta  Italia, ed in particolare il presidente Errani e i componenti  dell’Ufficio di presidenza, di cui faccio parte, per aver accolto il mio invito''.

''Ad Altafiumara - ha poi aggiunto Loiero conversando con i  giornalisti - si tenterà di sciogliere finalmente il nodo dei  fondi per la sanita' da ridistribuire fra tutte le Regioni. In passato si e' spesso sorvolato, ma ora e' importante per tutti,  in particolare per le Regioni del Sud e la Calabria, finora  penalizzate, arrivare a una netta soluzione del problema''.

''Ho invitato i presidenti a venire in Calabria per questa giornata e mezza di lavoro - ha concluso Loiero - anche per far scoprire una delle parti più belle della nostra terra. Devo dire che anche sotto questo profilo la proposta e' stata ben accolta''.

(red)

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Conferenza Regioni: il calendario del II semestre 2005

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni ha approvato il 30 giugno il calendario delle riunioni ordinarie, relativo al secondo semestre del 2005.

Secondo quanto previsto le Conferenze si terranno:

14 luglio ‘05

28 luglio ‘05

22 settembre ‘05

13 ottobre ‘05

24 novembre ‘05

15 dicembre ‘05

Un calendario che si è già arricchito con due appuntamenti straordinari. La Conferenza del 7 luglio (cfr. notizia precedente ) sulle linee guida del prossimo Dpef e quella del 20 e 21 luglio (cfr. notizia precedente) sul federalismo fiscale in programma ad Altafiumara (Reggio Calabria).
(red)

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Agroalimentare: Regioni per difesa made in Italy

(regioni.it) Prende spunto dalla difficile situazione di mercato di alcuni settori agroalimentari che, di recente, ha determinato dichiarate crisi di reddito per le imprese agricole italiane minacciate dalla concorrenza di mercati sempre più globalizzati, un ordine del giorno che il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani,  ha illustrato e consegnato al Governo nella sede della Conferenza Stato-Regioni. Il Documento sottolinea la necessità di un’efficace attività di sorveglianza che veda coinvolti tutti gli organismi di controllo, primi fra tutti Stato e Regioni, per attivare un sistema coordinato di vigilanza a difesa delle produzioni nazionali.

Per quanto concerne l’Ortofrutta la tematica dei controlli di qualità, pur discussa più volte nell’ultimo triennio in sede di Conferenza Stato-Regioni, è stata affrontata con soluzioni di carattere temporaneo. Un recente decreto attribuisce ad Agecontrol S.p.a i controlli di qualità sia per l’esportazione che per il mercato interno, aventi rilevanza a livello nazionale, sui prodotti ortofrutticoli - senza tuttavia specificare quali siano le attività di competenza delle Regioni rispetto ai controlli di rilevanza nazionale. Si è in attesa di uno schema di  Decreto ministeriale, da sottoporre alle Regioni, che individui in modo definitivo il riparto delle attività di controllo; ma resta da affrontare sia l’immediata attivazione di una efficiente banca dati che garantisca l’effettività della vigilanza sia l’avvio di un  sistema di monitoraggio che supporti la risoluzione delle problematiche connesse alle attività di controllo. Preoccupazione anche per il settore “Ortofrutta trasformati”, in particolare per il: pomodoro da industria, che vede l’Italia principale produttore a livello europeo, e che sta risentendo pesantemente della concorrenza di nuovi paesi. Occorre – si legge nel documento delle Regioni- una Particolare attenzione in termini di qualità e di immagine del made in Italy,  nell’ambito dei prodotti derivati dal pomodoro, deve essere rivolta alla “passata di pomodoro”.

Per salvaguardare la produzione italiana occorre tuttavia ridefinire in modo più restrittivo le norme sul mutuo riconoscimento per la passata di importazione  Quest’ultima realizzata in parte mediante diluizione del concentrato di pomodoro ed immessa sul mercato italiano con la denominazione “passata di pomodoro” si pone in diretta concorrenza con il prodotto nazionale che presenta caratteristiche qualitative ed organolettiche distintive e superiori, oltre che costi di produzione più alti.  Secondo le Regioni sarebbe opportuno riservare la denominazione di vendita “passata di pomodoro” al solo prodotto ottenuto secondo quanto prescritto dal decreto applicativo (cioè lavorazione del prodotto fresco) e richiedere che la passata di importazione, qualora ottenuta con diverso procedimento produttivo (ad esempio la diluizione), debba riportare una diversa denominazione di vendita, integrata nella dicitura in etichetta.

Centrale anche la questione dei Controlli etichettature per carne bovina ed avicola. Per quanto concerne l’etichetattura delle carni bovine l’assetto normativo dispone due tipologie una “obbligatoria”, l’altra“facoltativa”; la prima impone l’esposizione in etichetta del paese di nascita, allevamento e macellazione del bovino, la seconda definisce un percorso garantito attraverso il quale organizzazioni di produttori possono indicare in etichetta informazioni aggiuntive in ordine all’origine (ad. es. allevamento di provenienza), all’alimentazione, alla razza o tipo genetico dell’animale e alle tecniche di allevamento impiegate.

L’etichettatura della carne avicola ha invece carattere volontario, pur rappresentando un importante strumento per la valorizzazione e qualificazione della produzione italiana.

Secondo il documento della Conferenza il quadro normativo è ancora carente rispetto al dettaglio della suddivisione dei ruoli e delle competenze tra Stato e Regioni; a ciò è conseguita una grave deficienza dell’attività di sorveglianza che è giustamente lamentata dalle organizzazioni agricole. E’ necessario quindi addivenire al più presto ad una definitiva organizzazione del sistema dei controlli, anche alla luce del parere reso di recente dal Consiglio di Stato, sia per assicurare il rispetto della disciplina comunitaria e nazionale sia per offrire maggiori garanzie ai consumatori.

Accanto alle questioni in materia di controlli di qualità sulle produzioni agroalimentari particolare attenzione deve essere prestata alla Riforma dell’OCM Zucchero, poiché per il nostro Paese quello bieticolo-saccarifero è un settore di interesse strategico. Nei giorni scorsi in sede di Unione Europea è stata formalizzata la proposta di riforma del settore in questione i cui contenuti non sono condivisi dalle Regioni perché avrebbe effetti devastanti per il settore bieticolo-saccarifero italiano, in particolare del Mezzogiorno, con pesanti e negative ripercussioni sul piano agricolo, industriale ed occupazionale per le attività dirette nelle fasi della produzione e della trasformazione. Per questi motivi le Regioni invitano il Governo a: svolgere ogni utile iniziativa nei confronti della Commissione Europea a difesa della posizione italiana; a predisporre con urgenza un nuovo Piano bieticolo-saccarifero nazionale,  strumento funzionale a rendere più autorevole la posizione del nostro Paese nel prossimo negoziato comunitario.

Plauso dalla Coldiretti Emilia-Romagna ''Siamo soddisfatti della tempestività e della decisione con cui il presidente della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, Vasco Errani, ha messo all'ordine del giorno le questioni cruciali  dell'agroalimentare''.''Il presidente Errani - ha sottolineato il presidente di Coldiretti regionale, Mauro Tonello - ha mantenuto gli impegni che aveva assunto davanti ai diecimila scesi in piazza a Bologna appena tre giorni prima''. Secondo Coldiretti, come avevano chiesto gli imprenditori scesi in piazza, l'ordine del giorno della Conferenza sostiene che ''la tutela della qualità e della tipicità non puo' non prevedere una efficace attivita' di sorveglianza che veda coinvolti tutti gli organismi di

controllo, prima fra tutti Stato e Regioni''. ''Il documento - ha detto Tonello - ha accolto in pieno le proposte presentate ad Errani sulle emergenze dell'agricoltura  italiana ed ha posto al centro del dibattito le due questioni fondamentali dei controlli e della trasparenza''. Oltre ai  controlli su frutta e verdura fresca, che i produttori hanno  chiesto con forza per evitare che vengano spacciati per italiani  prodotti importati, Coldiretti sottolinea che il documento delle

Regioni, sostiene la necessita' di rendere applicativa la norma che prevede di chiamare ''passata di pomodoro'' solo la spremitura di prodotto fresco, che ha ''caratteristiche qualitative e organolettiche decisamente superiori'' al prodotto ottenuto dalla diluizione di conserva di pomodoro (l'Italia ne importa dalla Cina per 62 milioni), senza che il consumatore ne sia informato. Il documento - spiega Coldiretti - chiede anche una maggiore organizzazione dei controlli nel settore delle carni, proponendo che l'etichettatura, obbligatoria per la carne bovina, diventi tale anche nel settore avicolo (attualmente e' solo volontaria), ''dove la certezza dell'origine nazionale - commenta Coldiretti - puo' essere un fattore fondamentale per il rilancio dei consumi dopo le vicende della Sars''. Infine, sul fronte dello zucchero, la Conferenza delle Regioni ha chiesto di attivare ogni iniziativa per

tutelare la produzione italiana. ''Con il documento - ha commentato Tonello - la Conferenza delle Regioni ha dimostrato di avere un visione globale dell'agricoltura e non frammentata per settore, riservando una grande attenzione al sistema dei controlli e mettendo al centro del dibattito la necessita' di offrire maggiori garanzie ai consumatori''.

(red)

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Ambiente: meglio una delega "condivisa"

(regioni.it) In riferimento alla legge delega per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione ambientale le Regioni in un documento consegnato il 30 giugno al Governo hanno ribadito "l'urgenza di un coinvolgimento paritetico delle stesse nell'elaborazione dei decreti delegati di riassetto della legislazione ambientale".

Per il Presidente della Conferenza delle Vasco Errani ciò è fondamentale “non solo in considerazione del ruolo chele regioni sono chiamate a svolgere nella materia ambientale,in attuazione del Titolo V della Costituzione, ma anche – come è affermato nel documento della Conferenza delle Regioni - in virtù dell'intesa stipulata con il ministero dell'ambiente concui le parti concordavano di operare pariteticamente nell'elaborazione legislativa, nel segno della continuità delle competenze loro riconosciute".

(red)

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La Malfa: Regioni fondamentali per agenda Lisbona

(regioni.it) Il Ministro per le Politiche Comunitarie, Giorgio La Malfa, durante il suo intervento alla Sessione Comunitaria della Conferenza Stato-Regioni del 30 giugno ha affermato di considerare " di fondamentale importanza ciò che le Regioni possono fare nell'ambito del'iniziativa più importante in Europa e in Italia, cioè l'attuazione del programma di Lisbona".

"Percio' mi riprometto di proseguire e intensificare i rapporti di collaborazione istituzionale tra il Governo e le Regioni", ha proseguito La Malfa ricordando che il nuovo titolo V della Costituzione rafforza il ruolo delle Regioni nella fase di definizione e di attuazione delle politiche e della legislazione comunitaria.

"L'Europa costituisce insieme un vincolo sempre più penetrante alla nostra attività legislativa e amministrativa ed un'opportunita' da non perdere sia per rilanciare il nostro processo di sviluppo economico sia per migliorare la nostra legislazione e l'amministrazione del nostro Paese", ha proseguito La Malfa, ribadendo il suo impegno per recuperare il ritardo accumulato dall'Italia nell'attuare la normativa comunitaria e per risolvere il problema delle sanzioni che l'Italia subisce a seguito delle infrazioni per la mancata o irregolare esecuzione delle pronunce della Corte di Giustizia.

Infatti, il Ministro ha spiegato che alla data del suo insediamento, il 23 aprile 2005, risultavano ancora da attuare 101 direttive, delle quali 26 contenute nella legge comunitaria 2003 e 50 nella legge comunitaria 2004. "Ho cercato di accelerare per risolvere tale ritardo ed ho portato al Consiglio dei Ministri il mese scorso il primo gruppo di 26 direttive, di cui 10 sono state attuate in via definitiva e 16 in prima lettura", ha illustrato La Malfa, precisando che del secondo gruppo di 50 direttive, 3 sono state recepite attraverso la legge comunitaria 2004 e che ora l'obiettivo è di dare attuazione alle restanti 47 entro i primi mesi del 2006 (consulta  on line la banca dati delle direttive.sul sito del dipartimento delle politiche comunitarie.

(red)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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