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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 553 - lunedì 4 luglio 2005

Sommario
- Irap: quale copertura?
- Caldoro propone "giro di vite" su spesa Regioni ed enti locali
- Caveri è il nuovo Presidente della Valle d'Aosta
- Vendola lancia "Mare aperto"
- Pescara: vertice Presidenti Regioni Centro-Sud
- Sanità: Errani su ruolo Direttori generali

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Pescara: vertice Presidenti Regioni Centro-Sud

(regioni.it) Si e' trattato di una riunione dominata da una grande attenzione sulla responsabilità che le Regioni hanno oggi davanti alla crisi del Paese e dell'Europa". Lo ha affermato il presidente della Regione, Ottaviano DelTurco, a Pescara nel corso della prima Conferenza dei presidenti delle Regioni centro-meridionali. Quello che sta accadendo in  Europa deve preoccupare in modo particolare le Regioni del Mezzogiorno''. Lo ha detto il presidente dell'Abruzzo, Ottaviano Del Turco, prima di aprire a Pescara la Conferenza dei Presidenti delle regioni centro meridionali. ''La soluzione data  al tema dei fondi comunitari - ha spiegato Del
Turco
- e' una soluzione che penalizza fortemente le Regioni centro meridionali del Paese. E questo e' uno dei temi centrali di questa Conferenza. C'e' un problema in Europa - ha proseguito Del Turco -. La relazione di Blair per il semestre inglese indica due possibili vie d'uscita: una e' la chiusura di qualsiasi possibilita' dell'Europa di essere solidale, l'altra e' quella di cambiare libro. Tutti e due questi esiti sono possibili con le intenzioni di Blair, noi naturalmente dobbiamo far vincere il secondo”. Ricordando l'affermazione del Presidente del Consiglio Berlusconi, secondo cui per le Regioni del sud “c'e' tempo”, Del Turco ha detto che “è circa un secolo e mezzo che si dice al Mezzogiorno che c'è tempo, e dunque non ci stupisce che ancora una volta il Presidente del Consiglio in carica ci inviti ad avere pazienza. Ma la pazienza del Mezzogiorno - ha aggiunto - non puo' essere infinita”. L'altro tema della Conferenza di Pescara e' quello delle politiche comuni delle Regioni centro meridionali verso il Mediterraneo. “I popoli del Mediterraneo sono una grande opportunità per l'Europa e per il mondo - Ha affermato il presidente dell'Abruzzo -, per la loro civiltà, per le loro tradizioni, per il fatto che mettono insieme tradizioni religiose fondamentali per gli equilibri del mondo. Dunque questa e' un'area da osservare con grande attenzione e questa iniziativa politica e' un tentativo, nemmeno modesto, di immaginare un ruolo per le Regioni meridionali. Infondo - ha continuato - siamo 20 milioni di europei e di italiani che puntano ad avere un ruolo in questa vicenda”.Sempre secondo Del Turco, l'aver costituito un coordinamento delle Regioni del centro-sud non è un'iniziativa che crea divisione rispetto alle altre aree del Paese. “La differenza - ha sottolineato - tra il leghismo delle grandi aree del nord e questa iniziativa sta nel fatto che noi chiediamo un rapporto migliore con Roma e chiediamo piu' Europa. Loro pensano a una divisione da Roma e a uscire dall'Europa. Dunque il nostro progetto ha un carattere politicamente molto diverso. Noi siamo molto orgogliosi di questa diversità ed e' probabilmente il nostro punto di forza'' e a proposito della presenza nel coordinamento di Regioni amministrate sia dalla Cdl che dall'Unione Del Turco ha concluso affermando che “l'unica possibilità che abbiamo e' quella di unire i nostri sforzi per avere più peso nei confronti di chi governa”.

Il confronto sul futuro dei fondi comunitari che le Regioni del Mezzogiorno chiederanno alla Commissione europea “si annuncia difficile”: non lo nascondono i presidenti delle Regioni del  Sud riuniti a Pescara. Ma a Josè Manuel Barroso, probabilmente a settembre, si presenteranno con una voce unitaria, che parlerà per 20 milioni di abitanti. E la presidenza di Tony Blair - prevede Bassolino - potrebbe riservare sorprese, l'interesse a giocare ''una grande partita politica” nella quale il premier britannico “potrà mettere in discussione qualche privilegio inglese, se in cambio si apriranno delle prospettive di successo nelle trattative”. Non si arena, ma rilancia e investe sul suo futuro - nonché su quello di Europa e Mediterraneo - la ''Rete del Sud'', che, riunita in Abruzzo da Ottaviano Del Turco sotto lo slogan “Mediterraneo, orizzonti grandi'', ha dipinto lo scenario di un nuovo protagonismo del Meridione. Assenti giustificati Agazio Loiero per la Calabria e Salvatore Cuffaro per la Sicilia.”Dobbiamo presentare il Sud non come un problema - ha detto il Presidente campano Bassolino -, ma come una risposta positiva, unitaria e nazionale, al tema dell'Italia intera”.

Il Sud - per il presidente della Basilicata, Vito De Filippo – “ha bisogno di un sostegno ancora forte per i prossimi anni”, e il Coordinamento delle Regioni meridionali e' oggi un soggetto politico in grado di “irrobustire la presa sul Governo e sulla stessa Unione europea”. Il fallimento della mediazione del lussemburghese Junker “indica la debolezza strutturale del sistema - secondo Nichi Vendola, presidente della Puglia - in un'Europa molto recintata, ma orfana di identità, apparsa come una costruzione artificiale imposta dall'alto”. Nella quale ''il combinato disposto delle esigenze di liberismo e sicurezza ci porta a essere ghostbuster e non figli di un Occidente capace di mediare”. L'allargamento a Est, nella mediazione di Junker ''appare come una cooptazione il cui biglietto si fa pagare a noi, una sottrazione e non un'opportunità di moltiplicare le risorse”.

Lo scenario di riferimento per tutti e' il Mediterraneo, che “per il Mezzogiorno - ha sottolineato Renato Soru, presidente  della Sardegna - e' una meta, costituita da popoli non da salvare, ma che ci salveranno. L'aiuto che possiamo dare loro è un aiuto a noi stessi''. Del Turco ha proposto anche una Carta dei popoli del Mediterraneo. Tutti hanno sottolineato la necessita' di investire in infrastrutture, porti, autostrade, ferrovie. Dalla Regione Campania, inoltre, e' venuta la proposta di costituire un ''tavolo di coordinamento'' tra i vari assessori ai Trasporti, Infrastrutture, Logistica e Mobilita', che dovra' individuare, nell'ambito di tutti gli interventi da realizzare e sulla base delle risorse disponibili, i progetti assolutamente necessari e a cui dare la precedenza rispetto agli altri. Tra le altre proposte formulate, quella di incrementare lo sfruttamento della capacita' ferroviaria disponibile sulla rete, ''anche attraverso l'apertura a nuove imprese ferroviarie favorendo la concorrenza e l'acquisto di locomotori e carri''; di sostenere l'attivazione di nuovi collegamenti aerei sia all'interno del Mezzogiorno sia tra queste regioni e i paesi della riva sud del Mediterraneo; di metter in rete e potenziare le piattaforme logistiche, collegando i nodi con ferrovie e svincoli autostradali, realizzando terminal internodali e impiantando tecnologie informatiche e telematiche; sostenere un programma di sviluppo delle ''autostrade del mare''; la connessione delle reti di trasporto mediterranee alla rete transeuropea, in particolare il Corridoio 1 (Berlino-Milano-Verona-Napoli-Palermo) e il Corridoio 8 (Puglia-Albania-Bulgaria). Le proposte prendono lo spunta da uno studio elaborato dalla Regione Campania che mette in evidenza il ''gap infrastrutturale'' sia tra l'Italia e gli altri partner europei, sia tra le aree del Mezzogiorno e le altre zone della Penisola (fatta 100 la media italiana di dotazione in rapporto al territorio e alla popolazione, il Sud ha un indice di 70,6 per le ferrovie, 76,2 per i porti, 75,6 per gli aeroporti). Rilevato anche lo ''scarso livello qualitativo'' dei servizi di trasporto interni nel Meridione: ''la velocita' media dei collegamenti Eurostar tra i capoluoghi delle regioni del sud e' pari a 77 km/h contro i 95 delle regioni del nord (un gap di circa il 20%)''. Altro grave deficit riguarda la mancanza di collegamenti  aerei interregionali. Per quanto riguarda poi gli investimenti in opere pubbliche si e' registrato addirittura un arretramento, passando dal 1995 al 2003 dal 42% al 30% del totale degli investimenti realizzati in Italia (dal 3,8% al 2,5% del Pil, da otto a sette miliardi di euro in cifra assoluta). Nell'ambito della Legge Obiettivo, inoltre, si e' passati dall'88% di investimenti per il Sud del 2002 al 21,4% del 2004, ''mentre il Nord ha visto aumentare nello stesso periodo la propria percentuale dal 5,5 al 46,8%''.

Tutto questo senza tener conto che il Mezzogiorno, per la sua posizione strategica, ''rappresenta una piattaforma logistica naturale da valorizzare e potenziare, anche in relazione alla crescita dei traffici con il Far East e soprattutto alla partnership Euro-Mediterranea sancita dalla Conferenza di Barcellona che ha previsto la prossima istituzione della zona di libero scambio nel 2010''. Il nuovo scenario determinera' un incremento del 16% del trasporto merci nell'area. Secondo una ricerca del Cnel, infine, se dall'Estremo Oriente si arriva al centro Europa passando per i porti dell'Italia meridionale, ''si risparmiano circa cinque giorni rispetto al passaggio da Gibilterra e fino a Rotterdam e Amburgo''.

Ma l'infrastruttura che piace di più è ''la conoscenza'', come l'ha chiamata Soru: ''In Portogallo - ha ricordato - si investe quattro volte piu' dell'Italia per l'istruzione, e nel Sud si spende ancora meno''. In un'Europa che costruisce automobili, che sviluppa l'industria farmaceutica e l'informatica ''l'Italia non c'e' piu'. Le nostre imprese subiscono la globalizzazione''. C'e' allora bisogno di ''formare ingegneri, ricercatori''. Argomenti sui quali le Regioni del Sud - ha annunciato Michele Iorio, presidente del Molise - intendono aprire il confronto con il Governo nella discussione sul Dpef, sottoponendo all'esecutivo progetti condivisi. Iorio e Bassolino sono andati sul pratico, proponendo un gruppo di lavoro sui progetti da mettere in rete, tra un incontro e l'altro. Il prossimo incontro si terra' in Sicilia a settembre per l'elaborazione di un documento strategico da sottoporre a Governo e Ue. A ottobre in Puglia si parlera' di infrastrutture. A dicembre, in Molise, di innovazione tecnologica.

''Non siamo tanto preoccupati per il rischio di vedere limitate le risorse in arrivo dall'Unione

europea. Esiste piu' un problema di capacita' organizzativa, di fare squadra, di forza che le regioni devono avere'': lo ha detto il sottosegretario agli Affari comunitari della Presidenza della Giunta regionale della Calabria, Vincenzo Falcone, rappresentando alla Conferenza delle Regioni del Sud il presidente Agazio Loiero, assente per un lutto in famiglia. ''Senza capacita' organizzativa - ha sottolineato a Pescara  Falcone - potremo avere grandi aperture di credito, ma  mancheranno i progetti per metterle a frutto. Tutte le regioni del Sud ormai hanno capito che da sole non ce la fanno''. Le Regioni del Mezzogiorno devono ''essere in grado di elaborare progetti qualificati e maturi da presentare al Governo, offrendo una sintesi delle priorita' che le accomunano''. Per Falcone, gia' segretario generale del Comitato delle regioni, ''la grande richiesta che dobbiamo fare all'Unione europea e' di dignita' istituzionale, e va posta con grande forza''.

''Gli organi dell'Unione Europea devono capire che c'e' una parte del Paese che ha bisogno di un sostegno ancora forte anche per i prossimi anni''. E' l'appello  del presidente della Basilicata, Vito De Filippo.

Secondo De Filippo, ''questo coordinamento delle Regioni del Mezzogiorno e' una cosa viva e continua ad avere positivi risultati. Oggi ci sintonizziamo ancora di piu' sui temi del Mezzogiorno - ha spiegato - ma anche e soprattutto sul nuovo ciclo di programmazione dei fondi Ue che vedrebbe ad oggi penalizzate le Regioni del Mezzogiorno''.

''Le idee, i programmi e le iniziative che le Regioni del Mezzogiorno metteranno in atto

produrranno tanti piu' risultati in termini di crescita e sviluppo socioeconomico quanto piu' queste idee saranno condivise e fatte convintamene proprie da ogni governo regionale'', ha detto il presidente della Regione Molise, Michele Iorio.

Questi i punti concordati dai presidenti, che vedranno approfondimenti e progettazioni nelle riunioni dei prossimi mesi nelle singole regioni: una posizione comune con la Commissione Europea per quanto riguarda le richieste del Mezzogiorno in tema di trattato per la redistribuzione dei fondi strutturali 2006-2013; unita' di intenti e di proposte da sottoporre al Governo nazionale in sede di redazione del prossimo Dpef e di discussione sull'Irap; la trasformazione del coordinamento delle Regioni del Mezzogiorno in un soggetto politico che sia da sprone alla coalizione e ai singoli partiti per il varo e la realizzazione di politiche di sviluppo mirate al Sud Italia e alle sue specifiche problematiche; la messa a punto di progettualita' concrete e innovative nel campo delle infrastrutture materiali e immateriali nella ricerca scientifica e nell'Universita', nel turismo e nella promozione territoriale, nell'energia e nella cooperazione con l'Europa e  con tutto il bacino Mediterraneo.

Nell'ambito dei programmi stabiliti i Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno hanno anche deciso di chiedere degli incontri ufficiali con il presidente della Commissione Europea Barroso, per quanto riguarda i fondi strutturali, e con i ministri Siniscalco e Lunardi per quel che concerne il Dpef e la politica dell'infrastrutturazione e delle grandi opere di interesse nazionale.

Per Renato Soru, "Le regioni del Mezzogiorno oggi sono un po'meno sottosviluppate, ma fanno anche parte di un'Italia meno sviluppata di prima. Non verranno la Fiat o la Montedison a risolvere i problemi. Le soluzioni non arriveranno dal resto d'Italia. In qualche modo siamo soli in un mondo diventato globale. Il Mediterraneo e' per noi una meta, di luoghi e di popoli non da salvare, ma che ci salveranno. L'aiuto che possiamo dare loro e' un aiuto a noi stessi" Secondo Soru la globalizzazione è stata un'opportunità per molti Paesi d'Europa, l'Italia invece non sta partecipandoa questo processo attivamente con le sue imprese.

"L'industria italiana - ha aggiunto il presidente - si e'trasformata in finanza. Un catorcio come l'Audi e' diventato una grande industria, ed e' stata la stessa cosa per altre case automobilistiche europee. In Europa c'e' l'industria farmaceutica, l'informatica, in Italia non piu'". Secondo il Presidente della Sardegna le infrastrutture immateriali sono quelle piu' importanti, "la conoscenza – ha spiegato - e' lo strumento del nostro grande orizzonte. Il Mezzogiorno d'Italia può avere diversi progetti in comune. Vediamo cosa possiamo fare contro la dispersione scolastica e per una maggiore istruzione dei nostri ragazzi. Il Portogallo investe sull'istruzione quattro volte quello che investe l'Italia. E il Sud investe ancora meno. E allora cominciamo noi a fare progetti comuni sulla conoscenza".     Gli altri campi d'azione comune indicati da Soru sono, infine, l'energia, il turismo, la pace e l'accoglienza. (

"Il coordinamento dei presidenti della Regioni meridionali non e' una fiammata che si spegne presto, ma continueremo a portarlo avanti nei prossimi mesi e anni, avendo come interlocutore ora il governo attuale e nei prossimi anni quelli che ci saranno. E' un fatto importante perche' affrontiamo il grandissimo tema del Mediterraneo".  Lo ha detto a Pescara il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, "Dobbiamo muoverci - ha spiegato Bassolino - avendo avanti a noi la dimensione europea, Bruxelles per tutti noi conta ormai quanto Roma, e per questo seguiamo con grande interesse il destino dei fondi europei e al tempo stesso la nostra dimensione anche dentro il Mediterraneo. Qui ci deve essere una grande svolta rispetto agli anni scorsi: tutti hanno fatto troppo poco, dall'Europa, ai governi italiani, alle Regioni, soprattutto quelle meridionali. Se sapremo realizzare questa svolta verso il Mediterraneo - ha sottolineato infine Bassolino - i vantaggi e le occasioni potranno essere davvero molto importanti e nuovi".  

"Prima del vertice europeo preannunciato da Blair per l'autunno dobbiamo riuscire a portare avanti la nostra iniziativa", come presidenti delle Regioni. Bassolino ha ricordato che i governatori si sono "gia' mossi con una iniziativa importante, sempre in sintonia con il governo italiano, e con i parlamentari europei eletti in tutte le regioni meridionali. Ora - ha proseguito il presidente - tutti assieme vogliamo incontrare via via, in corso d'opera, Barroso, il presidente del Parlamento europeo, la presidenza inglese. E questo deve avvenire entro ottobre", quando si terra' il vertice convocato da Blair, "perche' per noi e' una questione vitale. Per la mia regione, e penso per tutte le regioni meridionali, non c'e' nessuna grande opera pubblica, fatta in questi anni o in costruzione, che non sia stata fatta o venga fatta con fondi europei. La nostra economia si e' retta e si regge in buona parte sui fondi europei. Un terzo del prodotto interno lordo in Campania e' dovuto alle politiche pubbliche regionali e la gran parte di queste e' dovuta ai fondi europei e strutturali. Ecco la ragione per la quale il futuro della gran parte delle regioni meridionali e' legato ai fondi europei, che da soli non sono sufficienti a realizzare il salto di qualita'. Sono indispensabili - ha osservato Bassolino - ma assieme a questi ci vogliono piu' fondi nazionali, che siano seri e consistenti e non diminuiscano come avvenuto nelle ultime Finanziarie. E poi tutte le risorse pubbliche devono fare massa critica con risorse private e imprenditoriali: in questo modo il Mezzogiorno riesce a costruire un futuro nuovo e diverso rispetto al passato".  

E a margine dell’incontro di Pescara “botta e risposta a distanza” fra Pisanu e il Presidente della Puglia Nichi Vendola. “Un Cpt in ogni regione”, ha auspicato il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, parlando in Aula al Senato, sui temi dell'immigrazione clandestina. 'Si tratta - aggiunge - di strutture indispensabili, alla cui gestione potrebbero utilmente concorrere anche le autonomie locali e le organizzazioni dotate di specifica competenza, come l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni o il Consiglio Italiano per i Rifugiati”.”Va da se' - spiega Pisanu - che in mancanza dei centri, i clandestini avrebbero totale libertà di movimento sul territorio regionale, con tutto ciò che ne può derivare, come l'esperienza insegna. Non e' certo per caso che centri di trattenimento per immigrati irregolari si trovino anche in Francia, Spagna Belgio, Regno Unito, Ungheria ecc., mentre altri Paesi, badate bene, trattengono i clandestini in istituti di pena o stazioni di polizia”. Pisanu rileva che “i Cpt non li ha inventati la legge Bossi-Fini. Questo Governo li ha soltanto  ereditati e migliorati, riconoscendone l'utilità. Chi oggi volesse chiuderli con la forza deve sapere che violerebbe la legge e si esporrebbe alle conseguenti sanzioni penali. E chi, sopprimendo i Cpt, volesse così escludere qualsiasi possibilità di espellere i clandestini e, per dirla chiara, aprire indiscriminatamente le frontiere, chi davvero volesse fare questo deve sapere che così metterebbe l'Italia fuoridagli accordi di Schengen'. 'Siamo dunque di fronte a possibili violazioni della legalita' interna - sottolinea il ministro -, comunitaria e internazionale. Nessuno puo' farsene promotore a cuor leggero, tanto meno se riveste importanti cariche elettive. Non saro' certo io, da Ministro dell'Interno, da ministro di garanzia, a cercare lo scontro istituzionale. Ma sia chiaro a tutti che non verro' mai meno al dovere di far rispettare la legge e tutelare la sicurezza dei cittadini'.

Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ha definito "La risposta di Pisanu sui Cpt
(centri di permanenza temporanea)”,”grottesca, perché immaginare che si possa configurare un reato nel promuovere una discussione vuol dire essere alla frutta". "Noi - ha spiegato – vogliamo discutere del Cpt e di quello che significa dentro l'Europa. La sfida a cui siamo chiamati - ha aggiunto - e' di lungo periodo, dicono la sfida del secolo che ci sta di fronte, quella del governo dell'immigrazione". Le possibilità sono di affrontarla con "una mentalita' poliziesca" o attraverso un "dibattito politico trasparente.     "La cosa piu' bella di questo continente e di questo occidente - ha detto ancora Vendola - e' il principio della inviolabilita' della liberta' personale. Questo principio vale per gli amici di Pisanu e deve valere anche per gli extracomunitari, altrimenti il garantismo e' semplicemente una maschera pelosa per coprire l'impunita' dell'establishment".

(sm)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Marco Tumiati
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Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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