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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 553 - lunedì 4 luglio 2005

Sommario
- Irap: quale copertura?
- Caldoro propone "giro di vite" su spesa Regioni ed enti locali
- Caveri è il nuovo Presidente della Valle d'Aosta
- Vendola lancia "Mare aperto"
- Pescara: vertice Presidenti Regioni Centro-Sud
- Sanità: Errani su ruolo Direttori generali

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Sanità: Errani su ruolo Direttori generali

(regioni.it) La Repubblica, ha pubblicato (il 3 luglio) un intervento del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani in risposta ai due ultimi articoli dedicati al mondo della sanità di Mario Pirani sulla lottizzazione politica degli ospedali. Oggetto della critica dell’editorialista de La Repubblica i direttori generali: strumento della politica per controllare gli ospedali.
“Vediamo – scrive Errani - se possiamo convenire su alcune scelte fondamentali.

Il Servizio sanitario ha bisogno sia di una rappresentanza politica sia di una direzione tecnica. Entrambe devono essere autorevoli, tutte e due devono rendere conto delle scelte e dei loro risultati, secondo le modalità che sono loro proprie ma l’una deve essere tenuta rigidamente distinta dall’altra. Nei sistemi moderni, la dimensione regionale è il livello ottimale a cui le scelte di politica sanitaria possono essere fatte, come sintesi fra gli altri impegni finanziari necessari e la vicinanza relativa alla comunità dei destinatari dei servizi. E’ giusta quindi la scelta compiuta con la riforma del Titolo V della Costituzione, che affida alle regioni la responsabilità delle scelte sulla organizzazione e sul funzionamento dei servizi sanitari. A due condizioni: che venga esercitata nel rigoroso rispetto dei vincoli e dei principi del Servizio sanitario nazionale; che venga messa in pratica in stretta collaborazione con i Comuni. Nella nostra esperienza, in Emilia-Romagna, i Direttori generali hanno il compito di realizzare a livello locale gli indirizzi di politica sanitaria definiti a  livello regionale. Dal momento che hanno il compito di tutelare le comunità locali, i Sindaci, e non i partiti, concorrono alla nomina dei direttori generali, partecipano alla valutazione periodica del loro operato e possono chiedere la loro rimozione. Questo processo  è pubblico e trasparente, e da tempo sottratto, nelle nostre esperienze, alla contrattazione fra le forze politiche. Il confronto con i vecchi Comitati di Gestione non depone a favore di questi ultimi, ma di quell’epoca in Emilia-Romagna abbiamo recuperato la cooperazione con gli enti locali, cooperazione sancita ora in maniera più forte dalla recente legge regionale del dicembre 2004 che riorganizza il Servizio Sanitario regionale. La politica riconosce al direttore generale autonomia nei mezzi e gli chiede responsabilità nei risultati. Ma autonomia non significa arbitrio, né sulle nomine né sulle scelte di organizzazione. La scelta delle persone cui affidare anche responsabilità gestionali,non deve essere effettuata in solitudine. La nostra Legge regionale dispone ad esempio che la rosa entro cui il Direttore generale può scegliere i primari sia limitata a tre e che nel formularla la Commissione valutatrice non consideri  soltanto la idoneità generica dei candidati a dirigere una qualsiasi struttura, ma consideri le caratteristiche specifiche della struttura che andranno a dirigere. La Giunta si astiene rigorosamente da ogni interferenza, la discrezionalità del Direttore Generale è limitata, la Commissione giudicatrice maggiormente responsabilizzata.

Se, quindi, il rapporto fra politica e gestione, nella nostra esperienza concreta, non rappresenta da tempo un problema della sanità regionale, altre questioni da lei sollevate sono invece terreno di confronto. La nostra legge, ad esempio, ha elevato il Collegio di direzione (composto dall’alta dirigenza medica e professionale, inclusi i medici di medicina generale) al rango di organo dell’Azienda, al pari della Direzione Generale e del Collegio dei revisori. Abbiamo deciso di fare della trasparenza, della autonomia e della responsabilità i principi della organizzazione e del funzionamento del Servizio sanitario della Regione Emilia Romagna, e questa politica ha trovato sistemazione nella nuova legge regionale che seleziona le esperienze migliori già condotte nelle aziende sanitarie della nostra regione. Questa Legge – conclude Errani - costituirà la guida del mio nuovo mandato in Emilia Romagna.
(red)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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