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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 557 - venerdì 8 luglio 2005

Sommario3
- 11 Luglio: Errani a III Assemblea eletti nelle Regioni
- Competitività e turismo: Campania impugna legge
- Comitato Regioni: Caveri "pessimismo e inquietudine"
- Vendola su Centri temporanei di accoglienza. Appuntamento l'11 luglio a Bari
- Umbria: il Tesoro da i numeri
- Sanità: Consulta su Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico

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11 Luglio: Errani a III Assemblea eletti nelle Regioni

(regioni.it) Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, parteciperà Lunedi' 11 luglio nell'Aula di Palazzo Montecitorio - in occasione dell'avvio della VIII legislatura delle regioni a statuto ordinario – alla Terza Assemblea delle elette e degli eletti nei consigli regionali e nelle province autonome. Alla cerimonia inaugurale della Assemblea, prevista alle 17, che avra' luogo alla presenza del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, interverranno il presidente del Senato, Marcello Pera, e il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini.

Seguiranno gli interventi di Alessandro Tesini, coordinatore della Conferenza dei presidenti dell'Assemblea dei consigli regionali e delle province autonome; di Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome; di Leonardo Domenici, Presidente dell'Anci; di Fabio Melilli, presidente dell'Upi e di Enrico La Loggia, ministro per gli Affari regionali. Nella fase conclusiva dei lavori interverra' il presidente della commissione bicamerale per le Questioni regionali, Carlo Vizzini.

(red)

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Competitività e turismo: Campania impugna legge

(regioni.it) La Giunta Regionale su proposta del presidente Antonio Bassolino e dell'assessore al Turismo Marco Di Lello, ha dato mandato agli avvocati Vincenzo Baroni e Vincenzo Cocozza di ricorrere alla Corte Costituzionale per impugnare l'articolo 12 (commi I,II,III,IV,V e VII) della legge n. 80 del 14 maggio 2005  ''Disposizione urgenti nell'ambito del piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale''. ''Si tratta di una recentissima normativa statale - si legge in una nota - che invade la potesta' legislativa regionale nel settore turistico. L'articolo 117 della Costituzione affida infatti alla competenza esclusiva delle Regioni il settore turistico. La legge dello scorso maggio invece, con l'articolo 12, affida il coordinamento stabile delle politiche di indirizzo in materia turistica allo Stato, invadendo la sfera legislativa regionale e ledendo l'autonomia delle Regioni in materia di politiche di sviluppo del turismo''.

(red)

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Comitato Regioni: Caveri "pessimismo e inquietudine"

(regioni.it) ''Nei rappresentanti delle regioni serpeggiano pessimismo e inquietudini per le troppe incertezze che si profilano all' orizzonte''. Rientrato da Bruxelles dove ha preso parte ai lavori del Comitato delle Regioni, Luciano Caveri, commenta cosi' gli esiti della relazione sulle priorita' indicate dalla Presidenza britannica dell' Unione e sul punto fatto dalla Commissione europea in rodine alle questioni istituzionali.

Quella svoltasi e ieri e' stata la prima riunione del Comitato delle Regioni dopo il referendum francese e olandese sul Trattato costituzionale. ''E' comunque necessario - ha sottolineato il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta - lavorare per avere almeno due certezze: conoscere la disponibilita' esatta delle risorse destinate ai fondi strutturali europei e l'impegno per il rilancio del federalismo''. Per quanto riguarda i fondi strutturali, ''la certezza - precisa Caveri - e' necessaria per avere dei punti fermi per lo studio di strategie sulle quali la Valle d'Aosta e' fortemente impegnata''. Infine, secondo il presidente della Regione, ''al rilancio del federalismo puo' essere favorito dal ruolo propositivo delle Regioni che e' ancor piu' importante in un momento in cui la democrazia europea vive un passaggio difficile''.
(red)

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Vendola su Centri temporanei di accoglienza. Appuntamento l'11 luglio a Bari

(regioni.it) Prosegue il botta e risposta sui Centri temporanei di accoglienza fra il Presidente della pUglia Vendola e l’esponente Ds, Napoletano.

''Non intendo replicare a Giorgio Napolitano ma continuo a pensare che non conosca bene la realta' dei Cpt''. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nel corso di un incontro con i giornalisti che si e' tenuto oggi per presentare il forum che si terra' a Bari lunedi' prossimo per discutere di apertura di frontiere e di chiusura dei Centri temporanei di accoglienza. Al forum hanno aderito i presidenti di 14 Regioni, politici, magistrati, rappresentanti di associazioni, missionari, medici senza frontiere, rifugiati, immigrati.

Sui Cpt tra Vendola e l'ex ministro diessino Giorgio Napolitano e' in corso una polemica da quando sul 'Corriere della sera' del 3 luglio scorso Napolitano ha rivendicato al governo di centrosinistra l'istituzionei dei Cpt e ne ha sostenuto la necessita' e ha definito ''irresponsabile'' la richiesta di Vendola di chiuderli. ''E' stata la legge presentata dal governo Prodi con mia firma - aveva spiegato sul 'Corriere' il dirigente dei Ds - a istituire i centri di permanenza temporanea al fine di identificare gli stranieri che arrivano in Italia senza titolo per soggiornarvi e senza documenti. Si puo' discutere sul modo in cui vengono gestiti, ma altro e' chiederne la chiusura. Se qualcuno li chiama lager credo che insulti la memoria delle vittime dello sterminio nazista''. Vendola aveva replicato l'indomani sostenendo tra l'altro che l'''asse politico e culturale Pisanu-Napolitano non vuole fare i conti con il fallimento dell'idea di una Europa fortezza, Europa blindata''. ''Mi dispiace - ha detto Vendola - dei toni di questa polemica con Napolitano. Avremo modo di confrontarci. Lui non puo' lamentarsi di una reazione polemica quando il suo esordio e' dire che e' irresponsabile chiedere la chiusura dei Cpt. Non e' un bel modo per cominciare un dialogo. E poi con un tono un pochino professorale parla di 'argomenti confusionari', come se lui fosse il depositario di tutta la scienza europea... La sua Europa ha pigliato dei brutti colpi''. ''Forse sarebbe tempo - ha aggiunto Vendola - che Napolitano si misurasse, che tutti noi ci misurassimo con quella idea di Europa che e' 'crepata'''.

''Due referendum - ha continuato il presidente della Regione Puglia - hanno mandato in mora una certa idea di Europa. E  quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che c'e' un processo di crisi verticale, radicale, dell' integrazione europea. Non lo dico perche' sono contento. Lo dico perche' dobbiamo salvare l' idea di fondo della unificazione europea''. ''E penso - conclude Vendola - che noi possiamo svolgere un ruolo, perche' questa Europa puo' essere salvata dal Mediterraneo, visto che non e' stata salvata dalle banche''.
(red)

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Umbria: il Tesoro da i numeri

(regioni.it) Il debito reale dell' ente Regione Umbria e' pari a 360 milioni 500 mila euro, e l' indebitamento della regione intesa come entita' territoriale (Comuni, Province, Comunita' montane) e' di 580 milioni e 200 mila euro. 

La Direzione regionale delle risorse finanziarie della Regione Umbria ha fornito i dati sulla reale situazione dell'indebitamento regionale, rettificando quelli forniti alla Commissione bilancio della Camera dal direttore generale per il debito pubblico del ministero dell' economia, Maria Cannata (cfr. regioni.it n.556) , che parlavano di un totale del debito regionale pari a tre miliardi e 692 milioni di euro, ottenuto calcolando anche i costi della ricostruzione post-sisma del 1997 che sono invece a totale carico dello Stato.

I dati forniti - e' detto in una nota della Regione -  prendono a riferimento la regione come entita' geografica e quindi il totale di emissioni e mutui contratti oltre che dalla Regione come ente, anche da Province e Comuni. Il debito residuo della Regione Umbria alla data del 30 giugno 2005 e' comprensivo delle emissioni e dei mutui, a totale carico dello Stato accesi per finanziare gli interventi di ricostruzione post-terremoto 1997 le cui rate di ammortamento, in virtu' di delegazioni di pagamento, sono pagate direttamente dal ministero e non transitano nel bilancio regionale. Tale debito ammonta a tre miliardi, 112 milioni e quattro mila euro e rappresenta circa il 90 per cento del totale regionale. Si tratta di operazioni finanziarie attivate dalla Regione in virtu' delle autorizzazioni disposte dalla legge ''61/'98'' e successivamente rifinanziata con successive leggi e che non puo' considerarsi debito regionale.

''Per l' ennesima volta - ha detto l' assessore regionale al bilancio, Vincenzo Riommi - il ministero del tesoro fa confusione e fornisce dati impropri e sbagliati. Infatti, tolti i tre miliardi e 112 milioni di euro per la ricostruzione, a totale carico dello Stato, la Regione Umbria, con i suoi 360 milioni e 500 mila euro di debito proprio si classifica, in termini assoluti, fra le regioni italiane con livello piu' basso di indebitamento. Porremo formalmente a conoscenza della Commissione bilancio della Camera - ha concluso Riommi - la situazione reale dell' Umbria perche' tragga le debite conseguenze sulle dichiarazioni del direttore generale per il debito pubblico del ministero dell' economia''.

(red)

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Sanità: Consulta su Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico

(regioni.it) Ancora un altro importante segnale dalla Corte Costituzionale sulla ripartizione delle competenze fra Stato e Regioni.

La Corte Costituzionale infatti pur dichiarando inammissibili i ricorsi con cui alcune regioni hanno impugnato la legge 16 gennaio 2003 che delega il governo ad emanare un decreto legislativo per il riordino degli Istituti di ricovero e cura di carattere scientifico, Irccs (considerandola lesiva

delle competenze regionali) ha tuttavia dichiarato l' illegittimita' di alcune parti degli articoli che regolano la composizione degli organismi di gestione.  I ricorsi sono stati promossi dalle Regioni Veneto, Emilia Romagna, Marche e Sicilia.

In particolare, secondo la Regione Sicilia, la norma impugnata, si legge nella sentenza della Corte Costituzionale, delegherebbe il governo al riordino della disciplina degli Irccs mentre ''avrebbe dovuto limitarsi a fissare i principi e i criteri direttivi, aventi natura di principi fondamentali destinati alle Regioni quali limiti all'esercizio della potesta' legislativa alle stesse ascritta''. Il concreto riordino, insomma, secondo la Regione, avrebbe dovuto essere effettuato con norme regionali e non con decreto legislativo. Altro punto sostenuto dalle Regioni e' che, a seguito della riforma del titolo V della Costituzione, il quale ha attribuito alla  potesta' legislativa concorrente delle Regioni sia la ''tutela  della salute'' sia la ''ricerca scientifica'', l'assetto degli Irccs dovrebbe considerarsi interamente assorbito nell'ambito della competenza regionale, nel rispetto dei soli principi fondamentali posti dalla legge statale.

Nella questione, si sottolinea inoltre nella sentenza, e' intervenuta anche l'Avvocatura dello Stato affermando che ''le caratteristiche stesse degli Irccs ne contraddistinguerebbero la natura, distinguendola rispetto a quella degli altri istituti del Servizio sanitario nazionale. Si tratterebbe infatti di centri di eccellenza che svolgono attivita' di ricerca scientifica biomedica, di cui sono tenuti a garantire un elevato livello, trasferendone altresi' i risultati a favore del Servizio nazionale''. Cio', secondo l'Avvocatura, comporterebbe la necessita' di un controllo centralizzato che ''garantisca

uniformita' di applicazione dei risultati della ricerca sul territorio nazionale, anche al fine della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni e della relativa applicazione''. Queste caratteristiche sottrarrebbero gli istituti alla normativa ordinaria in materia di sanita' e di ricerca scientifica e alla relativa competenza legislativa delle Regioni.

Inoltre, il ministero della Salute, si legge ancora nella sentenza, sarebbe competente al finanziamento dell'attivita' scientifica di base, finalizzata alla ricerca su patologie di rilievo nazionale, e al controllo dei risultati della ricerca stessa. Cio', afferma la sentenza della Corte Costituzionale, ''confermerebbe il carattere nazionale degli Irccs e giustificherebbe l'attribuzione allo Stato delle funzioni di alta vigilanza e controllo, senza nulla togliere alle competenze delle Regioni in materia di assistenza che sarebbero assicurate, tra l'altro, anche dalla presenza di rappresentanti regionali negli organi di gestione''.

''La decisione importante di ieri della Corte Costituzionale era attesa: la Corte Costituzionale ha dato ragione ad un ricorso di diverse Regioni italiane, le quali hanno sostenuto che gli incarichi di controllo spettano pienamente alla dimensione regionale''. Cosi' il presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, sulla decisione della Corte Costituzionale di azzerare quasi completamente le nomine di competenza ministeriale e regionale, delle strutture impegnate nell'assistenza e nella ricerca, come la Fondazione Pascale.

Le sue parole arrivano durante la manifestazione organizzata dalla fondazione Pascale per ringraziare la fondazione 'Ferrero' per una donazione di 180.000 euro che serviranno ad allestire una nuova sala operatoria. Dopo la sentenza della Corte, perde l'incarico il presidente del comitato di indirizzo e di verifica dell'istituto, Raffaele Donnorso, mentre rimangono al loro posto il direttore generale, Mario Santangelo ed il direttore scientifico, Enrico Di Salvo.

Le Regioni ''vincitrici'' del ricorso alla Corte Costituzionale chiedevano che le nomine di indirizzo e controllo fossero di competenza locale. ''La decisione non intralcia l'attivita' dell'istituto Pascale che deve andare avanti in assoluta serenita' - ha continuato Bassolino - nei prossimi giorni vedremo cosa avviene, discuteremo con il Ministero della Sanita', per capire se si andrà a nuove norme più rispettose dell'autonomia delle istituzioni regionali o se saranno le Regioni ad indicare gli organismi di controllo ad istituti come il Pascale. In questo caso procederemo nel modo piu' rapido, per dare al Pascale la pienezza delle funzioni, avendo tante competenze in Regione. Il Pascale e' un esempio per il Meridione e per la Nazione, l'obiettivo e' rafforzare l'istituto'', ha concluso Bassolino.

Il cardinale Michele Giordano ha accolto con soddisfazione la sentenza della Corte costituzionale che sulle nomine per gli istituti di ricerca ora affidati alle Regioni: anche perche', ha detto intervenendo a proposito del Pascale, le regioni sono tallonabili e possiamo dire a Bassolino di tenere alta l'importanza del Pascale''. ''Ho sentito con piacere che la Corte Costituzionale ha tolto la competenza al Governo per le nomine degli istituti di ricerca e le ha attribuite alle Regioni: questa e' una buona notizia'' - ha detto. ''Credo che la Regione sara' sensibile - ha proseguito Giordano - perche' si vive se si ha una casa per amare, una chiesa per pregare, un'officina per lavorare e degli ospedali in cui curarsi. Bisogna coinvolgere la sensibilita' della cittadinanza''.

(red).

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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