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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 558 - lunedì 11 luglio 2005

Sommario3
- Dpef: il 13 Conferenza Regioni e incontro Governo
- 14 luglio: Conferenza Regioni
- ASSEMBLEE REGIONALI: Intervento Errani a Montecitorio
- Friuli: Primo rapporto mercato lavoro
- Formigoni: lotta di tutti al terrorismo
- Indagine SWG sulla democracy consiliare

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Dpef: il 13 Conferenza Regioni e incontro Governo

(regioni.it) Il 13 la Conferenza delle Regioni discute del Dpef e incontra il Governo sul tema. Dopo il differimento dell’incontro della settimana scorsa, la presentazione del Governo delle linee guida del prossimo documento di Programmazione economica finanziaria è stato riprogrammato per le ore 19.00 di mercoledì 13 luglio. E’ quindi prevista per lo stesso giorno una Conferenza straordinaria delle Regioni e delle Province autonome alle ore 16.00 a Roma (Via Parigi 11).
(red)

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14 luglio: Conferenza Regioni

(regioni.it) Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 14 luglio 2005 alle ore 10.00  a Roma (Via Parigi, 11).

E’ convocata la Conferenza delle Regioni e delle Province anche in relazione alle riunioni delle Conferenze Unificata e Stato-Regioni programmate per il pomeriggio.

Ordine del giorno: 1) Approvazione bozza resoconto della seduta del 30 giugno 2005; 2) Comunicazioni del Presidente; 3)         Esame questioni all'o.d.g. della Conferenza Unificata; 4) Esame questioni all'o.d.g. della Conferenza Stato-Regioni;

5)       Problematiche relative al Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 9 giugno scorso attuativo della Legge 71/2005 concernente gli interventi economici ed agevolazioni previdenziali a favore delle imprese agricole che nel 2004 hanno subito una riduzione del reddito medio del 30% rispetto al reddito medio del triennio precedente;

6)       Proposta di utilizzazione di finanziamenti di parte statale già destinati per gli interventi aree sottoutilizzate – Triennio 2005-2008 per la realizzazione di una banca dati sui materiali da costruzione per la bioedilizia;

7)       COMMISIONE AFFARI FINANZIARI: documentazione su decreto legislativo 56/2000;

8)       COMMISSIONE AFFARI COMUNITARI E INTERNAZIONALI – Indicazione delegazione delle Regioni per partecipare al confronto con la Commissione europea sulle linee guida per l’attuazione della strategia di Lisbona (Roma, 20 – 21 luglio 2005);

9) COMMISSIONE AMBIENTE – Problematiche relative alla definizione dei criteri per l’applicazione della legge n. 308/04 - Richiesta del Presidente della Regione Lazio (art. 4, comma 3 Regolamento della Conferenza);– All’esame della Commissione nella riunione del 13 luglio 2005;

10 ) COMMISSIONE SALUTE – Problematiche economico finanziarie relative all’anno 2004;

11)     COMMISIONE ISTRUZIONE, LAVORO, RICERCA, INNOVAZIONE – Esame ddl sullo stato giuridico dei docenti universitari (A.S. n. 3497);

12) COMMISSIONE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – Approvazione ordine del giorno in tema di politica commerciale internazionale a difesa del “Made in Italy” ;

13) Varie ed eventuali.

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ASSEMBLEE REGIONALI: Intervento Errani a Montecitorio

Ecco l'intervento di Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, all'ASSEMBLEA DEGLI ELETTI E DELLE ELETTE NELLE ASSEMBLEE REGIONALI E DELLE PROVINCE AUTONOME che si è svolta oggi a Montecitorio:

 

 

Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Senato, Signor Presidente della Camera, Presidenti dei Consigli regionali, Consiglieri regionali,

 

Questa occasione è utile per realizzare due obiettivi: quello della chiarezza e quello della collaborazione.

Chiarezza nei ruoli, nelle funzioni, nelle finalità.

 

Collaborazione per migliorare le relazioni e i sistemi di governo.

 

Non possiamo certo dividerci su ruoli e compiti che la Costituzione e le leggi di questo Stato fissano in modo netto.

 

In questa sede dobbiamo piuttosto rilanciare gli spazi per una collaborazione di sistema.

 

E a questo proposito la prima riflessione che voglio proporre a questa Assemblea riguarda il contesto da cui veniamo, caratterizzato, non di rado, da un andamento caotico.

 

Il rapporto con il Governo è stato difficile, ma non sono nemmeno mancate difficoltà nelle relazioni tra le Regioni e gli Enti locali e fra gli Esecutivi regionali e le Assemblee.

 

Una condizione questa che ha finito per indebolire l’idea della concertazione istituzionale e la stessa fiducia dei cittadini verso il processo federale.

 

Fare chiarezza, dunque, è necessario nell’interesse comune di rilanciare tale processo e dare più forza e qualità al lavoro delle diverse Istituzioni della Repubblica.

Per questo è necesario aprire una fase nuova, prima di tutto nell’interesse del Paese.

 

Questa è la proposta che avanziamo come Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che mi onoro di presiedere.

 

Voglio partire dal rapporto tra gli Esecutivi e i Consigli regionali. Proprio alla vigilia di questa assise si è aperto, ne do atto volentieri al Presidente Tesini, un confronto franco e costruttivo fra la Conferenza delle Regioni e la Conferenza dei Presidenti dei Consigli e delle Assemblee regionali. Un confronto che si concluderà, ecco un primo fatto positivo, con un documento comune che ci aiuterà a fare chiarezza e a lavorare bene a vantaggio delle nostre Comunità e delle Regioni.

 

E’ possibile infatti, è doveroso, superare incomprensioni e trovare con determinazione un terreno comune per evitare ogni possibile confusione istituzionale e per rendere più efficace e qualitativa la relazione fra gli Eecutivi e le Assemblee.

 

Siamo tutti consapevoli che c’è un ruolo essenziale dei Consigli e delle Assemblee regionali: un ruolo legislativo, di indirizzo e di controllo, che devono essere rafforzati e valorizzati essendo queste funzioni essenziali per la vita delle Regioni e per la qualità della stessa democrazia, per sviluppare la partecipazione dei cittadini.

 

Così come è chiaro che i Presidenti delle Regioni, che non sono Governatori, c’è già troppo confusione istituzionale, spetta il ruolo costituzionalmente definito di rappresentanza delle Reigoni e di guida degli Esecutivi.

 

Da questa chiarezza delle diverse funzioni può e deve svilupparsi un lavoro comune per dare una più forte autorevolezza, credibilità ed efficacia alle Regioni italiane.

 

Ma aprire una fase nuova significa rilanciare e rimotivare l’idea stessa della cooperazione interistituzionale tra le diverse Istituzioni della Repubblica.

 

Io sono convinto che dopo 35 anni dobbiamo considerare compiuto il processo di maturazione istituzionale delle Regioni.

 

Se a questo aggiungiamo il quadro di riassetto della Repubblica che il Titolo V ha ridisegnato, appare evidente quanto sia importante la fase che si apre in questa nuova leglislatura a partire dalla approvazione e applicazione dei nuovi Statuti.

 

E’ una sfida per tutti noi che non possiamo perdere e che dobbiamo interpretare con grande serietà e rigore.

 

Sul piano nazionale io sono convinto che sia indispensabile ripartire dalla piena applicazione della Costituzine per realizzare una governance che del Paese che sia in grado di confrontarsi con le grandi novità che stiamo vivendo e di rilanciare l’efficacia e la qualità dell’iniziativa delle pubbliche amministrazioni.

 

Ciò a cui siamo chiamati è dare una prospettiva di rilancio dell’economia, della coesione sociale e del ruolo dell’Italia in Europa e nel Mondo.

 

Noi siamo pronti a fare fino in fondo la nostra parte, con il dialogo e il confronto con il Governo, le parti sociali e le imprese, rifuggendo da ogni tentazione autoreferenziale o neocentralista, proprio per questo riteniamo essenziale rilanciare la piena collaborazione con i Comuni e le Province italiani.

 

Rimango convinto che solo così sia possibile garantire il governo del Paese.

 

Dobbiamo dunque fare tutti un passo avanti.

 

Del resto nessuna Istituzione funziona a comparti stagni invocando le proprie competenze esclusive. Dobbiamo capire, per esempio, che la concorrenza legislativa è una componente essenziale di ogni disegno di ispirazione federalista e autonomista.

 

Ciò che occorre allora è praticare un terreno innovativo di cooperazione istituzionale. Questa è l sfida per una nuova governance dei sistemi territoriali e del sistema Paese.

 

E’ questa l’unica via per interpretare con efficacia i cambiamenti assai impegnativi che ci propone la globalizzazione, l’internazionalizzazione dell’economia, la sfida delle società multietniche.

 

Ciò a cui dobbiamo aspirare una volta per tutte è di superare l’impasse che è rappresentato dal conflitto.

 

Il conflitto fra Istituzioni è una sconfitta per tutti.

 

Consentitemi a questo punto di esprimere una mia personale convinzione: sarebbe bene fare una pausa di riflessione sull’ulteriore processo di modifica costituzionale all’attenzione del Parlamento.

 

Lo dico perché colgo il rischio di cronicizzare il conflitto istituzionale e perché vedo un procedimento legislativo complicato ed incerto ed un Senato federale che rischia di non poter svolgere le funzioni che gli dovrebbero essere attribuite.

 

Ciò di cui ci sarebbe bisogno e di riaprire il confronto senza pregiudiziali per dare finalmente un assetto definitivo, funzionale e condiviso, alla nostra Repubblica.

 

Ci aspettano appuntamenti molto impegnativi, a cominciare dalla prossima Legge finanziaria, per la difficile situazione dell’economia, dei conti pubblici e per la condizione di grave incertezza in cui versa la società italiana.

 

Le Regioni sono pronte, come ho detto.

 

Indichiamo insieme le priorità, si delinei una strada virtuosa, per combattere gli sprechi, per spendere meglio, per qualificare la spesa publica. Noi ci siamo.

 

Ma occorrono rinnovate politiche pubbliche per sostenere la competitività del Paese, qualificare il welfare, rilanciare il Mezzogiorno.

 

Per questo è indispensabile avviare l’applicazione dell’articolo 119 della Costituzione, anche perché senza l’avvio del federalismo fiscale non sarà possibile garantire l’esercizio delle competenze affidate alle Reioni e alle Autonomie lcoali. Così come va modificato il patto di stabilità interno che comprende oggi tutti gli investimenti e per questo rischia di avere ripercussioni recessive.

 

E allora l’elaborazione del DPEF e della Finanziaria devono essere l’occasione di un confronto vero per un cambiamento di merito e di metodo.

 

Lo dico al Governo: non sprechiamo ancora una volta questa opportunità di collaborazione.

 

Concludo con un’ultima riflessione.

 

Non ho mai apprezzato la finanza creativa, specie se significa mettere la polvere sotto il tappeto o scaricare problemi ad altri: altri Amministratori, altre generazioni.

 

Credo invece nelle Istituzioni che sanno lavorare insieme e che producono scelte utili per la società, l’economia, la finanza.

 

E in questo modo danno o contribuiscono a dare un futuro sicuro al Paese.

 

Questo penso sia il nostro compito.

 

Sono certo che le Assemblee e i Consigli delle Regioni e delle Province autonome sapranno raccogliere questa sfida e lavorare per il bene comune.

 

Sono tempi difficili per chi, come noi, ama la pace, il dialogo e la convivenza.

 

Gli attentati di Londra vogliono evocare un messaggio di barbarie, dopo New York, Bali, Madrid.

 

Ebbene noi vogliamo anche oggi unire la nostra voce alle tante che hanno risposto con fermezza che il terrorismo va combattuto e sconfitto.

 

Gli Italiani ne sono consapevoli, le nostre Comunità lo sanno: insieme sapranno dare un contributo essenziale al radicamento della democrazia, della convivenza civile, della pace, dello scambio fra culture, identità, religioni.

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Friuli: Primo rapporto mercato lavoro

(regioni.it) Primo rapporto regionale sul mercato del lavoro. Per Riccardo Illy ''La nuova legge regionale sul lavoro in Friuli Venezia Giulia non e' in contrasto con i contenuti della 'legge Biagi', ma punta a superarla''. Dopo aver definito la legge Biagi ''una norma che ha introdotto positivamente forme di flessibilita' in entrata'', Illy ha aggiunto che il ddl regionale ''punta a far si' che una volta facilitata l' entrata nel mondo del lavoro si avvii quanto prima il meccanismo che porta a forme stabilizzate di contratto, se necessario incentivandole''. A proposito della normativa nazionale, Illy ha specificato che ''non sempre e' stata utilizzata per le sue finalita'. Ci sono imprese infatti che, sapendo che nel nostro paese le forme per l' uscita dal lavoro non sono sviluppate, hanno utilizzato la legge Biagi per introdurre forme di rapporto di lavoro che non le costringessero a trovarsi nell'impossibilta' di licenziare. Molte di esse pero' - ha puntualizzato - hanno corretto il tiro, perche' si sono rese conto che il lavoro precario penalizza le stesse imprese''. Dalla nuova legge regionale sul lavoro, Illy auspica ''un aumento degli avviati al lavoro, e un riequilibrio del rapporto numerico tra contratto a tempo indeterminato e contratti precari''. Il presidente ha infine sottolineato che il testo ''non e' avulso dal contesto politico, ma rientra in un' azione legislativa articolata e organica, che comprende la legge sulle Pmi, quella sull' immigrazione e quella sull' innovazione''.  
Il primo rapporto sul mercato del  lavoro nel Friuli-Venezia Giulia, ''e' uno strumento importante per il monitoraggio del settore e per adeguare politiche e interventi'', ha affermato l' assessore regionale al Lavoro, Roberto Cosolini: ''Di uno strumento cosi' - ha proseguito Cosolini - ce ne era bisogno, perche' il Friuli-Venezia Giulia non ha finora elaborato un lavoro proprio, e si e' affidato all' interpretazione di dati a livello nazionale spesso contradditori. In questo modo - ha sottolineato - si rischia di alimentare un inutile dibattito fra ottimisti e pessimisti ad oltranza. “Ce' bisogno - ha detto - di strumenti per facilitare l' incontro fra la domanda e l' offerta, e che aiutino i soggetti piu' deboli a rischio di esclusione, in un mercato del lavoro che pero' e dinamico. Voler a tutti i costi trarre connotazioni negative - ha concluso - e' un esercizio miope e distorcente''. Tra i dati del rapporto, Cosolini ha sottolineato che nel  2004 e' cresciuta la mobilita' e la cassa integrazione  straordinaria, ma non il tasso complessivo di disoccupazione  ''rispetto - ha puntualizzato - ad un andamento decrescente  verificatosi dal 2001 al 2003. C' e' una crescita di assunzioni  a tempo indeterminato, e questo e' un elemento per dire che il  Friuli-Venezia Giulia sta' attraversando una fase complessa, in  cui la politica deve governare le situazioni di crisi, ma  incentivare gli strumenti di ripresa''.

(red)

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Formigoni: lotta di tutti al terrorismo

(regioni.it) Terza Conferenza annuale del Laboratorio Euro-Mediterraneo. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha rivolto in tale sede un invito ad una condanna congiunta al terrorismo da parte del mondo occidentale e da quello islamico.

Per Formigoni: ''i fatti tragici di Londra hanno colpito tutti noi. Dobbiamo avere chiaro che l'attento a Londra e' diretto contro ciascuno di noi. E' diretto contro il dialogo tra culture diverse di paesi che vogliono la pace''.

Formigoni ha quindi sottolineato che proprio dentro questo atteggiamento di condanna al terrorismo ''vogliamo affermare sempre di piu' il dialogo e la collaborazione tra i paesi del Mediterraneo''. Quindi ha ricordato un discorso dell'allora cardinale Ratzinger che aveva sottolineato come un tempo i confini dell'Europa fossero molto piu' estesi rispetto ad ora. ''Credo - ha detto Formigoni - si possa dire che siamo nell'epoca in cui si riscopre la comune identita' europea e mediterranea. E' in questo clima che abbiamo bisogno della massima collaborazione dei paesi del Mediterraneo''.

''La cooperazione - ha proseguito - e' una priorita' assoluta che non si regge piu' solo sull'equilibrio tra le potenze. Oggi la globalizzazione ci rende tutti piu' indipendenti''. E a questo proposito ha ricordato che la cooperazione non avviene piu' solo tra gli stati: ''Ricordo il ruolo di primo piano che spetta agli enti non statuali come, per esempio, le regioni e le camere di commercio. Non sostituiscono la diplomazia degli stati ma spesso la integrano e addirittura la precedono''. Formigoni ha quindi ricordato:''Ci interessa la pace per tutta la sponda sud del Mediterraneo, ma noi italiani e lombardi ci interessa anche la crescita economica di quei Paesi''.

La Lombardia e' impegnata nella cooperazione con i paesi del mediterraneo: ''Siamo fortemente impegnati nella collaborazione con i paesi bagnati a sud del Mediterraneo. Abbiamo realizzato in questi anni una sessantina di progetti in dieci paesi diversi e soprattutto vogliamo essere capaci di porre le basi concrete di un'integrazione dell'economia. Le nostre banche ci seguono perche' i piccoli e medi imprenditori stanno facendo investimenti importanti. Stiamo lavorando per far crescere quel clima di solidarieta' che e' necessari per un'intesa economica''.  ''Io mi confronto con  il contenuto delle leggi piuttosto che attribuire loro l'aggettivo di speciali'', ha infine affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a margine della terza Conferenza Laboratorio Euro-Mediterraneo a proposito dell'ipotesi dell'istituzione di leggi speciali contro il terrorismo.

 ''Quello che e' certo - ha aggiunto - e' che occorre una lotta senza quartiere e che ci sia una mobilitazione a 360 gradi''. Sul rischio attentati ''La sicurezza non c'e' mai, certo e' che c'e' una piena collaborazione tra le autorita' per impedire qualsiasi tipo di attacco. Ma c'e' bisogno della piena collaborazione di ogni persona, perche' di fronte ad una guerra dichiarata occorre che tutti ci sentiamo mobilitati per garantire una maggiore sicurezza alla nostra vita e alle nostre famiglie''.
(gs)

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Indagine SWG sulla democracy consiliare

(regioni.it) La Ricerca Swg – commissionata dai Consigli regionali – dal titolo “La Regione che vorrei” è stata pubblicata dal quotidiano “Il Sole24Ore”.
Oggi a Montecitorio 500 consiglieri regionali faranno il punto sulle priorità della legislatura appena iniziata alla presenza del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e dei presidenti delle due Camere Casini e Pera.
Per l'occasione saranno presentati i risultati di questa ricerca commissionata a Swg dalla Conferenza dei presidenti dell'assemblea dei Consigli regionali sullo stato dei rapporti fra consigli e sindaci e cittadini del territorio. Un rapporto che sconta alcune gravi lacune: Il 32% dei sindaci, ad esempio, si dice «poco informato» sulle attività del Consiglio regionale, mentre solo il 23% dei primi cittadini giudica «molto positivi» i rapporti con questa istituzione. Tra i semplici cittadini la quota dei «disinformati» raggiunge l'85%.

Indagine SWG: La democracy consiliare La relazione e il rapporto dei ...
(red)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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