Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 559 - martedì 12 luglio 2005

Sommario3
- Economia sottozero
- Fondi UE a rischio
- 13 e 14 Luglio: Errani convoca Conferenza delle Regioni
- La Loggia convoca Conferenza Unificata per il 14 Luglio
- 14 Luglio: Conferenza Stato-Regioni
- Bari: il Documento di "Mare aperto"

+T -T
Economia sottozero

(regioni.it) Economic survey of the Euro Area. "Tradotto" significa che la nostra economia è sottozero. Lo dice l’Ocse ma anche Confindustria. Sono infatti sempre più recessive le previsioni sul nostro Pil. Non più quindi solo stagnazione quest’anno, ma siamo purtroppo in una fase di “congelamento” economico.
La crescita di Eurolandia nel 2005 sara' dell'1,2% e del 2,0% nel 2006; nel 2005 inflazione sara' 1,8%, a fronte dell'1,5% stimato a maggio.
Comunque per Siniscalco i numeri del Dpef “non penso vadano rimessi in discussione''. Riferendosi poi alla previsione di una crescita piatta nel 2005, il ministro ribadisce che ''noi con questa stima (dello 0%, ndr) siamo stati prudenti, non penso si debba rivedere''.
”Se alla fine del 2007 il tasso di crescita si fosse rivelato inferiore alle previsioni e non si fosse arrivati'' a riportare il deficit sotto il 3% del Pil, ''ne ridiscuteremo'' e ''negozieremo se fare uno sforzo aggiuntivo'', ha affermato il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco.
L’'Ecofin ha intanto approvato il percorso di riduzione del disavanzo dell'Italia sotto il 'tetto' del 3% del Pil entro la fine del 2007, chiedendo all'Italia una correzione del disavanzo strutturale dell'1,6% nel biennio 2006-2007, di cui almeno lo 0,8% l'anno prossimo.
Per l’Ocse gli effetti negativi del rialzo dell'euro e del prezzo del petrolio sono stati amplificati dall'incapacita' dell'Italia di resistere agli shock esterni. Ecco, dunque, che la crescita incontrollata dei costi sui settori esposti alla concorrenza internazionale ha provocato ''una massiccia perdita di quote di mercato, trainando cosi' l'economia nella recessione''. Diversamente da quanto avviene in Germania, altra economia europea in forte difficolta', dove a 'tirare' sono invece le esportazioni. Entrambi i paesi, stando all'Ocse, hanno tuttavia un tallone di Achille in comune: la cronica mancanza di resistenza agli shock interni. Un problema, questo, che, secondo l'Ocse ''andrebbe attaccato alla radice'' al fine di mantenere ''le speranze di una ripresa economica'' e tutelare ''la credibilita' dell'Unione Monetaria''. In un contesto del genere l'Ocse invita i governi a proseguire nell'integrazione economica europea e ad attuare le riforme strutturali.
Eurolandia quindi crescera' quest'anno dell'1,2%, mentre nel 2006 accelerera' e mettera' a segno un incremento del Pil pari al 2,0%. Questo sempre nelle previsioni dell'Ocse. ''La ripresa a breve termine e' fragile'', afferma sempre l'Ocse, precisando che pur essendo prevista ''una ripresa graduale, una combinazione di nuovi shock sfavorevoli'' potrebbe verificarsi. Fra questi, spiega l'Ocse, ci sono ''gli elevati prezzi del petrolio e gli squilibri mondiale che potrebbero mettere ulteriormente sotto pressione l'euro''. La moneta unica potrebbe risentire negativamente anche di un aumento dei tassi di interesse a lungo termine negli Usa.
L'incapacita' di reazione agli shock di Eurolandia - spiega l'Ocse - e' destinata a rallentare la crescita ''gia' debole'' nei prossimi decenni, ampliando cosi' ulteriormente il gap con gli Usa: all'orizzonte del 2020, ''a politiche invariate e con l'invecchiamento della popolazione'' la crescita potrebbe stabilizzarsi intorno all'1% annuo.
 ''E' necessario seguire con determinazione la strada delle riforme strutturali per rilanciare la crescita. Allo stesso tempo, pero', la stabilita' macroeconomica richiede che siano assicurati'' alcuni elementi: 1) ''la politica fiscale sia basata su obiettivi di sostenibilita' di medio termine''; 3) ''rimuovere gli ostacoli ed i disincentivi al lavoro''; 3) ''la rimozione delle regole che impediscono la concorrenza fra i paesi membri dell'area''.
In particolare, l'Ocse fa riferimento alla direttiva sui servizi (la cui ''rapida adozione e' cruciale''), alla necessita' di ''ridurre la segmentazione nei mercati finanziari e dei trasporti'', ed a politiche che favoriscano l'innovazione, che dovrebbero ''trascendere dagli interessi nazionali''.
E Confindustria afferma che il Pil nel 2005 sarà -0,3% e +0,8% nel 2006. Il centro studi dell'associazione degli industriali fornisce anche queste  altre previsioni: deficit 2005 al 4,3% e al 4% nel 2006; debito  al 108% del Pil nel 2005 e al 107,8% nel 2006; inflazione al 2%  nel 2005 e all'1,8% nel 2006. Per Confindustria il Pil salirebbe  dell'1,2% nel 2006 se ci fossero interventi a sostegno dello  sviluppo, a cominciare dal taglio dell'Irap.
Il ministro dell'Economia – come abbiamo visto - non pensa che i “numeri” di previsione economica vadano rimessi in discussione: con la stima di una crescita zero nel 2005 siamo stati prudenti. Mentre per D'Alema il Paese è in grandissimo ritardo. Per il ritardo è colpevole il Governo, che non appare in grado di avere una terapia efficace per affrontare i problemi dell'economia italiana. La richiesta di un Dpef ''serio, non propagandistico, che si misura con la gravita' dei problemi e  affronti il nodo del rapporto tra risanamento e sviluppo'' e' stata inoltre rinnovata dalla segreteria Ds. In particolare il coordinatore della segreteria Maurizio Migliavacca ha citato le cifre della Confindustria che prevedono un Pil a -0,3% e una crescita modesta nel 2006, per dire che ''se si mettono insieme i conti pubblici e l'andamento dei consumi, si prospetta una situazione economica piu' grave di quella finora riconosciuta''.  ''Comunque - osserva Migliavacca - le stesse cifre del Dpef confermano il nostro giudizio. Siamo a uno sfondamento dei conti pubblici sia nel deficit che nel debito pubblico, ben al di la' delle previsioni fatte a marzo. Oggi Siniscalco e' costretto ad ammettere che stiamo andando verso il 5%''.
E Siniscalco interviene sulla possibile riduzione dell'Irap:“di 5 miliardi nel 2006 non e' possibile, neanche se ci si mette di buona volonta'''. Comunque vi sono '' margini per attuare qualche politica di rilancio dell'economia'', ha aggiunto il ministro, spiegando che il percorso di rientro ''nell'insieme rappresenta un ottimo compromesso''. L'applicazione del Patto di stabilita' riformato all'Italia, secondo Siniscalco, e' quindi ''un ottimo test perche' garantisce un rientro che consideriamo sufficiente e strutturale in un tempo piu' lungo di quello ammesso dal vecchio Patto, anche in considerazione delle circostanze eccezionali riconosciute alla nostra economia, ma soprattutto perche' il sentiero di rientro e' ripulito di tutti i fattori che possono confondere le azioni strutturali effettivamente intraprese''. ''Non si contano piu' ne' misure una tantum ne' gli effetti del ciclo'', ha aggiunto il ministro, rimarcando che il taglio del deficit dello 0,8% strutturale, sia nel 2006 che nel 2007, sara' fatto quindi indipendentemente dal tasso di crescita.
Per Confindustria l
’economia italiana rallenterà nuovamente nel 2005 (1,0%) per poi riprendersi lievemente nel 2006 (1,3%). Il divario di crescita rispetto all’area dell’euro, ulteriormente allargatosi nel 2004, continuerà quindi a rimanere significativo. Oltre che compromessa dal deludente risultato del quarto trimestre del 2004 (-0,4% rispetto al trimestre precedente), la crescita del 2005 sarà fortemente penalizzata dall’elevato livello del prezzo del petrolio e dalla debolezza del dollaro. I possibili benefici derivanti dall’affievolirsi delle tensioni sul prezzo del petrolio saranno controbilanciati dal deterioramento della congiuntura internazionale già in corso da qualche trimestre.
Il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese stenta a riprendersi. L’approvazione del decreto sulla competitività entro i termini di legge rappresenterebbe un primo contributo per il recupero della fiducia degli operatori.

Pur viaggiando a ritmi ancora sostenuti, l’economia mondiale sta mostrando chiari segnali di rallentamento. Il PIL mondiale, cresciuto nel 2004 ai ritmi più elevati degli ultimi 30 anni, è previsto rallentare nel 2005 e nel 2006. L’economia americana continuerà a crescere nel biennio ma a ritmi inferiori a quelli dello scorso anno. In rallentamento sono previste anche le economie dell’est asiatico.
Secondo sempre Confindustria l’economia mondiale resta caratterizzata da forti squilibri commerciali. Il cambio euro/dollaro continuerà, pertanto, ad esserne influenzato, nonostante il crescente divario tra i tassi di interesse americani e quelli dell’area dell’euro (+1,75% a fine 2005). L’ulteriore, seppur moderato, rafforzamento dell’euro eserciterà un freno sulle esportazioni dei paesi dell’area euro. I possibili riflessi degli aumenti petroliferi sui prezzi al consumo americani non potranno che incoraggiare la Federal Reserve a proseguire nella stretta monetaria iniziata lo scorso anno alzando gradualmente il tasso sui federal funds, che dovrebbe raggiungere il 4% a fine anno.
(giuseppe schifini)

+T -T
Fondi UE a rischio

 

(regioni.it) Erogazione futura dei fondi europei a rischio. Marche, Abruzzo e Molise rischiano di essere escluse dai progetti comunitari di cooperazione nell'area euro-meditarrenea. L'allarme e' stato lanciato a Bruxelles dalla Regione Marche, in occasione della presentazione del progetto Also di cui e' capofila.

Per scongiurare questa ipotesi, che figura tra le proposte della direzione Politiche regionali della Commissione Ue ma tuttora in corso di negoziato, le regioni Marche, Abruzzo e Molise sono ora pronte a fare fronte comune in un pressing nei confronti dell'esecutivo europeo per evitare di compromettere importanti progetti di cooperazione a partire da quelli gia' avviati.

Intanto grazie al progetto Also (acronimo di Achievement of the Lisbon and Gothenburg strategy objectives), che mette insieme 15 partner europei, le Marche si preparano alla nuova programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2007-2013. Il progetto, finanziato dall'Ue e da risorse nazionali per 1,3 milioni di euro, prevede l'esame di un gruppo di progetti Interreg, valutandone risultati e misurandone l'impatto sulla strategia europea per la crescita e l'occupazione delineata nei vertici di Lisbona e Goteborg.

Il prodotto finale, previsto per il 2006, e' stato sottolineato nel corso della presentazione del progetto nella sede del Comitato delle regioni Ue, costituira' un vero e proprio manuale di ''buone pratiche'' che riuscira' a rendere le regioni che partecipano al programma europeo piu' preparate ad accedere ai fondi europei.

Dal 2007 con la nuova programmazione dei fondi, soprattutto le regioni inserite nell'obiettivo competitivita' (ex obiettivo 2), destinato a fare i conti con una riduzione dei finanziamenti a disposizione, avranno maggiori opportunita' di riuscita nell'accesso ai contributi comunitari se sapranno scegliere e selezionare meglio.    

Problemi anche per l’obiettivo 1. ''Insieme ad altre Regioni dell'Obiettivo uno siamo preoccupati per i tagli propostidalla presidenza di turno alla Comunita' Europea nell'ambitodel negoziato sulla ripartizione dei fondi comunitari per ilperiodo 2007-2013. L'applicazione del criterio demograficoproposto appare particolarmente penalizzante per laBasilicata, considerata la concomitante fase di uscitadall'Obiettivo uno. Ma questo nuovo scenario non certorassicurante deve rappresentare anche l'occasione per metterein campo una piu' raffinata capacita' di programmazione chedovra' generare meno scarti e residui programmatici''. Lo hadetto il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ''La Regione Basilicata - haaffermato De Filippo - ha saputo sfruttare con speditezza ecreativita' tutte le opportunita' finanziarie diprogrammazione. In questi anni abbiamo sperimentato positivecollaborazioni per l'attivazione dei vari canali finanziari,attraverso i Programmi operativi ed altre opportunita'derivanti dalla cessione di acqua e petrolio. Abbiamomodellato sulle esigenze del territorio i Programmi operatividerivanti dalle royalty evitando duplicazione di interventicon un orientamento d'insieme coniugando la somma delleopportunita' finanziarie alla somma delle esigenze delterritorio sfruttando tutte le occasioni di crescita e diinvestimento''.

 Nell'auspicare che ''si pongano le basi per la definizionedi linee guida comuni sull'utilizzo dei fondi Fas'', DeFilippo ha annunciato ''iniziative importanti nel campodell'innovazione e della internazionalizzazione delleimprese''. ''Dobbiamo essere pronti ad intercettare iprevisti flussi economici e gli investimenti ch einteresseranno l'area del Mediterraneo - ha affermato ancorail presidente - il Mezzogiorno dovra' arrivare a questoappuntamento in maniera strutturata ed unitaria con Programmicomuni. Su questo argomento la Regione Basilicata avanzera'sue proposte in occasione della stesura del documentostrategico nazionale. Credo che le Regioni, in forma coesa,potranno raggiungere questi obiettivi''.

(red)

+T -T
13 e 14 Luglio: Errani convoca Conferenza delle Regioni

(regioni.it) – La presentazione del Governo delle linee guida del prossimo Documento di programmazione economica finanziaria alle Regioni e alle autonomie locali, dopo il differimento dell’incontro della settimana scorsa, avrà luogo il 13 luglio alle ore 19.00.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, si terrà una Conferenza straordinaria delle Regioni e delle Province autonome alle ore 16.00 a Roma (Via Parigi 11), proprio in previsione del successivo incontro con il Governo. Inoltre la Conferenza delle Regioni potrebbe cominciare anche l’esame dei punti in programma per la riunione convocata per il giorno successivo.

Il Presidente Vasco Errani ha convocato infatti la Conferenza delle Regioni e delle Province per giovedì 14 luglio 2005 (ore 10.00 - Via Parigi, 11 – Roma), che esaminerà gli argomenti che saranno trattati nelle Conferenze Unificata (ore 14.30 – Via della Stamperia, 8) e Stato-Regioni (ore 15.15 – Via della Stamperia, 8) programmate per il pomeriggio.

Nell’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni (il cui testo integrale può essere consultato su www.regioni.it, sezione “Conferenze”) rientrano le problematiche relative al Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (del 9 giugno scorso attuativo della Legge 71/2005) concernente gli interventi economici ed agevolazioni previdenziali a favore delle imprese agricole che nel 2004 hanno subito una riduzione del reddito medio del 30% rispetto al reddito medio del triennio precedente.

I Presidenti si confronteranno anche sulle questioni economico finanziarie relative all’anno 2004 per la sanità.

Sarà poi esaminato un ordine del giorno in tema di politica commerciale internazionale a difesa del made in Italy.

Infine sul tavolo della conferenza una proposta di utilizzazione di finanziamenti di parte statale già destinati per gli interventi aree sottoutilizzate (triennio 2005-2008) per la realizzazione di una banca dati sui materiali da costruzione per la bioedilizia e l’esame del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari (A.S. n. 3497).

(red)

+T -T
La Loggia convoca Conferenza Unificata per il 14 Luglio

(regioni.it) La Conferenza Unificata è stata convocata per giovedì 14 luglio 2005, alle ore 14.30 presso la Sala riunioni di Via della Stamperia, n. 8, a Roma.

All’’ordine del giorno (il cui testo integrale può essere consultato su www.regioni.it, sezione conferenze) l’Intesa sullo schema del DM sui criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici (art. 7, D. Lgs. 387/2003).

L’ordine del giorno prevede, fra l’altro, il Parere, per gli aspetti di competenza, sul disegno di legge concernente il Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale (A.C. 5736). (ECONOMIA E FINANZE) e una proposta di accordo tra Governo, Regioni ed Autonomie locali per la fissazione di criteri e limiti per le assunzioni di personale a tempo indeterminato per il triennio 2005 – 2007, per le Regioni, le Province e i Comuni e per gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, ai fini dell’emanazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (art.1, comma98 L.311/2004).

Fra le intese che dovranno essere esaminate rientrano quella sul recepimento per i comparti non statali del protocollo d’intesa del 27 maggio 2005 (relativo al rinnovo contrattuale del personale delle Amministrazioni statali) e quella sul riparto del Fondo per le politiche sociali per l’anno 2005.

Sul tavolo della Conferenza Unificata anche il Parere sullo schema di D. Lgs. Sulle norme generali ed i livelli essenziali di prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ( art.2 L.53/2003)

Il confronto Governo.regioni-autonomie locali riguarderà anche l’intesa in materia di concessioni di beni del demanio marittimo e di zone di mare ricadenti nelle aree marine protette e il regime autorizzativo dei centri di raccolta dei rifiuti urbani.

Previsto, poi, il Parere sullo schema di decreto legislativo concernente modifiche ed integrazioni al decreto legislativo n. 190/2002, in materia di redazione ed approvazione dei progetti e delle varianti, nonché di risoluzione delle interferenze per le opere strategiche.

(sm)

+T -T
14 Luglio: Conferenza Stato-Regioni

(regioni.it) Il Ministro Enrico La Loggia ha convocato la Conferenza Stato–Regioni per giovedì 14 luglio 2005, alle ore 15.15 presso la Sala riunioni di Via della Stamperia, n. 8, a Roma.

Tra i punti all’ordine del giorno (il cui testo integrale può essere consultato su www.regioni.it, sezione Conferenze) l’Intesa sullo schema di decreto per l’individuazione dei criteri per la ripartizione delle risorse assegnate al Fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione” (art. 11, L. 431/98).

Saranno affrontate anche le intese su:

- delibera CIPE (n. 10 del 7 maggio 2004) su condizioni e modalità di attuazione del Fondo rotativo nazionale per gli investimenti nel capitale di rischio (art.4, comma 106 e seguenti L.350/2003) previsto dalla Finanziaria 2004, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 242 del 24 giugno 2005.

- Intesa sulla proposta di conguaglio del Ministero della salute sulle risorse del Fondo Sanitario Nazionale 2001-2003, con riguardo al differente importo complessivo dell’IRAP e dell’addizionale IRPEF effettivamente introitato dalle Regioni Siciliana e Sardegna, rispetto a quello stimato.

All’ordine del giorno anche la Proposta di accordo tra i Ministri della salute, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e i Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, per la rilevazione del fabbisogno delle professioni sanitarie (DM 29 marzo 2001) e del fabbisogno di laureati specialisti delle professioni sanitarie (DM 2 aprile 2001).

(red)

+T -T
Bari: il Documento di "Mare aperto"

(regioni.it) Si è concluso a Bari, l’11 luglio ’05, il “Forum nazionale Mare aperto. Idee per aprire le frontiere e chiudere i centri di permanenza temporanea (Cpt)”. Nel corso dell’incontro è stato sottoscritto, dai rappresentanti delle Regioni che hanno partecipato ai lavori, un Documento.

Si riporta il teso integrale dell’atto finale: “L’Europa e il mondo devono rispondere positivamente e con lungimiranza alle sfide politiche e culturali incardinate nei fenomeni di mobilità degli esseri umani. L’immigrazione non può essere affrontata come una questione di “ordine pubblico” spesso affidata alle cure di legislazioni emergenziali. Né si possono mettere in mora i diritti fondamentali degli individui, a cominciare dal diritto di asilo fino al diritto indisponibile alla libertà personale. Non si tratta solo di richiamare la non negoziabilità di principi cruciali della nostra civiltà, si tratta di affrontare con realismo e cioè’ nel pieno rispetto delle Leggi, le grandi problematiche dell’accoglienza, dell’inclusione, dell’interculturalità.

In questa cornice noi, Presidenti di Regione, ci assumiamo la responsabilità di riaprire una discussione che riguardi l’efficacia e l’equità delle politiche dei flussi migratori sin qui perseguite. Lo facciamo senza spirito di contrapposizione politica e senza prefigurare lacerazioni in quello che auspichiamo possa essere un fecondo colloquio inter-istituzionale. Lo facciamo cogliendo il punto più dolente di caduta delle scelte operate dall’Italia: i cosiddetti CPT.

Chiediamo il superamento dei Centri di Permanenza Temporanea, chiediamo al Governo l’istituzione di un tavolo di confronto per definire risposte alternative che tutelino i diritti e promuovano la sicurezza sociale. Perché i CPT hanno sostanzialmente attratto  l’intera materia dentro un quadro di mera regolamentazione repressiva . Perché essi si fondano su un’idea assai discutibile di “detenzione amministrativa”. Perché invece di aggredire i nodi spinosi della clandestinità colpiscono, nei loro diritti, le singole persone,  nella maggior parte dei casi sono le vere vittime della clandestinità.

In particolare con la Bossi-Fini si è accentuato oltremodo il periodo di trattenimento e si è creata una pericolosa commistione di presenze fra lavoratori, clandestini, richiedenti asilo, che rende ingovernabili i centri stessi.

Crediamo inoltre che i respingimenti collettivi di migranti, spesso in direzione di Paesi di provenienza noti per la sistematica violazione dei diritti umani, siano in contrasto con le convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese.

Noi pensiamo che la clandestinità vada combattuta favorendo l’apertura di canali di ingresso legali, varando programmi seri di cooperazione allo sviluppo, riconoscendo il diritto d’asilo, promuovendo la cultura dei pari diritti e dei pari doveri, ma anche consentendo i ricongiungimenti familiari e serie politiche di integrazione sociale.

Superando un approccio ideologico  alla regolamentazione dei flussi che contrasta sia con la tutela dei diritti delle persone che con le stesse necessità economiche del nostro paese, visto il rinnovarsi della pratica dei decreti aggiuntivi e non programmati.

Del resto non possiamo dimenticare le condizioni drammatiche di molti paesi da cui si originano i flussi migratori.

Per questo riteniamo urgente lavorare perchè il Mediterraneo diventi un mare di pace, di convivenza tra diversi, di diritti. E chiediamo  dunque all’Italia e all’Europa di riaprire il capitolo delle politiche dell’immigrazione”.

Hanno sottoscritto il documento: Ottaviano Del Turco (Presidente Abruzzo), Vito De Filippo (Presidente Basilicata), Agazio Loiero (Presidente Calabria), Nichi Vendola (Presidente Puglia) Rosa D’Amelio (Assessore Campania), Flavio Del Bono (Vicepresidente Emilia-Romagna), Roberto Antonaz (Assessore Friuli Venezia Giulia), Luigi Nieri (Assessore Lazio), Giovanni Vesco (Assessore Liguria), Marco Amagliani (Assessore Marche), Michele Picciano (Assessore Molise), Maddalena Salerno (Assessore Sardegna), Damiano Stufara (Assessore Umbria).

''Chiediamo al Governo - ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, commentando i temi affrontati nel forum di Bari sui Centri di permanenza temporanea per immigrati - di aprire  un tavolo di confronto serio e concreto, che ricerchi soluzioni alternative in grado di avere efficacia nel contrasto alla clandestinita', ma anche rispettose dei diritti di tutte le persone''. ''L'incontro che si e' tenuto a Bari e che ha coinvolto tante Regioni italiane - ha aggiunto Errani - e' un'iniziativa importante verso il superamento dei Cpt, perche' e' un atto di responsabilità e di ricerca del confronto su un tema tanto  rilevante''.

(sm)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top