Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 560 - mercoledì 13 luglio 2005

Sommario3
- Bassolino su criteri fondo sanità
- 14 Luglio: ricerca su anziani non autosufficienti
- Molise: assegnate deleghe a neo-Assessori
- Anticipi di Dpef
- Colozzi su Dpef: coordinare interventi Stato, Regioni ed enti locali
- Saldi anche sui farmaci?

+T -T
Bassolino su criteri fondo sanità

(regioni.it) In sanità la Campania vorrebbe essere un pò meno giovane e più anziana. Il presidente della regione, Antonio Bassolino, ritorna sul tema dei criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale, in particolare sulle ''lsperequazioni nella distribuzione del fondo sanitario nazionale''.

''I fondi nazionali sanitari sono sperequati - ha detto Bassolino - finche' il parametro della ripartizione sara' quello dell'anzianita' e' chiaro che si favoriranno sempre tutte le regioni del Nord, qualsiasi sia l'orientamento politico delle amministrazioni, e saranno sempre penalizzate quelle del Sud, a prescindere dagli schieramenti che le governano''.
Bassolino ha aggiunto che come ''regione piu' giovane d'Europa'', la Campania rischia di essere la piu' penalizzata del Paese, quindi ha aggiunto: ''Noi come Regione abbiamo fatto uno sforzo enorme, ai limiti estremi della nostre possibilita'; altri sforzi importanti devono essere fatti adesso''.

Per Bassolino, ''si tratta di rivendicare diritti nazionali che valgono per chi nasce a Napoli come per chi nasce a Milano; l'Italia e' una e una deve essere la battaglia che dobbiamo fare tutti assieme, perche' il Policlinico napoletano non sia diverso da quello romano''. 

(red)

+T -T
14 Luglio: ricerca su anziani non autosufficienti

(regioni.it) Si terrà il 14 luglio, presso l’auditorium del Ministero della Salute (lungoTevere Ripa 1) il convegno promosso dall’agenzia per i servizi sanitari regionali (Assr) dedicato a “l’organizzazione dei servizi per l’anziano fragile tra omogeneità culturale, livelli essenziali di assistenza e molteplicità organizzative (cfr. Programma del convegno)

Nel corso dell’incontro saranno presentati i risultati preliminari del progetto di ricerca finalizzata (ex art. 12 D.Lgs. 502/92) “La condizione dell’anziano non autosufficiente. Analisi comparativa delle attuali forme di tutela e delle potenziali prospettive”.

La ricerca,  finanziata dal Ministero della salute, ha coinvolto direttamente le Regioni Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, la Provincia Autonoma di Trento, nonché  Federsanità-ANCI e il CENSIS.

Secondo quanto emerso dalla ricerca, l’approdo alla condizione di non autosufficienza rappresenta, nella vita degli anziani, un momento di passaggio che ad oggi rimane, nella maggioranza dei casi, a carico delle reti di supporto familiare (il 75,1% in caso di bisogno è assistito dai figli, il 41,6% dal coniuge/convivente).  Risulta, ad esempio,  scarsa  la conoscenza, in questa fascia d’età, di un servizio basilare quale l’Assistenza domiciliare integrata (il 71,9% dei rispondenti afferma di non averne mai sentito parlare).

Il carico assistenziale che ne deriva sarà sopportato in futuro con sempre maggiore fatica da parte delle famiglie, soprattutto alla luce del mutamento del tessuto sociale (rapido mutamento dei nuclei familiari e  calo demografico) ed all’aumento previsto del numero dei non autosufficienti.

Sebbene negli ultimi anni siano stati predisposti numerosi strumenti a livello legislativo e nonostante l’aumento degli interventi del  SSN (gli utenti over 65 del servizio di Assistenza domiciliare integrata sono infatti aumentati del 57% tra il 1997 e il 2003) il  volume complessivo di tali interventi rimane ancora inadeguato ( solo il 2,50%  degli  ultra sessantacinquenni era, nel  2003, utente ADI, per un totale di  260.570 persone ).

In più, se si esaminano i costi dei Lea in relazione all’assistenza domiciliare integrata e alle strutture residenziali e semi residenziali a favore degli anziani non autosufficienti, si evidenzia un quadro di grande eterogeneità (si oscilla tra i 177,21 euro pro capite della Provincia di Trento e i 9,99 della Regione Campania, per una media nazionale di 52,11 euro pro capite per cittadino residente). La varietà delle situazioni regionali è confermata dai dati emersi dall’indagine Assr relativa a due servizi essenziali ( RSA e ADI)  nelle nove regioni/province  autonome partecipanti allo studio.

In particolare, dall’ indagine condotta emergono dati  (relativi all’anno 2003) ed informazioni rilevanti, tra cui :

                     non vi è ancora univocità sui termini “ADI” e “RSA”,

                     tutte le 9 Regioni hanno una regolamentazione delle Residenze sanitarie assistenziale (RSA) e dell’assistenza domiciliare, sia essa integrata (ADI) sia in altre forme (assistenza domiciliare infermieristica, riabilitativa, presenza programmata a domicilio del Medico di medicina generale ed altre), con diverso livello di approfondimento;

                     vi sono rilevanti differenze  sia nel volume complessivo dell’offerta sia nelle  scelte di regolamentazione dei servizi.

 Sulle modalità di disciplina, ogni Regione ha presentato una sintesi delle proprie indicazioni programmatorie e ha predisposto un “glossario” dei termini ADI e RSA.

Nel proporre alcune possibili strategie per affrontare il problema, tra i risultati preliminari della ricerca si è evidenziato come la via percorribile possa essere rappresentata dalla condivisione di alcune idee di fondo sul significato umano e pratico della rete dei servizi per gli anziani, nonché l’impegno ad un confronto tra i diversi modelli individuati dalle Regioni, rispetto alla configurazione organizzativa, alle procedure adottate e all’analisi dei risultati attesi.

Tra i risultati della ricerca, è stata elaborata una proposta di decalogo sulla rete dei servizi per l’anziano fragile, che si concentra su alcuni elementi fondamentali al fine di assicurare l’applicazione uniforme del LEA per gli anziani nelle diverse Regioni, tra i quali:

-                                  l’integrazione sociosanitaria

-                                  la continuità assistenziale

-                                  un utilizzo  più appropriato degli ospedali

-                                  un ruolo maggiore dei  medici di medicina generale

-                                  azioni formative per facilitare il lavoro integrato tra diverse figure professionali

La proposta di decalogo costituirà oggetto di riflessione nel seminario del 14 luglio p.v. nell’ambito della tavola rotonda “ Autonomia regionale ed equità nei servizi per gli anziani”  alla quale parteciperanno gli Assessori regionali alla sanità e alle politiche sociali  delle Regioni interessate e  i rappresentanti di Federsanità-Anci e del Ministero della salute .

La documentazione relativa alla ricerca sarà disponibile sul sito www.assr.it.

(red)

+T -T
Molise: assegnate deleghe a neo-Assessori

(regioni.it) Il presidente del Molise, Michele Iorio (Fi), ha assegnato le deleghe ai tre nuovi assessori, Franco Giorgio Marinelli, Luigi Pardo Terzano e Luigi Velardi, tutti dell'Udc, recentemente nominati.

Nel dettaglio, Marinelli si occupera' di: Attivita' Produttive, cave e torberie, e fiere e mercati; Terzano di Urbanistica, politiche della casa, beni ambientali, pianificazione territoriale, enti locali e sistema delle autonomie, polizia locale e cultura; Velardi sara' invece il titolare della delega alla Sanita', fino a ieri nelle mani dello stesso governatore. Per quanto riguarda, infine, l'assessore Rosario De Matteis (Fi), questi ha ricevuto anche la delega all'agricoltura.

(red)

+T -T
Anticipi di Dpef

(regioni.it) Per Fazio, Governatore di Bankitalia, senza correzioni il deficit 2006 sarà del 5%. E il ministro Siscalco afferma, all’assemblea dell’Abi, che la fase di recessione del nostro Paese sembra arrivata alla fine. Il problema principale dell' economia italiana e' la scarsa competitivita' dell'industria, dice Il Governatore, che ha definito necessario l'impegno del governo per apportare correttivi volti a scongiurare l'aumento del debito pubblico e a non mancare l' occasione di una ripresa di cui si intravedono tenui segnali. Fazio ha ricordato come per l'anno in corso si prospetta un indebitamento netto che superera' il 4% del Pil.

'Non siamo in declino – afferma invece Siniscalco - ma in transizione. Tutti stiamo facendo uno sforzo per cambiare dna, per una maggior disciplina. Le voci di rinvio della riforma dell'Irap le ritengo campate in aria. Quest'anno non ci sara' un tetto di spesa indifferenziato, ma dei target mirati'.

''E' ovvio che un sistema come il nostro puo' difficilmente stare in piedi con tassi di crescita intorno all'1%. Dalle simulazioni che abbiamo messo nel Dpef basterebbe che il tasso di crescita fosse intorno al 2-2,5% per risanare la finanza pubblica senza bisogno di ulteriori interventi. Ma all'1,5% e' tutto difficile e si inizia quella rincorsa di continui aggiustamenti che, come diceva il Governatore Fazio, genera incertezza''.

Per Fazio “E' necessario ristabilire un clima di fiducia, che dipende da come si agisce ma anche dalla manifestazione di una concorde volonta' di agire per il progresso economico e civile del nostro paese''.  

Siniscalco anticipa che nel Dpef si pensa di introdurre un tetto all'incremento della spesa pubblica, non piu' uguale per tutte le voci ma ''con target mirati''. Questo il meccanismo per controllare la spesa corrente. Non piu' quindi un generalizzato tetto del 2%per la crescita della spesa, come avvenuto nell'ultima finanziaria. ''Quest'anno - ha spiegato Siniscalco all'assemblea dell'Abi - non vogliamo mettere un tetto generalizzato, ma differenziato, con target mirati''.

(red)

+T -T
Colozzi su Dpef: coordinare interventi Stato, Regioni ed enti locali

(regioni.it) Oggi, 13 luglio, alle 19.00, Regioni, Enti locali e governo si incontreranno per esaminare il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF).

“Una occasione importante – scrive Romano Colozzi (Assessore Regione Lombardia) sulla newsletter Il Revisore - , che capita in un momento particolare della finanza pubblica. Un momento in cui ciascun livello istituzionale della Repubblica è chiamato ad agire con responsabilità e coerenza. Il taglio della spesa, a me piace definirlo il taglio agli sprechi – scrive –ancora Colozzi - deve procedere di pari passo con una reale e concreta politica di sviluppo e rilancio dell'economia. Per questo, insieme agli assessori al Bilancio da me coordinati (Colozzi coordina la Commissione Affari finanziari, per la Conferenza delle Regioni, ndr), abbiamo redatto un documento (condiviso successivamente con il sistema delle autonomie locali) che non vuole essere una semplice "lista della spesa" delle richieste da formulare al Governo, ma un contributo reale affinché il DPEF sia disegnato su misura, come un abito appena uscito dalla sartoria, sull'attuale situazione italiana. Non solo proposte finanziare, dunque, ma vere e proprie strategie di sviluppo”.

Per spiegare meglio il suo pensiero, l’assessore Colozzi propone un esempio : “In Lombardia, negli ultimi tre anni, abbiamo abolito circa mille leggi inutili, la cui unica funzione era quella di complicare la vita dei cittadini. Ma di fronte ad alcuni vincoli legati a leggi nazionali, nemmeno la Regione più volenterosa può "dare di più". Coordinando gli interventi, invece, insieme allo Stato e agli Enti locali, di passi avanti se ne possono compiere parecchi. Dimezzare le procedure ad un giovane potenziale imprenditore che intende avviare un'attività in proprio consente di abbassare i costi e i tempi di attesa. Non è forse – conclude Colozzi - anche questa una forma di sostegno alle imprese?”

(red)

+T -T
Saldi anche sui farmaci?

(regioni.it) Saldi anche sui farmaci?  Si prevedono tempi brevi per il voto del decreto legge. Ma intanto la polemica non fa sconti: Federfarma attacca Farmindustria, e il ministro Storace “stimola” il dibattito.  Il provvedimento dovrebbe andare in Aula alla Camera entro la prossima settimana. E’ probabile che resti nella versione gia' approvata al Senato.
Un comunicato di Federfarma informa il cittadino che
non sa: 1) che paga alcune medicine il doppio di altre, del tutto equivalenti (stesso principio attivo e dosaggio), solo perché hanno un nome commerciale diverso e i produttori possono stabilire il prezzo che vogliono”; 2) “che talvolta acquista medicinali che, benché siano prodotti in Italia, all’estero costano meno, sempre per scelta del produttore”.
La soluzione strutturale, secondo i farmacisti, è quella “di introdurre un nuovo sistema di formazione dei prezzi che metta i prezzi italiani in linea con quelli degli altri Paesi europei”. Bisogna costringere le aziende “a riportare i prezzi su livelli accettabili per non perdere quote di mercato”.
”I cittadini – sempre secondo Federfarma - non devono farsi suggestionare dagli spot televisivi e possono consigliarsi con il farmacista per individuare il farmaco che costa meno.
D’altra parte, lo sconto fino al 20 per cento che i farmacisti possono fare sui medicinali senza ricetta, come previsto dallo stesso decreto, non incide in alcun modo sul meccanismo della formazione dei prezzi. I prezzi continueranno a restare troppo alti, finché, nel gennaio 2007, potranno ulteriormente schizzare verso l’alto senza limiti. I produttori potranno, infatti, decidere aumenti di qualsiasi entità e sarà ancora più chiaro quanto lo sconto sia solo uno specchietto per le allodole.
I produttori – sostiene sempre Federfarma - sono i primi, a parole, a chiedere maggiore trasparenza per i medicinali senza ricetta. Però, nei fatti sono soprattutto loro a ostacolare tutte le misure che vanno in questa direzione”.
Mentre per il neopresidente di Farmindustria, Sergio Dompe', il decreto sulla Sanita' presentato alla Camera rappresenta "solo un primo passo, ma da solo puo' servire a poco. E' necessario continuare su questa strada". Farmindustria, spiega ancora il presidente Dompe', "non vive positivamente la decisione di bloccare il prezzo dei medicinali per due anni perche' e' un elemento costrittivo. Sarebbe molto meglio lavorare sulla competitivita'". Per Dompe' "Noi abbiamo i medicinali che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno i prezzi tra i piu' bassi d'Europa e possono arrivano a costare anche fino al 25 per cento di meno. Per molti medicinali il prezzo e' addirittura la meta' di quello degli Stati Uniti. In ogni caso - precisa - Farmindustria non evitera' di confrontarsi con i temi meno comodi, come quello della competitivita' dei prezzi”.
Storace ha criticato duramente la posizione assunta da Federfarma, ''Ho una posizione contraria alla vendita dei farmaci al supermercato. Pero' se ci ripensano i farmacisti e cambiano posizione sul decreto, posso ripensarci anch'io'', ha detto il ministro della salute, Francesco Storace.  Per Storace, dal decreto legge sui medicinali in fascia C, ''chi ci rimette di piu' e' l'industria farmaceutica, ma durante le trattative e dopo Farmindustria ha avuto un atteggiamento lungimirante''.

''Quando si tratta si pensa di avere interlocutori che siano capaci di mantenere le stesse opinioni per almeno 24 ore consecutive”, ha detto Storace, riferendosi all' accordo precedentemente raggiunto con Federfarma sul decreto 'taglia prezzi' dei farmaci. Storace ha quindi sottolineato come Federfarma ''attraverso i suoi massimi vertici, abbia mentito spudoratamente ai suoi associati: minacciare accordi di cartello al ribasso, che tra l'altro sono lesivi anche della normativa antitrust ma che credo dureranno solo fino al momento del varo del decreto”. Secondo il ministro ''la manovra messa in atto da Federfarma e' una manovra inutile perche', nel momento in cui ci sara' la conversione in legge del decreto - ha concluso - ci saranno anche obblighi, sanzioni e controlli''.
Secondo l’opposizione ''Il nuovo decreto sui farmaci del ministro Storace si tradurra' in una bolla di sapone. Tutti gli emendamenti dell'Unione rivolti a dare certezza ai cittadini sugli sconti e ad andare a monte del problema del prezzo dei farmaci sono stati respinti dalla maggioranza e dal governo''. Ad affermarlo e' Grazia Labate, capogruppo Ds in commissione Affari Sociali: ''la verita' e' che e' un decreto  irresponsabile che costringe i cittadini a girare tutti i quartieri e

di citta' in citta' per trovare farmaci di fascia C scontati''.

(giuseppe schifini)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top