Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 561 - giovedì 14 luglio 2005

Sommario3
- Dpef: ordine del giorno di Regioni ed enti locali
- Dpef; Regioni ed enti locali: no a politiche calate dall'alto
- Dpef; Iorio: auspico confronto positivo con Governo
- Lombardia: documento programmatico
- Sintesi Dpef
- Finanziaria; Colozzi: Regioni pronte a lavoro comune con Governo

+T -T
Dpef: ordine del giorno di Regioni ed enti locali

(regioni.it) Si riporta integralmente il testo dell’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni, dall’Anci, dell’Upi e dell’Uncem, consegnato al Governo in occasione dell’incontro sulle linee guida del Dpef (tenutosi il 13 luglio, ndr)

“Le Regioni e il sistema delle Autonomie locali ribadiscono che gli atti di programmazione economico-finanziaria in coerenza con i contenuti dell’Intesa interistituzionale siglata con il Governo nel 2002, devono essere redatti seguendo il percorso di un approfondito confronto fra tutti i livelli istituzionali posti dalla nostra Costituzione su un piano di equiordinazione, secondo il principio della leale collaborazione.

Chiedono, pertanto, che il Governo, prima di assumere precise determinazioni, conseguenti al confronto svoltosi con l’Unione Europea sul rispetto dei parametri del Patto di stabilità, apra un immediato confronto su alcune rilevanti questioni:

-         nuovo patto di stabilità interno;

-         lotta all’evasione fiscale;

-         monitoraggio della spesa pubblica;

-         verifica della coerenza fra competenze e allocazione delle risorse;

-         meccanismi del federalismo fiscale;

-         definizione dei meccanismi di copertura della manovra di finanza pubblica;

-         politiche del personale;

-         politiche per lo sviluppo ed il Mezzogiorno;

-         politiche di coesione;

-         sistemi di Welfare (fondo nazionale per le politiche sociali e adeguate risorse per la Sanità);

-         politiche per la casa;

-         interventi per la sicurezza;

-         trasporto pubblico locale e misure contro l’inquinamento;

-         sicurezza e tutela del territorio

Le Regioni e il sistema delle Autonomie riaffermano la propria disponibilità ad assumersi le responsabilità loro derivanti dall’approfondito confronto auspicato”.

(red)

+T -T
Dpef; Regioni ed enti locali: no a politiche calate dall'alto

(regioni.it) ''Non possiamo accettare una politica  calata dall'alto. Chiederemo al Governo che, prima di approvare il dpef, si faccia quel lavoro di impostazione che e' purtroppo fino ad ora non e' stato fatto''. Si erano conclusi con questa dichiarazione del Presidente Vasco Errani, i lavori della Conferenza delle Regioni, convocata in sessione straordinaria per definire la posizione delle Regioni in occasione del confronto con il governo per l’illustrazione delle linee guida del Dpef.

Errani ha poi indicato “priorità fondamentali” (patto di stabilità interno, welfare, finanziamento della sanità, lotta seria agli sprechi) e “punti irrinunciabili” per confrontarsi "seriamente con il governo come:

1)       la necessità di togliere gli investimenti dal patto di stabilità interno, per evitare fenomeni recessivi;

2)       l’urgenza di allocare risorse per la sanità e per il fondo per le politiche sociali

3)       l’indicazione di quali sono le risorse per le politiche dello sviluppo e in particolare per il Mezzogiorno

4)       la corrispondenza tra risorse e competenze alla luce del decentramento amministrativo (le leggi Bassanini, ndr)".

Tornando poi sul Documento di programmazione economica e finanziaria Errani ha spiegato che: "Questa sera chiederemo al governo che prima che si approvi il Dpef si faccia quel lavoro di impostazione che da tempo reclamano Regione e autonomie locali. Una vera e propria concertazione che - aggiunge - fino ad oggi e' venuta a mancare nonostante una 'storica' intesa interistituzionale siglata con il presidente del Consiglio. Fu proprio Berlusconi - conclude -a definirla storica, ma, di fatto, rimasta solo sulla carta".

Durante l’incontro, presieduto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, la risposta del Governo, interlocutoria sotto molti aspetti, è stata nel tono piuttosto rassicurante:''Non avrete una politica economica calata dall'alto” ha infatti garantito il ministro dell'economia, Domenico Siniscalco, a Regioni ed enti locali, nel

corso del confronto a Palazzo Chigi, rispondendo alla richiesta avanzata dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, per una maggiore concertazione.

Il Dpef che il governo sta definendo “quest'anno coincide con il programma di stabilità'' e per questo è ''snello e asciutto'', ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella sua introduzione all'incontro tra governo, regioni e enti locali, invitando i rappresentati degli enti territoriali a portare le loro proposte. Berlusconi in chiusura della riunione ha poi assicurato:“Siamo pronti ad aprire un confronto con le Regioni dopo il varo del Dpef''.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine dell’incontro ha precisato che ''Non abbiamo niente da eccepire rispetto ai parametri dell' Unione europea, ma per il resto e' tutto da fare''. ''Sono ancora tutte da fare le scelte sui parametri di applicazione. Il Dpef che verrà approvato venerdi' (15 luglio, ndr) dal governo sarà soltanto una manovra macro. A quel punto apriremo un confronto e i temi che noi affronteremo sono chiari e sono riportati nel documento da noi oggi presentato''. Errani ha poi aggiunto che ''dobbiamo dare un messaggio di fiducia al paese''. ''E' arrivato - ha detto - il momento che le istituzioni cooperino insieme. Noi siamo pronti a fare la nostra parte nella misura in cui ci sia disponibilita'. Disponibilita' che e' stata data a parole. Mi auguro che sia la volta buona''. Il governo nell'incontro di oggi si è detto pronto a discutere l'impostazione delle manovre contenute nel Dpef. ''Verificheremo come verrà effettuata e come verrà coperta la riduzione dell'Irap, perché e' chiaro - ha concluso - che il Paese non può più andare avanti con coperture fittizie''.

Per il presidente dell' Anci Leonardo Domenici ''Per ora ci sono paletti, cornici. Mancano le politiche'', precisando riguardo allo sgravio Irap, ''che come dice il testo dovrà essere coperto interamente, e per questo abbiamo posto la questione di come questa copertura dovra' avvenire, si parla di cinque miliardi di euro da quanto ho evinto dai giornali''. Altro punto caro a Domenici sono gli investimenti. ''C'e' stata un'apertura del ministro Siniscalco rispetto alla proposta del presidente dell' Upi Melilli di togliere gli investimenti  locali dal Patto di stabilita'. Ma il ministro ha fatto un mezzo passo avanti e poi e' tornato subito indietro''.

Come ha riportato Domenici, il ministro Siniscalco ha parlato di necessità di azione di crescita. ''Mi auguro - ha concluso Domenici - che quando se ne parlerà in concreto si guardi ai piani di sviluppo locale''.

''Non conosciamo il Dpef. C'erano solo alcune tabelle che naturalmente mostravano i saldi ma non c'e' una linea politica economica''. ha detto Fabio Melilli, presidente dell' Upi. ''Non credo - ha aggiunto - che Regioni, Comuni e Province siano in grado di dare un giudizio. Non possiamo dare un giudizio rispetto al Dpef che ancora non c'e'''.

“L’apertura di Siniscalco ai Comuni su tasse di scopo e recupero evasione sugli immobili non può essere l’unico segnale verso gli enti locali”. Così Enrico Borghi, presidente Uncem (Unione Nazionale Comuni e Comunità Montane) commenta un passaggio della riunione tra Governo ed enti locali, nel corso del quale il ministro dell’Economia ha manifestato la disponibilità a considerare le ipotesi dell’introduzione delle tasse di scopo a favore dei Comuni e di destinare agli stessi quote relative ai gettiti derivanti dal recupero sull’evasione delle tasse sugli immobili.

“Se il Governo intende dare segnali agli enti locali, apra subito un tavolo allargato ad Anci, Upi e Uncem nel quale si considerino le proposte di tutte le sigle degli enti locali”.

(sm)

+T -T
Dpef; Iorio: auspico confronto positivo con Governo

(regioni.it) Federalismo, patto di stabilita', welfare (compresa la sanita'), politica del personale e trasporto pubblico locale: sono questi i punti fondamentali che regioni ed autonomie locali indicheranno nel documento comune che sara' presentato al governo per l' apertura di un confronto sulle linee guida del Dpef.

''Siamo sostanzialmente d' accordo sul documento unico che le regioni, assieme all' Anci e all' Upi, ha detto il presidente della Regione Molise, Michele Iorio, a margine dell' incontro in corso presso la sede romana della Conferenza dei presidenti delle Regioni. ''Abbiamo definito cinque o sei punti fondamentali - ha concluso Iorio - ed e' su questi che auspichiamo un confronto positivo con il governo''.

(red)

+T -T
Lombardia: documento programmatico

(regioni.it) "Un potere centrale, per quanto civile e sapiente, non può abbracciare tutti i particolari della vita sociale" (A. de Tocqueville). E’ una citazione in premessa al Documento politico programmatico dell’VIII legislatura della regione Lombardia (Documento politico programmatico VIII legislatura...          ):
I1 3-4 aprile 2005 i cittadini lombardi hanno confermato per il terzo mandato il Presidente della loro Regione e il suo programma. E' la prima volta che questo accade nella storia della Lombardia”, comincia così la premessa al documento programmatico, dove si ricorda che dal 1995 ad oggi la Lombardia “ha saputo mobilitare energie positive, sostenere chi costruisce il bene comune, offrire un contesto favorevole alla crescita delle persone e dei gruppi sociali. Dalla mobilità alla formazione, dall'istruzione all'innovazione, dall'ambiente all'eccellenza sanitaria, non vi
e stato ambito che in questi dieci anni, anche grazie all'azione regionale, non abbia visto trasformazioni importanti per la vita e per le istituzioni”.

“Davanti al rischio di declino – si legge nel documento - non basteranno ricette economiche ma serviranno anche proposte ideali. In una economia come la nostra in cui le imprese sono nella quasi totalità espressione dell'iniziativa di una persona o di una famiglia, se alla persona e alla famiglia manca una prospettiva, 1'economia ristagna. Con una ragione ideale persone e famiglie possono tornare a credere, a investire net futuro e a rimettere in movimento 1'economia. Permettere e costruire un nuovo slancio per la Lombardia significherà inoltre offrire un traino a tutto il Paese per reggere meglio la sfida europea e globale”.

Primo pilastro il principio della sussidiarietà. Ciascuno deve poter aver accesso alle opportunià: “ai servizi e ai benefici del sistema e deve poter aver un ruolo per contribuire alla costruzione del bene comune”. A tal fine occorre assicurare a persone, reti di persone e istituzioni autonomia e libertà di scegliere, semplificando il rapporto tra istituzioni e cittadini.

Tra gli argomenti all’indice del documento:

1.      Il nuovo volto della regione nel mutato contesto istituzionale         9

1.1 Lombardia nella nuova Europa e nello scenario internazionale         9

1.2 Devoluzione, Titolo V e federalismo fiscale                                 11

1.3 Regione ente di governo                                                       12

2.      Persona, capitale umano e patrimonio culturale                          16

2.1 Riforma della formazione professionale                                     16

2.2 Promozione e tutela del lavoro                                               18

2.3 Culture, identity e autonomie                                                 19

2.4 Sport                                                                                22

3.      CompetitivitA: la competitivita del sistema lombardia                  24

3.1 Competitivita del sistema                                                      24

3.2 Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico                       25

3.3 Industria                                                                            26

3.4 Turismo e marketing territoriale                                              27

3.5 Artigianato                                                                         28

3.6 Sistema agroalirnentare e sistema forestale                              28

3.7 Reti distributive, sistema fieristico e tutela dei consumatori         29

 

4.      Sicurezza: Lombardia come sistema sicuro                                31

4.1 Sistema integrato di sicurezza                                                31

4.2 Sicurezza urbana e polizia locale                                             32

4.3 Protezione civile                                                                  33

 

5.      Sanity, famiglia, casa                                                            34

5.1 Sanity e salute: responsabilita e persona                                  34

5.2 Dal welfare dei diritti al welfare della responsabilita                    37

5.3 Nuove politiche per la casa                                                    39

 

6.      Ambiente, territorio e infrastrutture:                                        41 uno sviluppo autenticamente sostenibile

6.1 Ambiente: oltre la sostenibility, la bellezza, fonte di benessere e sviluppo    41

6.2 Infrastrutture prioritarie: la competitivita torte sulle reti              43

6.3 La bellezza per it territorio: dal controllo alla responsabilita    47

(red)

+T -T
Sintesi Dpef

(regioni.it) Il Documento di Programmazione Economico e Finanziaria per gli anni 2006-2009 è stato presentato ieri alle Regioni e agli Enti locali dal Governo a Palazzo Chigi.
Il Documento di Programmazione Economico e Finanziaria di quest’anno è coerente con il Programma di Stabilità, redatto in base alle regole del nuovo Patto di Stabilità e Crescita. E’ molto conciso e il suo contenuto è principalmente macroeconomico. Le specifiche azioni per la crescita, che sono parte essenziale della politica economica e sono ovviamente coerenti con le linee esposte nel DPEF, saranno finalizzate nell’ambito del processo di Lisbona e presentate nel Programma Nazionale per la Crescita e l’Occupazione. Il Programma di Infrastrutture Sfrategiche previsto dalla legge obiettivo è contenuto in una seconda parte del Documento.
La raccomandazione Europea sul conti italiani: Il Consiglio europeo dei ministri economici e finanziari (Ecofin), il 12 luglio ha approvato la raccomandazione sulla finanza pubblica dell’Italia ai sensi dell‘articolo 104(7) del Trattato, basata su dati passati e prospettici.
Dopo una serie di revisioni nell ‘applicazione dei criteri contabili Eurostat, il deficit è stato collocato al 3,2 per cento del PIL nel 200], nel 2003 e nel 2004, In base alle stesse revisioni, il debito si è ridotto dal 110,9 per cento del 2001 al 106,6per cento del 2004.
Sulla base di queste considerazioni il Consiglio Ecofin ha approvato una raccomandazione che prevede:
i) “un ‘applicazione rigorosa della legge finanziaria per il 2005” tale che, assumendo crescita zero, e misure una tantum pari allo 0,4 per cento del P1L, il deficit nominale non superi il 4,3 per cento del PIL e il deficit strutturale al netto delle una tantum continui a migliorare in modo sensibile;
ii) l’attuazione delle “necessarie misure di aggiustamento permanenti e al netto delle una tantum che assicurino un aggiustamento cumulato pari all’ 1,6 per cento nel biennio 2006-7 rispetto al 2005, con metà dell ‘aggiustamento concentrato nel 2006”;
iii) una riduzione soddisfacente del rapporto debito-,PJL in linea con la correzione del deficit eccessivo, ristabilendo nel medio periodo un livello adevato di avanzo primario e controllando i “fattori sotto la linea” diversi dal deficit.
La raccomandazione è stata formulata sulla base della tabella che segue, redatta per la prima volta in base al nuovo Patto di Stabilità e Crescita. 11 processo di aggiustamento riportato nella tabella costituisce il nucleo del Documento di programmazione economico e finanziaria.
Riteniamo la raccomandazione europea equilibrata poiché richiede un sentiero di aggiustamento credibile e strutturale, senza imporre una manovra restrittiva in una fase di rallentamento dell’economia.

Aggiustamenti severi devono invece avvenire nei periodi di alta crescita, contrariamente a quanto avvenuto nel biennio 1999-2001 quando l’indebitamento strutturale al netto delle misure una tantum è salito dal 2,] per cento al 4,8 per cento del PIL.
Il programma di politica economica delineato dal DPEF. che presuppone un tasso di crescita medio annuo intorno all ‘1,5 per cento, consente un aggiustamento di finanza pubblica sufficiente a ridurre 1 ‘indebitamento e il rapporto debito/PIL, e a migliorare la sostenibilità della finanza pubblica nel lungo periodo.
L ‘impostazione di politica economica rimane quella tracciata nel DPEF dello scorso anna In particolare, il tetto alla spesa introdotto con la Legge Finanziaria 2005 permette la riduzione graduale della spesa pubblica e dell’indebitamento.
La velocità dell ‘aggiustamento dipende però in modo cruciale dal tasso di crescita. A titolo di esempio e di simulazione, se I ‘economia tornasse a crescere intorno al 2,5 per cento nel medio periodo, come in diversi paesi Europei, 1 ‘indebitamento rientrerebbe sotto il 3 per cento entro il periodo di previsione, senza bisogno degli interventi aggiuntivi previsti dal presente documento.
Il problema fondamentale della finanza pubblica è quello della bassa crescita Per questo motivo la politica economica dei prossimi anni dovrà essere innanzitutto incentrata sulla crescita.
La bassa crescita: L ‘economia italiana soffre da molti anni di difficoltà strutturali che si rifiettono in un tasso di crescita insoddisfacente e sistematicamente inferiore a quello dei principali paesi industriali. La crescita potenziale, superiore al 4 per cento nel 1970, è scesa intorno al 3 per cento all’inizio degli anni ottanta, all’ 1,5 alla metà degli anni novanta, all’ 1,3 per cento di oggi.
Le cause della lenta crescita reale e potenziale sono identjficate nella scarsa dinamica della produttività del settore industriale, nell ‘insufficiente liberalizzazione nel settore energetico e dei servizi, nella dotazione ancora care nte di infrastrutture materiali e immateriali, nel peso eccessivo del debito pubblico.
In questo contesto anomalo, il Governo ha aumentato in modo strutturale la spesa per investimenti in infrasrrurture, ha posto sotto controllo la spesa corrente facendola crescere tendenzialmente meno del l’iL nominale, ha ridotto le imposte e ha introdotto riforme che favoriranno l’aumento del PIL potenziale e la riduzione del tasso di disoccupazione, che ha raggiunto il 7,9 per cento a fine 2004. Dal 2001 ad oggi gli occupati sono aumentati di circa 1,100.000 unità. Negli ultimi dodici mesi l’aumento è stato di 3 0& 000 addetti, di cui 237.000 a tempo indeterminato. Ciò conferma il buon funzionamento della ròrma del mercato del lavoro varata in questa legislatura.
11 Governo stima che la fase di ristagno non durerà a lungo- Per il 2006 e il 2007, in linea con la Commissione e in modo prudenziale, si prevede una crescita intorno all’ 1,5 per cento, lievemente superiore alla crescita potenziale
La politica economica: La ripresa della crescita reale e potenziale è il primo obiettivo per il nostro Paese. Sin dal 1992, la politica economica si è limitata all ‘aggiustamento del bilancio pubblico.

Senza crescita è impossibile realizzare un aggiustamento sufficiente delle finanze pubbliche, e in particolare del rapporto tra debito pubblico e PIL.
Senza crescita è impossibile ribaltare il clima di fiducia che influenza le decisioni di consumo e
investimento.
A problemi di crescita si risponde con politiche per
la crescita.
Su
questo piano sarebbe illusorio attendere un aiuto dall ‘Europa. Per rilanciare la crescita serve innanzitutto una politica economica nazionale basata su cinque classi di interventi.
1) A livello di paese occorre innanzitutto potenziare la domanda e le infrastrutture, accelerando gli investimenti in opere pubbliche materiali e immateriali nel Mezzogiorno e nelle altre aree del paese dove la dotazione di infrastrutture è più carente.
2) A livello del sistema produttivo serve maggiore libertà nel mercato dei prodotti e soprattutto nei servizi; migliore e minore regolamentazione; maggiore semplificazione; più concorrenza nel settore energetico; più attrazione di investimenti dall ‘estero; rafforzamento del mercato dei capitali con 1 ‘avvio effettivo dei fondi pensione. Rientrano in quest’area anche gli intereventi a sostegno dell ‘investimento in capitale umano, del’ ‘innovazione tecnologica, della ricerca e della capacità innovativa delle imprese.
3) A livello di singole imprese bisogna alleggerire il carico tributario sul prodotto e sul lavoro; occorre facilitare il recupero di produttività; occorrono pochi programmi strategici nei settori più rilevanti per I ‘innovazione e per lo sviluppo; occorre ridurre le sacche di illegalità che ancora esistono nel nostro sistema, dal sommerso alla contraffazione.
4) A livello di famiglia occorre difendere il potere d’acquisto: concludere i contratti di lavoro,
dopo gli accordi quadro sul pubblico impiego della scorsa primavera; contenere I ‘aumento delle tarzffe, promuovere la trasparenza dei prezzi; individuare forme di sostegno selettivo alle famiglie più deboli.
5) Nel bilancio pubblico serve, infine, proseguire nell ‘aggiustamento strutturale che guardi al ciclo economico e alla qualità della finanza pubblica, in modo che gli aggiustamenti strutturali previsti possano determinare una stabile convergenza della finanza pubblica verso i valori di rjferimenta Le tecniche di controllo della spesa, che hanno dato risultati importanti nel 2004 (quando la spesa corrente al netto degli interessi per la prima volta dopo diversi anni è cresciuta meno del PIL nominale; 3,6 per cento contro il 3,9 per cento del l’IL) vanno estese a settori sinora esclusi e vanno raffinate prevedendo interventi per i comparti che hanno superato i valori di rtferimento. Il previsto sgravio IRAP sul costo del lavoro andrà coperto strutturalmente.
Particolare sforzo va assegnato all ‘obiettivo di ridurre l ‘incidenza della spesa corrente. L ‘esperienza internazionale, infatti, dimostra che i disavanzi si riducono in modo duraturo solo riducendo le spese. Se si aumentano soltanto le entrate, dopo un periodo di apparente risanamento, i disavanzi tornano a crescere- Gli interventi sulle entrate, sulla spesa previdenziale e sulla dinamica delle altre spese correnti realizzati da questo Governo vanno esattamente in questa direzione.

La riforma delle pensioni ha rappresentato un punto di svolta in quanto ha migliorato in modo decisivo la sostenibilità della finanza pubblica nel lungo periodo. Occorre proseguire nel contenimento della spesa corrente a livello centrale e soprattutto locale, permettendo tassi di crescita di queste spese inferiori a quello del PIL nominale. In campo fiscale serve allargare le basi imponibili, contrastando sommerso e evasione fiscale e contributiva ed equilibrando il prelievo; occorre destinare il gettito delle dismissioni alla riduzione del debito. E’ necessario infine generare un aumento graduale del saldo primario, che è la via maestra per la riduzione del debita Nell ‘insieme, e sin dove possibile, dati gli equilibri della finanza pubblica, l ‘aggiustamento deve avvenire con riduzione della spesa corrente e con recuperi di evasione; non con inasprimenti di aliquote fiscalL
Il risanamento strutturale dei conti pubblici contribuirà a migliorare il clima di fiducia, stimolando consumi, investimenti e accelerando la crescita oltre quanto previsto nel quadro programmatico. Ciò favorirà l‘avvio di un processo virtuoso che apporterà ulteriori benefici al bilancio.
La crescita economica e la sostenibilità della finanza pubblica, in un paese ad alto debito, sono obiettivi primari e intrinsecamente connessi. Per questo i diversi elementi che costituiscono la politica economica sono parti integrate di un tutto. Per questo, come si è detto, è cruciale mirare innanzitutto a una ripresa dello sviluppo. Un disegno semplice e ragionevole, in linea con il DPEF dell ‘anno passato. Un disegno che va perseguito nel tempo e che va tradotto in realtà.

(red)

+T -T
Finanziaria; Colozzi: Regioni pronte a lavoro comune con Governo

(regioni.it) "Il sistema delle autonomie oggi ha fatto delle osservazioni critiche al governo soprattutto sul versante del metodo, visto che siamo venuti qui' per un confronto praticamente all'oscuro di tutto e abbiamo dunque chiesto che si proceda, tra istituzioni, in un altro modo".

Cosi' Romano Colozzi, coordinatore della commissione affari finanziari per la conferenza delle regioni al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il governo sul Dpef. "Due gli aspetti positivi - aggiunge - il sistema delle autonomie non si è sottratto ad assumersi le proprie responsabilità, soprattutto rispetto al fatto che i saldi devono essere garantiti. L'altro aspetto positivo - prosegue Colozzi - è che il governo si e' impegnato in modo concreto perché la finanziaria sia scritta veramente insieme sui punti di comune interesse". Colozzi riferisce inoltre che "Il presidente del consiglio si e' impegnato personalmente ad assicurare che, le modalità con cui riempire di contenuto i numeri delle tabelle di quadratura dei saldi e' ancora un foglio bianco da scrivere e questo si farà attraverso la costituzione di tavoli congiunti".

(red)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top