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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 562 - venerdì 15 luglio 2005

Sommario
- Colozzi richiama in CDM contratto medici
- Politiche sociali: un fondo “a metà”
- Competitività: parere negativo dalle Regioni
- Grandi opere
- Docenza universitaria: una riforma inadeguata
- UE: il 21 incontro tecnico con Commissione

+T -T
Politiche sociali: un fondo “a metà”

(regioni.it) Se il governo non fornirà rassicurazioni ed indicazion i diverse nella conferenza Unificata in programma il 28 luglio, sara' praticamente dimezzato il fondo per le politiche sociali per il 2005. La cifra che il governo ha stanziato è infatti pari a 518 milioni di euro rispetto al fondo dello scorso anno che ammontava a piu' di un milione di euro.

La conferma del taglio è arrivata dal sottosegretario al Welfare, Grazia Sestini, a margine della

Conferenza Unificata in corso a Roma. ''E' vero che sulla carta non possiamo parlare della stessa cifra dello scorso anno - ha spiegato Sestini - ma io non parlerei nemmeno di drastico taglio dei fondi, considerando che molte regioni hanno ancora in cassa gli stanziamenti del 2004''.

Spiegazione che ha lasciato interdetti Enti locali e regioni .

“Il dimezzamento dei trasferimenti del Fondo nazionale per le politiche sociali per il 2005 '' è un fatto molto grave, politicamente inaccettabile''. E’ il commento del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani,

''Le regioni sono oggi sottoposte ad un problema di cassa gigantesco - ha spiegato Errani - e i servizi ai cittadini subiranno in questo modo un colpo grandissimo''. E ancora: "Basta con il gioco delle tre carte, e' vergognoso e inaccetabile che, nonostante gli impegni presi, il Governo ci formalizzi oggi un taglio per oltre il 60% del fondo per le politiche sociali cioe', i servizi che i Comuni erogano ai cittadini". espresso in modo secco il malumore.''

Dato che le Regioni ormai sono sottoposte a un  problema di cassa gigantesco, avevamo dato piena disponibilità  a un'intesa fondata su quanto dichiarato dal ministro Maroni: un decreto ora di circa il 50% e un decreto entro ottobre del restante 50% più il 2%. Abbiano appreso dal viceministro

dell'economia che non c'e' questa garanzia. Non stiamo parlando di competenze, ma dei servizi ai cittadini. Deve essere chiaro che se cio' accade subiranno un colpo pesante i servizi per i cittadini e deve chiara anche di chi è la responsabilità”

"Il governo si attiene alle cifre che sono stanziate in finanziaria e a quello che ha deciso il Parlamento".    Così si è espresso il vice ministro all'economia, Giuseppe Vegas, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano del perche' il fondo per le politiche sociali sia stato ridotto del 60%

rispetto allo scorso anno. "Ovviamente - aggiunge - che ci siano delle esigenze non vi è dubbio". Alla domanda relativa all'accordo che c'era stato tra Governo e Regioni, Vegas risponde: "questa e' una cosa che riguarda il welfare".

''Sono sconcertato dal cinismo e  dall'arroganza con cui il viceministro all'Economia Vegas ha  motivato il taglio di poco meno del 50% del Fondo Nazionale per  le Politiche Sociali, annunciato a Roma''. Ha detto l'assessore agli Affari Sociali del Comune di Napoli, Raffaele  Tecce, che rappresentava il sindaco Iervolino in sede di  Conferenza unificata presso la Presidenza del Consiglio.“Si passa da 1miliardo di euro stanziato per il Fondo Nazionale del 2004 a 518milioni di euro per questo anno, vanificando un impegno che il ministro del Welfare Maroni ed ilsottosegretario Sestini avevano assunto con i Comuni e le Regioni in una apposita riunione presso il  Ministero del Welfare, nella quale ci si era impegnati a mantenere il Fondo Nazionale ai livelli del 2004, addirittura aumentandolo del 2%''.

“Deve essere chiaro - aggiunge Tecce - che con il Fondo Nazionale delle Politiche Sociali si finanziano gli interventi e le attivita' che i Comuni  adottano, attraverso i fondi della Legge 328/00, per offrire risposte ai soggetti piu' fragili della societa'. Inoltre, i cittadini napoletani devono sapere

che il tal modo si stanno tagliando del 50% servizi quali l'assistenza domiciliare agli anziani ed ai disabili, le iniziative contro il caldo per quella che abbiamo definito un'estate serena, la lotta contro le tossicodipendenze, i progetti a favore dei minori a rischio. Per farla breve, è palesemente sotto attacco il pieno diritto alla cittadinanza per i più deboli''.

“Ragionando in termini numerici, per la citta' di Napoli - sottolinea l'assessore - si passerebbe dagli 8 milioni di euro arrivati nel 2004 a circa 4 milioni di euro, dando un ulteriore colpo al bilancio comunale che in questi anni, con una chiara scelta politica dell'Amministrazione guidata dal sindaco Iervolino, ha mantenuto costante l'impegno di spesa sulle politiche sociali, nonostante i tagli dei trasferimenti statali.Evidentemente non c'e' mai limite ai tagli verso i soggetti più deboli e verso il Mezzogiorno di un Governo ormai palesemente antipopolare''.

Più possibilista il Ministro per gli affari regionali, Enrico la Loggia che cerca di buttare acqua sul fuoco: "Si e' trovata una prima soluzione, con il via libera alla prima tranche" del fondo per le politiche sociali, "il 28 luglio (giorno in cui e' stata calendarizzata la riunione della conferenza unificata, ndr) verra' il governo per far conoscere i propri orientamenti sulla seconda tranche con i ministri interessati, Roberto Maroni e Domenico Siniscalco".
Duro il giudizio dei Sindaci. ''In questo modo i cittadini, in particolare le categorie piu' deboli, avranno meno servizi. La situazione e' gravissima''. Con queste parole il presidente dell'Anci e sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha commentato l'annuncio del taglio. “Parti del governo dicono una cosa mentre altri, basta ricordare che il ministro Maroni aveva assicurato gli stessi trasferimenti dello scorso anno, ne dicono un'altra - ha aggiunto Domenici -. A questo punto chiediamo che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,prenda una posizione''. Se passa la proposta del ministro del Welfare, Maroni, di ''erogare soltanto la meta' del Fondo  sociale ex legge 382 ci saranno notevoli difficolta' e  disordini''. E' l'allarme lanciato dal sindaco di Napoli, Rosa  Russo Iervolino. Le conseguenze, a livello locale, sarebbero anche quelle di bloccare ''quel trend positivo che ha portato la spesa sociale  del Comune di Napoli, al netto del reddito minimo di inserimento  e delle erogazioni per gli Lsu, dai 76 milioni a 105 milioni di  euro dal 2001 al 2004. Sono sicura - ha comunque concluso la  Iervolino - che si trovera' un punto di accordo e di equilibrio e che quindi anche questa preoccupazione verra' superata''.

Il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, esprime ''fortissima preoccupazione'' per l'annunciato dimezzamento dei trasferimenti del Fondo nazionale per le politiche sociali.

''Pagano sempre i più deboli. E' una scelta grave. La gente si allontanera' ancora di piu' dalle Istituzioni. Il governo nazionale deve assolutamente rivedere questa decisione, che genera sfiducia e sconcerto, penalizza in maniera particolare le aree deboli del nostro Paese''.

"Siamo estremamente preoccupati" dopo che il governo ha annunciato che lo stanziamento relativo al 2005 per il fondo per le politiche sociali subira' un taglio superiore al 60% rispetto a quello dello scorso anno”, ha detto il presidente dell'Uncem (Unione nazionale dei comuni e delle comunita' montane), Enrico Borghi, che si dice "preoccupato per le popolazioni montane e, in particolare, per quei comuni con un'alta densità di anziani dove i costi sono proporzionalmente più alti rispetto a quelli delle città. Così – conclude Borghi - si rafforzerà purtroppo il rapporto metà fondi uguale metà servizi".

''Piu' si discute e più sono faticose le sedute della conferenza Stato-Regioni, ma in questo modo si da maggior peso al ruolo delle istituzioni locali'', commenta ancora il ministro degli affari regionali, Enrico La Loggia ''Non dare a ciascuno la possibilità di esprimere il proprio ruolo completamente e' sicuramente meno bene che consentire invece a tutti, in seduta di conferenza, di costruire le soluzioni, allora non sempre le soluzioni possono essere preconfezionate, a volte e' utile il confronto'', ha detto La Loggia, facendo poi ricorso ad una celebre frase di Churchill, ''la democrazia e' fatica, ma allo stesso tempo non abbiamo trovato il sistema migliore''.

 ''Il governo e' uscito allo scoperto e le Regioni hanno avuto l'amara sorpresa che il taglio al fondo per le politiche sociali e' ben più grave di quello fin qui immaginato e già denunciato in Parlamento dall'opposizione. Rispetto all'anno scorso infatti la decurtazione del fondo e' pari al 60%''. Lo sottolinea in una dichiarazione Rosy Bindi Responsabile Politiche Sociali della Margherita. ''In questo modo viene compromessa la tenuta della rete di protezione sociale nel paese e per gli enti locali viene meno la possibilita' di garantire i servizi alla persona e in particolare per le fasce deboli, bambini, anziani, disabili, che purtroppo andranno incontro a disagi e disservizi molto gravi. La verità - aggiunge Bindi - e' che in questa legislatura la legge quadro 328/2000 non e' mai stata interamente applicata, non perché e' intervenuto il nuovo titolo V ma perché sistematicamente il governo ha tagliato ogni canale di finanziamento. Dentro e fuori il Parlamento con le regioni, le amministrazioni locali e le forze sociali, con cui condividiamo tutte le preoccupazioni denunciate da Errani e Domenici, daremo battaglia affinché il paese non subisca questo taglio che penalizza fortemente i cittadini''.

(sm)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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