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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 563 - lunedì 18 luglio 2005

Sommario3
- Federalismo fiscale: Conferenza straordinaria regioni in Calabria
- Odg DS: rigore per Regioni e Enti locali
- CPT: dibattito a sinistra
- Casini: meglio la Costituente
- Marrazzo: ecco il vero bilancio del Lazio
- Liste d'attesa: Storace "sospende" confronto con Regioni

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Federalismo fiscale: Conferenza straordinaria regioni in Calabria

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome straordinaria sul federalismo fiscale si svolgerà in Calabria dal 20 al 21 luglio a Villa San Giovanni (presso l’Hotel Altafiumara: Santa Trada di Cannitello - 89010 Villa San Giovanni - Reggio Calabria).

Il 20 luglio 2005 alle ore 12.00 inizieranno i lavori della Conferenza e termineranno alle ore 19; il 21 luglio i lavori riprenderanno alle ore 9,00 per poi  proseguire nel pomeriggio.

Una parte della documentazione sull’argomento è possibile reperirla all’interno del sito www.regioni.it e in particolare cliccando:      1) Documentazione - Dossier Pareri e Normativa...2) Documentazione - dossier di documentazione...

 (red)

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Odg DS: rigore per Regioni e Enti locali

(regioni.it) Noi dobbiamo parlare al Paese, partendo dalle sue ansie, dalle sue domande, dalle sue speranze. E lo dovremo fare non solo prospettando ciò che vorremmo fare dal 2006, ma dimostrando – adesso, qui e ora – la nostra affidabilità in quelle 16 regioni su 20, in quelle 74 province su 108, in quei 5000 comuni su 8000, in cui già oggi abbiamo responsabilità di governo.

- lo ha affermato Piero Fassino nella sua Relazione  al Consiglio nazionale dei Ds il 15 Luglio. – “Una responsabilità – ha proseguito Fassino - che ci impone non solo innovazione di contenuti e coerenza di programma. Ci impone anche sobrietà di comportamenti e rigore morale, contrastando in modo fermo e esplicito manifestazioni di ministerialismo e di ostentazione di potere di cui talora si ha qualche segnale. Noi crediamo nella politica come servizio e come capacità di offrire ai cittadini soluzioni ai loro problemi. I nostri rappresentanti nelle istituzioni sono lì per questo. E a questa tensione civica e etica, d’altra parte, si ispira l’azione e la condotta dei nostri eletti. E, dunque, anche per tutelare la loro dedizione, il loro impegno e la loro credibilità, dobbiamo essere severi nel contrastare ogni comportamento che allontani i cittadini dalla politica e dalle istituzioni.

Il consiglio nazionale dei Ds ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che invita “i rappresentanti dei DS in tutte le istituzioni, nazionali, regionali e locali a proseguire ed intensificare l'impegno per una rigorosa pratica politica ed amministrativa, come uno dei terreni primari della nostra sfida alle destre”. “Il grande risultato ottenuto alle recenti elezioni regionale  - e' scritto nell' odg unitario - rappresenta un forte impulso al successo nelle elezioni politiche del 2006. Questo impone una nuova responsabilità non solo in termini di innovazione nei contenuti e di coerenza programmatica, ma anche in termini di  sobrietà nei comportamenti e di rigore morale. Quanto avvenuto in alcune esperienze del governo locale e regionale, anche rette dal centrosinistra, sul piano della moltiplicazione degli incarichi politici ed amministrativi, ha suscitato sconcerto e giustificate critiche nell' opinione pubblica”. “La competizione per il governo del paese sarà misurata - avverte l'odg - non solo sui programmi alternativi, ma anche su un'alternativa di rigore nella pratica politica''. Accennando ai ''costi impropri della politica'' il documento  afferma che ''non affrontare il nodo dei costi impropri della politica e di una rigorosa prassi istituzionale ed  amministrativa significherebbe lasciare il campo al rischio dell' emergere di una nuova ''questione morale''. “Tali tendenze degenerative - conclude l' odg - vanno combattute rafforzando il ruolo di indirizzo e di controllo delle assemblee elettive, contrastando fenomeni di esasperazione personalistica della politica e  la proliferazione di strutture funzionali ad essa, anche sottoponendo a verifica il quadro normativo e istituzionale che  attiene al funzionamento della politica stessa''.

Il presidente  della Regione Calabria Agazio Loiero (con interviste pubblicate da Il Giorno, Il Messaggero ed una lunga lettera a l’Unità) ricorda che “Le mie decisioni, quelle che  prendiamo con la giunta dove i Ds sono ben rappresentati”, e “sono esclusivamente indirizzate a produrre effetti positivi per far crescere la Calabria che non dovrà piu' essere l'ultima regione. Di negativo trovo la caparbietà del senatore Salvi nel trarre conclusioni affrettate e il suo ergersi a fustigatore di costumi partendo da affermazioni non vere”. “Ho definito meditatamente 'una comica' - ha proseguito - la presentazione di quel documento e lo ribadisco, sempre piu' convinto che tutto sia nato da un problema interno ai Ds già in vigilia elettorale (quando ci sono elezioni in vista, il malessere aumenta). Ho affermato che e' stata una comica per due motivi. Primo: perché è ingiusto un documento cosi' in quanto in Calabria, e un politico attento come Salvi dovrebbe essere più informato invece di dare ascolto soltanto ai boati interessati, siamo impegnati in una mastodontica opera di smantellamento radicale di un sistema malato che abbiamo ereditato. E' una comica, in secondo luogo, perché avviene a otto mesi dalle elezioni politiche, nella massima esposizione mediatica determinata dall'assemblea dei Ds e perche' propone assurde censure contro i propri presidenti utilizzando materiali e linguaggi dei giornali di destra, alimentando cosi' la propaganda contro l'Unione''.

Dal documento Ds sulla questione morale nelle Regioni amministrate dal centrosinistra che denuncia gli sprechi è emersa solo ''solo la punta dell'iceberg''. In un'intervista al 'Messaggero' lo afferma il fondatore del Pds Achille Occhetto, sottolineando che ''se non si va a fondo del problema, se non si incide il bubbone alla radice, quel documento dei Ds rischia di essere necessario ma non sufficiente, rischia di diventare la  copertura 'da sinistra' di una pratica diffusa, da stroncare sul nascere''. Ricordando la sua denuncia in occasione delle Europee sulla  ''moltiplicazione di assessorati e commissioni alla regione  Calabria'', Occhetto avverte che ''i partiti sono ormai comitati  elettorali e buona parte del loro potere si regge sulla distribuzione dei posti pubblici''. Comitati d'affari, dunque, “peggio dei tempi di Craxi”, sostiene Occhetto che spiega di aver mandato a Romano Prodi una bozza di codice etico. “Faremo un convegno -dice- sul modello del codice etico di Zapatero. Penso che Prodi sia attento e interessato al problema”. E sul codice etico è d’accordo Sylos Labini che sul Corriere della Sera  che lo considera un modo per evitare di “predicare bene e razzolare male”.

“Mi pare – spiega Cesare Salvi in un’intervista a Il Giornale - che gli abusi siano tanti e non solo per scelte individuali, figli di un sistema politico che combina ed esalta le peggiori tendenze del maggioritario. la deriva è questa: si rischia di depotenziare le Assemblee elettive e ddi rafforzare solo gli esecutivi , in realtà bisognerebbe capovolgerla. Per questo io faccio un discorso sistemico, non mi interessa dare pagelle o certificati di condotta”

“Moltiplicare le commissioni dei consigli regionali e' un errore non solo in termini di uso delle  risorse ma anche di funzionamento delle macchina. Più' commissioni non danno piu' efficienza o capacità di intervenire nella società, ma  più lentezza e più burocrazia. E poi questa proliferazione e' un errore anche dal punto di vista simbolico, perche' il segnale che si  da' e' di chiusura interna”. A dichiararlo, in un'intervista  rilasciata a L'Unità”, e' il coordinatore della segreteria Ds ed ex Presidente della Toscana, Vannino Chiti. “Non penso sia demagogia - continua Chiti - dire che dovremo ridurre l'indennità dei parlamentari. Non risolverebbe di certo i conti dello Stato, ma darebbe ai cittadini un importante segnale di  vicinanza perché il rigore e i comportamenti virtuosi non possono essere chiesti soltanto ai rappresentanti”.

Se per Del Turco (intervista a Il Messaggero) siamo di fronte a falsi moralismi che non servono a nessuno, Marrazzo invita Mussi, Napolitano e Salvi a “prendere un caffè”, per “tranqulizzarli  e far vedere che il “Lazio che gli hanno descritto non c’è. Ce n’è un altro”.

Completamente d’accordo con il Segretrario Ds, il Presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, che in un’intervista al Messaggero parla di “esplosione privatistica” e sostiene la necessità di” tagliare (intervista a La Repubblica) gli emolumenti degli amministratori e controllare il loro operato, negando altrimenti i contributi pubblici”. Per Maria Rita Lorenzetti, “l’Umbria il buon esempio lo sta dando da tempo. Si può sempre fare meglio, d’accordo, ma noi siamo a disposizione per essere monitorati controllati dalla Ragioneria dello Stato, controllati da enti terzi, da chiunque voglia. Sobrietà e rigore sono nel nostro costume”.

Bertinotti propone per chi ricopre cariche politiche un tetto alle retribuzioni, avendo come riferimento lo stipendio di un dipendente pubblico, e , sul filo della provocazione, incontra Clemente Mastella. Infatti, pur condannando il “neomoralismo d’accatto” (nato secondo le osservazioni del leader dell’Udeur, dando per scontata la vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni e avviando quindi una resa dei conti interna ai ds che avrebbe come obbiettivo la necessità di appannare l’immagine dei Presidenti di Regione), Mastella propone: “Fassino vuole fare davvero qualcosa, lo sfido . Diminuiamo del 10 per cento tutti gli stipendi di chi è nelle istituzioni”.

(stefano mirabelli)

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CPT: dibattito a sinistra

(regioni.it) Anche la questione dei CPT per gli immigrati è entrata nel dibatattito al Consiglio nazionale Ds. Sono "disumani e inadeguati", vanno quindi ripensati, ma l'unico rimedio al problema non e' certo la loro "eliminazione". Cosi' Piero Fassino, segretario dei Ds, in un "dialogo a distanza" con i Presidenti delle 14 regioni governate dal centrosinistra che, invece, ne hanno sollecitato l'abolizione. “Strutture come i Cpt appaiono a noi, come ai presidenti delle Regioni italiane, oggi disumani e inadeguati. E' necessario e urgente ripensarne le strutture, la distribuzione e il funzionamento". "Ma non pensiamo - aggiunge Fassino – che l'unico rimedio sia la loro eliminazione, perché se si smantellano strutture di contrasto alla clandestinità, cresceranno nell'opinione pubblica paura e diffidenza non solo verso i clandestini, ma verso tutti gli immigrati". Per questo il leader dei Ds chiede che "si apra subito un confronto tra governo, Parlamento e conferenza Stato-Regioni su come affrontare il tema dell'immigrazione e con quali strumenti gestirli, individuando soluzioni capaci di assicurare civiltà e sicurezza. Proprio la decisione della Francia – conclude Fassino - di sospendere il sistema di libera circolazione di Schengen, ci auguriamo temporanea e presto revocata, ci dice quanto forte sia la tentazione di ripiegamenti e chiusure".

La risposta arriva da Claudio Martini, Presidente della Toscana. E’ chiaro che Fassino – afferma Martini in un’intervista al Corriere della Sera - pone “una visione generale” ed è “preoccupato dalla mancanza di un’alternativa. Su questo nessuno lo può criticare. Però noi Presidenti, che tutti i giorni viviamo questi problemi, e che ci vediamo catapultare addosso i guasti di quest’esperienza (dei Cpt, ndr.)  è naturale che siamo più critici e radicali nella proposta. Forse a questo punto la soluzione è lavorare assieme su un  terreno più avanzato(…) penserei ad investire in strutture diverse(…) Ribaltiamo la questione: imponiamoci sul terreno dell’accoglienza,. E lavoriamo per un’alternativa. Perché ripeto: così come sono i Cpt vanni chiusi”.

(red)

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Casini: meglio la Costituente

(regioni.it) Meglio la Costituente. Meglio Roma. C’è più senso di responsabilità…, e nemmeno questa vatrasferita. "Morale": meglio il centralismo. Il federalismo non c’è, ma è come se ci fosse, anzi peggio.

Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, riprende il tema del fine settimana dell’abbassamento del livello di moralità nelle amministrazioni pubbliche locali:  ''Assistiamo in Italia ad un gigantesco trasferimento di responsabilita': basta vedere quello che accade nelle Regioni, dove si registrano sprechi e si assiste alla moltiplicazione dei posti, per cui ci sono piu' incarichi che consiglieri. E la cosa sorprendente e' che nessun esponente dell'opposizione periferica protesta e la denuncia e' venuta da Roma''.

Il dito è puntato sugli sprechi, sul ''neo-consociativismo periferico'', sulla responsabilita' in politica. In un passo del suo intervento al seminario della Fondazione Magna Charta (''Una politica. Un partito''), il presidente della Camera lamenta il fatto che ''nessun esponente dell'opposizione a livello periferico ha denunciato gli sprechi. Chi lo ha fatto invece lo ha fatto da Roma''.

Inoltre Casini avverte: meglio parlare di proporzionale oggi ''Anche se non e' possibile un'intesa con l'opposizione, il centrodestra avrebbe fatto bene a modificare l'impianto della Costituzione senza dar vita a tanti conflitti''. In particolare, era ''piu' saggio pensare a un'assemblea costituente''. ''Non era piu' saggio - dice nel corso del suo intervento Casini - pensare ad un'assemblea costituente da eleggere proporzionalmente, che nella prossima legislatura avrebbe dovuto occuparsi delle questioni della riforma costituzionale, sulle quali c'e' il rischio, con una riforma leggerina (e lo dico per ovvie ragioni) di un maggior tasso di conflittualita'?''. Casini si augura inoltre che il tema delle riforme ''non  rientri tra le questioni in sospeso''. In particolare il  presidente della Camera si rivolge al centrodestra invitandolo a  non tener conto del fatto che l'opposizione, quando era al  governo, ha approvato la riforma del Titolo V a  maggioranza.

Inoltre ''Ha fatto bene Berlusconi a parlare di evasione fiscale, anche se sarebbe stato meglio farlo cinque anni fa'', afferma sempre Casini. Sul tema della riforma della giustizia ''abbiamo perso delle occasioni'','micro-provvedimenti' settoriali, ma poi sono rimasti irrisolti dei problemi con una gigantesca confusione di responsabilita'''.

''Il tema di un partito dei moderati e' un tema per l'oggi e non per il domani. Sarebbe quindi meglio farlo subito, altrimenti meglio non parlarne piu'''. Casini pensa ad un partito dei moderati ''di massa, popolare, riformatore, cattolico e liberale''. ''Penso - ha aggiunto - ad una piattaforma culturale che c'e'. Quello che manca e' l'iniziativa politica''. ''O parliamo di un partito nuovo oggi e subito - ha insistito - o altrimenti e' meglio non parlarne''.

Infine ''Se si deve fare una riflessione su una nuova legge elettorale proporzionale, allora e' meglio farlo oggi''.  Il presidente della Camera ricorda che ''in tutti i paesi del mondo si discute di legge elettorale un anno prima delle elezioni politiche. Se lo facessimo invece all' inizio della prossima legislatura - dice - dovremmo sciogliere le Camere un anno dopo il suo inizio''.

( Giuseppe Schifini )

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Marrazzo: ecco il vero bilancio del Lazio

(regioni.it) Marrazzo rende pubblico il vero deficit, lo “scoperto” o meglio il buco, della regione Lazio. Nel bilancio 2005 è pari a 425 milioni di euro di spese sanitarie certe e non coperte. Un buco che crea il rischio di un commissariamento, a marzo 2006, da parte del ministro della Sanita' Francesco Storace, ex presidente della stessa regione. La notizia e' stata data dal presidente Piero Marrazzo e dal'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare l'assestamento di bilancio 2005.

Il buco, hanno spiegato Marrazzo e Nieri, e' originato da 225 milioni di maggior fabbisogno certificato dalle Asl e da altri 200 milioni legati allo sforamento della spesa farmaceutica.    

''Andiamo la settimana prossima in Consiglio - ha detto Marrazzo - e purtroppo non presentiamo un disavanzo, ma anche un buco perche' non sono stati messi in preventivo questi 425 milioni di euro. E' il momento di non fare polemiche, portiamo prima di tutto a casa il bilancio e poi, da settembre, proveremo a trovare soluzioni anche di concerto con il Governo''.

''I 425 milioni non sono in bilancio e questa e' la notizia'', ha detto Marrazzo secondo cui, pero', le ulteriori spese non preventivate non comporteranno il rinvio della decisione di eliminare i ticket che, per altro, ''fruttano solo 50 milioni l'anno a fronte di un buco di 425 milioni. Non voglio diventare commissario con Storace, la cui giunta e' responsabile del dissesto. Porteremo il buco in Consiglio e ci assumeremo questa sfida, ma non e' giusto che i cittadini paghino gli errori''.

Nieri ha spiegato quanto accaduto. ''In questi anni - ha detto l'assessore - il Fondo sanitario nazionale e' salito da 81 a 88,2 miliardi di euro. Di tale incremento, 450 milioni sono andati al Lazio. Un amministratore responsabile avrebbe dovuto tener conto che ci volevano risorse per almeno 200 milioni per coprire la quota eccedente il 13%, a carico della Regione, di spesa farmaceutica oltre a fondi per il fabbisogno delle Asl stimate oggi in 225 milioni. Nel bilancio 2005 non c'e' traccia di questi stanziamenti. Nei primi mesi dell'anno la spesa farmaceutica ha continuato a correre, il concordamento dei bilanci delle Asl e' proceduto lentamente e solo oggi siamo in grado di definire un primo preventivo''.     

Bisogna anche prevedere dei Fondi statali ed economie di bilancio per ovviare alla vendita degli ospedali 'San Camillo' e 'San Giovanni' prevista dalla precedente Giunta per coprire il disavanzo di 859 milioni di euro relativo agli anni 2003 e 2004. E' questa la linea guida dell'assestamento di bilancio 2005 della Regione Lazio, presentato oggi.

In sostanza, per coprire il disavanzo 2003 di 433 milioni di euro, la giunta Storace aveva previsto di incassare 313 milioni dalla vendita del 'San Camillo' e di coprire la differenza con economie sul Bilancio 2004. La nuova maggioranza di centro sinistra, accantonata la vendita del complesso ospedaliero, conta di recuperare 238 milioni di euro utilizzando fondi statali a copertura di disavanzi 2001-2003, ed i restanti 195 milioni di euro con maggiori economie sul Bilancio 2004.Analogamente, per il 2004 la giunta Storace prevedeva di coprire il deficit di 426 milioni con la vendita del 'San Giovanni' e di parti del 'Santa Maria della Pieta'' per 150 milioni di euro e il restante con economie sul Bilancio 2005. La giunta Marrazzo prevede, invece, di ottenere fondi dallo Stato a copertura di maggiori oneri 2004 per una cifra oscillante fra i 200 e i 250 milioni, e di coprire la differenza con economie di bilancio, fra i 176 e i 226 milioni.

Inoltre, al disavanzo 2004 dichiarato, vanno aggiunti 100 milioni per gli Obiettivi di piano non rendicontati dalla vecchia giunta, 50 milioni relativi ai Policlinici e 260 milioni relativi allo sfondamento del tetto del 13% della spesa farmaceutica. Per complessivi 410 milioni di euro. Spesa farmaceutica che - ha detto l'assessore al Bilancio Luigi Nieri - ''sfiora i 1.450 milioni di euro e che fa del Lazio la regione con il maggior consumo di farmaci''.
"Nei prossimi cinque anni ripartiremo da turismo e cultura. In questo viaggio di buona amministrazione ho scelto come consulente per la comunicazione Maurizio Costanzo", ha dichiarato infine il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo che, ha precisato che "la consulenza sara' a titolo gratuito", auspicando che si possa "fare squadra insieme con il sindaco di Roma Walter Veltroni ed il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra".

 (gs)

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Liste d'attesa: Storace "sospende" confronto con Regioni

(regioni.it) “Non e' pensabile che quando si parla di collaborazione istituzionale la si pretenda dal governo ma non la si applichi per quelle che sono le proprie responsabilità”, a dichiararlo è il Ministro della salute Francesco Storace….E per questo, aggiunge il Ministro,: “non ci sarà confronto tra ministero della salute e Regioni sulle liste d'attesa finché non sarà fatto chiarimento sul ricorso della Provincia autonoma di Bolzano alla Corte Costituzionale”. “Il caso della Provincia di Bolzano e' davvero grave. Io non credo di poter discutere con le Regioni finché non c'è un chiarimento su questa questione. Se le Regioni fanno un accordo con il Governo, almeno di metodo, di istituire un tavolo tecnico, danno i nomi per cui si parla di liste d'attesa insieme, e' intollerabile che ci sia un'entità autonoma che va alla Corte Costituzionale, sventola una lettera, fa spendere i soldi ai cittadini perchè e' una causa e dice: adesso giudica se Storace non ha ecceduto nelle sue attribuzioni, sostenendo la curiosa tesi che lo Stato, che vede le liste d'attesa all'interno dei ''lea'', come prevede l'accordo del 20 marzo scorso, si deve fare i fatti suoi, non deve occuparsi di quello che succede''. Il ministro ha poi precisato che ''i dati non li ho chiesti alle Asl, perche' hanno un rapporto diretto con le Regioni, ma li ho chiesti alle Regioni e agli ospedali attraverso i Nas, che mi pare che abbiano ancora diritto di entrare negli ospedali''. Incontrando il ministro Storace ad Aviano, l'assessore regionale alla sanita' del Friuli-Venezia Giulia, Ezio Beltrame, Ds, aveva anche lui auspicato, a fronte dei rischi rappresentati dalla devolution sanitaria, ''una forte capacita' di coordinamento in campo allo Stato, seppur salvaguardando la necessaria autonomia delle Regioni''.

Ferma replica da parte del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano: ''Storace, in quanto esponente di  Alleanza Nazionale, intende soltanto condurre un gioco politico  di stampo centralista''

Dopo avere ricordato che Bolzano ha competenze primarie nel settore sanitario sulla base dello statuto d'autonomia,  Durnwalder ha ricordato che, comunque, ''i tempi d'attesa in  Alto Adige sono limitati e certamente inferiori a quelli più bassi in Italia e Storace avrebbe un bel daffare se intendesse  portare a livello di quelli altoatesini gli standard del resto del Paese, dove, in alcuni casi, vi sono situazioni di tipo medievale con i pazienti costretti a portarsi da casa lenzuola e stoviglie ed a farsi assistere dai parenti”. “Percio' - ha concluso - sarebbe meglio che Storace non si immischiasse nelle faccende altoatesine, lasciando che a decidere sia la Consulta”.

(sm)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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