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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 563 - lunedì 18 luglio 2005

Sommario
- Federalismo fiscale: Conferenza straordinaria regioni in Calabria
- Odg DS: rigore per Regioni e Enti locali
- CPT: dibattito a sinistra
- Casini: meglio la Costituente
- Marrazzo: ecco il vero bilancio del Lazio
- Liste d'attesa: Storace "sospende" confronto con Regioni

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Odg DS: rigore per Regioni e Enti locali

(regioni.it) Noi dobbiamo parlare al Paese, partendo dalle sue ansie, dalle sue domande, dalle sue speranze. E lo dovremo fare non solo prospettando ciò che vorremmo fare dal 2006, ma dimostrando – adesso, qui e ora – la nostra affidabilità in quelle 16 regioni su 20, in quelle 74 province su 108, in quei 5000 comuni su 8000, in cui già oggi abbiamo responsabilità di governo.

- lo ha affermato Piero Fassino nella sua Relazione  al Consiglio nazionale dei Ds il 15 Luglio. – “Una responsabilità – ha proseguito Fassino - che ci impone non solo innovazione di contenuti e coerenza di programma. Ci impone anche sobrietà di comportamenti e rigore morale, contrastando in modo fermo e esplicito manifestazioni di ministerialismo e di ostentazione di potere di cui talora si ha qualche segnale. Noi crediamo nella politica come servizio e come capacità di offrire ai cittadini soluzioni ai loro problemi. I nostri rappresentanti nelle istituzioni sono lì per questo. E a questa tensione civica e etica, d’altra parte, si ispira l’azione e la condotta dei nostri eletti. E, dunque, anche per tutelare la loro dedizione, il loro impegno e la loro credibilità, dobbiamo essere severi nel contrastare ogni comportamento che allontani i cittadini dalla politica e dalle istituzioni.

Il consiglio nazionale dei Ds ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che invita “i rappresentanti dei DS in tutte le istituzioni, nazionali, regionali e locali a proseguire ed intensificare l'impegno per una rigorosa pratica politica ed amministrativa, come uno dei terreni primari della nostra sfida alle destre”. “Il grande risultato ottenuto alle recenti elezioni regionale  - e' scritto nell' odg unitario - rappresenta un forte impulso al successo nelle elezioni politiche del 2006. Questo impone una nuova responsabilità non solo in termini di innovazione nei contenuti e di coerenza programmatica, ma anche in termini di  sobrietà nei comportamenti e di rigore morale. Quanto avvenuto in alcune esperienze del governo locale e regionale, anche rette dal centrosinistra, sul piano della moltiplicazione degli incarichi politici ed amministrativi, ha suscitato sconcerto e giustificate critiche nell' opinione pubblica”. “La competizione per il governo del paese sarà misurata - avverte l'odg - non solo sui programmi alternativi, ma anche su un'alternativa di rigore nella pratica politica''. Accennando ai ''costi impropri della politica'' il documento  afferma che ''non affrontare il nodo dei costi impropri della politica e di una rigorosa prassi istituzionale ed  amministrativa significherebbe lasciare il campo al rischio dell' emergere di una nuova ''questione morale''. “Tali tendenze degenerative - conclude l' odg - vanno combattute rafforzando il ruolo di indirizzo e di controllo delle assemblee elettive, contrastando fenomeni di esasperazione personalistica della politica e  la proliferazione di strutture funzionali ad essa, anche sottoponendo a verifica il quadro normativo e istituzionale che  attiene al funzionamento della politica stessa''.

Il presidente  della Regione Calabria Agazio Loiero (con interviste pubblicate da Il Giorno, Il Messaggero ed una lunga lettera a l’Unità) ricorda che “Le mie decisioni, quelle che  prendiamo con la giunta dove i Ds sono ben rappresentati”, e “sono esclusivamente indirizzate a produrre effetti positivi per far crescere la Calabria che non dovrà piu' essere l'ultima regione. Di negativo trovo la caparbietà del senatore Salvi nel trarre conclusioni affrettate e il suo ergersi a fustigatore di costumi partendo da affermazioni non vere”. “Ho definito meditatamente 'una comica' - ha proseguito - la presentazione di quel documento e lo ribadisco, sempre piu' convinto che tutto sia nato da un problema interno ai Ds già in vigilia elettorale (quando ci sono elezioni in vista, il malessere aumenta). Ho affermato che e' stata una comica per due motivi. Primo: perché è ingiusto un documento cosi' in quanto in Calabria, e un politico attento come Salvi dovrebbe essere più informato invece di dare ascolto soltanto ai boati interessati, siamo impegnati in una mastodontica opera di smantellamento radicale di un sistema malato che abbiamo ereditato. E' una comica, in secondo luogo, perché avviene a otto mesi dalle elezioni politiche, nella massima esposizione mediatica determinata dall'assemblea dei Ds e perche' propone assurde censure contro i propri presidenti utilizzando materiali e linguaggi dei giornali di destra, alimentando cosi' la propaganda contro l'Unione''.

Dal documento Ds sulla questione morale nelle Regioni amministrate dal centrosinistra che denuncia gli sprechi è emersa solo ''solo la punta dell'iceberg''. In un'intervista al 'Messaggero' lo afferma il fondatore del Pds Achille Occhetto, sottolineando che ''se non si va a fondo del problema, se non si incide il bubbone alla radice, quel documento dei Ds rischia di essere necessario ma non sufficiente, rischia di diventare la  copertura 'da sinistra' di una pratica diffusa, da stroncare sul nascere''. Ricordando la sua denuncia in occasione delle Europee sulla  ''moltiplicazione di assessorati e commissioni alla regione  Calabria'', Occhetto avverte che ''i partiti sono ormai comitati  elettorali e buona parte del loro potere si regge sulla distribuzione dei posti pubblici''. Comitati d'affari, dunque, “peggio dei tempi di Craxi”, sostiene Occhetto che spiega di aver mandato a Romano Prodi una bozza di codice etico. “Faremo un convegno -dice- sul modello del codice etico di Zapatero. Penso che Prodi sia attento e interessato al problema”. E sul codice etico è d’accordo Sylos Labini che sul Corriere della Sera  che lo considera un modo per evitare di “predicare bene e razzolare male”.

“Mi pare – spiega Cesare Salvi in un’intervista a Il Giornale - che gli abusi siano tanti e non solo per scelte individuali, figli di un sistema politico che combina ed esalta le peggiori tendenze del maggioritario. la deriva è questa: si rischia di depotenziare le Assemblee elettive e ddi rafforzare solo gli esecutivi , in realtà bisognerebbe capovolgerla. Per questo io faccio un discorso sistemico, non mi interessa dare pagelle o certificati di condotta”

“Moltiplicare le commissioni dei consigli regionali e' un errore non solo in termini di uso delle  risorse ma anche di funzionamento delle macchina. Più' commissioni non danno piu' efficienza o capacità di intervenire nella società, ma  più lentezza e più burocrazia. E poi questa proliferazione e' un errore anche dal punto di vista simbolico, perche' il segnale che si  da' e' di chiusura interna”. A dichiararlo, in un'intervista  rilasciata a L'Unità”, e' il coordinatore della segreteria Ds ed ex Presidente della Toscana, Vannino Chiti. “Non penso sia demagogia - continua Chiti - dire che dovremo ridurre l'indennità dei parlamentari. Non risolverebbe di certo i conti dello Stato, ma darebbe ai cittadini un importante segnale di  vicinanza perché il rigore e i comportamenti virtuosi non possono essere chiesti soltanto ai rappresentanti”.

Se per Del Turco (intervista a Il Messaggero) siamo di fronte a falsi moralismi che non servono a nessuno, Marrazzo invita Mussi, Napolitano e Salvi a “prendere un caffè”, per “tranqulizzarli  e far vedere che il “Lazio che gli hanno descritto non c’è. Ce n’è un altro”.

Completamente d’accordo con il Segretrario Ds, il Presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, che in un’intervista al Messaggero parla di “esplosione privatistica” e sostiene la necessità di” tagliare (intervista a La Repubblica) gli emolumenti degli amministratori e controllare il loro operato, negando altrimenti i contributi pubblici”. Per Maria Rita Lorenzetti, “l’Umbria il buon esempio lo sta dando da tempo. Si può sempre fare meglio, d’accordo, ma noi siamo a disposizione per essere monitorati controllati dalla Ragioneria dello Stato, controllati da enti terzi, da chiunque voglia. Sobrietà e rigore sono nel nostro costume”.

Bertinotti propone per chi ricopre cariche politiche un tetto alle retribuzioni, avendo come riferimento lo stipendio di un dipendente pubblico, e , sul filo della provocazione, incontra Clemente Mastella. Infatti, pur condannando il “neomoralismo d’accatto” (nato secondo le osservazioni del leader dell’Udeur, dando per scontata la vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni e avviando quindi una resa dei conti interna ai ds che avrebbe come obbiettivo la necessità di appannare l’immagine dei Presidenti di Regione), Mastella propone: “Fassino vuole fare davvero qualcosa, lo sfido . Diminuiamo del 10 per cento tutti gli stipendi di chi è nelle istituzioni”.

(stefano mirabelli)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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