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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 564 - martedì 19 luglio 2005

Sommario3
- 20-21 Luglio: Conferenza Regioni su federalismo fiscale. Integrato Odg
- Quadro strategico nazionale 2007-2013: lavori in corso
- Farmaci: riflessioni su prezzo unico
- Cassese e il "problema Regioni"
- Economia: DPEF on line
- Colozzi: è ora di nuove regole per i contratti del pubblico impiego

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20-21 Luglio: Conferenza Regioni su federalismo fiscale. Integrato Odg

(regioni.it) L’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (cfr. regioni.it n.563) che si terrà mercoledì 20 luglio 2005 (inizio lavori ore 12.00) e giovedì 21 luglio (inizio lavori ore 9.00) a Villa San Giovanni (Hotel Altafiumara, Santa Trada di Cannitello), è stato integrato.

I presidenti delle Regioni dovranno infatti confrontarsi anche sul Documento di Programmazione Economico Finanziaria (2006-2009), anche in vista della programmata audizione parlamentare del 22 luglio prossimo alle ore 10.00.

Ma l’argomento centrale della Conferenza, il motivo per cui è stata convocata in sessione straordinaria, resta il federalismo fiscale. “Mettere il tema del federalismo finanziario nell'agenda politica del Paese: e' l'obiettivo indicato da Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, per l'incontro in programma il 20 e 21 luglio, a Villa San Giovanni (Reggio Calabria), fra i presidenti delle Regioni.

“Intendiamo aprire un confronto fra le Regioni - spiega Errani - per cercare una intesa sui modi e sui tempi necessari per garantire un sistema giusto ed efficace. Se faremo un passo avanti in questa direzione, come spero, daremo anche una risposta positiva alle forti esigenze di investimento e di sviluppo dei diversi territori e del Paese''.

(red)

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Quadro strategico nazionale 2007-2013: lavori in corso

(regioni.it) Il sito del Dipartimento politiche per lo sviluppo del Ministero dell’Economia ha pubblicato un dossier sul processo di definizione del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013.

Disponibili on line anche le relazioni svolte durante i seminari del 7 e dell'11 luglio sui temi dell'Istruzione e della Ricerca (cfr. Documentazione di riferimento e Seminari tematici )

La proposta di Regolamento generale sulla politica di coesione comunitaria per il periodo 2007-2013 prevede un approccio programmatico strategico e un raccordo organico della politica di coesione con le strategie nazionali degli Stati membri. A tal fine, l'Italia dovrà presentare all'Unione Europea un Quadro Strategico Nazionale (QSN) con l'obiettivo di indirizzare le risorse che la politica di coesione destinerà al nostro Paese, sia nelle aree del Mezzogiorno sia in quelle del Centro-Nord. Per la definizione del percorso di costruzione del QSN si sono concordate delle Linee guida, approvate dall'intesa Stato-Regioni-Enti locali del 3 febbraio 2005. Esse stabiliscono, fra l'altro, che la costruzione del QSN è l'occasione per consolidare e completare l'unificazione della programmazione delle politiche regionali comunitaria e nazionale e per realizzare un più forte raccordo di queste con le politiche nazionali ordinarie. Il percorso definito dalle Linee guida si articola in tre fasi: estrapolazione e visione strategica delle Regioni e del Centro; confronto strategico tra Centro e Regioni; stesura del QSN. In tutte le fasi – secondo quanto riportato sul sito del Dipartimento - è previsto un dialogo e un confronto con il partenariato economico–sociale e con le rappresentanze degli Enti locali. Il percorso complessivo prevede una forte attenzione alla diagnosi, alla valutazione e al confronto sui contenuti. Nella prima fase (che si concluderà entro l'estate 2005), ciascuna Regione e Provincia autonoma e il complesso delle Amministrazioni Centrali devono predisporre un proprio Documento strategico preliminare in modo da realizzare nelle fasi successive un confronto che possa entrare nel merito delle proposte. Nel caso Mezzogiorno, nella prima fase le Regioni sono impegnate a realizzare i propri Documenti Strategici preliminari (DSR) in modo coordinato e con il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero dell'Economia, al fine anche di elaborare, contestualmente, un documento comune denominato Linee per un nuovo Programma Mezzogiorno (DSM). All'interno di questo percorso – si legge ancora sul sito del Dipartimento - sono previsti alcuni seminari tematici di riflessione che coinvolgono tutti gli attori impegnati in specifici ambiti di policy, studiosi e operatori. La seconda fase (fino al dicembre 2005) è dedicata alla discussione e al confronto sulle opzioni strategiche. La terza (gennaio – marzo 2006) è dedicata alla predisposizione del QSN.

(red)

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Farmaci: riflessioni su prezzo unico

(regioni.it)  Il Decreto di maggio del Ministro Storace (cfr. anche regioni.it n.560) ha solo in parte raccolto l’invito che l’autorità Garante della Concorrenza e del mercato per la rimozione del prezzo unico nazionale per tutti i farmaci di fascia C  perché è limitato ai soli farmaci senza obbligo di prescrizione e a quelli per automedicazione. E’ questa l’opinione di Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno, ricercatori del Cerm che propongono un “allargamento dell’orizzonte”.

Proprio l’obbligo – scrivono Pammolli e Salerno – a remunerare ad un prezzo unico nazionale fattori di produzione ha generato sperequazioni. Secondo i ricercatori del Cerm “se inserita in un pacchetto completo di riforme liberalizzatici per l’esercizio della distribuzione, la rimozione del prezzo unico potrebbe essere estesa a tutti i farmaci di fascia C rivelandosi foriera di effetti positivi più sicuri e più ampi”.

(red)

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Cassese e il "problema Regioni"

(regioni.it) Dopo l’ordine del giorno dei Ds (cfr. regioni.it n. 563) arriva una dura requisitoria da parte di Sabino Cassese che sul Corriere della Sera affronta la “situazione difficile sul fronte delle Regioni”. E le difficoltà sarebbero cominciate “prima delle elezioni, aumentando it numero dei consiglieri regionali. Si continua ora – scrive Cassese - moltiplicando assessori, commissioni consiliari, posti di “capo dell'opposizione”, altre cariche, tutti dotati di indennità, segretari, uffici, telefoni, automobili con autisti. Intanto continua la conflittualità Stato-Regioni”.

Secondo Cassese “con l'elezione diretta dei presidenti regionali, i consigli sono stati privati del compito di scegliere 1'esecutivo” e così “classi politiche abituate a fare e disfare governi, e a esercitare per questa strada un forte peso sull'amministrazione, si sono trovate improvvisamente disoccupate. Non svolgono il compito di fare buone leggi o di tenere sotto controllo le giunte regionali - ciò che loro richiede it nuovo assetto. Pretendono compensi – poltrone, assistenti, auto – (…) e le Giunte, per tener buoni i Consigli, concedono posti e permettono spese”.

Ma l’analisi di Cassese non si ferma qui. “C’è da ultimo la conflittualità Stato-Regioni. Questa non è dovuta al “federalismo” varato nel 2001, come è stato detto da qualche critico interessato. Ma al fatto che il centro destra, in attesa di mantenere la promessa di un ancor più alto tasso di “federalismo” (quello voluto dalla Lega) non ha dato attuazione alle norme costituzionali del 2001, suscitando la giusta reazione delle Regioni”

Cassese si interroga sul ruolo delle Regioni “Si sono impadronite della sanità, messa alla mercè delle fazioni locali. Hanno accresciuto le partecipazioni, mentre quelle statali venivano smantellate. Concentrano poteri sul territorio, a danno degli enti locali e della competitività del Paese (perché con­tribuiscono a bloccare le grandi opere). Moltiplicano posti di sottogoverno, vuoti di funzioni. Aumentano a dismisura i processi delle decisioni pubbliche. Condizionano i più minuti provvedimenti, attraverso la Conferenza Stato-Regioni”.

La conclusione è improntata al pessimismo: “Dovevano contribuire a risolvere i problemi dello Stato. Sono, al contrario, divenute esse stesse un problema”.

(red)

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Economia: DPEF on line

(regioni.it) Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 15 luglio scorso, ha  approvato il Documento di programmazione economica e finanziaria, che introduce la manovra di finanza pubblica 2006-2009. Il DPEF è redatto in base alle regole del nuovo Patto di stabilità e crescita europeo ed indica alcune linee di intervento necessarie per dare impulso alla crescita economica del Paese. La notizia è riportata nella newsletter di Palazzo Chigi e sul sito del Governo è possibile consultare anche uno specifico dossier. Nel Documento, il Governo stima che l’attuale fase di ristagno non durerà a lungo e quindi per il  2006 e il 2007, in linea con la Commissione europea e in modo prudenziale, prevede una crescita intorno all’1,5%. Su  questa ipotesi, l’indebitamento passerà dal 4,3% del 2005 al 3,8% del 2006 e al 2,8% del 2007 rispetto al PIL, mentre il rapporto debito/PIL scenderà dal 108,2, rispettivamente al 107,4 e 105,2 per cento. Le specifiche azioni per dare impulso alla crescita economica dovranno essere basate sucinque classi d’interventi: potenziamento delle infrastrutture del Paese; liberalizzazioni nel mercato dei prodotti e soprattutto nei servizi; alleggerimento del carico tributario sul prodotto e sul costo del lavoro delle imprese; difesa del potere d’acquisto delle famiglie; proseguimento nell’aggiustamento strutturale del bilancio pubblico, tenendo in considerazione il ciclo economico e la qualità della finanza pubblica.

(red)

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Colozzi: è ora di nuove regole per i contratti del pubblico impiego

(regioni.it) Il Consiglio dei Ministri, che si è tenuto il 15 luglio, ha autorizzato il Ministro per la funzione pubblica ad esprimere il parere favorevole del Governo sull’atto di indirizzo relativo ad un incremento delle risorse economiche regionali per il finanziamento dei contratti collettivi nazionali di lavoro delle aree dirigenziali del Servizio sanitario nazionale.

Una grande soddisfazione" per il via libera al nuovo Atto di indirizzo per la Dirigenza Medica da parte del Consiglio dei Ministri è stata espressa dal Presidente del Comitato di Settore per la Sanità, Romano Colozzi, che nelle ultime ore era intervenuto presso la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell'Economia per ribadire l'urgenza di tale provvedimento.

“Il Governo ha accolto le nostre sollecitazioni  - spiega Colozzi - aggiungendo all'ordine del giorno questo documento fondamentale per la firma definitiva dell'accordo".

"Tuttavia - avverte Colozzi - il fatto che un contratto venga siglato 50 mesi dopo quella che avrebbe dovuto essere la sua entrata in vigore dimostra che c'è qualcosa di sbagliato in questo sistema. E' giunto il momento in cui Governo, Regioni e Sindacati si mettano attorno a un tavolo per studiare nuove modalità di contrattazione per il pubblico impiego.

Servono nuove regole affinché un contratto venga firmato il giorno prima della scadenza di quello precedente. Non 50 mesi dopo. Cambiare il sistema sarebbe un segno di buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e, allo stesso tempo, di rispetto verso i lavoratori e i cittadini".

(red)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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