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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 565 - venerdì 22 luglio 2005

Sommario3
- Rilancio federalismo fiscale: la proposta delle Regioni al Governo
- Accordo di Santa Trada: Errani e Lorenzetti
- Accordo di Santa Trada: Formigoni e Loiero
- Dpef: le 9 priorità delle Regioni
- Accordo di Santa Trada: Spacca, Iorio, Bassolino, De Filippo
- Il 28 Conferenza Regioni

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Rilancio federalismo fiscale: la proposta delle Regioni al Governo

(regioni.it) Ecco il “DOCUMENTO DELLE REGIONI SULL’ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 119 DELLA COSTITUZIONE” che è stato approvato dalla Conferenza straordinaria di Santa Trada di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) il 21 luglio 2005:
Al fine di realizzare compiutamente il federalismo fiscale previsto dal titolo V e segnatamente dall’art. 119 Cost. e di concludere così la lunga esperienza di finanza derivata ancora di fatto sperimentata dalle Regioni, le fonti di finanziamento previste ai commi 2 e 3 dell’art. 119 Cost. (cioè: tributi ed entrate proprie, compartecipazioni, perequazione) devono consentire alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni loro attribuite, come previsto dal comma 4 dell’art. 119 Cost., anche tenendo conto delle problematiche derivanti dalla ridotta dimensione territoriale. In particolare, tali fonti devono assicurare la copertura al 100% delle spese, come quella sanitaria, rientranti nella lettera m) del secondo comma dell’art. 117 Cost. Allo scopo, dovrà quindi individuarsi la composizione delle risorse rese disponibili dalle suddette tipologie di entrata.
E’ bene peraltro affermare che gli obiettivi, condivisibili, di controllo della spesa regionale, non devono essere incorporati nell’applicazione del art. 119 Cost., ma assegnati ad altri strumenti legislativi e di concertazione tra livelli di Governo.
Prima di esaminare le diverse fonti previste dal 119 Cost., si riafferma altresì la necessità di applicare il 119 Cost. nell’ambito di una complessiva valutazione della finanza pubblica territoriale. Occorre infatti consentire alle Regioni di svolgere pienamente quel ruolo di “armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del  sistema tributario” previsto nella legislazione concorrente dell’art. 117 Cost.
Innanzi tutto, le Regioni ribadiscono la necessità di una adeguata proporzione tra compartecipazioni a tributi erariali e tributi propri, tra i quali eventualmente anche tributi di scopo. Sia per le compartecipazioni, sia per i tributi propri, occorre selezionare un “paniere” di tributi con una base imponibile stabile e  distribuita in modo il più possibile uniforme sul territorio nazionale. Circa i tributi propri l’applicazione del 119 Cost. deve altresì assicurare un andamento dinamico del gettito rispetto al reddito nazionale. Occorre altresì incentivare l’esercizio virtuoso delle potestà tributarie dei vari livelli di governo.
Il funzionamento del fondo perequativo, attribuito dal 119 Cost. direttamente allo Stato, deve prevedere meccanismi tesi a garantire effettivamente i principi di solidarietà e coesione previsti dalla Costituzione. Tenuto conto che le disparità regionali sono ancora molto profonde, soprattutto tra Nord e Mezzogiorno, il fondo perequativo di cui al comma 3 dell’art. 119 Cost. dovrà ridurre in modo adeguato le differenze tra territori con diversa capacità fiscale per abitante. La perequazione dovrà quindi avvicinare alla media nazionale, in termini proporzionali, le dotazioni finanziarie pro – capite disponibili.
Circa il fondo per gli interventi speciali e risorse aggiuntive, previsto al comma 5, art. 119 Cost., le Regioni devono concorrere con lo Stato e definire l’entità e i criteri di riparto di tale fondo nazionale destinato a colmare le significative disparità strutturali, soprattutto tra Nord e Mezzogiorno, ancora presenti tra le Regioni. L’entità e i criteri di riparto dovranno altresì consentire di valorizzare le potenzialità dei territori oggi più svantaggiati.
Le Regioni affermano la necessità di una applicazione del 119 Cost. già a partire dal 2006. Per questo motivo chiedono di confrontarsi urgentemente con il Governo in sede di Conferenza Unificata, con riguardo all’Accordo sui meccanismi strutturali del federalismo fiscale previsto dalla legge finanziaria per l’anno 2003 (legge n.289/2002 art.3 comma 1 lettera a)). Qualunque proposta tecnica elaborata in assenza di tale accordo non può costituire alcuna utile base di confronto sul federalismo fiscale.
20/07/2005 Conferenza Regioni e Province autonome : Ordine del Giorno - 20, 21 luglio Riunione straordinaria, Villa san Giovanni
     Integrazione Ordine del Giorno - ...
     Doc. Approvato - DPEF: documento per audizione Regioni in Parlamento (22 lu...
     Doc. Approvato - Federalismo fiscale: il "Documento di Santa Trada" (21 lug...
     Documentazione - Dossier Pareri e Normativa...
     Documentazione - dossier di documentazione...

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Accordo di Santa Trada: Errani e Lorenzetti

(regioni.it) Il ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia, preso atto dell'accordo intervenuto fra le Regioni in materia di federalismo fiscale, ha detto che lo porterà ''quanto prima all'attenzione del governo, in maniera tale da porlo in tempi brevi all’ordine del giorno della Conferenza Unificata''.

''Un accordo utile ai cittadini'': cosi' il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, definisce - sulle pagine a lui dedicate nel sito internet regionale - l'accordo raggiunto dalle Regioni in Calabria sul federalismo fiscale. Errani precisa che ''le Regioni hanno subito chiesto al governo di procedere rapidamente a rendere effettiva questa intesa'' perche' ''una cosa deve essere chiara: questa intesa non serve tanto alle Amministrazioni in sé - sottolinea - quanto ai cittadini, alle famiglie, alle imprese che hanno il diritto di vedere riconosciuti i propri bisogni nella sanità, nei servizi, nelle infrastrutture, nel sostegno alla competitività ed allo sviluppo''. ''Dopo un lungo lavoro - ricorda - le Regioni italiane hanno trovato un'intesa sui meccanismi che devono regolare il federalismo fiscale, a partire dall'articolo 119 della Costituzione e dal decreto legislativo 56/2000, che sono i due riferimenti legislativi fondamentali. Cosa significa? Significa - spiega - che molti soldi dello Stato possono ora essere sbloccati e che il governo stesso e' messo di fronte, con ancora piu' forza, alle proprie responsabilità: insistere su un centralismo che si e' dimostrato inefficace e sprecone o puntare su un federalismo solidale e cooperativo che dia il giusto spazio, anche finanziario, alle Autonomie ed alle Regioni. Per questo il passo che i presidenti di Regione italiani abbiamo fatto a Villa San Giovanni il 21 luglio e' importante, in qualche modo 'storico'. Per la prima volta la solidarietà fra Nord e Mezzogiorno diventa concretamente un modo di governare l'Italia''. E per Errani questa ''e' una possibilita' da non perdere''

Secondo la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti l'accordo sul federalismo fiscale ''Ha un grande significato politico'', l'accordo raggiunto ieri a Villa San Giovanni dai presidenti delle Regioni italiane. ''In un momento caratterizzato da un clima politico negativo nei confronti delle Regioni e del sistema delle autonomie locali, indicate come le 'pecore nere' della spesa pubblica - ha spiegato la Lorenzetti - abbiamo dato una risposta di grande serieta' e rigore. Le Regioni hanno dimostrato uno straordinario senso istituzionale approvando un documento che pone limiti reali ad un indiscriminata crescita della spesa pubblica, ed al tempo stesso pone tutte le regioni nelle condizioni di poter autonomamente organizzare la propria vita istituzionale''. ''Sono altrettanto soddisfatta - ha aggiunto la presidente - perché tra i criteri principali che devono governare la definizione delle risorse per ogni singola Regione resta, tra gli altri, quello della dimensione territoriale. Le regioni piccole, infatti, per quanto possano essere efficienti, hanno costi di gestione di alcuni servizi e di funzionamento proporzionalmente superiori a quelli di una Regione grande''. Per la Lorenzetti e' assolutamente importante che il documento delle regioni ponga in maniera inequivocabile alcune condizioni che devono essere rispettate per garantire un effettivo 'federalismo fiscale' e fra queste, la certezza delle entrate, il collegamento che deve esserci tra bilanci e dinamiche di crescita, il rapporto tra spesa e capacita' fiscale di ogni realta' territoriale, tenendo comunque conto anche delle diversita' che esistono tra la regioni, e il costante controllo della spesa sanitaria. ''Questo - ha affermato Lorenzetti - e' il federalismo in cui crediamo. Quello solidale e cooperativo che consente a tutte le Regioni di essere protagoniste autonome della propria crescita e di quella del Paese. Nel nostro piccolo - ha ricordato la presidente - abbiamo potuto dimostrare che e' possibile governare avendo e mantenendo i conti in ordine, ed al tempo stesso dare sempre ai cittadini servizi efficienti e qualificati. Tutto cio' e' stato certificato da organismi di controllo dello Stato e dal qualificate societa' internazionali che hanno riconosciuto alla Regione ''rating'' positivi. Questo pero' non significa che non si deve proseguire una azione politica tesa a migliorare e qualificare ancora di piu' l'assetto regionale della pubblica amministrazione, anche per cio' che attiene ai suoi costi''. ''Questo cammino - ha concluso Lorenzetti - lo abbiamo gia' intrapreso, avviando confronti con il sistema regionale delle autonomie locali e con tutti i soggetti che, sottoscrivendo il Patto per lo sviluppo, hanno condiviso questa scelta''.

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Accordo di Santa Trada: Formigoni e Loiero

(regioni.it) Ammonta a 120 mln di euro l'arretrato che spetta alla Regione Lombardia e che, dopo l'accordo raggiunto tra le Regioni sul federalismo fiscale, entrera' nelle casse regionali nel giro di tre anni. Il presidente lombardo Roberto Formigoni, sostiene che ora si possa andare ''verso una maggiore proporzionalita'. Le regioni che producono di piu' hanno diritto ad avere di piu'. Ora si premia la virtù e si disincentiva il vizio. Da sola la Lombardia ora paga più del 55% del fondo di solidarietà nazionale''. Alla Conferenza delle Regioni di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) ''e' stata accettata l'impostazione della Regione Lombardia che chiedeva da anni di superare il concetto cosiddetto della spesa storica e quindi di andare a una ripartizione delle risorse sulla base degli effettivi bisogni e dell'effettiva produttivita'''. Lo ha affermato, a Milano, Roberto Formigoni. ''Quindi le regioni d'Italia, coordinate in queste materie da Regione Lombardia - ha sottolineato il presidente lombardo - hanno raggiunto un accordo unanime sul tema anche del decreto legislativo 56/2000, quello che dovrebbe incominciare a introdurre il federalismo fiscale. Sottoporremo questa base unanime di accordo al Governo nelle prossime sedi di confronto - ha aggiunto Formigoni visibilmente soddisfatto - confidando che accetti la nostra impostazione e che si possa cominciare quel federalismo fiscale autentico nel segno dell'autonomia e dello sviluppo per tutto il Paese che qui dalla Lombardia abbiamo sempre sostenuto''. Il 'governatore', che ha parlato di ''accordo storico'', ha concluso spiegando che sono stati ottenuti 8 miliardi di euro di risorse regionali.

Sulla linea del Presidente, l’assessore Romano Colozzi che ha partecipato in rappresntnaza della Lombardia alla due-giorni calabrese “Esco da questa riunione non abbastanza soddisfatto, ma soddisfattissimo"."Per la prima volta nel Paese - ha detto - non si da' per acquisito che chi ha avuto di più avrà sempre di più per legge e chi ha avuto di meno, perché fa le cose con minori costi, deve accontentarsi". La Lombardia, come altre Regioni del Nord, da tempo sosteneva l'introduzione di criteri per responsabilizzare le amministrazioni locali in tema di spesa. "E' una data storica - ha aggiunto Colozzi – perché si e' dimostrata maturita' politica e culturale per due motivi: da un lato ci sono istituzioni che cedono denaro che avevano in cassa e dall'altro si riconosce il principio dell'abbattimento della spesa storica". In base all'accordo la Lombardia, infatti, porta a casa circa 230 milioni di euro, rispetto ai 900 previsti con la ripartizione del Dlgs 56. "Siamo convinti - ha concluso Colossi - che si sono poste le basi per una amministrazione piu' efficiente delle risorse".

''L'accordo di Santa Trada e' una pietra miliare nella storia del fiscalismo in Italia. Era inseguito da anni. E qui in Calabria e' stato fatto un piccolo miracolo. Sono stati sbloccati i fondi da ripartire con la legge 56 del 2000, ma, soprattutto, e' stato dimostrato che la via del federalismo solidale e' percorribile nell'interesse di tutte le Regioni''. E' molto soddisfatto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ''le conclusioni indicano il modo in cui si dovra' applicare l'articolo 119 della Costituzione e rafforzano l'idea di Regione''. Loiero, oltre che per gli aspetti economici, si e' detto soddisfatto per il fatto che ''si e' tornato a parlare di Mezzogiorno, delle sue esigenze di crescita che non sono in contrasto con le parole solidarieta' e federalismo''. Quindi - ha aggiunto: ''Abbiamo riportato il Mezzogiorno nell'agenda politica del Paese. E io ritengo che sia questo il successo politico piu' importante di questa conferenza. Debbo dare atto ai rappresentanti delle Regioni che hanno mostrato grande sensibilita' e disponibilita'. Partendo dalla constatazione delle profonde disparita' tra il Nord e il Mezzogiorno, essi hanno solennemente affermato il principio che il fondo perequativo previsto dall'articolo 19 della Costituzione dovra' essere utilizzato per ridurre tali differenze che pregiudicano lo sviluppo dell'intero Paese''. Secondo Loiero, l'accordo di Santa Trada e' un momento di svolta importante e storico. ''C'e' stato uno sforzo di tutte le regioni per arrivare a soluzioni condivise. La Calabria ha portato fortuna''. Concetto che hanno trovato una ulteriore eco nelle parole di Paolo Naccarato, sottosegretario alla Presidenza delle Giunta regionale della Calabria. ''La perseveranza, le arti diplomatiche e l'abilita' del Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero – ha detto Naccarato -  hanno fatto conseguire ieri, al vertice di Santa Trada, un indubbio successo alla nostra Regione su due piani: il federalismo fiscale trova una sua prima concreta applicazione proprio grazie alla ferma volonta' dei Presidenti delle Regioni di eliminare ogni alibi nell'applicazione del famoso decreto 56; la Calabria consegue un risultato indiscutibilmente positivo e per alcuni versi inaspettato, che coniuga positivamente il solidarismo con l'immancabile spinta verso una maggiore efficienza in un settore chiave come quello della sanità''.

(red)

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Dpef: le 9 priorità delle Regioni

(regioni.it) Sono 9 le priorità per il Dpef che le Regioni (rappresentate da Giovanni Battista Pittaluga, Assessore della Liguria e coordinatore vicario della Commissione Affari finanziari per la Conferenza delle Regioni) hanno rappresentato nel corso dell’audizione del 22 luglio davanti alle commissioni bilancio riunite di Camera e Senato.

Dopo aver ricordato che Regioni ed Enti locali, il 13 luglio 2005 – in un confronto con il Governo - hanno consegnato un documento comune ed un ordine del giorno della Conferenza delle Regioni riguardante specifiche problematiche delle Regioni a Statuto Speciale, le Regioni hanno consegnato al Parlamento un Documento frutto di un confronto approfondito avvenuto nella seconda giornata della Conferenza Straordinaria che si è tenuta a Villa San Giovanni (Santa Trada) il il 20 e 21 luglio.

“Le Regioni e le Province Autonome - si legge nel documento consegnato al parlamento - prendono atto delle difficoltà finanziarie emerse e condividono la necessità di portare il Paese sul percorso di rilancio proposto e con una finanza pubblica in equilibrio. Esse ritengono, anche in questo contesto difficile, di poter continuare a svolgere un ruolo attivo e propositivo, con l’assunzione di responsabilità e iniziative per il rilancio economico e la virtuosità della finanza pubblica. Affinché tale ruolo possa essere svolto in pieno occorre che tutti i livelli di governo territoriale possano trovare un luogo di approfondito e fattivo confronto sulle problematiche proprie e condivise, sulla base del principio di leale collaborazione che deve essere alla base dei rapporti istituzionali come previsti dal riformato titolo V della Costituzione. In tal senso le Regioni e le Province Autonome rilevano criticamente come ciò, sino ad oggi, non sia avvenuto e chiedono con forza che al più presto si possa recuperare tale “lacuna istituzionale” nella prospettiva dell’impostazione della prossima legge finanziaria per l’anno 2006.

Le 9 priorita indicate riguardano:

1)  L’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione (cfr articolo precedente e il documento approvato a Santa Trada, Villa San Giovanni il 21 luglio)

Occorre dare avvio ad una progressiva attuazione dell’art. 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale. “Il procrastinare la realizzazione di un compiuto federalismo fiscale determina nei fatti incertezza in termini di risorse e incapacità di definire politiche di sviluppo a medio e lungo termine”.

“Si chiede –prosegue il documento - che siano individuate quanto prima le linee di un sistema di federalismo fiscale che assicuri ai Governi locali autonomia di entrata e di spesa all’interno di un sistema tributario centrale e locale in grado di garantire una equa e sufficiente ripartizione delle risorse necessarie. Nella determinazione dei principi fondamentali della finanza locale lo Stato deve rendere possibile alle Regioni la facoltà di istituire tributi di scopo regionali e locali il cui gettito sia destinato a finanziare gli investimenti infrastrutturali nel territorio sul quale il tributo viene prelevato ovvero prevedere la possibilità di tariffazione.

2) La riformulazione di un nuovo Patto di Stabilità Interno

“Le amministrazioni decentrate oltre ad un Patto di Stabilità nel quale devono essere computate le spese di investimento, si trovano di fronte all’impossibilità di finanziare con debito i trasferimenti a privati (art. legge 350/2003), perdendo spesso l’opportunità di utilizzare  cofinanziamenti europei o nazionali”.

Le Regioni propongono di “escludere dal tetto di spesa gli investimenti, o in via subordinata, alcune componenti di esse privilegiando quelli più coerenti con le finalità proposte dall’agenda di Lisbona”; e di “responsabilizzare il sistema territoriale con forme di co-definizione degli strumenti di correzione del tendenziale diversificate tra i livelli istituzionali di governo; di escludere dal patto di stabilità la contabilizzazione dei fondi connessi ai programmi UE; di introdurre criteri di flessibilità che tengano conto delle spese sostenute per far fronte ad eventi straordinari e non ricorrenti;e di rivedere il sistema sanzionatorio, anche introducendo sistemi premianti a favore degli enti più virtuosi.

3) Lo sblocco “delle leve dell’autonomia finanziaria delle Regioni e degli Enti locali”. “Occorre prevedere un ripristino urgente del gettito perduto e della capacità di manovra delle leve finanziare territoriali, tra cui in primo luogo si ricorda la necessità di prorogare il fondo di garanzia per assicurare le risorse spettanti alle Regioni per i livelli essenziali dell’assistenza sanitaria e pervenire a soluzione del processo di decentramento amministrativo ex legge 59/1997 e il congruo finanziamento delle funzioni da esso attribuite.

4) La previsione di indirizzi programmatici per la piena collaborazione di tutti i livelli di governo volta all’attività di contrasto all’evasione fiscale e finalizzate all’emersione di attività “sommerse”. Ciò consentirebbe di recuperare le basi imponibili dei grandi tributi compartecipati e rendere efficace  il controllo di tutti i tributi erariali in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. La legislazione vigente già prevede la partecipazione delle Regioni alle procedure di accertamento ed ha istituito le Commissioni Paritetiche che tuttavia attualmente non hanno effettiva operatività. Si richiede di dar seguito pratico alla normativa strutturando tali Commissioni Paritetiche ed organizzandone l’attività. Il collegamento con il territorio è indispensabile per un miglior recupero di basi imponibili ed anche per l’impostazione di studi di settore “regionalizzati”. Si segnala, inoltre, che nel 2006 è in scadenza la proroga dei contratti dei concessionari della riscossione. Al riguardo le Regioni sono favorevoli al progetto di istituzione di una S.p.A. per la riscossione e chiedono che venga già prevista la partecipazione delle Regioni e degli Enti locali. Vi è la necessità, nella logica della razionalizzazione delle spese per la riscossione dei tributi e del recupero di efficienza del sistema della riscossione, di impostare un rafforzamento delle procedure di riscossione attraverso l’istituzione di una Società a totale partecipazione pubblica, mediante l’attribuzione di un ruolo rilevante della partecipazione delle Regioni e degli Enti Locali.

5) L’individuazione di “un diverso meccanismo di contenimento della spesa per il personale che non uniformi ed appiattisca tutti gli Enti sul dato economico complessivo ma tenga conto delle peculiarità di ciascun Ente.  E' necessario, in via generale, correlare le possibilità di assunzione alla capacità di bilancio dell'Ente,ai servizi erogati ed a parametri di efficienza ed efficacia riferiti a ciascun comparto. E’ altresì opportuno che si rafforzino i meccanismi della contrattazione collettiva pubblica, consentendo alle singole realtà territoriali maggiori margini di autonomia negoziali non predeterminati in  termini centralistici.

6) l’attivazione di un “tavolo di monitoraggio” della spesa pubblica composto dai diversi livelli istituzionali, per aumentare il grado di trasparenza della spesa nella Pubblica Amministrazione, facendo in modo, in coerenza con il nuovo titolo V della Costituzione, di avere uno strumento condiviso per la verifica costante e puntuale delle spese degli Enti. Ciò è tanto più necessario constatando la pratica a cui ha fatto spesso ricorso l’amministrazione centrale di finanziare numerosi micro-interventi sul territorio riducendo le risorse in settori oggi strategici quali l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Attraverso lo strumento condiviso di monitoraggio della spesa gli Enti potranno meglio individuare settori di intervento da finanziare con i risparmi possibili che il medesimo sistema potrà far emergere.

7)la necessità di “individuare modelli di semplificazione che vedano paritariamente impegnati Stato e Regioni su un percorso a fasi, prioritariamente nelle Regioni pronte alla sperimentazione. La semplificazione, in particolare, deve essere intesa come un insieme di azioni nei diversi settori dai provvedimenti legislativi ai procedimenti amministrativi.

8) Un progetto di rilancio delle politiche di welfare territoriale non può prescindere da una forte attenzione alla salute ed alla famiglia, in quanto elemento fondante della comunità, che ne mantiene e garantisce i legami di appartenenza, di identità, di stabilità e di solidarietà.

Tra gli obiettivi concreti possibili di tali politiche, si possono ricomprendere i seguenti: determinazione dei Livelli Essenziali di Assistenza Sociale (LIVEAS), adeguamento, almeno ai livelli 2004, del finanziamento del Fondo Nazionale per le Politiche sociali; istituzione di un Fondo per la non autosufficienza (in discussione alla Camera); forme di sostegno al reddito a favore dei cittadini in condizione di disagio economico, visto anche il mancato avvio del Reddito di ultima istanza, a  co-finanziamento Stato-Regioni-Enti Locali; approvazione delle modifiche all'attuale ordinamento tributario (al momento in discussione alla Camera), individuando come nuovo elemento di riferimento il quoziente familiare.

Per quanto riguarda la Sanità si ribadisce l’esigenza di pervenire alla soluzione del pieno finanziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). E’ indispensabile attivare il tavolo di confronto con il Governo sulla questioni economico – finanziarie rimaste sospese per l’anno 2004, in particolare sulla sottostima dei LEA e sugli oneri contrattuali per circa 4,5 miliardi di euro. Inoltre  essendo insostenibile il tetto di crescita del 2% annuo è necessario rivedere tale limite nella logica della tenuta del sistema complessivo e, nello specifico, in relazione alla questione dei rinnovi contrattuali.

9 )Politiche del Mezzogiorno e dello sviluppo: l’allocazione delle risorse deve tener conto non solo dei differenti livelli di partenza delle singole realtà, ed anche delle potenzialità di ciascuna di essa in termini di maggior occupazione, reddito e valore aggiunto e del contributo al benessere collettivo e nazionale. Le Regioni attribuiscono funzione strategica ai Fondi per le Aree sottoutilizzate come strumento per garantire la perequazione tra tutti i territori e per favorire lo sviluppo tecnologico di infrastrutture nel Mezzogiorno i cui esiti abbiano ricaduta sulle Regioni del Sud anche in tema di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico e qualificazione del capitale umano.

A tal proposito, vista la previsione nelle linee guida al DPEF 2006 – 2009 di un tasso di sviluppo previsto per il mezzogiorno inferiore alla media nazionale ed europea si evidenzia la necessità che il Governo si impegni a garantire con fondi ordinari per tali aree una crescita superiore alla media nazionale ed europea nel rapporto tra spesa in conto capitale e PIL. Ciò è tanto più necessario alla luce della difficile trattativa che il Governo sta sostenendo al livello europeo per mantenere inalterati i fondi di coesione e competitività.

La differente dotazione infrastrutturale territoriale è anche conseguenza delle diverse caratteristiche economiche e produttive delle Regioni. E, quindi, deve essere orientato non solo a restringere un gap strutturale che guarda al lato dell’offerta di dotazioni senza tenere conto della domanda: tipologia e volume di affari, lavoro e PIL dei territori. L’analisi della spesa del capitale pubblica e della sua relativa intensità va fatta in relazione alla potenzialità di un’area, ovvero alla sua capacità di raggiungere determinati livelli di sviluppo. Sono questi i parametri nuovi che soli possono garantire la produttività del capitale pubblico investito.

Per le questioni di specifico interesse delle Regioni a statuto speciale e Province autonome, infine, si segnalano inoltre che tutti gli obiettivi di carattere finanziario con riferimento sia ai livelli di spesa che agli aumenti tendenziali devono essere contenuti esclusivamente nel patto di stabilità concordato fra il Governo e la singola regione a statuto speciale e provincia autonoma.

(sm)

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Accordo di Santa Trada: Spacca, Iorio, Bassolino, De Filippo

(regioni.it) ''Un accordo basato su un principio che abbiamo sempre sostenuto, quello del federalismo solidale, che sacrifica in parte le Marche ed altre Regioni per promuovere lo sviluppo delle regioni del Sud e permettere un loro allineamento a livello nazionale''. E' il commento del presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, sull'accordo raggiunto dai Presidenti delle Regioni sul federalismo fiscale, che prevede un progressivo incremento per il periodo 2003-2005 delle entrate fiscali regionali pari ad una media nazionale dell'1,5%. Le Marche sono fra le regioni che subiranno una diminuzione delle entrate fiscali. ''Dovremo sacrificare lo 0,8% delle nostre entrate -ha detto Spacca- ma sarà un atto per l'allineamento dello sviluppo del Sud d'Italia''

Il presidente del Molise e vice presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, Michele Iorio, si e' detto ''soddisfatto'' del ''clima di condivisione'' instauratosi nel corso della riunione straordinaria della Conferenza, tenuta per discutere di federalismo fiscale. L'incontro, tenutosi a Reggio Calabria, si e' svolto, ha spiegato Iorio, in un ''clima che prelude ad un accordo unanime anche per quel che riguarda la ripartizione dei fondi sanitari''. Iorio si e' poi anche detto certo che ''il Parlamento e il Governo nazionale terranno nella giusta considerazione la posizione unanime delle Regioni, tanto da tramutare i principi espressi nella conferenza di Reggio Calabria in elementi sostanziali su cui costruire un sano e giusto federalismo fiscale e rilanciare il ruolo delle Regioni”

L'accordo sottoscritto a Villa S. Giovanni tra le Regioni per cambiare gli effetti negativi del decreto 56 del 2000 e' molto positivo. Si giunge cosìad un risultato importante, frutto anche della battaglia che abbiamo condotto in questi anni per modificare un provvedimento ingiusto''. Lo dice il presidente della Regione Camapania, Antonio Bassolino. L'accordo, secondo il Presidente della Campania “è un significativo punto d'equilibrio che consente, da un lato, di andare avanti nel processo del federalismo fiscale; dall'altro fa in modo che la giusta competizione tra le Regioni avvenga nell'ambito di un vincolo di solidarietà assicurato dal Fondo perequativo che garantisce le Regioni piu' ricche e quelle piu' svantaggiate''. ''Da questa intesa - analizza Bassolino - consegue che la Campania vede finalmente riconosciuto il recupero di importanti risorse finanziarie alle quali aveva diritto, che, per i perversi effetti del decreto 56, avrebbe irrimediabilmente perduto. Si tratta di oltre 53 milioni di euro per il solo biennio 2002-2003. Per il successivo biennio, 2004-2005, recupereremo ulteriori e ancor piu' consistenti risorse, sulla base di calcoli in corso di definizione''.

“Da un punto di vista generale, ma soprattutto istituzionale e politico, L’assessore Luisa Coppola della regione Veneto rileva che, con la riunione di Villa San Giovanni, Santa Trada, si è' imboccato una strada positiva ''per uscire dal sistema delle spesa storica e arrivare invece a una piena autonomia fiscale delle Regioni''. I punti piu' rilevanti del documento della Conferenza dei Presidenti delle Regioni riguardano: la previsione del federalismo fiscale (chiudendo con la lunga stagione della finanza derivata), la costruzione di un sistema che tenga insieme la perequazione tra realta' regionali con piu' capacita' fiscale e altre regioni con capacita' piu' bassa, l'affermazione nei confronti del Governo e del Parlamento della necessita' di un'applicazione dell'articolo 119 della Costituzione (che prevede il federalismo fiscale con le fonti di finanziamento previste ai commi 2 e 3, cioe' tributi ed entrate proprie, compartecipazione, perequazione) gia' a partire dal 2006. ''E' stato - conclude Coppola - un atto di straordinaria importanza che conferma ancora una volta un fatto: non puo' esistere nessun federalismo e nessuna vera azione di decentramento - da sempre auspicati dalla Regione Veneto - se prima non si attua un compiuto federalismo fiscale''

Per il il presidente della regione Basilicata, Vito De Filippo “'La soluzione raggiunta dalla Conferenza dei presidenti in materia di federalismo fiscale consentirà alla Basilicata di mantenere intatti i trasferimenti statali, scongiurando quindi il pericolo dei tagli che erano stati paventati con la prima ipotesi di applicazione del decreto 56''. Lo ha detto, a conclusione della seduta straordinaria della Conferenza dei presidenti delle Regioni italiane, a Villa San Giovanni. ''Si tratta di un risultato molto importante ed estremamente positivo - ha affermato De Filippo - che afferma pienamente i principi di responsabilità e di solidarietà fra i territori su un tema essenziale come quello della ripartizione delle risorse finanziarie. Con l'accordo si e' avviato un federalismo giusto e adeguato alle esigenze di sviluppo delle Regioni ed e' inoltre passata un'impostazione che non mette in difficolta' il Mezzogiorno, consentendo al tempo stesso di rafforzarne i processi di autogoverno in una visione maggiormente equilibrata''.

(red)

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Il 28 Conferenza Regioni

(regioni.it) E' convocata la Conferenza Regioni e Province autonome per giovedì 28/07/2005  (ore 10.00 - Via Parigi, 11 – Roma) anche in relazione alle riunioni delle Conferenze Unificata e Stato-Regioni programmate per il pomeriggio:

28/07/2005 Conferenza Unificata : Ordine del Giorno -
28/07/2005 Conferenza Stato-Regioni : Ordine del Giorno -
Tra gli altri argomenti che saranno affrontati:

5) COMMISSIONI AMBIENTE E AFFARI ISTITUZIONALI – Regione Calabria e Regione Siciliana

Problematiche relative alla definizione dei criteri per l’applicazione della legge n. 308/04 - Richiesta del Presidente della Regione Lazio (art. 4, comma 3 Regolamento della Conferenza);– Esaminato dalla Commissione ambiente il 13 luglio 2005 e dalla Commissione affari istituzionali il 20 luglio 2005;

6)  COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI E GENERALI – Regione Siciliana

6a)Iniziative da assumere in merito al disegno di legge recante “Modifica alla parte seconda della Costituzione”, approvato in prima deliberazione dal Parlamento. –Esaminato dalla Commissione il 20 luglio 2005.

6b)Iniziative da assumere per l’attuazione dell’articolo 2 del D.P.R. 258/2004 recante Regolamento per le funzioni dell’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione.

       Informativa del Presidente Errani; Esaminato dalla Commissione il 20 luglio 2005.

7) COMMISSIONE AFFARI COMUNITARI E INTERNAZIONALI – Valutazione e proposte in merito al Programma di sostegno alla cooperazione regionale - Richiesta del Presidente della Regione Piemonte (art. 4, comma 3 Regolamento della Conferenza) – Non esaminato dalla Commissione il 19 luglio 2005 per mancanza del numero legale;

8) COMMISSIONE INFRASTRUTTURE, MOBILITA’ E GOVERNO DEL

      TERRITORIO – Regione Campania

8a) Copertura integrale dell’IVA sui contratti di servizio in materia di trasporto pubblico – Esaminato dalla Commissione il 7 luglio 2005;

8b) Espressione dell’intesa sulla ripartizione delle risorse assegnate dallo Stato per il rinnovo del contratto collettivo degli autoferrotramvieri – Esaminato dalla Commissione il 7 luglio 2005;

8c) Trattamento economico-previdenziale di malattia per i lavoratori addetti ai servizi pubblici di trasporto - Criteri di applicazione dell’articolo 1, comma 148 della legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria 2005) – Esaminato dalla Commissione il 7 luglio 2005;

8d) Limiti di impegno per la realizzazione di investimenti nel settore del trasporto pubblico locale - Articolo 13, comma 2 legge n. 166 del 2002 - Indebitamento delle Regioni per investimenti da realizzarsi ad opera di soggetti privati - Articolo 3, commi 16, 17, 18, 21-bis e 21-ter della legge n. 350 del 2003 (legge finanziaria 2004) – Esaminato dalla Commissione il 21 luglio 2005;

8e) Schema di decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, concernente la proposta di riparto delle risorse da destinare alle Regioni per l’esercizio della delega di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 422/97 (Servizi ferroviari di interesse regionale locale non in concessione a F.S. S.p.A.) – Esaminato dalla Commissione il 30 giugno 2005;

8f) Adeguamento delle risorse trasferite dallo Stato alle Regioni per i servizi di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 422/97 (servizi ferroviari di interesse regionale e locale in concessione a F.S. S.p.A.) così come definito dal tavolo tecnico istituzionale sul pendolarismo ferroviario – Esaminato dalla Commissione il 30 giugno 2005;

8g) Proposta adozione ordine del giorno della Conferenza in merito all’A.S. 3523 (conversione in legge del decreto legge 115/2005 recante “Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della Pubblica Amministrazione”) per la parte relativa alle infrastrutture portuali. Esaminato dalla Commissione il 21 luglio 2005.

9 ) COMMISSIONE SALUTE – Regione Toscana

9a) Problematiche economico finanziarie relative all’anno 2004 – Esaminato dalla Commissione il 20 luglio 2005;

9b) Valutazioni sull’impatto della sentenza della Corte Costituzionale n. 270/2005, relativa agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) – Esaminato dalla Commissione il 20 luglio 2005;

9c) Proroga del protocollo d’intesa di collaborazione tra la Croce Rossa Italiana (CRI) e la Conferenza delle regioni e delle Province autonome per i ricoveri effettuati dalla struttura della CRI operante a Baghdad. - Esaminato dalla Commissione il 23 giugno 2005.

10) COMMISSIONE ISTRUZIONE, LAVORO, RICERCA E INNOVAZIONE – Provincia autonoma di Trento su delega Regione Lazio

     Valutazione del testo unificato d’iniziativa parlamentare recante “Istituzione dell’attestato di competenza e delega al Governo per la disciplina delle professioni non regolamentate”, all’esame della Commissione X della Camera dei deputati.

     All’esame della Commissione il 27 luglio 2005

11) Varie ed eventuali.

 (red)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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