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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 568 - mercoledì 27 luglio 2005

Sommario
- Errani e Tesini su riforme
- Dpef: Errani risponde a Vegas
- Consulta su tributi rifiuti
- Dpef: Corte dei Conti
- Domani Conferenza Regioni
- Conferenza Stato–Regioni integrata

+T -T
Consulta su tributi rifiuti

Consulta su tributo discarica conferma legge regionale Emilia-Romagna per tariffe gestione rifiuti e acque.

La Corte costituzionale si e' espressa su due articoli della legge regionale 7/2004 con diverse disposizioni ambientali, dando ragione al ricorso del Governo sul tributo per il deposito in discarica dei rifiuti (articolo 44, comma 3) e confermando invece la legge dell' Emilia-Romagna per la tariffa relativa al servizio idrico integrato e alla gestione dei rifiuti (articolo 47).

Con la sentenza 335/2005 del 14 luglio scorso, depositata oggi in cancelleria, la Consulta ha quindi dichiarato la ''illegittimita' costituzionale'' del comma 3 dell'articolo 44 e ''inammissibile'' invece la questione di legittimita' costituzionale sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, che aveva presentato ricorso per entrambi i punti.

Per la Consulta, ''la questione proposta con il primo motivo di ricorso e' fondata. L'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n.549 - speiga la sentenza - ha istituito il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi (comma 24), con devoluzione dello stesso alle regioni (comma 27) ed ha stabilito che l'ammontare dell'imposta e' fissato, entro determinati limiti, con legge della Regione entro il 31 luglio di ogni anno per l'anno successivo (comma 29)''. Questo tributo, in base alla giurisprudenza costituzionale, ''e' da considerarsi statale e non proprio della Regione, senza che rilevi, in contrario, la devoluzione del relativo gettito alle regioni'', comme avviene per altro per l'Irap o il bollo auto, ''con la conseguenza che, salvi i casi previsti dalla legge statale, si deve tuttora ritenere preclusa la potesta' delle Regioni di legiferare sui tributi esistenti e regolati da leggi statali''. 

Con il secondo motivo di censura, secondo il Governo  ''l'individuazione dei criteri per la determinazione della tariffa in materia di acque costituisce per sua natura sia un livello essenziale di prestazione che deve essere garantito su tutto il territorio nazionale, sia un principio fondamentale in materia di governo del territorio, con la conseguenza che la disposizione impugnata, che attribuisce alla Giunta regionale la definizione dei criteri per la determinazione della tariffa, viola l'articolo 117'' della Costituzione. Ma secondo la Corte

costituzionale ''la questione e' inammissibile per l'assenza di qualsiasi motivazione in ordine ai parametri costituzionali, peraltro di dubbia pertinenza, meramente invocati dal ricorrente''. (red)

 

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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