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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 576 - lunedì 5 settembre 2005

Sommario3
- Turismo: riforma Enit
- Piani prevenzione OK
- Disavanzo statale agosto
- Inquinamento acustico
- Ce': Lega apre al dialogo
- Basilicata: priorità infrastrutture

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Turismo: riforma Enit

Proposte di revisione della riforma dell'Enit, che saranno vagliate dalla Conferenza delle Regioni. In sostanza la nuova gestione dell'Ente Nazionale per il Turismo vedrebbe il presidente dell'Enit nominato dal Governo d'intesa con le Regioni. A quest'ultime spettera' l'indicazione del 50% (escluso lo stesso presidente) dei componenti del Cda dell'ente, destinato a trasformarsi in agenzia. Stiamo parlando di un'intesa raggiunta tra il Coordinamento degli assessori regionali al Turismo e il ministro delle Attivita' produttive, Claudio Scajola.

I termini del possibile accordo sulla riforma dell'Ente nazionale italiano per il turismo sono stati riferiti dall' assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Enrico Paolini, coordinatore degli assessori regionali per la Conferenza delle Regioni.

Accordo di base anche sul decreto che istituisce il Comitato nazionale italiano per il turismo: nelle scorse settimane le Regioni avevano lamentato scarsa rappresentativita' nell'organismo. Il ministro Scajola - ha riferito Paolini - ha accolto le osservazioni e le proposte delle Regioni. Il Governo approvera' un nuovo decreto, riformulato essenzialmente in quattro punti.

Innanzitutto, ci sara' una presenza paritetica di ministri ì (sei) e di rappresentanti indicati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome (cinque piu' il coordinatore degli assessori regionali al Turismo o un suo delegato). Al presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni spetteranno, tra l'altro, le funzioni di vice presidente vicario.

Nel nuovo testo e', inoltre, prevista la presenza nel Comitato dei presidenti dell'Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) e dell'Unione delle Province italiane (Upi).

Infine, i fondi per le iniziative di promozione turistica all'estero andranno unificati nel futuro portale nazionale del turismo. Per far ciò devono viaggiare insieme sia il progetto del ministro Stanca, sia il portale telematico interregionale che le stesse Regioni stanno realizzando che il Portale europeo per le destinazioni turistiche.

Il vice presidente della Regione Abruzzo ha annunciato che, il prossimo 28 settembre, Pescara ospitera' un “evento” della Conferenza delle Regioni sul Turismo.

''Al di la' degli schieramenti politici - ha affermato Paolini - il ministro Scajola ha dimostrato intelligenza politica e grande disponibilita'. Ha dovuto, in pratica, annullare il decreto da lui firmato e riscriverlo con modifiche sostanziali. Lo ha fatto perche' ha capito che il turismo italiano e' strategico e, solo collaborando e riconoscendo alle Regioni un ruolo di primo piano, il settore ha un futuro. Le Regioni - ha aggiunto - hanno compiuto un piccolo miracolo dimostrando di saper governare''.

Paolini ha sottolineato anche l'approvazione del riparto dei fondi della legge 135/2001 sul finanziamento dei sistemi turistici locali, che assegnera' 25 milioni di euro alle Regioni, dei quali poco meno di un milione andra' all'Abruzzo.

(red)

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Piani prevenzione OK

Ripresa dei lavori, dopo la pausa estiva, in regola con la prevenzione per le Regioni. Sul numero del settimanale Panorama della Sanità in distribuzione questi giorni (n.32/2005), un ampio servizio fa il punto sul Piano Nazionale di prevenzione attiva (sul quale insiste un finanziamento finalizzato di 440 milioni di euro all’anno per tre anni) e traccia la mappa completa  dei programmi elaborati da ciascuna Regione.

Anche chi non ce l’ha fatta per il 30 giugno 2005, termine fissato per la stesura dei Piani di Prevenzione regionali dalla Conferenze Stato Regioni, nel corso dell’estate ha lavorato presentandosi a settembre sostanzialmente in regola.

Tutte le Regioni hanno così presentato al Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute (Ccm), diretto da Donato Greco, il proprio piano di prevenzione, arricchendo a volte le prime stesure con progetti più articolati, che spesso si caratterizzano non solo per la loro adesione alle linee guida dettate dal Ccm (Rischio cardiovascolare, Screening oncologici, Diabete e Vaccinazioni), ma anche per alcuni elementi di innovatività.

«Una volta tanto» osserva Donato Greco a Panorama della Sanità «abbiamo la concreta speranza che i finanziamenti stanziati, in quanto finalizzati e non trasferibili ad altre voci di bilancio, vengano utilizzati per il loro scopo. Oltretutto» aggiunge il Responsabile del Ccm «Il Piano di Prevenzione Attiva si connota di obiettivi dimensionati, misurabili e di estrema concretezza».

«Credo che ci sia una grande attenzione da parte del Ministero della salute su questi temi» ha convenuto dal canto suo Domenico Lagravinese, Presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità Pubblica «e sono altrettanto convinto che il Ministro stesso sia fortemente convinto di continuare ad investire in questo settore».

Il Piano Nazionale di prevenzione attiva (sul quale insiste un finanziamento finalizzato di 440 milioni di euro all'anno per tre anni) traccia la mappa completa dei programmi elaborati da ciascuna Regione.

''Una volta tanto - ha osservato Donato Greco - abbiamo la concreta speranza che i finanziamenti stanziati, in quanto finalizzati e non trasferibili ad altre voci di bilancio, vengano utilizzati per il loro scopo. Oltretutto - aggiunge il Responsabile del Ccm - il Piano di Prevenzione Attiva si connota di obiettivi dimensionati, misurabili e di estrema concretezza''.

''Credo che ci sia una grande attenzione da parte del Ministero della salute su questi temi'' ha convenuto dal canto suo Domenico Lagravinese, Presidente della Societa' Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanita' Pubblica ''e sono altrettanto convinto che il Ministro stesso sia fortemente convinto di continuare ad investire in questo settore''.

Fra le proposte che arrivano dei piani, solo per citarne alcune, il Friuli Venezia Giulia chiedera' la collaborazione non solo dei medici di famiglia ma anche dei farmacisti per calcolare il rischio di malattie del cuore.   

Per prevenire l'abuso dell' alcol invece la provincia di Bolzano mettera' in campo una serie di iniziative gia' a fine anno. Particolare attenzione viene riservata dalle salute femminile nel programma delle Marche: contro i tumori si cerchera' di potenziare i controlli sulla popolazione femminile con l'obiettivo di ridurre dell'80% l'incidenza del tumore cervicale e del 30% la mortalita' per il cancro al seno.

Nel Lazio da segnalare una iniziativa per la prevenzione, cura e monitoraggio del diabete, in particolare al centro di Tor Vergata  di Roma  che si occupa della prevenzione del piede diabetico.

Un capitolo a parte sugli incidenti stradali e domestici viene dedicato all'interno del Piano della Regione Abruzzo.

(red)

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Disavanzo statale agosto

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica che nel mese di agosto 2005 si e' registrato un disavanzo del settore statale di circa 8.900 milioni di euro, contro il disavanzo di 5.084 milioni dell’aagosto dello scorso anno.

Nei primi otto mesi del 2005 il fabbisogno e' stato complessivamente pari a circa 48.900 milioni, mentre nell'analogo periodo del 2004 si era avuto un disavanzo di 45.451 milioni.

Il dato sul fabbisogno dei primi 8 mesi dell'anno risulta ''compatibile'' con gli obiettivi

indicati dal Dpef.

''La differenza tra il fabbisogno di agosto 2005 e quello di agosto 2004 - spiegano dal Tesoro - e' attribuibile dal lato delle spese alla concentrazione di scadenze di interessi sui titoli del debito pubblico e a maggiori pagamenti in vari comparti della pubblica amministrazione, anche per ragioni di calendario. Sul fronte delle entrate, si osserva una perdita dell'Iva trimestrale in relazione alla modifica normativa introdotta con l'ultima Legge finanziaria e una sostanziale

tenuta del gettito fiscale nel suo complesso. Il dato del fabbisogno dei primi otto mesi dell'anno risulta compatibile con l'obiettivo indicato nel Dpef 2006-2009, pari a 65.187 milioni di euro, importo che si raffronta con il dato di consuntivo del 2004 pari a 50.119 milioni''.

(red)

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Inquinamento acustico

Inquinamento acustico e ’impegno in materia di tutela dall' inquinamento acustico regione per regione. Differenze, leggi e proposte di legge.

In Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, oltre che in Abruzzo e in Molise, un testo di legge ancora non c'e', anche se la giunta di Vendola ne ha approvato uno e la giunta Loiero con quella di Bassolino ce l'hanno all'ordine del giorno. La Sardegna ha recepito la legge quadro con un disegno di legge ora all' esame della Commissione Ambiente del Consiglio regionale che dovra' esaminarla e poi proporla all'Assemblea per la trasformazione in legge. Il disegno di legge fissa, comunque, limiti inferiori a quelli previsti dalla legge quadro nazionale.

Il Friuli ha da poco approvato in giunta la bozza di una legge, ma e' da tempo che le regioni del nord si sono adeguate alla legge quadro nazionale, la 447 del 26 ottobre del '95, con l'eccezione di Bolzano che e' da ben trent'anni che possiede una normativa del genere.

L' Umbria invece si e' dotata della legge regionale numero otto il 6 giugno del 2002. Nel 2004 e' stato anche approvato il relativo regolamento di attuazione. Stabilisce le competenze della Giunta regionale, di Province, Comuni e Arpa. Nella normativa si definiscono tra l'altro le aree di interesse naturale e paesaggistico da tutelare. E' previsto inoltre un piano per la bonifica delle strutture fuori norma e che i nuovi insediamenti industriali e residenziali presentino la documentazione sull'impatto acustico.

LOMBARDIA: ha dal 10 agosto 2001 una legge regionale (n.13) sull'inquinamento acustico. Stabilisce criteri e termini per le  azioni di prevenzione, come la classificazione acustica del  territorio comunale, la previsione d'impatto acustico da produrre per l'avvio di nuove attivita' o per l'inserimento nel territorio di infrastrutture di trasporto. Stabilisce inoltre le azioni di risanamento attraverso piani di soggetti pubblici e privati. Prevede contributi ai Comuni per la classificazione acustica del territorio e finanziamenti per le attivita' di risanamento di Comuni e Province. 

PIEMONTE: c' e' una legge regionale dall' ottobre 2000. Ogni comune e' tenuto a redigere un piano di risanamento acustico. Il territorio deve essere diviso in zone, corrispondenti a cinque classi (da residenziale fino a industriale): a ciascuna e' assegnato un livello massimo di inquinamento ammissibile.
VAL D'AOSTA: la legge e' in fase di definizione; il testo e' gia' stato approntato, ha ricevuto un parere positivo in via 'ufficiosa' dall' ufficio legale dell' amministrazione regionale e ora attende la valutazione degli assessorati all' Ambiente e alle Finanze. Se non ci saranno intoppi, la legge verra' presentata alla Giunta regionale alla fine di settembre. 

VENETO: la legge n.21 del maggio del '99 prevede che i Comuni adottino piani di classificazione acustica e piani di risanamento acustico con il supporto dell'Arpav. La normativa ha dato il via anche al piano triennale regionale per la bonifica dell'inquinamento acustico. La legge inoltre indica la gestione delle emissioni sonore di attivita' temporanee fornendo gli orari di utilizzo dei macchinari rumorosi nei cantieri edili, quelli per l'impiego di macchine da giardinaggio, delle attivita' sportive motoristiche.

TRENTO E BOLZANO - La Provincia autonoma di Trento si e' dotata di una legge gia' nel 1991. La materia e' stata successivamente ridisciplinata con una legge del 1998. Bolzano da ben trent'anni possiede una normativa.

 LIGURIA: ha recepito la legge quadro nazionale nel 1998. La legge regionale n.12 prevede la ''zonizzazione acustica'' ossia la suddivisione del territorio in zone caratterizzate da limiti massimi diurni e notturni di livelli sonori determinati dalla legge. La regione ha provveduto tra le prime in Italia a  formare l' elenco dei tecnici competenti in acustica ambientale, che viene costantemente aggiornato.

EMILIA ROMAGNA: la legge esiste dal 4 aprile del 2001. La legge impone ai Comuni di organizzare il proprio territorio in sei classi, con limiti diversi per le emissioni sonore, verificandone la coerenza con gli strumenti urbanistici. E stabilisce che che le imprese adeguino alle norme le proprie emissioni sonore. Secondo la legge, i progetti per i nuovi impianti potenzialmente rumorosi devono essere corredati dalla valutazione dell'impatto acustico. Alla Regione spetta di adeguare le infrastrutture di trasporto di interesse regionale e

locale. E' introdotta la figura del tecnico competente per le misurazioni, la zonizzazione e i piani di risanamento acustico.

TOSCANA: e' stata una delle prime, con la Liguria, ad avere una sua legge. E' datata 1998 ed il 70% del territorio regionale ha gia' approvato i piani di classificazione acustica per adeguarsi alla legge. La Regione sta finanziando interventi di risanamento acustico insieme alle Ferrovie dello Stato e alla societa' Autostrade per l' Italia.   

ABRUZZO: non vi e' una specifica legge regionale, anche se sono stati fatti accordi, per esempio, con le Ferrovie. I Verdi in consiglio regionale hanno annunciato loro iniziative per questa legislatura.

LAZIO: la legge regionale e' stata approvata nel 2001. 

BASILICATA: esiste una legge sull' inquinamento acustico dal 1986  - la numero 23 - denominata ''Norme per la tutela contro l' inquinamento atmosferico ed acustico'' che e' stata modificata e integrata, solo in alcuni articoli non rilevanti, nel 1994 prima e nel 2004 poi.

(red)

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Ce': Lega apre al dialogo

La Lega pronta al dialogo con Formigoni sul caso dell’assessore Ce’, “sospeso” da assessore alla sanità dal presidente lombardo dopo alcune dichiarazioni giudicate non consone al suo ruolo in Giunta. ''Affronteremo la questione con spirito di riconciliazione'', ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni.

Occorre utilizzare il dialogo e prossimamente ci sarà un incontro tra Bossi e Formigoni. Lo annuncia il leader della Lega, Umberto Bossi che ha inoltre sostenuto che in questo momento ''e' inutile forzare la situazione''.

''Verra' il momento - ha spiegato ai giornalisti Bossi - di affrontare la questione facendo le cose piano, e' inutile forzare altrimenti diventa piu' difficile''. A Bossi e' stato dunque chiesto: e' un invito al dialogo? ''Si''', ha risposto il leader della Lega, che ha annunciato un vertice nei prossimi giorni con Formigoni.

''Ce' ha il suo caratteraccio, e gli altri pure gli vanno dietro - ha argomentato Bossi -, pero' non e' il momento di forzare le cose ne' da una parte ne' dall'altra''. Anche perche', ha osservato il leader della Lega, ''lo sanno tutti'' che Formigoni e' stato eletto anche con i voti del Carroccio.

(red)

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Basilicata: priorità infrastrutture

Basilicata e la priorità infrastrutture. Si pensa soprattutto alle osservazioni contenute nel recente rapporto Svimez circa la mancanza di infrastrutture al Sud. A riguardoil presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo e l' assessore alle Infrastrutture, Francesco Mollica, sostengono che ''Dall' analisi della Svimez viene indirettamente rafforzata l' intuizione di una Basilicata che per uscire da una condizione di marginalita' deve affermare pienamente la propria funzione di 'regione cerniera' del Sud, capace di connettersi alle grandi direttrici della mobilita' interregionale ed europea''.

''In questo senso - hanno detto gli amministratori - il governo regionale e' impegnato a mettere in campo le strategie necessarie per realizzare le grandi opere viarie gia' programmate (Lauria-Potenza-Candela; Salerno-Potenza-Bari), ed ogni altra iniziativa utile per potenziare le direttrici che possono sostenere l' ipotesi di un molo lucano nel porto di Taranto, che tra l' altro sarebbe molto utile per aiutare l' export delle nostre produzioni''.

   ''Il potenziamento della rete viaria e ferroviaria regionale, l' interporto di Tito Scalo e l' adeguamento della superficie aeroportuale di Pisticci - concludono De Filippo e Mollica - completano il quadro delle infrastrutture che la Basilicata deve assolutamente realizzare nei prossimi anni per poter assolvere al ruolo strategico di crocevia in un Sud che si apre al Mediterraneo e intende fino in fondo valorizzare il proprio rapporto con l' Europa''.
(red)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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