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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 578 - mercoledì 7 settembre 2005

Sommario
- Scuola: per Silvia Costa decreto confuso...da revisionare
- Haider e Galan: dall'Europa di Bruxelles a quella delle Regioni
- Regole europee per gli aeroporti regionali
- Spi-Cgil: welfare a rischio. Errani: governo unitario della Repubblica
- Lazio: Cassino Provincia ?
- Conferma rating per la Toscana

+T -T
Regole europee per gli aeroporti regionali

(regioni.it) Da Bruxelles le regole per gli aiuti di stato degli aeroporti regionali alle compagnie pronte ad aprire nuove rotte: norme che garantiscano la parità di trattamento tra aeroporti pubblici e aeroporti privati ed evitano che le compagnie che beneficiano degli aiuti siano eccessivamente favorite rispetto alle altre compagnie. I nuovi orientamenti saranno applicati a partire dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

"La Commissione europea desidera incentivare lo sviluppo degli aeroporti regionali e la mobilità dei cittadini. Le nuove regole - ha dichiarato il vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti, Jacques Barrot - offrono agli aeroporti regionali la certezza giuridica necessaria per il loro sviluppo e per quanto riguarda i rapporti con le compagnie aeree e i poteri pubblici".

Se un aeroporto, al di là del puro interesse commerciale, decide di concedere finanziamenti pubblici ad una compagnia, questi saranno accolti se servono a condividere (entro il limite del 30-50%) i costi aggiuntivi connessi all'apertura della nuova rotta, ad esempio le spese di marketing o i costi di installazione sul sito degli aeroporti regionali interessati. La rotta per la quale vengono concessi aiuti dovrà, a termine, essere economicamente redditizia; per questo motivo gli aiuti devono ridursi gradualmente nel tempo e avere una durata massima di 3 anni (di 5 anni se si tratta di

regioni meno favorite e isolate). Gli aeroporti interessati in via prioritaria saranno quelli con un traffico interno inferiore a 5 milioni di passeggeri.

L'intensificarsi della concorrenza nel mercato aereo europeo, in particolare dopo la comparsa delle compagnie low-cost, ha spinto molti aeroporti ad attivarsi per convincere alcune compagnie ad aprire nuove rotte. Una simile evoluzione consente un'offerta di trasporti aerei più ampia e accessibile a tutti i cittadini europei, e contribuisce allo sviluppo economico regionale, favorendo allo stesso tempo la riduzione della congestione negli hub. La Commissione intende incentivare questa evoluzione, garantendo che venga riservato un trattamento paritario a tutti gli operatori aeroportuali e a tutte le compagnie aeree e che le risorse pubbliche siano

utilizzate correttamente.

I nuovi orientamenti - adottati dopo una vasta consultazione, in particolare con il settore interessato e gli Stati membri - istituiscono un quadro giuridico certo per gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree. Essi garantiranno una maggiore trasparenza e permetteranno di evitare discriminazioni negli accordi tra gli aeroporti regionali e le compagnie aeree per quanto riguarda gli aiuti destinati all'avvio delle attività. Gli orientamenti garantiscono infine la completa parità di trattamento tra aeroporti pubblici e aeroporti privati.

Bruxelles verificherà i casi di finanziamento pubblico - precisa la comunicazione Ue - adottando un approccio “caso per caso” cioè a seconda della dimensione dello scalo, del suo flusso di traffico e della condizione della Regione in cui si trova.

Le linee direttrici limitano comunque la portata degli aiuti ammissibili - che dovranno essere compresi tra il 30% e il 50% dei costi addizionali per lanciare nuove linee o migliorare l'infrastruttura - e la durata dell'aiuto concesso che non potrà superare i 5 anni.

Favoriti dal nuovo quadro normativo i piccoli scali delle Regioni Obiettivo 1 dei fondi strutturali con un traffico inferiore a 1 milione di passeggeri e delle Regioni ultraperiferiche che potranno beneficiare legalmente del massimo degli aiuti pubblici (il 50% dei costi per un periodo di 5 anni). In tutti gli altri casi gli aiuti possono raggiungere il 30% dei costi ed essere erogati per un periodo di 3 anni ma gli Stati membri dovrebbero comunque giustificare il loro regime di aiuti.

La Commissione Ue ribadisce peraltro che la rotta per la quale vengono concessi aiuti dovrà, a termine, essere economicamente redditizia. Per questo motivo gli aiuti devono ridursi gradualmente nel tempo e avere una durata massima di 3 - 5 anni (nel caso di regioni meno favorite e isolate).

Gli aeroporti interessati in via prioritaria saranno quelli con un traffico interno inferiore a 5 milioni di passeggeri. In Italia, per esempio, gli aeroporti di Napoli, Bologna, Catania, Venezia, Genova e Pisa, Trieste-Ronchi e gli aeroporti delle Regioni più sfavorite come quelli di Foggia-Gino Lisa, Lampedusa, Pantelleria e Trapani - Birgi, Reggio Calabria, Taranto-Grottaglie. La Commissione applicherà i nuovi orientamenti a partire dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

La commissione Trasporti dell'Europarlamento “non esiterà ad esprimere il proprio parere con un rapporto di iniziativa” sulla questione degli aeroporti  regionali e minori. Se ne è detto convinto il presidente Paolo Costa (Margherita), secondo il quale ''con l'adozione oggi delle sue linee guida sul finanziamento degli aeroporti minori e degli aiuti di Stato per le compagnie aeree in partenza da aeroporti regionali, l'esecutivo dimostra di aver preso atto dell'esplosione della domanda di trasporto aereo, letteralmente raddoppiata in 10 anni e destinata a crescere ancora più  velocemente nei prossimi anni''. “Questa - ha osservato - è in parte conseguenza della vera e propria democratizzazione del trasporto aereo che si manifesta  con nuove linee, nuove compagnie e l'attivazione, o la riattivazione, di aeroporti minori. La comunicazione della Commissione da' un duplice segnale pienamente condivisibile: da una parte, quello di voler continuare ad incoraggiare la concorrenza tra i modi di trasporto e all'interno stesso del trasporto aereo, e dall'altra, quello di voler stabilire regole trasparenti sugli aiuti di stato al fine di vigilare sulla non alterazione della concorrenza''.

(red/07.09.05)

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