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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 578 - mercoledì 7 settembre 2005

Sommario
- Scuola: per Silvia Costa decreto confuso...da revisionare
- Haider e Galan: dall'Europa di Bruxelles a quella delle Regioni
- Regole europee per gli aeroporti regionali
- Spi-Cgil: welfare a rischio. Errani: governo unitario della Repubblica
- Lazio: Cassino Provincia ?
- Conferma rating per la Toscana

+T -T
Scuola: per Silvia Costa decreto confuso...da revisionare

(regioni.it) Dopo le ottimistiche affermazioni del Ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti (cfr. regioni.it n.577) arriva da parte delle regioni un invito alla cautela:“Il voto alla scuola italiana lo daranno gli studenti e le famiglie. Per ora l'esito delle indagini internazionali (Indagine Pisa e indicatori europei di Lisbona) è fatto più di ombre che di luci''. Lo afferma l'assessore regionale del Lazio all'Istruzione, formazione e diritto allo studio e coordinatrice della IX Commissione Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Silvia Costa con riferimento ai dati diffusi dal ministro Moratti.

''E' peggiorato - prosegue Costa - il livello di  apprendimento, l'andamento dei successi scolastici registra una maggiore divaricazione ed e' sempre più dipendente dall'origine sociale, i tassi di scolarità sono inferiori alla media europea. Nel frattempo - dice ancora l'assessore - gli studenti e le famiglie non sanno ancora oggi quale scuola superiore li attenderà, a causa della grande confusione che ancora regna sui nuovi licei e istituti professionali. E' di questa preoccupazione che si sono fatti carico gli assessori regionali all'Istruzione e formazione professionale, indicando al ministro Moratti la necessità di una profonda revisione del decreto sulla Riforma del secondo ciclo, se si intende superare la richiesta del suo ritiro gia' espressa dalla Conferenza delle Regioni''.

Tra le richieste provenienti dagli assessori regionali alla scuola al ministro Moratti, la definizione dei curricula e della natura dei titoli in uscita dai percorsi delle scuole superiori e la loro spendibilità in relazione all'accesso all'università e alle professioni; la definizione di una norma transitoria di passaggio dall'attuale sistema al nuovo; l'individuazione di procedure e criteri, luoghi istituzionali e tempi definiti per assegnare le risorse finanziarie a copertura dell'intero sistema di istruzione e formazione professionale, l'attuazione in tempi certi della riforma del Titolo V della Costituzione, per definire le competenze e il trasferimento delle risorse professionali alle Regioni; l'individuazione delle quote di orario obbligatorio spettante alle Regioni e di quelle spettanti alle singole istituzioni scolastiche.

''Il confronto con i Ministeri dell'Istruzione e degli Affari regionali si e' avviato ieri - continua Costa - e andrà avanti con tavoli tecnici fino al 15 settembre, data in cui si terrà la Conferenza Unificata. Valuteremo in quella sede se ci sarà stata una reale assunzione di responsabilità e di consapevolezza istituzionale da parte del governo per poter esprimere un parere da parte delle Regioni. E' chiaro che in un quadro così incerto - conclude Costa - la maggioranza degli assessori regionali ritiene azzardata e impraticabile una sperimentazione al buio della riforma e ha chiesto al Miur di non procedere in tal senso''.

Nubi si addemdano all’orizzonte lungo un percorso che appare in salita. Infatti secondo Andrea Ferrazzi, Vicepresidente della Provincia di Venezia che nel corso degli incontri tecnici ha rappresentato l’UPI potrebbe infatti profilarsi il ricorso alla Corte Costituzionale, da parte delle Regioni d'Italia, nel caso che il ministero dell'Istruzione proceda con il decreto di riforma sulla scuola senza aver preventivamente raggiunto una intesa con le Regioni stesse e gli Enti locali. ''Emerge sempre più impellente – ha aggiunto Terrazzi - la ricerca di un punto d'incontro che consenta a tutti i soggetti istituzionali di sedere al tavolo della riforma. ''Il ministero dell'Istruzione - ha spiegato Ferrazzi - non può pensare di definire una riforma così importante senza tener conto del Titolo V della Costituzione e dell'inevitabile sovrapposizione di competenze tra Enti che si verrebbe a creare. Qui il rischio, serissimo, è che venga fatta passare una riforma a costo zero per lo Stato, che andrà a gravare ulteriormente sulle casse di Province e Comuni e, quel che e' peggio, sulle tasche dei cittadini. Noi non possiamo permetterlo, e arriveremo alla rottura del Tavolo nazionale

se entro il 15 settembre, quando vi sarà la prossima Conferenza unificata, non vi saranno stati segnali chiari''. Ma le perplessità non riguardano solo costi e criteri di finanziamento. Per le autonomie ''il testo - ha detto ancora Ferrazzi - non chiarisce nemmeno la riconoscibilità dei titoli dei nascenti licei economico e tecnologico: saranno professionalizzanti come gli attuali diplomi o semplici maturita'? E’ invece necessario dare certezze alle famiglie sugli sbocchi professionali deiloro figli''.

E non c’è nemmeno chiarezza sulla riconoscibilità del titolo di formazione professionale su tutto il territorio nazionale. ''La stessa trasformazione di tutto l'esistente - ha continuato Ferrazzi - è decisamente nebulosa. Non sta scritto da nessuna parte quali istituti diventeranno Licei e quali saranno inseriti nel sistema di Istruzione e Formazione professionale, né chi deciderà sulla loro trasformazione. Una situazione di caos che porterebbe a una incertezza impensabile. Vi è necessità di una norma transitoria che chiarisca questi aspetti senza alcun margine di dubbio''. Tra gli aspetti più controversi vi e' poi il capitolo relativo alla sicurezza delle scuole, sulla quale il Governo deroga da anni, e sul quale invece sono necessari finanziamenti cospicui. Inoltre, e' necessario chiarire quante ore di lezione alla settimana siano di competenza delle Regioni sulla scelta delle materie, e quante del sistema scolastico. ''Le Province - ha concluso Ferrazzi - chiedono infine il blocco di qualsiasi sperimentazione che anticipi i contenuti della riforma: si tratterebbe di una forzatura nei confronti della scuola rispetto all'entrata in vigore della legge, che e' tutta da verificare''.

Da Saint Vincent arriva invece un appunto da parte del Presidente delle Regione Valle D’Aosta Luciano Caveri, preoccupato per le ricadute del contratto scuola. ''La Regione autonoma Valle d'Aosta si trova nella situazione paradossale di dover subire la contrainte di un contratto nazionale del personale scolastico a fronte del pagamento delle spese''.

(sm/07.09.05)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Marco Tumiati
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