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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 579 - giovedì 8 settembre 2005

Sommario
- Ticket non rallentano spesa sanitaria
- BCE: rilievi per sconfinamento sanità
- Trieste: il punto sulla riforma dei fondi UE
- Buttiglione: invito per cinema
- Decentramento Puglia
- Finanziaria 2006: una task-force "valdostana-friulana"

+T -T
Decentramento Puglia

(regioni.it) Modello devoluzione in Puglia. ''Noi intendiamo fare del decentramento la bussola di tutta la nostra azione di governo, intendiamo farlo ad esempio trasformando la Regione dal punto di vista delle sue funzioni, della sua organizzazione interna, in un luogo strutturato per programmare e non per gestire''. Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Prc), commenta il nuovo modello organizzativo della Regione individuato e approvato ieri con apposito provvedimento dalla giunta.

Il provvedimento avvia di fatto in Puglia la trasformazione dell' ente: viene ridotta sensibilmente la struttura, vengono trasferite le funzioni dirigenziali a Bari, scompaiono alcuni uffici, diminuisce drasticamente il numero dei dirigenti (da 240 passano a 140), vengono riconosciute 300 'posizioni organizzative', figure intermedie cioe' tra quelle dei funzionari e quelle dei dirigenti e ci sara' anche un risparmio di circa dieci milioni di euro all' anno: cio' consentira' di dare il via, nel prossimo anno, a nuove assunzioni.

''Uno dei principali disegni di legge che saranno offerti al consiglio regionale sara' quello - ha annunciato Vendola - per la istituzione della conferenza delle autonomie locali. Decentreremo nel senso che perderemo poteri e trasferiremo risorse e uomini verso le Province e i Comuni, rinunceremo a tutti i commissariamenti straordinari che impegnano attualmente il presidente della Regione e spero - ha aggiunto il presidente della Regione Puglia - nella prossima primavera di poter svolgere una sessione speciale del consiglio regionale tutta dedicata al decentramento''.

 ''Oggi - aggiunge Vendola - la Regione e' il luogo che autorizza qualunque cosa, e' un luogo che si occupa della minutaglia, del dettaglio, della vita di tutti e diventa un luogo nemico ed inaccessibile. Si tratta invece di perdere queste competenze, di darle ai Comuni, alle Province, e di guadagnare dal punto di vista di una Regione che guarda ai cittadini e ai loro bisogni e alle grandi scelte di programmazione del territorio, dell' economia, della cultura''.

 In quest' ottica si inquadra, per Vendola, ''la questione morale'' che ''e' tutta dentro la grande barriera architettonica che rende inaccessibile, invisibile, oscura, la Regione: perche' la possibilita' di accedere alle informazioni e anche la possibilita' di controllare chi decide e' indispensabile. Noi dobbiamo rendere trasparenti quei luoghi e non ingombrarli di scelte che non devono piu' riguardare l' ente regionale''.

(red/08.09.05)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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