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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 587 - martedì 20 settembre 2005

Sommario3
- Errani: cordoglio Regioni per scomparsa Wiesenthal
- Contratto medici al vaglio del Comitato di settore delle regioni
- Ricavi da farmaci rimborsabili: studio Cerm
- Influenza aviaria: le informazioni dell'istituto superiore di sanità
- Il Ministro e l'incompatibilità ambientale...con le regioni
- Cipe su risorse idriche

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Errani: cordoglio Regioni per scomparsa Wiesenthal

(regioni.it) “Esprimo, anche a nome dei Presidenti delle Regioni italiane, il più vivo cordoglio per la scomparsa di Simon Wiesenthal”

Così si è espresso Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni, appresa la notizia della morte di Simon Wiesenthal.

“Rendiamo onore ad un uomo – ha continuato Errani – che è sopravissuto ai campi di sterminio e che si è impegnato strenuamente, nel corso della propria vita, a continuare la battaglia contro i crimini del nazismo, cercando e assicurando alla giustizia coloro i quali si sono macchiati di delitti contro l’umanità”

“Credo – ha concluso Errani – che l’impegno di Wiesenthal debba essere onorato con un forte impegno teso a far sì che si formi sempre più una coscienza collettiva basata sui valori della pace e della civile convivenza tra i popoli”.

(red/20.09.05)

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Contratto medici al vaglio del Comitato di settore delle regioni

(regioni.it) Il Comitato di Settore delle Regioni per il Comparto Sanità (convocato per mercoledì 21 settembre dal Presidente del Comitato Romano Colozzi vaglierà gli indirizzi per il 2° biennio del comparto e della dirigenza medica: il 2° biennio affronta un passaggio economico e non giuridico, quindi in discussione ci sarà la quantificazione delle risorse. Negli indirizzi viene indicata la percentuale di incremento applicata a tutta la pubblica amministrazione cioè il    5,01%. "Un incremento - spiega il Presidente del Comitato di Settore Romano Colozzi - negoziato nel maggio scorso da Governo e Organizzazioni Sindacali, ma senza la Regioni. Una parte di tale aumento, infatti, non avrebbe copertura e sarà certamente oggetto di verifica con il Governo nell'ambito della discussione sulla Legge Finanziaria 2006. Una volta chiarito questo passaggio,auspico una rapida negoziazione del 2° biennio, per poter finalmente ripartire in tempo con il  quadriennio successivo: quando un Contratto di lavoro si chiude a quattro anni dalla sua scadenza non è un risultato positivo per nessuno, ne per gli operatori e nemmeno per il datore di lavoro che si vede fortemente condizionato nella possibilità di ottenere significativi cambiamenti".

Infine il Comitato ha all'ordine del giorno l'approvazione dell'Accordo nazionale dei Pediatri, il quale ha richiesto una negoziazione più lunga rispetto alle altre aree dei professionisti convenzionati. "Alla fine però ha prevalso la responsabilità - aggiunge Colozzi - e siamo arrivati ad un buon accordo, che si pone in continuità con i nuovi Accordi dei Medici di medicina generale e degli specialisti ambulatoriali. Anche in questo caso le Regioni ricevono uno spazio consistente di responsabilità, che troverà modo di esprimersi nella stipula di Accordi regionali in grado di valorizzare il ruolo della Pediatria di famiglia sul territorio".
(red/20.09.05)

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Ricavi da farmaci rimborsabili: studio Cerm

(regioni.it) Il profilo dei margini di ricavo della distribuzione sui farmaci rimborsabili in Italia, comparato con quello di Francia e Germania è quello che maggiormente si discosta dalle caratteristiche ottimali del benchmark, consistente nell’adozione di un forfait con un eventuale contenuto aggancio al prezzo”, è questa la conclusione di una nota del Cerm diffusa recentemente (“Margini di ricavo della distribuzione sui farmaci rimborsabili. Confronto della normativa in Italia, Francia, Germania e Spagna”).

Anche la Spagna – scrivono i ricercatori del Cerm - fa ricorso al forfait, ma esso si attiva solo dopo una soglia di prezzo troppo elevata perchépossa effettivamente svolgere un ruolo significativo; tuttavia, la Spagna è dotata di un meccanismo di sconto obbligatorio a carico dei farmacisti, progressivo rispetto al fatturato, che, almeno nel breve periodo,contribuisce a migliorare la controllabilità della spesa farmaceutica pubblica

Il risultato riguarda soprattutto i margini del farmacista. Il confronto teorico (profili dei magrini al variare del prezzo ex-factory) diviene ancor più netto se supportato dall’analisi delle vendite

Pur con le cautele con cui deve esser fatta, l’analisi della distribuzione delle vendite per fasce di prezzo – prosegue la nota del Cerm - evidenzia due fatti significativi: 1. oltre l’85 per cento delle vendite italiane tende a condensarsi all’interno del primo scaglione dei margini del farmacista, così rendendo praticamente proporzionale al prezzo ex-factory il suo ricavo; 2. il confronto internazionale delle differenze delle distribuzioni delle vendite, sulla fascia di prezzo corrispondente al primo scaglione italiano, mostra la tendenza per l’Italia alla concentrazione nella parte più alta dei prezzi, sino al punto di discontinuità con il secondo scaglione. La concentrazione nella parte a prezzi più elevati del primo scaglione è un sintomo delle inefficienze generabili da un profilo dei margini praticamente proporzionale e non coerente con i fondamenti economici”.

(red/20.09.05)

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Influenza aviaria: le informazioni dell'istituto superiore di sanità

(regioni.it) In "primo piano" – sul sito dell’Istituto Superiore di sanità - uno studio sull'influenza aviaria ed un "focus" sulla sospensione del vaccino esavalente recepita dall'Agenzia Italiana del Farmaco.

Con l’obiettivo di fornire una corretta informazione l’Istituto, fra l’altro, ripercorre “la storia” e le tappe della diffusione della influenza aviaria, “malattia infettiva degli animali causata da virus influenzali che normalmente infettano solo alcune specie aviarie e in alcuni casi il suino”. “La malattia fu identificata per la prima volta in Italia, in Piemonte , nel 1878 dallo studioso italiano Perroncito.  Gli uccelli selvatici ed in particolare i volatili acquatici ,appartenenti agli ordini Anseriformi e Charadriformi, sono sensibili all'infezione, che decorre anche in maniera asintomatica; al contrario le specie aviarie domestiche (quali polli, tacchini) sono sensibili alla infezione da parte di alcuni sottotipi di virus influenzali aviari (H5 ed H7) , con specifiche caratteristiche genetiche. Tali virus possono provocare gravi e fulminee epidemie nel pollame e vengono definiti virus influenzali aviari ad alta patogenicità (HPAI - Highly Pathogenic Avian Influenza). Gli uccelli infetti eliminano il virus attraverso la saliva, le secrezioni nasali e le feci trasmettendo l'infezione attraverso il contatto con le escrezioni, con le superfici e l'acqua, contaminate. Da dicembre 2003 sino ad oggi sono stati registrati numerosi focolai di virus influenzale aviario H5N1 in un numero crescente di Paesi del Sud-Est Asiatico e più recentemente in alcune regioni del Kazakhistan e Mongolia . Le misure principali di contenimento dell'infezione dal virus H5N1 nei Paesi sinora interessati dall'epidemia, sono stati la rapida distruzione degli animali infetti o esposti all'infezione (stamping out), l' idonea eliminazione delle carcasse degli animali e le disposizioni di quarantena e di rigorosa disinfezione degli allevamenti e le limitazioni all'esportazione. Nei Paesi asiatici, un ruolo preminente alla diffusione del virus è stato identificato nella vendita di pollame vivo ai mercati. Inoltre, i virus si possono trasmettere da azienda ad azienda tramite i mezzi meccanici, gli attrezzi e strumenti contaminati, le macchine, i mangimi, le gabbie, o perfino gli indumenti degli operatori. Attualmente in Italia è operante un sistema di sorveglianza per l'influenza aviaria, coordinato dal Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione - Direzione Generale Sanità Veterinaria e degli Alimenti del Ministero della Salute, che si avvale del supporto del Centro di referenza Nazionale per l'influenza aviaria presso l'Istituto Zooprofilattico delle Venezie; tale piano prevede anche il controllo e la sorveglianza sugli allevamenti avicoli e sulle popolazioni di uccelli selvatici presenti nel territorio nazionale , per il pronto rilievo dell'eventuale infezione e circolazione di virus influenzali aviari.

Sinora in Italia non sono stati identificati focolai di virus aviari ad alta patogenicità H5N1 nelle specie aviarie; domestiche e selvatiche. Per tale ragione si ritiene che non sussista per l'uomo la possibilità  il rischio di contrarre l'infezione da queste specie.

Rispetto al rischio posto dagli alimenti di origine animale, sinora non è mai stato documentato nell'uomo alcun caso di malattia derivante dal consumo di carni avicole o dal contatto con esse e si ritiene che l'influenza aviaria non ponga problemi di sicurezza alimentare. E' comunque sinora considerato molto basso il rischio che il virus H5N1 possa circolare nel territorio italiano, dopo introduzione attraverso l'importazione illegale di pollame vivo o morto od attraverso il contatto con uccelli migratori infetti. Sulla base di quanto premesso detto si ritiene che in Italia non sussistono rischi significativi di contrarre l'infezione da virus influenzali aviari attraverso la manipolazione o il consumo per i consumatori di alimenti derivati dal pollame.

(red/20.09.05)

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Il Ministro e l'incompatibilità ambientale...con le regioni

(regioni.it) Sembra proprio che Matteoli voglia far da solo...Sembra infatti - il condizionale è d'obbligo - che il ministero dell'ambiente,. nonostante precedenti impegni con le autonomie locali, intenda procedere al riordino generale delle normative ambientali in "solitudine". Che esista una sorta di "incompatibilità ambientali con le Regioni e gli enti locali? 

Nel frattempo gli assessori regionali all’ambiente, per quel che concerne la stesura dei decreti legislativi di riordino generale del settore, hanno rivendicato il rispetto dell’accordo sottoscritto dal Ministro Altero Matteoli con i presidenti delle Regioni, Anci ed Upi.

Il coordinamento degli assessori regionali, convocato a Roma dall’assessore calabrese Diego Tommasi, ha sottolineato la mancata applicazione del protocollo d’intesa firmato il 4 ottobre 2001, con il quale il Ministro Matteoli si era impegnato con gli Enti territoriali ad “operare pariteticamente nell’elaborazione legislativa ai fini di conseguire obiettivi condivisi” ed anche di “garantire una interlocuzione sistematica con le Regioni e gli Enti locali nella fase preliminare ed in quelle successive sui singoli temi nell’elaborazione dei decreti legislativi previsti dalla legge di delega”. Temi di tutela ambientale che vanno ad incidere sia sulla qualità della vita cittadini, sia sulle attività economiche che sul governo del territorio come le norme su difesa del suolo e tutela delle acque, gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati, tutela dell’aria e riduzione delle emissioni in atmosfera, procedure in materia di valutazione di impatto ambientale e sul danno ambientale, norme su parchi ed aree protette.

Invece, recentissimamente è avvenuta la divulgazione non ufficiale delle bozze di 5 decreti (testi non smentiti dal Ministero dell’ambiente) che ha determinato la preoccupazione per l’impossibilità di una concreta concertazione visti i tempi ristretti rimasti a disposizione per non far scadere la delega che il Parlamento ha fornito al Governo.

Il coordinamento degli assessori ha preso atto di un metodo ed un’impostazione, da parte del Ministero, che non interpretano lo spirito della leale collaborazione istituzionale con cui nel 2001 venne sottoscritto il protocollo d’intesa, al fine di arricchire le nuove norme ambientali con il concorso delle Regioni. Inoltre, è stato ritenuto preoccupante che nei testi in circolazione sia completamente assente la nuova regolamentazione dei parchi naturali e delle aree protette.

L’assessore regionale della Calabria, Diego Tommasi, che coordina la materia, ha poi guidato una delegazione al Ministero dell’ambiente, dove ha incontrato Paolo Togni, Capo di Gabinetto del ministro Matteoli, al quale sono state espresse le preoccupazione per il metodo istituzionale finora seguito. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Angelo Bonelli (Lazio), Lamberto Bottini (Umbria), Martino Artusa (Toscana), Giovanni  Rondinone (Basilicata), Lino Zanichelli (Emilia-Romagna), che assieme ad altri colleghi erano presenti anche alla precedente riunione del coordinamento dell’ambiente.  “Mentre si parla di federalismo e devolution –ha dichiarato l’assessore Tommasi- il Governo, con il suo comportamento in questa materia, effettua  un’operazione di neocentralismo. Infatti, non si può giustificare l’impalcatura normativa che sta creando con la sola competenza esclusiva che la Costituzione assegna allo Stato sulla tutela dell’ambiente, in quanto le ricadute dei decreti legislativi vanno a toccare anche le nostre competenze sull’assetto del territorio e nelle materie dei servizi pubblici e dell’economia. Senza una politica di coinvolgimento si rischia di arrivare alla paralisi, come per il danno ambientale od i sistemi idrici”.

(red/20.09.05)

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Cipe su risorse idriche

(regioni.it) Cipe ripartisce risorse idriche. Una deliberazione ripartisce le risorse finanziarie del Fondo speciale previsto dalla legge  5 gennaio 1994, n. 36, recante disposizioni in materia di  risorse idriche. Si tratta di quel provvedimento che nel   disporre maggiorazioni di canoni per le concessioni di derivazioni di acque pubbliche per i diversi usi, aveva stabilito che gli incrementi degli introiti cosi' derivanti confluissero in un Fondo speciale per il finanziamento degli interventi relativi al risparmio idrico ed al riuso delle acque reflue, oltre che per il finanziamento di interventi mirati alle finalita' di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, recante norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo.
Spettava al Ministero dell’Ambiente proporre il riparto delle maggiorazioni dei canoni idrici per il triennio 2001-2003, quantificata in euro 8.503.008 da suddividere fra le regioni e le province autonome e assegnato su apposita unita' previsionale di base dello stato di previsione dello stesso Ministero,ai fini del successivo trasferimento alle regioni e alle province autonome interessate. Secondo la ripartizione vengono assegnati all’Abruzzo 373.479 euro; alla Basilicata 235.990 euro e alla Calabria 275.990 euro. alla Campania verranno trasferiti 302.033 euro, all’Emilia Romagna 666.529 euro e al Lazio 527,239 euro.  
La Liguria potra’ godere di fondi per 387.288 euro, la Lombardia di 1.895.525 euro e le Marche di 309-238 euro. al Molise andranno 242.595 euro, al Piemonte 996.143 euro e alle Puglie 219.780 euro. L’attribuzione alla Toscana ammonta a 440.123 euro, quella per l’Umbria a 361.472 euro. Al Veneto vanno 1.003.948 euro e alla Sicilia 266.610 euro.
(red/29.09.05)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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