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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 588 - mercoledì 21 settembre 2005

Sommario
- Domani Conferenza Regioni
- Rafforzare dialogo istituzionale
- Fianziaria cercasi
- Sanità: Comitato di settore; via libera a contratto medici
- Storace: decreto per liste d'attesa, ordinanza per RU486, e tranquillità sui tagli
- Emilia-Romagna: Moody's

+T -T
Storace: decreto per liste d'attesa, ordinanza per RU486, e tranquillità sui tagli

(regioni.it) Il ministro della Salute Francesco Storace conferma l'arrivo di un decreto, per ora solo in bozza,  con il quale intervenire per ridurre le liste di attesa.  Storace, in un'intervista alla rivista Pocket, spiega che i cardini di questo provvedimento prevedono centri unici di prenotazione e l'utilizzo delle attività dei medici in intramoenia.

“Stiamo lavorando ad un provvedimento - spiega Storace – che preveda, ad esempio, un ristoro per i cittadini che vengono  costretti ad attese troppo lunghe e comunque che eccedono i  limiti fissati; vogliamo che la realta' dei centri unici di  prenotazione che permettono di razionalizzare e soprattutto di non duplicare le prenotazioni delle visite, siano diffuse su tutto il territorio. E poi divieto di agende chiuse; la previsione di poter effettuare le visite o gli esami in intramoenia ma a spese della Asl; l'inserimento delle liste d'attesa nei Lea, con una maggiore responsabilità per le istituzioni e le aziende sanitarie di fronte ad un fenomeno che non può essere preso con leggerezza''.

E per il ministro la devoluzione non costituirà un vulnus all'efficienza del servizio sanitario nazionale. ''La devolution non intende partorire un'Italia a due velocità. Né, tanto meno, con il federalismo si vuole favorire la nascita di venti sanità diverse. E questo perché ci sono delle fondamenta salde nel nostro servizio sanitario che puntano a garantire il diritto alla salute dal più piccolo al più grande comune dello  Stivale. Il servizio sanitario italiano si fonda su alcuni  fondamentali principi: universalità e gratuità dell'accesso  alle cure. A fare da cornice a questi principi poi ci sono i  Lea, i livelli minimi di assistenza che lo Stato impone siano garantiti in tutte le Regioni''.

Con un ulteriore dichiarazione storace fa riferimento alla prossima finanziaria.“Credo che possiamo tranquillamente smentire i tagli alla sanità”, usa toni molto tranquillizzanti, il Ministro della Salute, Francesco Storace. “Alla fine la spesa complessiva  sarà superiore alle aspettative''. Il Ministro ha sottolineato che le spese previste dalla manovra per la sanità non saranno ridotte. Siniscalco, ha spiegato Storace, “vuole parlare con le regioni delle risorse da destinare al settore. Credo che sia giusto''. ''Ma il fondo -assicura Storace- è superiore alle favole che leggiamo sui giornali”.

Nel frattempo però proprio Storace apre un altro fronte con le Regioni.

Il ministro della Salute ha poi firmato un'ordinanza con la quale sospende la sperimentazione della cosiddetta pillola abortiva, “ad eccezione dei trattamenti in atto in regime di ricovero ospedaliero”.

La sperimentazione potra' essere ripresa solo a condizione che venga notificato il rispetto rigoroso delle procedure e delle indicazioni del Consiglio superiore di Sanita'. L'ufficio stampa del Ministero informa che, tra l'altro, gli ispettori dell'Aifa, presso l'ospedale di Torino, hanno riscontrato persino il caso di una paziente che ha avuto una espulsione parziale, con seguito emorragico, fuori dal ricovero ospedaliero.

La decisione ha suscitato un certo scalpore in Piemonte ''Siamo sconcertati – ha detto l'Assessore Regionale alla Sanita', Mario Valpreda -  di fronte a una decisione che ha il sapore di un intervento strumentale, ampiamente annunciato, volto solo a interrompere la sperimentazione ricorrendo a cavilli procedurali, in mancanza di elementi sostanziali da eccepire''.

Molto più duro il giudizio della Presidente Mercedes Bresso: "Una cosa inaudita, un abuso, il Ministro Storace dovrebbe vergognarsi". Mercedes Bresso si e' detta certa che l'ordinanza di Storace sia un "pretesto". "Politicamente – ha aggiunto - ritengo la decisione una scorrettezza inaudita che non mi sarei mai aspettata da un Ministro che e' stato presidente di una regione fino a poco tempo fa".

La presidente della Regione Piemonte ha poi fatto sapere di non essere ancora in grado di valutare come "potremo agire" dal momento che non conosce ancora i termini dell'ordinanza del Ministro della Sanità.

“Le dichiarazioni della presidente Bresso – ha replicato Storace - sono davvero gravi. Nella mia decisione c'è semplicemente la volonta' di far rispettare le norme di legge. Credo che debba ricredersi dell'invito a vergognarmi per aver fatto semplicemente il mio dovere, a tutela della

salute della donna. Non ci sono questioni etiche in ballo. E sono sicuro che, se avesse appreso che una donna sottoposta alla sperimentazione ha avuto una sospetta espulsione parziale fuori dall'ospedale, la presidente Bresso avrebbe fatto esattamente quello che ho fatto io''.

(sm/21.09.05)

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