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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 589 - giovedì 22 settembre 2005

Sommario3
- Errani: preoccupati per Finanziaria
- Regioni: temi critici
- UE: regioni per tavolo Lisbona
- Il calendario fieristico 2006
- Documento delega ambientale
- Finanziaria: nota Regioni-Confindustria

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Errani: preoccupati per Finanziaria

(regioni.it) Le dimissioni del ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, praticamente alla vigilia della presentazione della legge Finanziaria, sono state accolte dalla Conferenza delle Regioni con molta preoccupazione.

''C'e' tra noi grandissima preoccupazione -afferma il presidente della conferenza delle regioni, Vasco Errani- il Paese ha bisogno di risposte e di certezze e invece crescono l'incertezza e la confusione. E' evidente che cosi' il Paese non puo' andare avanti''.

Sulla finanziaria, il presidente della Conferenza delle Regioni ha poi ribadito che oggi ''siamo davanti a una serie di indiscrezioni e non sappiamo quali siano le risposte a questioni sostanziali che abbiamo posto: dallo sviluppo del Paese alla sanita', dalla tutela dell' assistenza all' innovazione. Il momento e' difficile ma noi cerchiamo di svolgere, come istituzioni, il nostro compito, cioe' lavorare per dare risposte ai cittadini''.

Errani ha quindi aggiunto che la posizione delle Regioni e' chiara: ''Chiediamo di poter discutere con il governo l'impostazione della finanziaria cosi' come ci era stato garantito dal presidente del Consiglio. Questo Paese - ha concluso - ha bisogno di certezze per costruire una via verso il rilancio''.

E’ stato anche spiegato che la nota di Regioni e Confindustria prodotta oggi dalla Conferenza delle Regioni ''e' un'iniziativa che si inquadra in un lavoro che stiamo costruendo insieme''. ''Nelle prossime settimane - ha sottolineato Errani - incontreremo forze sociali, sindacati e altre categorie economiche dal momento che riteniamo sia importante condividere alcuni punti fondamentali per il rilancio del Paese. Le forze economiche e sociali sono infatti, insieme alle istituzioni, i protagonisti del rilancio dell' Italia. Questo - ha concluso Errani, che ieri ha guidato una delegazione che ha incontrato il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo - e' lo spirito con cui lavoriamo''.
Le Regioni sono infine molto critiche in merito alla legge delega in materia ambientale e pertanto oggi, in un documento presentato alla Conferenza Stato-regioni hanno espresso tutte le loro perplessita'. ''Non abbiamo visto i testi definitivi - ha osservato Errani - e le relazioni tra governo e regioni, da questo punto di vista sono ad un punto critico. Tuttavia la documentazione in via di elaborazioni che abbiamo visto ci allarma''.

Errani ha annunciato che gli assessori regionali all'ambiente svolgeranno una serie di incontri anche con il mondo dell'associazionismo e che per meta' ottobre e' prevista una iniziativa dei presidenti delle regioni.

''Se fosse confermato l'impianto che abbiamo visto - ha aggiunto Errani - siamo di fronte ad uno sradicamento dell'esistente. Il problema non e' tanto e solo di competenze ma di governance''.

(red/22.09.05)

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Regioni: temi critici

(regioni.it) ''C'era gia' disordine nei conti, ora manca pure il ministro...''. Cosi' il governatore della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha commentato le dimissioni del ministro Siniscalco a margine della conferenza delle Regioni. ''E' una situazione di crisi - ha aggiunto - che ormai si consuma quotidianamente. Di cui siamo alla fase finale che si sta rivelando la peggiore di questa legislatura''.

''Mi pare essere piu' un segnale sulla finanziaria che su Fazio''. E' questo il giudizio del presidentedella Regione Piemonte, Mercedes Bresso, sulle dimissioni del ministrodell'Economia Domenico Siniscalco.''La situazione e' grave -ha sottolineato la Bresso al termine della Conferenza delle Regioni- nel senso che o il governo presenta questa Finanziaria senza padre, orfana, non so bene in che termini visto che era in corso l'assalto alla diligenza, oppure non saprei. Ma, la ragione delle dimissioni non puo' essere ricondotta solo alla vicenda Fazio, dal momento che un ministro dell'Economia si dimette a sette giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione della Finanziaria''.

Le dimissioni del ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, sono ''l'esempio lampante della situazione del governo. Le contraddizioni non si possono nascondere'', ha detto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. ''Forse -ha fatto notare il presidente del Lazio- le dovevano affrontare subito dopo le elezioni regionali, ma non hanno voluto farlo. Il problema e' che queste contraddizioni non risolte ora le paga il Paese. Quindi, siamo di fronte ad una situazione difficile e speriamo che si assumano le loro responsabilita'''.
Si è inoltre parlato in Conferenza delle Regioni anche di rilancio del turismo italiano e quindi delle iniziative da proporre nella Conferenza nazionale degli assessori regionali del settore che sara' ospitata a Pescara il prossimo 28 settembre. Nei precedenti incontri il Governo, tra l'altro, si era impegnato alla sostituzione del Dpcm istitutivo del Comitato nazionale per il turismo con un nuovo testo gia' pubblicato il 7 settembre scorso. Il Comitato, che ha compiti di orientamento per il settore turistico e ne assicura il coordinamento in sede nazionale e la promozione all'estero, potra' insediarsi gia' nei primi di ottobre. A Pescara dovranno essere stabiliti, invece, i criteri per formalizzare il regolamento sulla trasformazione dell'Ente nazionale del turismo (Enit) in Agenzia nazionale del turismo su cui il Comitato ha funzioni di indirizzo. ''Il Presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani - ha commentato Paolini, vicepresidente della regione Abruzzo - ha tenuto a sottolineare che per la prima volta il Comitato delle regioni chiude un accordo costruttivo e positivo con il Governo dopo quattro anni di vuoto nel settore. E' un grande successo per tutte le regioni e, in particolare, per l'Abruzzo capofila per il turismo''.

Dal turismo all’ambiente.  In materia ambientale la Conferenza delle Regioni ha approvato oggi un ordine del giorno nel quale chiede al governo l'attivazione di un tavolo di confronto ''che recuperi la concertazione istituzionale per garantire il rispetto del principio di leale collaborazione tra livelli di governo ed evitare che queste delicatissime questioni per la vita del Paese possano comportare un danno serio per la tutela dell' ambiente e del territorio e divenire oggetto di un rilevante contenzioso costituzionale''. I presidenti delle Regioni criticano l'attuazione della legge delega per il riordino della legislazione in materia ambientale e osservano che i decreti propongono ''un impianto non condivisibile e un riaccentramento delle competenze ambientali in capo allo Stato, trascurando sul punto la consolidata giurisprudenza costituzionale che ha escluso che la tutela dell' ambiente rappresenti una 'materia' in senso tecnico di esclusiva competenza statale, bensi' un valore che investe e si intreccia con altri interessi e competenze''.
Infine in merito sempre al confronto con le categorie sulla Finanziaria, il presidente della Regione Marche, GianMario Spacca, responsabile del coordinamento nazionale per le attivita' produttive delle Regioni italiane, ha incontrato oggi a Roma Giorgio Guerrini presidente nazionale di Confartigianato. L'incontro e' servito a mettere a punto le priorita' e le questioni piu' urgenti per il sostegno e los viluppo delle piccole imprese, nell'ottica di una proficua collaborazione con le categorie produttive e con il governo."Le Regioni italiane e le Marche, in qualita' di coordinatrice nazionale per le attivita' produttive, intendono offrire illoro contributo propositivo e di elaborazione progettuale nel sostegno e nello sviluppo dell'imprenditoria, specie quella di medie e piccole dimensioni" ha detto Spacca. ''L' intesa tra le Regioni italiane e Confindustria e' un passo avanti significativo per il rilancio della fiducia e dello sviluppo del sistema-Paese, soprattutto in un momento delicato come quello attuale''. ''La nuova collaborazione progettuale tra Regioni e categorie produttive - ha detto Spacca - e' la chiave per ricominciare a fare politica industriale nazionale. L' Italia ha un patrimonio di imprenditorialita' che va difeso e valorizzato: l' attivita' manifatturiera continua a svolgere un ruolo centrale per la produzione del reddito, l'occupazione e la coesione della comunita' nazionale.''

(red/22.09.05)

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UE: regioni per tavolo Lisbona

(regioni.it) Le Regioni hanno consegnato un documento al Governo in sede di Conferenza Stato-Regioni sull’accordo di Lisbona che interessa le politiche comunitarie. Il documento concordato tra le Regioni è frutto di un significativo sforzo.
Si è ritenuto
fondamentale consolidare un tavolo negoziale unico in cui condividere le politiche di regolazione e di governance. Inoltre bisogna definire un metodo di lavoro condiviso per la revisione periodica dei programmi di attuazione di Lisbona. Occorre aprire anche un confronto in relazione alle risorse che sosterranno la realizzazione degli obiettivi contenuti in tali programmi, ma anche le finalità di altri strumenti strategici, come la Politica Regionale o il Fondo per le Aree Sottoutilizzate, tutti tra loro connessi e capaci di rafforzarsi reciprocamente, se coerentemente guidati. Questo significa anche confrontarsi periodicamente sull’impegno delle Regioni in relazione alle Priorità orizzontali individuate e alle azioni specifiche relative ai cluster multiregionali, in funzione dell’operatività reale e possibile, connessa alle risorse effettivamente a disposizione. Tra l’altro bisogna concordare una partecipazione stabile dei rappresentanti delle Regioni durante le fasi di dialogo e di concertazione con l’Unione Europea.

Allo stato attuale, infatti, la posizione delle Regioni italiane non può che definirsi “situazionista congiunturale”, nel senso che essa esprime, con il presente documento, un orientamento programmatico che è funzione della condizione socio-economica corrente, il cui stato delle cose condiziona le sue scelte e determina le sue azioni. Ciò significa che occorre avere ben chiare, da subito, le condizioni che devono verificarsi per assicurarne l’operatività. Da un lato, occorrono meccanismi certi e predefiniti di confronto costante Stato-Regioni per attuare, nei prossimi anni, la procedura ricorsiva di aggiornamento delle priorità di Lisbona e di definizione delle politiche di sviluppo; dall’altro, è necessario conoscere le risorse finanziarie che le Regioni avranno a disposizione per dare attuazione alla loro programmazione pluriennale, che sarà evidentemente fondata sul rilancio della strategia di Lisbona.

Alla richiesta urgente di un documento di attuazione nazionale della strategia di Lisbona, le Regioni hanno risposto tempestivamente, pur in assenza di tale confronto, senza conoscere il quadro delle risorse su cui potranno contare.

Documento Conferenza Regioni:

La Conferenza delle Regioni ha approvato in data odierna il Contributo delle Regioni italiane alla definizione del Programma Innovazione Crescita e Occupazione (PICO) di rilancio della strategia di Lisbona che in questa sede presentiamo al Governo.

Ai fini della reale ed efficace attivazione di una strategia coerente a livello nazionale la Conferenza esprime l’unanime volontà di condividere con il Governo il documento nazionale che sarà inviato alla Commissione europea. A tal fine, la Conferenza chiede di potersi esprimere sul documento nazionale in occasione di una prossima Conferenza Stato-Regioni.

Affinché il programma italiano non resti un esercizio accademico, la Conferenza chiede al Governo di condividere la necessità che la prossima Legge Finanziaria chiarisca l’origine delle risorse con le quali attivare l’accelerazione del processo di Lisbona e la loro conseguente allocazione in chiave coerente e sinergica con le priorità regionali.

In occasione di tale confronto la Conferenza ritiene necessario - proprio al fine di dare coerenza alla posizione nazionale e interpretando in una logica sinergica il rapporto Stato-Regioni - consolidare un tavolo negoziale che diventi un forte strumento di innovazione della governance nazionale e, quindi, costituisca il principale fattore di “lisbonizzazione” dell’azione pubblica, intervenendo nel rapporto Stato-Regioni in tema di rappresentanza presso l’Unione Europea e di codecisione nella programmazione delle politiche di sviluppo. Ritiene, inoltre, opportuno definire un metodo di lavoro condiviso per la revisione periodica dei programmi di attuazione di Lisbona.

In questo quadro, la Conferenza ha condiviso l’urgenza di affrontare e risolvere con il Governo le seguenti criticità non ancora risolte degli assetti di governance nazionale.

Ø             Dare attuazione finalmente alle disposizioni contenute nell’articolo 5 della Legge 131 del 2003, con la conclusione dell’accordo Stato-Regioni;

Ø             Dare avvio alla condivisione a livello nazionale della fase preparatoria delle politiche comunitarie attraverso l’attuazione della Legge 11 del 2005.

Ø             In questa dimensione di partecipazione, codecidere e corappresentare la posizione nazionale sui negoziati, sia a livello politico che tecnico, nei diversi settori delle politiche comunitarie attualmente in corso.

Ø             Tale condivisione, in particolare, deve riguardare al momento i negoziati sulle prospettive finanziarie dell’Unione Europea e quello parallelo e conseguente sulla riforma della politica regionale e di coesione comunitaria.

Ø             Con riferimento, in particolare, ai negoziati di cui al punto 4, concordare fin da ora un meccanismo di compensazione, garantito da risorse nazionali, da attivare nell’eventualità - che pare delinearsi - di una riduzione delle risorse comunitarie destinate alle politiche regionali e di coesione, per assicurare continuità degli interventi regionali per lo sviluppo.

Ø             Le stesse Regioni hanno già avviato una riflessione su come salvaguardare gli attuali equilibri tra loro esistenti, in una logica di safety-net, anche e soprattutto in quadro incerto di risorse disponibili.

 

(red/22.09.05)

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Il calendario fieristico 2006

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni ha preso atto del calendario fieristico 2006.

Il lavoro di costruzione del calendario dei maggiori eventi espositivi è suddiviso in 2 lenchi: il primo relativo alle fiere nazionali, il secondo si riferisce invece a quelle internazionali.

Le diverse manifestazioni sono organicamente selezionate in 27 settori merceologici, ed esattamente:

1. Abbigliamento e Pellicceria                                                                                       

2. Agricoltura, Zootecnia, Pesca e Relativi Macchinari                                                       

3. Alimenti, Bevande e Relative Tecnologie                                                                     

4. Ambiente, Protezione Civile e Sicurezza                                                                      

5. Arte, Antiquariato, Filatelia e Numismatica                                                                 

6. Articoli da Regalo, Casalinghi, Chincaglieria, Bigiotteria

7. Artigianato, Subfornitura                                                                                            

8. Attrezzature e Prodotti Medico-Ospedalieri                                                                 

9. Attrezzature per il Commercio, Comunità, Alberghi                                                        

10. Calzature, Pelletteria, Pelli, Cuoio                                                                            

11. Cinematografia, Fotografia, Ottica                                                                            

12. Cosmesi, Profumeria, Erboristeria                                                                              

13. Edilizia e Cantieri                                                                                                   

14. Editoria, Stampe e Grafica                                                                                       

15. Elettronica, Elettrotecnica, Informatica ed Attrezzature per Uffici

16.Florovivaismo                                                                                                           

17. Meccanica Strumentale, Macchinari e Tecnologie per l’Industria

18. Mobili ed Arredamento per Casa e Ufficio                                                                  

19. Nautica e Cantieristica                                                                                            

20. Oreficeria, Orologeria, Gioielleria, Gemmologia                                                            

21. Sport, Tempo Libero e Giochi                                                                                  

22. Strumenti ed Attrezzature Musicali                                                                          

23. Tessuti per Abbigliamento ed Arredamento, Filati, Merceria

24. Turismo e Campeggio                                                                                              

25. Veicoli, Trasporti e Relative Attrezzature                                                                   

26. Fiere Campionarie

27. Articoli Funerari e Cimiteriali

(red/22.09.05)

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Documento delega ambientale

La Conferenza delle Regioni, con riferimento all’attuazione della Legge 308/2004, recante “ Delega al Governo per il riordino il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione”:

-         acquisiti in via ufficiosa i testi degli schemi di decreti delegati,

-         verificati i contenuti degli stessi decreti,

-         costatato che il Ministero dell’Ambiente ha, nel metodo, disatteso completamente l’intesa sottoscritta il 4 ottobre 2001 con cui si impegnava a “ operare pariteticamente nell’elaborazione legislativa ai fini di conseguire gli obiettivi condivisi, ivi compresa la riaffermazione del ruolo legislativo delle Regioni nel segno della continuità delle competenze loro riconosciute dalla vigente legislazione nazionale” e “ a garantire una interlocuzione sistematica con le Regioni e gli Enti Locali nella fase preliminare ed in quelle successive sui singoli temi dell’elaborazione dei decreti legislativi”.

-         Constatato che nel merito, i decreti propongono un impianto non condivisibile e un riaccentramento delle competenze ambientali in capo allo Stato, trascurando sul punto la consolidata giurisprudenza costituzionale che ha escluso che la tutela dell’ambiente rappresenti una”materia” in senso tecnico di esclusiva competenza statale bensì un valore che investe e si intreccia inestricabilmente con altri interessi e competenze ;

 

CHIEDE

 

Al Governo l’attivazione immediata di un tavolo di confronto che recuperi la concertazione istituzionale a suo tempo sancita, al fine di garantire il rispetto del principio di leale collaborazione tra livelli di Governo ed evitare che tali delicatissime questioni per la vita del Paese, possano comportare un danno serio per la tutela dell’ambiente e del territorio e divenire oggetto di un rilevante contenzioso costituzionale.

 

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Finanziaria: nota Regioni-Confindustria

La Conferenza delle Regioni ha approvato una nota congiunta tra le Regioni e Confindustria su alcuni punti fondamentali per le scelte della prossima legge finanziaria”.

“Con questa iniziativa – ha spiegato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani –  prende corpo un percorso di confronto con le parti sociali.

Nei prossimi giorni si terranno ulteriori incontri con le forze sindacali e le  altre associazioni rappresentative del mondo del lavoro e delle imprese.

Tale percorso – ha concluso Errani  - è la dimostrazione evidente dello sforzo che le Regioni stanno facendo per raccogliere contributi e per ricercare più larghe convergenze in una complessiva assunzione di responsabilità di fronte ad una legge finanziaria che deve essere occasione di sviluppo, di qualificazione della spesa pubblica e di sostegno alle politiche sociali”.

 

RACCORDO E COOPERAZIONE TRA CONFERENZA DELLE REGIONI E CONFINDUSTRIA

Ø                   Le principali questioni relative allo sviluppo economico, sia sotto il profilo delle strategie territoriali, sia sotto il profilo delle compatibilità delle risorse, vedono le Regioni italiane e la Confindustria condividere preoccupazioni e priorità di azione per il prossimo futuro.

L’esigenza comune è quella di assistere il riorientamento dei sistemi produttivi, incrementandone produttività, internazionalizzaizone, capacità di investimento.

Ø                   Alcuni nodi dell’attuale assetto istituzionale e della finanza pubblica, nel rapporto tra Stato e Regioni, richiedono urgente soluzione, per evitare la divaricazione tra le esigenze dell’economia reale e la capacità di risposta dei governi territoriali. Regioni e Confindustria confermano che un corretto assetto istituzionale decentrato e federale debba consentire le migliori soluzioni per l’impiegno delle risorse pubbliche a fini produttivi e di miglioramento del contesto economico e sociale, qualificando e razionalizzando la spesa pubblica complessiva e dando competitività ai territori, alle imprese, ai sistemi locali.

Ø                   In questo quadro, e in vista della prossima legge finanziaria, si condivide la necessità di comune analisi e ricerca di soluzioni in merito:

§                     al patto di stabilità interno, liberando dal calcolo gli investimenti produttivi

§                     alla possibilità per le Regioni di indebitarsi per investimenti produttivi (superamento art. 3 l. finanziaria 2004) e la formazione e la ricerca

§                     alla spesa sanitaria, rispetto ai suoi trend ed alla sua copertura, salvaguardando i livelli essenziali di assistenza, anche qualificando e razionalizzando la spesa e accorciando i tempi dei flussi di cassa tra Stato e Regioni e quindi tra Regioni e aziende fornitrici

§                     alla continuità dei fondi unici regionali

§                     alla concentrazione delle risorse disponibili sul territorio sugli obiettivi strategici per lo sviluppo

§                     al recupero dei divari territoriali.

 

Ø                   Nella prospettiva di un lavoro con scadenze successive nel prossimo anno, relativo alle politiche di competenza anche o esclusivamente regionale, si condividono alcune linee comuni di azione:

ü                               la negoziazione a livello europeo dei fondi strutturali, su cui cercare il migliore raccordo come Paese

ü                               la migliore attuazione del federalismo, monitorando la concreta realizzazione delle competenze affidate, anche in logica di confronto ed evidenziazione delle migliori pratiche

ü                               alcune scelte di coordinamento tra Regioni e Confindustria, sulle politiche industriali, sul turismo, sulla istruzione e formazione.

ü                               un sostegno, nell’ambito dei processi di apertura dei mercati in atto nel Paese, ad un ruolo crescente dei privati, in un contesto di corretta concorrenza, e con un sistema di regole attento ai beni comuni, negli ambiti di competenza delle Regioni.

Ø                      Rispetto al tema istituzionale verrà realizzato una specifico confronto sulla base degli studi già in corso sull’attuazione del federalismo.

Per le finalità definite dal documento di intenti si attiveranno nuove forme di confronto permanente tra Regioni e Confindustria, con particolare riguardo alle priorità dei meccanismi di bilancio, della sanità, delle politiche industriali, del Mezzogiorno.

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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