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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 589 - giovedì 22 settembre 2005

Sommario
- Errani: preoccupati per Finanziaria
- Regioni: temi critici
- UE: regioni per tavolo Lisbona
- Il calendario fieristico 2006
- Documento delega ambientale
- Finanziaria: nota Regioni-Confindustria

+T -T
UE: regioni per tavolo Lisbona

(regioni.it) Le Regioni hanno consegnato un documento al Governo in sede di Conferenza Stato-Regioni sull’accordo di Lisbona che interessa le politiche comunitarie. Il documento concordato tra le Regioni è frutto di un significativo sforzo.
Si è ritenuto fondamentale consolidare un tavolo negoziale unico in cui condividere le politiche di regolazione e di governance. Inoltre bisogna definire un metodo di lavoro condiviso per la revisione periodica dei programmi di attuazione di Lisbona. Occorre aprire anche un confronto in relazione alle risorse che sosterranno la realizzazione degli obiettivi contenuti in tali programmi, ma anche le finalità di altri strumenti strategici, come la Politica Regionale o il Fondo per le Aree Sottoutilizzate, tutti tra loro connessi e capaci di rafforzarsi reciprocamente, se coerentemente guidati. Questo significa anche confrontarsi periodicamente sull’impegno delle Regioni in relazione alle Priorità orizzontali individuate e alle azioni specifiche relative ai cluster multiregionali, in funzione dell’operatività reale e possibile, connessa alle risorse effettivamente a disposizione. Tra l’altro bisogna concordare una partecipazione stabile dei rappresentanti delle Regioni durante le fasi di dialogo e di concertazione con l’Unione Europea.

Allo stato attuale, infatti, la posizione delle Regioni italiane non può che definirsi “situazionista congiunturale”, nel senso che essa esprime, con il presente documento, un orientamento programmatico che è funzione della condizione socio-economica corrente, il cui stato delle cose condiziona le sue scelte e determina le sue azioni. Ciò significa che occorre avere ben chiare, da subito, le condizioni che devono verificarsi per assicurarne l’operatività. Da un lato, occorrono meccanismi certi e predefiniti di confronto costante Stato-Regioni per attuare, nei prossimi anni, la procedura ricorsiva di aggiornamento delle priorità di Lisbona e di definizione delle politiche di sviluppo; dall’altro, è necessario conoscere le risorse finanziarie che le Regioni avranno a disposizione per dare attuazione alla loro programmazione pluriennale, che sarà evidentemente fondata sul rilancio della strategia di Lisbona.

Alla richiesta urgente di un documento di attuazione nazionale della strategia di Lisbona, le Regioni hanno risposto tempestivamente, pur in assenza di tale confronto, senza conoscere il quadro delle risorse su cui potranno contare.

Documento Conferenza Regioni:

La Conferenza delle Regioni ha approvato in data odierna il Contributo delle Regioni italiane alla definizione del Programma Innovazione Crescita e Occupazione (PICO) di rilancio della strategia di Lisbona che in questa sede presentiamo al Governo.

Ai fini della reale ed efficace attivazione di una strategia coerente a livello nazionale la Conferenza esprime l’unanime volontà di condividere con il Governo il documento nazionale che sarà inviato alla Commissione europea. A tal fine, la Conferenza chiede di potersi esprimere sul documento nazionale in occasione di una prossima Conferenza Stato-Regioni.

Affinché il programma italiano non resti un esercizio accademico, la Conferenza chiede al Governo di condividere la necessità che la prossima Legge Finanziaria chiarisca l’origine delle risorse con le quali attivare l’accelerazione del processo di Lisbona e la loro conseguente allocazione in chiave coerente e sinergica con le priorità regionali.

In occasione di tale confronto la Conferenza ritiene necessario - proprio al fine di dare coerenza alla posizione nazionale e interpretando in una logica sinergica il rapporto Stato-Regioni - consolidare un tavolo negoziale che diventi un forte strumento di innovazione della governance nazionale e, quindi, costituisca il principale fattore di “lisbonizzazione” dell’azione pubblica, intervenendo nel rapporto Stato-Regioni in tema di rappresentanza presso l’Unione Europea e di codecisione nella programmazione delle politiche di sviluppo. Ritiene, inoltre, opportuno definire un metodo di lavoro condiviso per la revisione periodica dei programmi di attuazione di Lisbona.

In questo quadro, la Conferenza ha condiviso l’urgenza di affrontare e risolvere con il Governo le seguenti criticità non ancora risolte degli assetti di governance nazionale.

Ø             Dare attuazione finalmente alle disposizioni contenute nell’articolo 5 della Legge 131 del 2003, con la conclusione dell’accordo Stato-Regioni;

Ø             Dare avvio alla condivisione a livello nazionale della fase preparatoria delle politiche comunitarie attraverso l’attuazione della Legge 11 del 2005.

Ø             In questa dimensione di partecipazione, codecidere e corappresentare la posizione nazionale sui negoziati, sia a livello politico che tecnico, nei diversi settori delle politiche comunitarie attualmente in corso.

Ø             Tale condivisione, in particolare, deve riguardare al momento i negoziati sulle prospettive finanziarie dell’Unione Europea e quello parallelo e conseguente sulla riforma della politica regionale e di coesione comunitaria.

Ø             Con riferimento, in particolare, ai negoziati di cui al punto 4, concordare fin da ora un meccanismo di compensazione, garantito da risorse nazionali, da attivare nell’eventualità - che pare delinearsi - di una riduzione delle risorse comunitarie destinate alle politiche regionali e di coesione, per assicurare continuità degli interventi regionali per lo sviluppo.

Ø             Le stesse Regioni hanno già avviato una riflessione su come salvaguardare gli attuali equilibri tra loro esistenti, in una logica di safety-net, anche e soprattutto in quadro incerto di risorse disponibili.

 

(red/22.09.05)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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