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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 593 - mercoledì 28 settembre 2005

Sommario3
- FINANZIARIA: IL 29 CONFERENZA STAMPA AUTONOMIE LOCALI
- Finanziaria: occorre cambio rotta
- Finanziaria: Errani spiega proposte al Governo
- Finanziaria: commenti
- Scuola: certezze a famiglie su riforma
- Lombardia: bilancio in ordine

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FINANZIARIA: IL 29 CONFERENZA STAMPA AUTONOMIE LOCALI

(regioni.it) I vertici delle Associazioni dei Comuni (ANCI), delle Province (UPI), delle Regioni (Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) e delle Comunita’ montane (UNCEM) incontreranno domani, giovedi’ 29 settembre, i rappresentanti della stampa per illustrare loro le ripercussioni che la Finanziaria 2006, cosi’ come e’ stata presentata dal Governo, avra’ sull’intero comparto delle Autonomie locali.

La delegazione della Conferenza delle Regioni sarà guidata dal presidente Vasco Errani.

La Conferenza Stampa si svolgerà giovedi’ 29 settembre, alle  ore 15.30, presso la Sede dell’ANCI (Via dei Prefetti, 46 – Roma, Sala Conferenze – I° Piano).

(red/29.08.05)

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Finanziaria: occorre cambio rotta

(regioni.it) Per la Finanziaria 2006 le Regioni hanno chiesto al Governo - durante la presentazione di Tremonti delle linee guida a Palazzo Chigi -  un cambiamento di rotta, e quindi hanno proposto tre progetti per il rilancio del sistema Paese.

“In questi anni la politica economica perseguita dal governo ha dato esiti obiettivamente negativi. Occorre un cambiamento di rotta. Per questo le regioni hanno indicato tre  "progetti" di rilancio del sistema Paese ed hanno manifestato al Governo la loro disponibilità ad un concreto lavoro comune. Su queste misureremo la reale volontà dell'esecutivo di ricercare la leale collaborazione con Regioni ed enti locali.

Le Regioni hanno proposto al Governo la possibilità di un percorso collaborativo dove siano chiare le responsabilità e le competenze in settori nevralgici per lo sviluppo del Paese.

Il primo campo riguarda l'innovazione e la formazione, con particolare riferimento ai temi dell'agenda europea di Lisbona. Occorre lavorare in modo serrato  ricercando ogni possibile collaborazione con le parti sociali  per lo sviluppo e la ricerca scientifica, superando alcune logiche negative collegate al patto di stabilità, come quelle fissate dall'articolo 3, che hanno avuto come si è visto anche un effetto recessivo. E' questo un terreno su cui occorre un confronto serio anche in relazione alla riforma dei fondi strutturali e alle politiche per il mezzogiorno.

Il secondo settore è relativo alle grandi questioni del territorio e dell'ambiente. Solo una proficua collaborazione fra i diversi livelli di governo può superare alcune impasse storiche che riguardano le infrastrutture, le politiche per la casa , il trasporto pubblico locale, l'ambiente e la qualità dell'aria.

La terza emergenza è quella del welfare e della sanità. Basti ricordare gli impegni sull'entità delle risorse per il fondo sociale e l'annosa questione del finanziamento dei livelli essenziali di assistenza.

Questi progetti assieme all'avvio del federalismo fiscale e allo sblocco del decreto 56 del 2000 rappresentano le pre-condizioni per avviare un ragionamento comune e complessivo sulle necessità relative ad un maggiore rigore nella spesa pubblica.

Se l'intera filiera istituzionale  Governo, Regioni ed autonomie locali -  investirà seriamente su questi tre progetti che costituiscono un'occasione di rilancio e sinergia, allora sarà possibile aprire uno scenario nuovo e condividere insieme le politiche di risparmio e contenimento della spesa.

Ciò consentirà di dare davvero al Paese un segnale di fiducia nella possibilità di legare le politiche di investimenti e  quelle di riduzione della spesa

Le Regioni sono su questo fronte assolutamente disponibili ad assumersi responsabilità condivise, in particolare: riqualificare la spesa pubblica, ridurre i costi della politica.

Ora è urgente che si utilizzi il tempo dell'iter stesso di discussione della legge finanziaria per avviare da subito un tavolo di lavoro governo-regioni-enti locali. una volta intraprese le scelte di fondo della legge finanziaria”.

(28.09.05)

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Finanziaria: Errani spiega proposte al Governo

(regioni.it) Il Governo non ha reso noto ieri sera agli enti locali l'entita' complessiva della finanziaria 2006. E’ quanto affermato, uscendo dalla presentazione della Finanziaria a Palazzo Chigi, il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.

Per Errani "ci saranno 15,5 miliardi di interventi strutturali, il resto saranno una tantum per investimenti". Il quadro che emerge dalle linee guida per la finanziaria del 2006 ''e' da una parte preoccupante e negativo, dall'altra non e' ancora definito''.

Vasco Errani sottolinea, uscendo da Palazzo Chigi, di aver chiesto al governo ''di cambiare la rotta perche' la politica portata avanti in questi anni non ha dato risultati''.

Le regioni, secondo quanto ha riferito Errani, hanno proposto al governo una collaborazione per tre progetti di rilancio del sistema Paese. Il primo riguarda l'innovazione e la formazione, il secondo settore e' quello del territorio e dell'ambiente, la terza emergenza e' quella del welfare e della sanita'.

Inoltre si cerca di capire ancora l’entità del Fondo Sociale Nazionale: ''Non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta - ha spiegato Errani - per la copertura del 50% del fondo per le politiche sociali per il 2005''. Ricordiamo che rassicurazioni in tal senso erano state fatte – prima delle vacanze estive – dai ministri Maroni e La Loggia. Ma ora c’è di nuovo incertezza.
"Non abbiamo chiesto risorse - ha ribadito Errani  - ne' detto dei no, chiediamo di cambiare assieme il sistema Paese con una grande operazione di rilancio. Se il Governo ci dara' un segnale, lo apprezzeremo". Secondo Errani, e' "urgente" che si utilizzi il tempo dell'iter di discussione della legge finanziaria in Parlamento: "Stiamo in tempo per cambiare, attraverso un maxi emendamento di correzione strutturale".

"Se il Governo vuole decidere di cambiare una politica che non ha dato risultati su infrastrutture, territorio, sanita' e politiche sociali, noi siamo pronti a costruire una politica nazionale di sistema. Se c'e' la disponibilita' del Governo, si apra un tavolo e si lavori ad un maxiemendamento correttivo strutturale della finanziaria". Sulla sanita' Errani mostra preoccupazione: "Un fondo che non recuperi la spesa reale della sanita' con una spesa tendenziale che si aggira intorno ai 95 miliardi di euro, di fatto e' un taglio. Ed e' un taglio
pesante".
Il quadro che emerge dalle linee guida per la finanziaria del 2006 ''e' da una parte preoccupante e negativo, dall'altra non e' ancora definito''.
Errani spiega: ''In questi anni la politica economica perseguita dal governo ha dato esiti obiettivamente negativi. Occorre un cambiamento di rotta. Per questo le regioni hanno indicato tre progetti di rilancio del sistema Paese e hanno manifestato al governo la loro disponibilita' a un concreto lavoro comune. Su queste misureremo la reale volonta' dell'esecutivo di cercare la leale collaborazione con Regioni ed enti locali”, ha sostenuto Vasco Errani.
''Questi progetti assieme all'avvio del federalismo fiscale -ha aggiunto Errani- e allo sblocco del decreto 56 del 2000 rappresentano le pre-condizioni per avviare un ragionamento comune e complessivo sulle necessita' relative a un maggiore rigore nella spesa pubblica.
Se l'intera filiera istituzionale governo, regioni e autonomie locali, investira' seriamente su questi tre progetti sara' possibile aprire uno scenario nuovo e condividere insieme le politiche di risparmio e contenimento della spesa''. Secondo il presidente Errani le Regioni sono assolutamente disponibili ''ad assumersi responsabilita' condivise e in particolare a riqualificare la spesa pubblica e a ridurre i costi della politica. Ora e' urgente che si utilizzi il tempo dell'iter stesso di discussione della legge finanziaria per avviare da subito untavolo di lavoro governo-regioni-enti locali''.

(red/28.09.05)

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Finanziaria: commenti

 

(regioni.it) "L'impressione e' che possa arrivare un ulteriore colpo alla nuca. E' difficile esprimersi sui numeri, per il momento nulla": il presidente della regione Puglia Niki Vendola e' "sconcertato" dalla riunione con il governo sulla Finanziaria. "Finche' non abbiamo una strutturazione in cifre c'e' pura evanescenza. Nessuna risposta sui conti aperti, dal fondo sociale 2005 alla perequazione sanita' 2004. Per noi sono soldi vitali per sopravvivere". Vendola chiede "che il Mezzogiorno diventi una discussione vera sugli investimenti e su quella parte che non puo' esserem oggetto di trucchi contabili". Il presidente della Puglia sottolinea che "vista da vicino, una discussione cosi' e' ancora piu' impressionante che a leggerla sui giornali".
''C'e' bisogno di una finanziaria che dia un po' di respiro, di ossigeno, all'economia italiana ed al Sud. Auspico che Regioni e Comuni, insieme, riescano a stringere un'alleanza per puntare allo sviluppo del Sud''. Cosi' il presidente della Campania, Antonio Bassolino:
 ''Siamo un paese in stagnazione. Il contesto e' preoccupante soprattutto per cio' che attiene al Mezzogiorno. Ci sarebbe bisogno di una Finanziaria che ridesse un po' di respiro e ossigeno all'economia italiana e al Sud''. Per Bassolino,
e' necessario ''lavorare per mettere insieme tutte le forze in grado di creare una alleanza pre lo sviluppo''. Bassolino ha parlato di ''un'atmosfera un po' surreale senza certe, documenti e numeri''. ''Tutto' cio' e' anche comprensibile -ha aggiunto Bassolino- visto chein questi giorni e' cambiato il ministro del Tesoro. Per valutare con serieta' bisogna che il quadro sia chiaro. L'insoddisfazione -haconcluso Bassolino- era molto forte cosi' come la preoccupazione delle forze produttive, i sindacati, delle regioni e dei comuni, sul fronte dei tagli''.
''Le scelte fondamentali per il futuro della comunita' nazionale vanno condivise. Invece il Governo sta mettendo le Regioni con le spalle al muro: discutere di Finanziaria a 48 ore dal suo annunciato varo in Consiglio dei ministrimortifica la collaborazione istituzionale indispensabile per il rilancio della fiducia e dello sviluppo del Paese''. E' il commento del presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca:''Le Regioni - ha detto Spacca - sono disponibili al confronto ea fare la propria parte con senso di responsabilita' per il rilancio dell'economia e il riequilibrio della finanza pubblica condividendo la definizione di una strategia di rigore e sviluppo che salvaguardi equita' e coesione sociale. Non e' pensabile di scaricare i costi di cinque anni di malgoverno su Enti locali, famiglie ed imprese
intervenendo con tagli, anche nel settore sanitario, su qualita' e
diffusione dei servizi locali''. Per Spacca, ''la difficile situazione del Paese si puo'
affrontare con successo solo attraverso una strategia comune tra
Governo centrale, Regioni e sistema delle autonomie locali, forze
economiche e sociali. Insieme l'Italia puo' risollevarsi, riprendere
il cammino della crescita e affrontare le sfide dello scenario
globale. Dividendo la comunita' nazionale sulle scelte fondamentali,
il Governo puo' solo accelerare il rischio del declino''. ''Hanno ragione gli enti locali a lamentarsi perche' nella legge finanziaria che ci e' stata presentata ci sono tagli ai trasferimenti intorno al 6-7%. Si tratta di una riduzione consistente che avra' effetti negativi non solo sul piano sociale, ma anche su quello occupazionale'', ha detto il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta.
Per la Presso ''Quanto annunciato dal governo per la Finanziaria e' assolutamente insostenibile per gli enti locali, per le Regioni e quindi per tutti gli italiani'', così il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Presso: ''Allarma - sottolinea Bresso - vedere la confusione e l' imprecisione regnanti su un provvedimento che tra poche ore dovra' essere presentato ufficialmente. Infine - si domanda - che fine ha fatto il federalismo fiscale? Al momento - conclude - mi sembra semplicemente che si attribuiscano alle amministrazioni periferiche i costi''.
Il capitolo Sanita' della Finanziaria prevedra' norme per migliorare le liste di attesa dei pazienti, con l' attivazione di centri di prenotazione unici a livello regionale, l' apertura di liste bloccate e anche forme di rimborso per i cittadini che si dovessero trovare a pagare servizi sanitari per evitare liste troppo lunghe. A delineare l' intervento e' stato il ministro per la Sanita', Francesco Storace al termine dell' incontro Governo-Parti sociali a Palazzo Chigi. ''Le regioni avranno piu' risorse - ha detto Storace - e a queste si aggiungeranno i fondi del federalismo e dei contratti. Chiederemo in cambio un impegno sulle liste di attesa'' In particolare - ha spiegato il ministro - si agevolera' la nascita di Cup, i centri di prenotazione unici a livello regionale, e contemporaneamente si vietera' di mettere limiti temporali alle liste (saranno possibili deroghe solo in accordo con le associazioni dei consumatori). Il parametro delle liste di attesa, inoltre, sara' parte integrante delle valutazione dei livelli di assistenza e ci saranno apposite commissioni di controllo. ''Sono poi previste forme di ristoro - ha affermato il ministro - se le lista e' troppo lunga''.
 ''E' stata un riunione interlocutoria con pochissimi numeri. Abbiamo chiesto un tavolo di confronto per incidere piu' sul maxi emendamento che sul testo di questa Finanziaria che verra' approvata dal Consiglio dei ministri nei prossimi giorni''. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria,  Claudio Burlando, lasciando Palazzo Chigi dopo l'incontro con il governo che ha illustrato le linee della Finanziaria 2006. Burlando ha spiegato che non si e' parlato di riduzione  dell'Irap e che sono state fatte solo considerazioni generali sui  tagli alle spese. ''Se il confronto ci sara' -ha concluso- ci sara'  dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri della Finanziaria''.

(red/28.09.05)

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Scuola: certezze a famiglie su riforma

(regioni.it) C’è preoccupazione da parte delle Regioni per le notizie provenienti dalla Commissione Senato in relazione al dibattito sulla riforma del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione. “Pur riconoscendo pienamente - ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani – il ruolo del Parlamento, voglio richiamare il Governo a confermare il rispetto degli accordi presi con le Regioni e gli Enti locali nella Conferenza Unificata del 15 settembre. Il mondo della scuola e le famiglie italiane hanno infatti bisogno di certezze e non di scelte affrettate. Quegli accordi hanno un valore decisivo e rappresentano una scelta essenziale per la prosecuzione del confronto fra le Regioni e il Governo”.

Una delegazione della Conferenza delle Regioni parteciperà domani, giovedì 29 settembre alle ore 14.00 (Aula Commissione – Piazza del Parlamento, 24) ad una audizione formale promossa dalla Commissione Istruzione della Camera dei Deputati, in merito allo schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti, ai fini dell’accesso all’insegnamento (atto 530), e allo schema di decreto legislativo concernente le norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione (atto 535).
(red/28.09.05)

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Lombardia: bilancio in ordine

Bilancio Lombardia in ordine. ''Nel 2004 la Lombardia e' l'unica Regione italiana che ha dimostrato di avere i conti in pareggio'': cosi' l'assessore regionale al Bilancio, Romano Colozzi, ha commentato il rendiconto nella discussione in Consiglio regionale prima dell'approvazione del provvedimento. ''Le altre Regioni - ha proseguito - stanno dibattendo sui buchi, incluse quelle che qui dall'opposizione sono evocate come un Eden''.

Nel 2004 le entrate della Regione Lombardia sono state 21 miliardi e 316 milioni di euro (al netto di anticipazioni di cassa, giroconti e partite di giro). La maggior parte dei 21 miliardi di euro (oltre 16 miliardi) della Lombardia  sono stati destinati alla sanita'. Ma sono aumentate le risorse per gli investimenti: nel 2003 erano 937 milioni, mentre nel 2004 hanno raggiunto il miliardo e 312 milioni. Una cifra alta, per la maggior parte usata senza ricorrere all'indebitamento (1 miliardo 125 milioni).

''Siamo riusciti a far fronte a una politica di investimenti - ha riassunto Colozzi - senza accendere mutui per cui il nostro livello di indebitamento, allo 0,86%, e' il piu' basso del Paese dove la media e' del 2,3%''.

Critiche pero' sono arrivate da parte dell'opposizione. ''Questo bilancio - ha commentato il capogruppo Ds Giuseppe Benigni - non puo' certo presentare una situazione di sfascio finanziario, perche' allora cosa dovrebbero fare Regioni povere. Ma certo non siete stati all'altezza delle politiche di sviluppo, di innovazione, di redistribuzione del reddito che la Regione si aspettava''.

(red/27.09.05)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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