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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 594 - giovedì 29 settembre 2005

Sommario3
- Finanziaria: lavoriamo a maxi-emendamento
- Finanziaria: collaborazione tra Stato, Regioni ed Enti locali
- Riforma scuola: rispettare accordi istituzionali
- Colozzi: disegnare politica sanitaria diversa
- Lombardia: festa dei nonni
- Finanziaria: interviste a Galan e Formigoni

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Finanziaria: lavoriamo a maxi-emendamento

(regioni.it) Appello al Governo: lavoriamo per un maxi-emendamento alla Finanziaria che soddisfi le esigenze del Paese. E' questa la proposta di Regioni ed Enti locali: lavoriamo insieme su temi nevralgici per il sistema Paese che favoriscano anche il rilancio e lo sviluppo: dall’innovazione alla formazione; dall’ambiente al territorio; dal welfare al sud. 

No al mero scarico dei problemi finanziari dal centro agli Enti locali. ''Il Governo ha in mano un cerino acceso che sta finendo e lo passa nelle mani delle regioni e delle autonomie locali. Questo meccanismo non regge, non puo' reggere. A pagare saranno i cittadini'', così il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, alla conferenza stampa congiunta con i presidenti delle associazioni di comuni e province sulla Finanziaria.

Riaprire immediatamente il confronto per modificare e correggere una finanziaria '' inaccettabile''. Errani ha ribadito 'Non rinunciamo a tenere aperto il confronto - ha affermato  - ma se sara' necessario costruiremo un'ampia mobilitazione''.

I tagli alle Regioni e agli Entil ocali contenuti nella finanziaria per il 2006 rappresentano ''un colpo pesantissimo per tutto il sistema delle autonomie. Non ci resta che aggrapparci alla speranza di un maxiemendamento. Su questo abbiamo gia' dato la nostra disponibilita' a collaborare al governo'', ha precisato Errani.

E’ fondamentale che ''l'esecutivo torni sui suoi passi''. Errani ha ricordato che ''siamo oltre il livello di guardia'' e che per la sola Emilia Romagna (la regione presieduta dallo stesso Errani) ci sara' un notevole taglio nei trasferimenti”.

Il presidente delle Regioni ha definito la manovra messa a punto da Tremonti ''inaccettabile non perche' non vogliamo limitare la nostra capacita' di spesa”, ma perche' le ripercussioni sui servizi ai cittadini ''saranno pesantissime''. E ribadisce: ''Immaginate cosa accadra' alle nostre citta' tra qualche mese quando ci troveremo ad affrontare concretamente problemi come quello dello smog, del trasporto pubblico locale e della questione casa. Non vorremmo - ha auspicato - essere chiamati tra qualche tempo a Palazzo Chigi per fare un ulteriore sforzo anche su questi temi''.

Dell’altra metà del Fondo Sociale Nazionale non se ne sa nulla. Errani ha pertanto espresso ''preoccupazione'' perche' nelle linee guida della manovra illustrata nell'incontro di qualche giorno fa a Palazzo Chigi ''non c'e' ancora stata data una risposta chiara sulla copertura del 50% del fondo nazionale per le politiche sociali del 2005''. Inoltre Errani ha ammonito il Governo ''a non toccare lo stanziamento di 90 miliardi di euro destinato al fondo sanitario nazionale''.

Errani si dice "disponibile a partecipare allo sforzo di risanamento del sistema paese ma alcuni punti devono essere intoccabili: mezzogiorno, ricerca, innovazione, ambiente, casa, sanita' e welfare". Per Errani "siamo in una situazione pesantissima e, per alcuni versi, imbarazzante. Basti dire che per i capitoli sanita' e welfare noi non chiediamo un euro di piu' di quello gia' pattuito ma il governo, in questo senso, deve dare un chiaro segnale anche perche' non ce ne facciamo nulla solo dei conti ragionieristici".

Il segnale di una disponibilita' nei confronti del governo, per il presidente della conferenza delle regioni si potrebbe concretizzare attraverso un "cambio di marcia e con la convocazione di un tavolo per affrontare, tutti insieme, il problema dei conti pubblici, perche' bisogna dire chiaramente che, con questa finanziaria, siamo gia' molto oltre il livello di guardia e si rischia una rappresentazione della finanziaria in cui poi spariscono i problemi dei cittadini e del paese".

''Siamo oltre il livello di guardia - ribadisce Errani- Si tratta di un colpo pesante alla gestione di servizi importanti e alla vita e alle risorse dei cittadini. Una manovra inefficace che non portera' risultati nelle casse dello Stato ma solo gravi problemi al Paese''.

Il tavolo di confronto deve servire anche a discutere di  politiche di sviluppo, a rilanciare e a dare prospettive all’economia sul territorio. Ridare fiducia.

''Auspichiamo - ha quindi sottolineato Errani - un maxi-emendamento che soddisfi le esigenze del Paese. Saro' il primo ad apprezzare il Governo se fosse disponibile ad aprire un tavolo per intraprendere politiche di sviluppo: io di sviluppo finora ne vedo poco''. ''Io propongo di rivederci nuovamente, Governo ed enti locali, e fare uno sforzo comune, nell'interesse del Paese, concentrandoci su alcuni, strategici grandi interventi: innovazione, ricerca, mezzogiorno, per esempio. Noi siamo pronti a partecipare allo sforzo di risanamento''.

Errani ha poi spiegato che gia' le risorse ottenute sono ''inferiori al potere d'acquisto reale del 2005'' poiche' l'incremento medio del costo della sanita' e' del 4-5% mentre la cassa funziona con un ritardo di 15-16 mesi. Tutto questo lo scorso anno ha causato 500 milioni di costi aggiuntivi per interessi, poiche' le Regioni sono costrette a pagare i fornitori con 300-400 e a volte 450 giorni di ritardo”. Dallo Stato l’erogazione delle risorse in sanità arriva dopo più di un anno, e quindi si paga “credito” con gli interessi anche poi nell’acquisto dei beni di servizio: una siringa costa molto di più se viene pagata dopo sei mesi o un anno. 

 (gs/29.09.05)

 

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Finanziaria: collaborazione tra Stato, Regioni ed Enti locali

(regioni.it) La situazione economica e finanziaria è difficile e caratterizzata da squilibri di finanza pubblica, caduta di competitività del sistema produttivo e bassi livelli di crescita.

 

Il DPEF ha tracciato  un percorso per ritrovare gli equilibri finanziari concordato con l’Europa, per rilanciare la crescita e assicurare aiuto alle famiglie più svantaggiate.

 

Le Regioni e le Province autonome non solo condividono pienamente questa necessità di rilanciare l’economia e di riequilibrare la finanza pubblica, ma intendono continuare a svolgere un ruolo attivo per raggiungere questi obbiettivi assumendosi tutte le responsabilità.

 

Fino adesso il livello di collaborazione tra Stato, Regioni ed Enti locali è stato molto basso e questo ha impedito di “fare sistema”.

 

Occorre invece come  Istituzioni della Repubblica invertire questa china, abbandonare la conflittualità e la rivendicazione astratta di poteri, senza per questo rinunciare alla propria “sovranità”, e collaborare per realizzare i piani di investimento e riequilibrare la finanza pubblica.  Concretamente le Regioni chiedono di  aprire un confronto con il Governo per predisporre insieme le modifiche che si renderanno, come negli anni scorsi, necessarie alla manovra (maxiemendamento) e si dichiarano pronte a governare la spesa pubblica in funzione degli obbiettivi europei e  ad aggiungere proprie risorse a quelle stanziate con la Legge finanziaria 2006 per realizzare insieme allo Stato e agli Enti locali i piani di sviluppo.

 

Le Regioni indicano tre grandi progetti:

1.      Innovazione e formazione per alimentare la competitività del Paese nel quadro degli obiettivi definiti a Lisbona. A tale scopo occorre:

·         Portare la spesa di investimento e quella per la realizzazione dei programmi comunitari fuori dal Patto di stabilità;

·         Modificare l’articolo 3 comma 18 della legge 350/2003 per includere tra le spese di investimento di cui all’articolo 119 della Costituzione anche gli oneri per interventi nei campi della ricerca e sviluppo, dell’innovazione per i distretti industriali, della tutela ambientale e del risparmio energetico;

·         Modificare l’articolo 3 comma 18 della legge 350/2003 per ripristinare la possibilità per le Regioni di ricorrere all’indebitamento per erogare alle famiglie e alle imprese contributi per gli investimenti;

·         Riconsiderare, alla luce della riforma dei fondi strutturali, il complesso delle politiche per il Mezzogiorno.

2.      Territorio e ambiente. Vengono individuate tre priorità: Casa, TPL Aria, Infrastrutture. Le Regioni propongono di fare insieme allo Stato e agli Enti locali piani comuni di interventi e sono disponibili per questo ad aggiungere risorse proprie a quelle stanziate dalle altre Istituzioni.

3.      Welfare. Occorre innanzitutto il reintegro dei 500 milioni sul Fondo sociale nazionale 2005. Per la sanità le Regioni non intendono aprire un contenzioso sul fabbisogno 2005 purchè il fabbisogno 2006 sia quantificato prendendo come base 2005 il totale concordato di 90 miliardi (88+2) e venga assicurato un incremento di tale base coerente con l’aumento medio verificatosi negli ultimi anni (poco inferiore al 5%). Inoltre le Regioni chiedono che venga chiusa la sottostima del 2004 aggiungendo 4,5 miliardi.

4.       

Se sui tre obbiettivi e sulle loro articolazioni Stato e Regioni raggiungono positive convergenze le Regioni sono pronte a concordare con il Governo:

·         Chi fa cosa per evitare sovrapposizioni dispendiose

·         Partecipare all’azione di governo della spesa corrente modificando i vincoli del Patto di stabilità

·         Aprire a tale scopo un “Tavolo” Governo – Regioni - Enti locali per attivare azioni concrete di contenimento di alcune tipologie di spesa.

 

Le Regioni infine sollecitano l’avvio del processo di attuazione del federalismo fiscale partendo dalla definizione dei meccanismi strutturali dello stesso su cui Regioni ed Enti Locali fin  dal 2003 hanno realizzato una proposta condivisa.

Occorre poi lasciare margini di autonomia impositiva e consentire nuovamente dal 2006 una piena e autonoma disponibilità per le Regioni della leva fiscale.

 

Il Governo nell’incontro del 27/9:

  • ha delineato la manovra che si articola in una parte ordinaria pari a 15,5 miliardi occorrente per riportare il rapporto deficit PIL al 3,8% (11,5 miliardi ) e a  interventi di “manutenzione” strutturale del bilancio (4 miliardi), e in una parte straordinaria per interventi a favore di famiglie e imprese e per gli impegni derivanti dall’Agenda di Lisbona;
  • ha stabilito  che ogni comparto della P.A. deve assumersi un onere per il riequilibrio finanziario proporzionale al peso della propria spesa corrente  sul complesso della spesa della PA.;
  • ha stabilito circa gli investimenti un livello (2004 + 7%) più elevato rispetto a quanto avrebbe determinato l’attuale versione del Patto di stabilità, però non   ha accolto la richiesta delle regioni di portare la spesa di investimento fuori dal patto di stabilità per consentire alle stesse di contribuire maggiormente alle politiche di sviluppo;
  •  ha inoltre dato macroindicazioni di comparto sull’entità della riduzione ( 3 miliardi) della spesa corrente (sociale e personale esclusi). Allo stato attuale, sia pur con grande incertezza, la misura avrebbe sulle Regioni una ricaduta di 1 miliardo circa che in particolare potrebbe colpire i fondi per le funzioni trasferite ex “leggi Bassanini”( ambiente, trasporti, viabilità,) o addirittura la quota di parte statale dei cofinanziamenti dei programmi comunitari. Le Regioni ricordano che mentre lo Stato si accinge a ridurre questi settori di spesa corrente non hanno trovato risposta solutiva le questioni poste dalle Regioni circa la forte caduta (quasi 200 milioni l’anno) delle entrate per l’accisa benzina rispetto al livello che il Governo era tenuto ad assicurare;

·         sulla spesa sanitaria non ha fornito alcuna quantificazione;

rispetto alle profferte delle Regioni di collaborare ai piani di dismissione patrimoniale e di lotta all’evasione fiscale in cambio di risorse aggiuntive proporzionate al valore aggiunto recato dalla loro azione non vi è stata al momento una risposta.

 (red/29.09.05)

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Riforma scuola: rispettare accordi istituzionali

“Pur rispettando la decisione della Commissione Istruzione pubblica del Senato – ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che ha espresso il suo parere sulla riforma del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione - è indispensabile richiamare l’attenzione del Governo al rispetto degli accordi istituzionali che su tale materia sono stati sanciti nella Conferenza Unificata del 15 settembre. Lo slittamento della sperimentazione dei nuovi ordinamenti previsti dal decreto rappresenta uno dei punti cardine di quegli accordi, che quindi vanno rispettati.

Le famiglie e gli operatori della scuola hanno bisogno di certezze e le Regioni e gli Enti locali – ha concluso Errani - debbono poter contare su corretti rapporti istituzionali”.

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Colozzi: disegnare politica sanitaria diversa

(regioni.it) Tutti i livelli istituzionali a lavorare insieme sulla Finanziaria e in particolare su una maggiore qualità e razionalizzazione della spesa sanitaria. Romano Colozzi, assessore al Bilancio della Lombardia e coordinatore degli assessori al bilancio per la Conferenza delle Regioni, sostiene che la finanziaria presentata dal governo e' ''severa, come ci aspettavamo, sia per le condizioni di fondo della finanza pubblica, sia per il vincolo europeo''.

''Tutti siamo d'accordo che bisogna combattere gli sprechi - ha detto Colozzi - e dare piu' risorse allo sviluppo. Pero', se sono vere le cifre, allora si tratta di aspetti che non possono essere raggiunti solo con una politica di tagli''.

A questo proposito, Colozzi ha citato come esempio il tema della sanita'. ''In questi anni e' stato fatto un grande sforzo di razionalizzazione - poi si tratta di prendere atto che ci sono dinamiche di spesa crescenti di fronte alle quali non si possono chiudere gli occhi, ma si tratta di disegnare una politica sanitaria diversa dall'attuale''. ''Quando parliamo di lotta agli sprechi - ha aggiunto - si tratta di distinguere tra chi l'ha condotta e chi no, e quindi tra chi non deve e chi deve mettere nuove risorse nella sanita' ''. A questo punto e' giusto anche trovarsi tutti - Regioni e governo - attorno a un tavolo ''e decidere quali sono i livelli essenziali di assistenza compatibili con le risorse del Paese, come era gia' accaduto con il governo Amato''.

Per Colozzi ''e' concreto il rischio di una Finanziaria che penalizza i piu' virtuosi, quelli che hanno rispettato le leggi. Faccio un esempio: essendo stato congelato il 50% del Fondo sociale, i Comuni lombardi che hanno ricevuto dalla Regione tutte le risorse previste in questo capitolo di spesa, rischiano di vedersi penalizzati piu' di altri Comuni''.

 (red/29.09.05)

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Lombardia: festa dei nonni

(regioni.it) Festa dei nonni e altre iniziative sociali promosse dalla Regione Lombardia. Il presidente Roberto Formigoni, gli assessori della Giunta regionale, i sottosegretari alla Presidenza e i Consiglieri regionali saranno presenti a molte iniziative che animeranno tutto il fine settimana.
Tra queste, va segnalata in particolare la "corsa dei nonni", in programma domenica 2 ottobre alle 11.30 in Piazza Duca d'Aosta a Milano, in concomitanza con l'apertura del 31mo piano del Palazzo Pirelli dalle ore 10 alle 19. Piazza Duca d'Aosta sarà inoltre il centro di diverse altre iniziative: Hasbro, società produttrice di giocattoli, organizzerà attività ludico-creative che coinvolgeranno nonni e nipoti; Regione Lombardia, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e ISMEA proporranno un programma di comunicazione ed educazione alimentare, rivolto ai bambini e ai loro nonni, oltre che animazione e spettacoli per bambini (dalle 10.30 alle 17.45); sarà allestito di un gazebo di Poste Italiane dove saranno distribuite le cartoline appositamente realizzate. (
 Festa dei nonni 2005;
29 Settembre 2005
Ricerca, non tutti i nonni sono anziani; 27 Settembre 2005
2 ottobre, 300 manifestazioni per la Festa dei Nonni).

I nonni sono figure importanti nelle famiglie italiane. Se la percentuale di chi accudisce i nipoti e' del 70%, infatti, quella dei nonni che danno un aiuto economico sale al 96%. Questo e' il risultato di un'indagine commissionata dalla Regione Lombardia a Lorien Consulting che fra il 19 e il 23 settembre ha intervistato duemila persone, ovvero un campione rappresentativo degli italiani.

A sintetizzare la ricerca, in vista della festa dei nonni di domenica prossima, e' stato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. ''Questa indagine - ha osservato alla presentazione - dimostra la straordinaria importanza dei nonni dal punto di vista sociale, affettivo e anche economico''.

Dei circa 14 milioni di nonne e nonni italiani, la meta' ha meno di 64 anni e il 23% meno di 54. Si tratta dunque di nonni abbastanza giovani e comunque attivi (il 17% ancora lavora, il 19% fa sport e il 31% fa attivita' ricreative), che mettono molto tempo a disposizione dei nipoti: in media 18 ore alla settimana. Oltre l'80% gioca con i bambini, piu' del 67% li porta a spasso e il 44,3% li va anche a prendere a scuola (una percentuale che in Lombardia supera il 50).

Ma l'aiuto, oltre che materiale, e' anche economico, e non solo con qualche regalo o la paghetta (che riguarda solo il 10% dei casi).

Il 59% dei nonni contribuisce direttamente alle spese quotidiane. E forse e' proprio per tutta questa dedizione che il 98,4% dei nonni considera importante il rapporto con i nipoti, una percentuale che e' appena inferiore (il 93,6%) fra i nipoti. In Lombardia invece il divario si acuisce visto che il 100% dei nonni ritiene che la relazione con i nipoti sia davvero importante, ma la percentuale di nipoti che la pensa allo stesso modo e' dell' 86,6%.

Numeri comunque alti, che dimostrano la popolarita' dei nonni, confermata dal numero di persone che conosce la festa istituita l'anno scorso in Lombardia, e adesso per la prima volta a livello italiano. Il 49% dei nonni ne ha sentito parlare (il 64,7% dei lombardi) e il 64,4% la ritiene importante ''perche' valorizza'' la loro figura.

Ecco altre informazioni su iniziative di servizio e vari provvedimenti della regione Lombardia:

- Direzione Generale Industria, Pmi e Cooperazione: i Bandi aperti

- Rivista Confronti n. 2/2005

- Procedure di gara: 2° Avviso indicativo anno 2005

- Bando 2005 di concessione contributi agli organizzatori di manifestazioni fieristiche

- Conferenza Servizi progetto "Milano altra sede Regione Lombardia"

- Bando 2005 di presentazione dei progetti per il Piano annuale dell'attività di cooperazione decentrata allo sviluppo

- Scadenza termini presentazione proposte riconoscimento negozi storici

- Gestione Associata Enti locali: 2° bando 2005 contributi straordinari

- Primo Master in Sicurezza Urbana (Ma.Us).

- Terremoto a Brescia del novembre 2004. Tutti gli aggiornamenti

Attivazione del fondo di rotazione per le imprese cooperative

- R.S.A.: posti liberi e tariffe on-line in tempo reale.

- Puoi consultare online la nuova guida ai servizi 2005

-Contributi a iniziative e manifestazioni di rilievo regionale

Imprenditori nonni. in Italia sono in tutto ben 296.885, l' 8,6% del totale nazionale delle ditte individuali. In un caso su quattro si tratta di donne titolari di aziende. E' quanto emerge da un' elaborazione della camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2005, studiati in vista delle celebrazioni della Festa nazionale dei nonni di domenica prossima.

A primeggiare fra i nonni-imprenditori sono i siciliani, 35.584 ditte con un titolare over 70 (che rappresentano il 12% del totale regionale) e di queste quasi il 25% ha un titolare donna. Dopo la Sicilia, il Veneto, con il 9,7% sul totale italiano e con una presenza femminile del 24,7%. Segue quasi a pari merito la Puglia, con una quota regionale del 9,6% e il 24,7% di ditte con titolare femminile.

Friuli, Valle d' Aosta e Liguria le regioni con la percentuale piu' alta di nonne-impresa, dove i titolari donne over 70 sono rispettivamente il 36,5%, 36,7% e 33,5% sul rispettivo totale regionale. Questo mentre Napoli, Roma e Bari sono le province con maggior concentrazione di anziani imprenditori. Il 3,6% del totale nazionale opera infatti nel capoluogo campano, il 3,5 nella capitale e il 3,3% nel capoluogo pugliese.

Il primato di presenze femminili per provincia spetta a Trieste, dove le titolari donne over 70 sono due su cinque.     

   Nella tabella, numero e percentuale di nonni-imprenditori

regione per regione:

                    totale       % regionale

- Abruzzo           10.238           3,4%

- Basilicata         4.453           1,5%

- Calabria          10.964           3,7%

- Campania          27.758           9,3%

- Emilia Romagna    26.360           8,9%

- Friuli V. Giulia   7.000           2,4%

- Lazio             18.975           6,4%

- Liguria            5.211           1,8%

- Lombardia         18.787           6,3%

- Marche            13.932           4,7%

- Molise             2.388           0,8%

- Piemonte          18.496           6,2%

- Puglia            28.546           9,6%

- Sardegna           8.167           2,8%

- Sicilia           35.584          12,0%

- Toscana           17.239           5,9%

- Trentino A.A.      6.743           2,3%

- Umbria             6.791           2,3%

- Valle d'Aosta        556           0,2%

- Veneto            28.697           9,7%.

-------------------------------------------

- Totale           296.885           8,6%

 (gs/29.09.05)

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Finanziaria: interviste a Galan e Formigoni

(regioni.it) ''Ce l'ha sempre fatta. Meglio Tremonti, mille volte, di Siniscalco: ha intelligenza, sa il mestiere e soprattutto e' l'uomo politico con maggior fantasia che ci sia mai stato in Italia. Chi ha dubbi lo paragoni a Visco''. Lo afferma in un'intervista con 'La Stampa' il presidente del Veneto, Giancarlo Galan parlando della Finanziaria in discussione in questi giorni al Governo e delle contestazioni mosse a Tremonti da parte di alcune regioni. (Intervista a "La Stampa" presidente regione Veneto Giancarlo Galan...         ) Il presidente Galan dice di non voler partecipare ''al pianto greco'' e rispondendo a quella che oggi sara' la battaglia delle autonomie locali contro via XX settembre dice: ''Sono rituali della politica, io a Roma non ci vado piu'''. ''Le regioni - aggiunge - si lamentano sempre''. Per Galan ''la partita e' politicamente chiusa. In Finanziaria - conclude - le nostre richieste saranno accolte e il Mose sara' finanziato''.

''Noi non siamo andati a Roma con il cappello in mano e la lista della spesa - dice il presidentedella Lombardia Roberto Formigoni, intervistato dal CORRIERE DELLA SERA - Ci siamo presentati con la proposta di un accordo istituzionale fra le parti destinato allo sviluppo, capace di intervenire su alcune emergenze tra le quali figurano il trasporto pubblico, la viabilita' e la qualita' dell'ambiente''. (Intervista al Corsera del presidente della regione Lombardia Roberto...      ) ''Diciamo che lo spirito della proposta e' questo - spiega Formigoni - gli obiettivi di finanza pubblica si individuano tutti insieme, e poi ogni soggetto ha un'ampia liberta' di manovra per raggiungerli. Il ministro Tremonti ha detto di aver apprezzato questo approccio e promesso che proporra' al Consiglio dei ministri di sposare questo accordo''. ''Da diversi anni il sistema degli enti locali e' stato messo sotto stress. E quest'anno sara' addirittura difficilissimo, soprattutto per i Comuni piccoli o piccolissimi. Per quanto riguarda le Regioni, non puo' essere la notte in cui tutti i gatti sono neri. E dunque la richiesta e' che si premino i virtuosi e i responsabili'', conclude Formigoni.

(red/29.09.05)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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