Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 594 - giovedì 29 settembre 2005

Sommario
- Finanziaria: lavoriamo a maxi-emendamento
- Finanziaria: collaborazione tra Stato, Regioni ed Enti locali
- Riforma scuola: rispettare accordi istituzionali
- Colozzi: disegnare politica sanitaria diversa
- Lombardia: festa dei nonni
- Finanziaria: interviste a Galan e Formigoni

+T -T
Finanziaria: collaborazione tra Stato, Regioni ed Enti locali

(regioni.it) La situazione economica e finanziaria è difficile e caratterizzata da squilibri di finanza pubblica, caduta di competitività del sistema produttivo e bassi livelli di crescita.

 

Il DPEF ha tracciato  un percorso per ritrovare gli equilibri finanziari concordato con l’Europa, per rilanciare la crescita e assicurare aiuto alle famiglie più svantaggiate.

 

Le Regioni e le Province autonome non solo condividono pienamente questa necessità di rilanciare l’economia e di riequilibrare la finanza pubblica, ma intendono continuare a svolgere un ruolo attivo per raggiungere questi obbiettivi assumendosi tutte le responsabilità.

 

Fino adesso il livello di collaborazione tra Stato, Regioni ed Enti locali è stato molto basso e questo ha impedito di “fare sistema”.

 

Occorre invece come  Istituzioni della Repubblica invertire questa china, abbandonare la conflittualità e la rivendicazione astratta di poteri, senza per questo rinunciare alla propria “sovranità”, e collaborare per realizzare i piani di investimento e riequilibrare la finanza pubblica.  Concretamente le Regioni chiedono di  aprire un confronto con il Governo per predisporre insieme le modifiche che si renderanno, come negli anni scorsi, necessarie alla manovra (maxiemendamento) e si dichiarano pronte a governare la spesa pubblica in funzione degli obbiettivi europei e  ad aggiungere proprie risorse a quelle stanziate con la Legge finanziaria 2006 per realizzare insieme allo Stato e agli Enti locali i piani di sviluppo.

 

Le Regioni indicano tre grandi progetti:

1.      Innovazione e formazione per alimentare la competitività del Paese nel quadro degli obiettivi definiti a Lisbona. A tale scopo occorre:

·         Portare la spesa di investimento e quella per la realizzazione dei programmi comunitari fuori dal Patto di stabilità;

·         Modificare l’articolo 3 comma 18 della legge 350/2003 per includere tra le spese di investimento di cui all’articolo 119 della Costituzione anche gli oneri per interventi nei campi della ricerca e sviluppo, dell’innovazione per i distretti industriali, della tutela ambientale e del risparmio energetico;

·         Modificare l’articolo 3 comma 18 della legge 350/2003 per ripristinare la possibilità per le Regioni di ricorrere all’indebitamento per erogare alle famiglie e alle imprese contributi per gli investimenti;

·         Riconsiderare, alla luce della riforma dei fondi strutturali, il complesso delle politiche per il Mezzogiorno.

2.      Territorio e ambiente. Vengono individuate tre priorità: Casa, TPL Aria, Infrastrutture. Le Regioni propongono di fare insieme allo Stato e agli Enti locali piani comuni di interventi e sono disponibili per questo ad aggiungere risorse proprie a quelle stanziate dalle altre Istituzioni.

3.      Welfare. Occorre innanzitutto il reintegro dei 500 milioni sul Fondo sociale nazionale 2005. Per la sanità le Regioni non intendono aprire un contenzioso sul fabbisogno 2005 purchè il fabbisogno 2006 sia quantificato prendendo come base 2005 il totale concordato di 90 miliardi (88+2) e venga assicurato un incremento di tale base coerente con l’aumento medio verificatosi negli ultimi anni (poco inferiore al 5%). Inoltre le Regioni chiedono che venga chiusa la sottostima del 2004 aggiungendo 4,5 miliardi.

4.       

Se sui tre obbiettivi e sulle loro articolazioni Stato e Regioni raggiungono positive convergenze le Regioni sono pronte a concordare con il Governo:

·         Chi fa cosa per evitare sovrapposizioni dispendiose

·         Partecipare all’azione di governo della spesa corrente modificando i vincoli del Patto di stabilità

·         Aprire a tale scopo un “Tavolo” Governo – Regioni - Enti locali per attivare azioni concrete di contenimento di alcune tipologie di spesa.

 

Le Regioni infine sollecitano l’avvio del processo di attuazione del federalismo fiscale partendo dalla definizione dei meccanismi strutturali dello stesso su cui Regioni ed Enti Locali fin  dal 2003 hanno realizzato una proposta condivisa.

Occorre poi lasciare margini di autonomia impositiva e consentire nuovamente dal 2006 una piena e autonoma disponibilità per le Regioni della leva fiscale.

 

Il Governo nell’incontro del 27/9:

ha delineato la manovra che si articola in una parte ordinaria pari a 15,5 miliardi occorrente per riportare il rapporto deficit PIL al 3,8% (11,5 miliardi ) e a  interventi di “manutenzione” strutturale del bilancio (4 miliardi), e in una parte straordinaria per interventi a favore di famiglie e imprese e per gli impegni derivanti dall’Agenda di Lisbona; ha stabilito  che ogni comparto della P.A. deve assumersi un onere per il riequilibrio finanziario proporzionale al peso della propria spesa corrente  sul complesso della spesa della PA.; ha stabilito circa gli investimenti un livello (2004 + 7%) più elevato rispetto a quanto avrebbe determinato l’attuale versione del Patto di stabilità, però non   ha accolto la richiesta delle regioni di portare la spesa di investimento fuori dal patto di stabilità per consentire alle stesse di contribuire maggiormente alle politiche di sviluppo;  ha inoltre dato macroindicazioni di comparto sull’entità della riduzione ( 3 miliardi) della spesa corrente (sociale e personale esclusi). Allo stato attuale, sia pur con grande incertezza, la misura avrebbe sulle Regioni una ricaduta di 1 miliardo circa che in particolare potrebbe colpire i fondi per le funzioni trasferite ex “leggi Bassanini”( ambiente, trasporti, viabilità,) o addirittura la quota di parte statale dei cofinanziamenti dei programmi comunitari. Le Regioni ricordano che mentre lo Stato si accinge a ridurre questi settori di spesa corrente non hanno trovato risposta solutiva le questioni poste dalle Regioni circa la forte caduta (quasi 200 milioni l’anno) delle entrate per l’accisa benzina rispetto al livello che il Governo era tenuto ad assicurare;

·         sulla spesa sanitaria non ha fornito alcuna quantificazione;

rispetto alle profferte delle Regioni di collaborare ai piani di dismissione patrimoniale e di lotta all’evasione fiscale in cambio di risorse aggiuntive proporzionate al valore aggiunto recato dalla loro azione non vi è stata al momento una risposta.

 (red/29.09.05)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top