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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 594 - giovedì 29 settembre 2005

Sommario
- Finanziaria: lavoriamo a maxi-emendamento
- Finanziaria: collaborazione tra Stato, Regioni ed Enti locali
- Riforma scuola: rispettare accordi istituzionali
- Colozzi: disegnare politica sanitaria diversa
- Lombardia: festa dei nonni
- Finanziaria: interviste a Galan e Formigoni

+T -T
Finanziaria: lavoriamo a maxi-emendamento

(regioni.it) Appello al Governo: lavoriamo per un maxi-emendamento alla Finanziaria che soddisfi le esigenze del Paese. E' questa la proposta di Regioni ed Enti locali: lavoriamo insieme su temi nevralgici per il sistema Paese che favoriscano anche il rilancio e lo sviluppo: dall’innovazione alla formazione; dall’ambiente al territorio; dal welfare al sud. 

No al mero scarico dei problemi finanziari dal centro agli Enti locali. ''Il Governo ha in mano un cerino acceso che sta finendo e lo passa nelle mani delle regioni e delle autonomie locali. Questo meccanismo non regge, non puo' reggere. A pagare saranno i cittadini'', così il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, alla conferenza stampa congiunta con i presidenti delle associazioni di comuni e province sulla Finanziaria.

Riaprire immediatamente il confronto per modificare e correggere una finanziaria '' inaccettabile''. Errani ha ribadito 'Non rinunciamo a tenere aperto il confronto - ha affermato  - ma se sara' necessario costruiremo un'ampia mobilitazione''.

I tagli alle Regioni e agli Entil ocali contenuti nella finanziaria per il 2006 rappresentano ''un colpo pesantissimo per tutto il sistema delle autonomie. Non ci resta che aggrapparci alla speranza di un maxiemendamento. Su questo abbiamo gia' dato la nostra disponibilita' a collaborare al governo'', ha precisato Errani.

E’ fondamentale che ''l'esecutivo torni sui suoi passi''. Errani ha ricordato che ''siamo oltre il livello di guardia'' e che per la sola Emilia Romagna (la regione presieduta dallo stesso Errani) ci sara' un notevole taglio nei trasferimenti”.

Il presidente delle Regioni ha definito la manovra messa a punto da Tremonti ''inaccettabile non perche' non vogliamo limitare la nostra capacita' di spesa”, ma perche' le ripercussioni sui servizi ai cittadini ''saranno pesantissime''. E ribadisce: ''Immaginate cosa accadra' alle nostre citta' tra qualche mese quando ci troveremo ad affrontare concretamente problemi come quello dello smog, del trasporto pubblico locale e della questione casa. Non vorremmo - ha auspicato - essere chiamati tra qualche tempo a Palazzo Chigi per fare un ulteriore sforzo anche su questi temi''.

Dell’altra metà del Fondo Sociale Nazionale non se ne sa nulla. Errani ha pertanto espresso ''preoccupazione'' perche' nelle linee guida della manovra illustrata nell'incontro di qualche giorno fa a Palazzo Chigi ''non c'e' ancora stata data una risposta chiara sulla copertura del 50% del fondo nazionale per le politiche sociali del 2005''. Inoltre Errani ha ammonito il Governo ''a non toccare lo stanziamento di 90 miliardi di euro destinato al fondo sanitario nazionale''.

Errani si dice "disponibile a partecipare allo sforzo di risanamento del sistema paese ma alcuni punti devono essere intoccabili: mezzogiorno, ricerca, innovazione, ambiente, casa, sanita' e welfare". Per Errani "siamo in una situazione pesantissima e, per alcuni versi, imbarazzante. Basti dire che per i capitoli sanita' e welfare noi non chiediamo un euro di piu' di quello gia' pattuito ma il governo, in questo senso, deve dare un chiaro segnale anche perche' non ce ne facciamo nulla solo dei conti ragionieristici".

Il segnale di una disponibilita' nei confronti del governo, per il presidente della conferenza delle regioni si potrebbe concretizzare attraverso un "cambio di marcia e con la convocazione di un tavolo per affrontare, tutti insieme, il problema dei conti pubblici, perche' bisogna dire chiaramente che, con questa finanziaria, siamo gia' molto oltre il livello di guardia e si rischia una rappresentazione della finanziaria in cui poi spariscono i problemi dei cittadini e del paese".

''Siamo oltre il livello di guardia - ribadisce Errani- Si tratta di un colpo pesante alla gestione di servizi importanti e alla vita e alle risorse dei cittadini. Una manovra inefficace che non portera' risultati nelle casse dello Stato ma solo gravi problemi al Paese''.

Il tavolo di confronto deve servire anche a discutere di  politiche di sviluppo, a rilanciare e a dare prospettive all’economia sul territorio. Ridare fiducia.

''Auspichiamo - ha quindi sottolineato Errani - un maxi-emendamento che soddisfi le esigenze del Paese. Saro' il primo ad apprezzare il Governo se fosse disponibile ad aprire un tavolo per intraprendere politiche di sviluppo: io di sviluppo finora ne vedo poco''. ''Io propongo di rivederci nuovamente, Governo ed enti locali, e fare uno sforzo comune, nell'interesse del Paese, concentrandoci su alcuni, strategici grandi interventi: innovazione, ricerca, mezzogiorno, per esempio. Noi siamo pronti a partecipare allo sforzo di risanamento''.

Errani ha poi spiegato che gia' le risorse ottenute sono ''inferiori al potere d'acquisto reale del 2005'' poiche' l'incremento medio del costo della sanita' e' del 4-5% mentre la cassa funziona con un ritardo di 15-16 mesi. Tutto questo lo scorso anno ha causato 500 milioni di costi aggiuntivi per interessi, poiche' le Regioni sono costrette a pagare i fornitori con 300-400 e a volte 450 giorni di ritardo”. Dallo Stato l’erogazione delle risorse in sanità arriva dopo più di un anno, e quindi si paga “credito” con gli interessi anche poi nell’acquisto dei beni di servizio: una siringa costa molto di più se viene pagata dopo sei mesi o un anno. 

 (gs/29.09.05)

 

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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