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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 643 - venerdì 16 dicembre 2005

Sommario3
- Ambiente; De Filippo: attuazione delega porterà ricorsi
- Minacce a Nencini: la solidarietà delle Regioni
- Errani: azzerati investimenti Stato in sanità
- Sanità: precisazioni delle Regioni su contratto dirigenza medica
- Esigui fondi Montagna
- Negoziato UE: la posizione delle Regioni

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Ambiente; De Filippo: attuazione delega porterà ricorsi

(regioni.it) “Le Regioni italiane faranno ricorso alla Corte costituzionale se verrà data attuazione al decreto legislativo del ministero dell'Ambiente e Tutela del territorio che prevede l'abrogazione di importanti leggi di settore riaccentrando nelle mani del Governo tutte lecompetenze in materia di risorse idriche che sino ad oggierano in capo alle Regioni e alle autorita' di bacino''. Lo ha sottolineato il presidente della Regione, Vito De Filippo, chiudendo i lavori del convegno sul tema ''Risorsa Idrica e politiche di sostenibilita'. Esperienze e prospettive'' svoltosi a Matera per iniziativa della Regione e dell'Autorità di Bacino della Basilicata, in collaborazione con l'Universita' degli Studi della Basilicata, l'Associazione Idrotecnica Italiana e la Sogesid SpA.

“Oggi ci troviamo in una situazione di grande responsabilità - ha aggiunto De Filippo - perche' fortunatamente dobbiamo operare al termine di un eccellente percorso gestionale e di programmazione che ha portato la Basilicata a essere un modello di riferimento in Italia per quel che riguarda le risorse idriche. Per quel che e' stato fatto negli ultimi anni, a partire dall'accordo del '99 sottoscritto insieme alla Regione Puglia e all'allora ministero Lavori pubblici, la Basilicata oggi rappresenta un esempio di eccellenza su un tema così delicato per tutto il Mezzogiorno come quello dell'acqua e del suo uso. Oggi abbiamo la responsabilita' di individuare nuovi punti di eccellenza in continuita' con il lavoro svolto fino ad Oggi”. “La situazione - secondo De Filippo - e' particolarmente propizia perche' siamo alla vigilia di un nuovo ciclo di programmazione economica relativa al periodo 2007 / 2013. Il nuovo documento strategico regionale punta molto sulla risorsa idrica nonostante che i profili finanziari che si vanno delineando rischiano di avere pesantissime conseguenze per la Basilicata. Dobbiamo solo sperare che l'accordo fra i paesi europei venga rinviato al 2006 in modo che venga preso in esame il quadro statistico del 2004 che ci consentirebbe di restare nell'area obiettivo 1. Intanto nel 2006 – aggiunge De Filippo - apriremo una nuova riflessione con la Puglia per ragionare insieme sulla gestione delle infrastrutture primarie e delle reti, sulla potabilizzazione dell'acqua, sull'agricoltura e cosi' via. Ma bisogna evitare ad ogni costo che questo cammino possa essere minato dal decreto del Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio che discende dalla legge delega n. 308/2004”.

Continua - dopo la Conferenza stampa del Coordinatore della Commissione ambiente per la Conferenza delle Regioni, Diego Tommasi, (cfr. Regioni.it n.641) e di altei diversi interlocutori - la mobilitazione contro il decreto delegato di riordino della normativa ambientale. Lunedì 19 dicembre si terrà una conferenza stampa di Wwf e coldiretti presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, Via Ventiquattro Maggio 43 alle  ore 10.30. Interverranno: Fulco Pratesi presidente del WWF Italia, Stefano Masini responsabile dell’Area ambiente e territorio della Coldiretti, il professor Roberto Passino, con la partecipazione delle associazioni aderenti al Tavolo delle associazioni ambientaliste  “Al centro del dibattito – secondo una nota dei promotori - gli effetti disastrosi della Legge Delega in materia ambientale. La politica in campo ambientale oggi segna un pericolosissimo passo falso, occorre che un forte segnale arrivi da fuori del mondo di questa politica, dal mondo delle scienza, dal mondo della cultura. E' per questo che WWF, Coldiretti e il mondo ambientalista, anche a seguito del forte appello delle Regioni, con i testi alla mano – concludono wwf e Col diretti - denunceranno come la Legge Delega diminuisca il livelli di tutela dell’ambiente e aumenti i rischi per la salute dei cittadini. L’appello è rivolto a tutte le istituzioni ed in particolare al Capo dello Stato che potrebbe, in extremis, impedire l’attuazione della Legge Delega rifiutando di ratificarla”.

(red/16.12.05)

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Minacce a Nencini: la solidarietà delle Regioni

(regioni.it) Un biglietto con minacce di morte per il Presidente del Consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini, e' stato trovato negli uffici della sua segreteria, a Palazzo Panciatichi, sede dell' Assemblea regionale. Il biglietto, informa una nota, con scritto a mano in caratteri stampatello ''Nencini bastardo, finirai come Fortugno'' (il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria assassinato due mesi fa, ndr), era contenuto in una  busta non affrancata, con l'intestazione del Consiglio regionale e l' indirizzo del Presidente Nencini in carattere stampatello, battuto probabilmente a macchina, o con un computer. Nelle stesse ore, a Reggio Calabria, Nencini, (che attualmente è anche Presidente della Calre, la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali europee) commemorava Francesco Fortugno, richiamando il suo sacrificio come monito alle istituzioni, ''chiamate a difendere lo Stato e l'etica pubblica''.

Molte le attestazioni di solidarietà al presidente del Consiglio regionale della Toscana, fra queste quella del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

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Errani: azzerati investimenti Stato in sanità

(regioni.it) “C'e' una rottura unilaterale da parte del Governo delle relazioni con le Regioni. Non abbiamo potuto non solo discutere, ma nemmeno vedere, il maxi emendamento alla Finanziaria. E' evidente che qualcosa non funziona”. E' questo il commento del presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

“Come ha detto Ciampi - ha proseguito Errani - la leale collaborazione fra gli enti e' un principio indispensabile per assicurare un buon governo, che infatti non c'è”. Errani ha parlato in particolare del taglio degli investimenti nel settore sanità. “C'e' un azzeramento - ha detto Errani - degli investimenti da parte dello Stato sia tecnologici sia strutturali. La Regione Emilia-Romagna ha dovuto in questi ambiti investire risorse proprie. C'e' un sottofinanziamento del sistema sanitario nazionale a cui la Finanziaria darà un colpo pesante, saremo di fronte a un taglio ai livelli di assistenza di circa cinque miliardi”.

(red/16.12.05)

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Sanità: precisazioni delle Regioni su contratto dirigenza medica

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni ha approvato un documento che riporta in modo sintetico ed organico i punti critici, già segnalati dal Comitato di settore all’ARAN prima della sottoscrizione del contratto 2002-2005 delle Aree della Dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale, sottolineati nella nota del Presidente del Comitato di settore al Coordinatore della Commissione salute.

Le specificazioni contenute nel Documento servono per permettere una omogenea applicazione del CCNL tra le Regioni e all’interno della stessa Regione considerata la possibile difficoltà interpretativa di alcuni punti contrattuali, la cui corretta comprensione è possibile legando il testo contrattuale alla  posizione espressa dalle Regioni in sede di parere.

(red/16.12.05)

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Esigui fondi Montagna

Documento della Conferenza delle Regioni del 15 dicembre 2005:

 

ORDINE DEL GIORNO

 

 

Ricordato come la Giornata Internazionale della Montagna, istituita dall’ONU a tre anni dall’Anno Internazionale delle montagne 2002, rappresenti un appuntamento simbolico per ricordare e attualizzare l’impegno a proteggere e valorizzare l’ambiente d’alta quota;

 

Segnalato che, a fronte dei festeggiamenti che coinvolgono le più importanti istituzioni italiane, questo appuntamento deve essere anche l’occasione per affrontare le questioni di maggior rilievo per la montagna italiana, soprattutto per quelle zone in cui lo sviluppo economico è difficile e il rischio di spopolamento si avverte con particolare gravità.

 

Le Regioni e le Province autonome, intendono esprimere tutto il proprio disagio e la propria preoccupazione nei confronti della situazione in cui versa il Fondo nazionale per la Montagna, la cui stessa esistenza è messa in pericolo dall’esiguità di previsioni di finanziamento per l’anno 2006.

 

La progressiva riduzione della dotazione finanziaria del Fondo, che ha condotto al suo dimezzamento per il 2005 e, se la legge finanziaria dello Stato di prossima approvazione non disporrà altrimenti, ad un’ulteriore consistente diminuzione per il 2006, è un segnale di inaccettabile disattenzione da parte del Governo nei confronti della montagna italiana, dal momento che esso rappresenta la sola risorsa statale di parte capitale a disposizione delle Comunità montane per la realizzazione di interventi di investimento e di sviluppo per i territori montani, risultando perciò assolutamente essenziale a tali fini.

 

Lo scarso rifinanziamento del Fondo comporta, di fatto, l’inoperatività della legge 31 gennaio 1994, n. 97, che, in adempimento dell’articolo 44 della Costituzione, ha istituito il Fondo nazionale per la montagna.

 

Al Governo va ricordato che la legge n. 97 del 1994 ha previsto inoltre che le Regioni e Province autonome provvedano all’istituzione di fondi regionali e provinciali per la montagna volti al co-finanziamento degli interventi in zona di montagna. L’insufficiente dotazione del Fondo nazionale per la montagna farebbe di conseguenza ricadere sulle Regioni e Province autonome l’integralità dell’onere per il finanziamento degli interventi realizzati dalle Comunità montane.

 

La scomparsa di fatto del Fondo rappresenterebbe la cancellazione di una qualsiasi prospettiva per la realizzazione di concrete politiche per la montagna in Italia, oltre a mettere in pericolo la sussistenza stessa di quegli enti, come le Comunità montane, a cui è affidata la realizzazione di interventi vitali per le aree montane.

Le Regioni e le Province autonome fanno dunque appello al senso di responsabilità che il Governo deve garantire nei confronti delle popolazioni della montagna italiana affinché il Fondo Nazionale per la Montagna recuperi la sua iniziale dotazione finanziaria, consentendo la realizzazione di quegli interventi che altrimenti non potrebbero in alcun modo essere portati a compimento e che rivestono un’importanza essenziale per le aree di montagna.

 

Le Regioni e le Province autonome ribadiscono infine la speranza che una rinnovata "legge montagna" consenta in futuro azioni migliori a favore della montagna italiana in un contesto europeo più sensibile ai problemi della montagna.

 

Le Regioni e le Province autonome esprimono in conclusione un giudizio negativo nei confronti della politica per la montagna del Governo, così come espressa nel corso dell’intera legislatura, con mancate realizzazioni e continue minacce nei confronti degli enti locali della montagna.

 

 

 

 

Roma, 15 dicembre 2005

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Negoziato UE: la posizione delle Regioni

(regioni.it) La posizione della Conferenza delle Regioni, contenuta in un documento, sul negoziato relativo alle prospettive finanziarie dell’Unione Europea è stata illustrata al Governo nel Corso della Conferenza Stato-Regioni riunitasi in sessione comunitaria il 15 dicembre. Si riporta integralmente il testo del Documento:

1.      La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, stante il quadro politico che penalizza il Paese, che emerge dalle proposte della presidenza inglese della Unione europea, richiede al Governo di attivare tutte le iniziative necessarie per cambiare alcune condizioni essenziali che caratterizzano l’impianto del negoziato.

2.      Le Regioni e le Province autonome esprimono i seguenti aspetti problematici:

a.      non condividono la scelta di ridurre la dotazione del bilancio comunitario rispetto alla proposta della Commissione europea;

b.      l’attuale proposta negoziale della Presidenza inglese dell’Unione europea non migliora l’impostazione già penalizzante delle precedenti.

3.      Le eccezioni e le compensazioni presentate nell’ultima proposta inglese segnalano un ulteriore elemento di gravità, visto che non vi sono proposte positive per quel che riguarda il nostro Paese.

4.      Le Regioni e le Province autonome ribadiscono che l’accettazione da parte dell’Italia della proposta di prospettive finanziarie della Presidenza inglese comporti i seguenti problemi, connessi alla proposta negoziale:

a.      credibilità e coerenza del carattere strategico delle politiche regionali e di coesione, considerato il livello assolutamente inadeguato di risorse messe a disposizione dal bilancio comunitario;

b.      contrarietà ad ogni eventuale ipotesi di moratoria in tema di ambiente e salute rispetto all’applicazione della normativa comunitaria;

c.      incomprensibilità dell’esclusione di tutte le Regioni italiane dalle eccezioni elencate nelle previsioni addizionali (punti 43 e ss. della proposta);

d.      difficoltà nella programmazione delle politiche di sviluppo regionale, considerata la mappa delle aree ammissibili agli aiuti di stato predisposta della Commissione europea.

5.      Sulla base di queste considerazioni le Regioni e le Province autonome ritengono che la proposta inglese non sia convincente per rilanciare il processo di integrazione europea e che sia penalizzante per l’Italia e per le sue Regioni in particolare.

6.      Le Regioni e le Province autonome ritengono, pertanto, necessario che la posizione nazionale in sede negoziale tenga conto di:

a.      inderogabilità del limite finanziario per le Regioni convergenza già acquisito con la proposta lussemburghese e confermato in quella della Presidenza inglese;

b.      inserimento tra i casi particolari della Basilicata, attraverso l’eliminazione della previsione per le Regioni in phasing out statistico del limite della popolazione inferiore a un terzo della popolazione complessivamente inserita nell’obiettivo convergenza, per equipararla alle altre Regioni nelle stesse condizioni di phasing out statistico;

c.      elevazione della soglia di eleggibilità per l’obiettivo convergenza delle Regioni insulari in forza dell’articolo 158 del Trattato di Unione europea;

d.      inserimento tra i casi particolari della Sardegna, in considerazione dei valori relativi al PIL (75,2% nel 2002), degli indicatori relativi a occupazione, capitale umano, infrastrutture e, in particolar modo, dello svantaggio competitivo legato all’insularità, fattore riconosciuto dall’articolo 158 del Trattato di Unione europea, assicurando un trattamento pari a quello delle Regioni in phasing out come previsto nel secondo Memorandum italiano del 2002 che fa seguito all’Intesa tra Governo e Regioni insulari dello stesso anno che conteneva l’impegno ad assicurare de facto la permanenza dell’obiettivo 1 della Sicilia e della Sardegna. Alternativamente dovrà essere garantito almeno lo stesso trattamento previsto per le Regioni Ita Suomi e Madeira, di cui al punto 48 della proposta negoziale;

e.      profonda revisione delle aree ammissibili alla deroga per gli aiuti di stato a finalità regionale 87.3.c, proposte dalla Commissione europea, che penalizza ulteriormente le Regioni dell’attuale obiettivo 2 (questione non oggetto dell’attuale negoziato ma evidentemente ad esso fortemente connessa, soprattutto nella considerazione che concorre a creare il quadro delle politiche di sviluppo);

f.        abolizione del criterio dei 150 km per l’eleggibilità delle zone costiere alla cooperazione frontaliera marittima ed elevazione dell’ambito di riferimento territoriale al livello NUTS II, come per la politica di vicinato; estensione della maggiorazione dell’intensità di aiuto già prevista per le Regioni frontaliere esterne terrestri alle frontiere marittime nell’ambito dell’obiettivo cooperazione territoriale europea (punto 51 della proposta inglese).

8.      Si sottolinea la necessità che le risorse destinate all’obiettivo competitività siano adeguate alle esigenze delle diverse aree territoriali del Paese, attraverso opportuni interventi, quali ad esempio la revisione dei criteri di ripartizione tra gli Stati.

9.      In ogni caso, dovrà essere garantito dal Governo nazionale un adeguato riequilibrio delle risorse a favore delle Regioni dell’Obiettivo Competitività regionale e occupazione, phasing-in e phasing-out (in caso di non accoglimento dell’eccezione di cui al punto 6 b), c) e d)) maggiormente penalizzate dalla proposta di compromesso rispetto al periodo 2000-2006, con risorse che non riducano o stornino le dotazioni finanziarie di altri strumenti di politica regionale nazionale e che non rifluiscano in alcun modo, diretto o indiretto, sull’intervento ordinario nelle Regioni del Mezzogiorno.

10.  Le Regioni, come conseguenza diretta della conclusione del negoziato, chiedono di concordare un livello di adeguatezza delle risorse da assegnare alle politiche regionali e di coesione comunitarie, sulla base del principio che tale livello può anche essere mantenuto con risorse, aggiuntive e non ordinarie, nazionali.

11.  In questo quadro complesso di negoziato comunitario, la Conferenza sottolinea la necessità di un impegno del Governo per politiche di sviluppo territoriale - impegno fino ad oggi gravemente carente - che possa realizzare le condizioni per la definizione di un quadro di programmazione nazionale e regionale coerente e dotato di risorse adeguate.

(red/16.12.05)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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