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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 650 - mercoledì 11 gennaio 2006

Sommario3
- UE e partenariato regionale e locale
- Colozzi:iniziative per chiudere contratti sanità
- Porti: Lunardi corregge il decreto
- Crisi in Molise
- federalismo fiscale: incontro Galan-Dellai
- Treni: servono misure urgenti

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UE e partenariato regionale e locale

Per l’Unione Europea comincia il percorso parlamentare del bilancio Ue 2007-2013, dopo l'accordo faticosamente raggiunto dai capi di stato e di governo nel vertice di dicembre.

La proposta che fissa il bilancio comunitario all'1,045% del Pil europeo sara' discussa e votata dalla commissione Bilancio del Parlamento europeo che si riunira' in seduta straordinaria.

Il relatore, il tedesco del Ppe Reimer Boge, proporra' che i parlamentari respingano la proposta cosi' come si presenta nella sua forma attuale, perche', ha osservato, non garantisce all'Europa un bilancio in grado di accrescere prosperita', solidarieta' e sicurezza. Nella risoluzione Boge propone quindi che sia apra un negoziato costruttivo fra Parlamento e Consiglio per raggiungere un accordo sulle prospettive finanziarie.

Dopo il voto in commissione si aprira' il negoziato per trovare una pozione condivisa fra Parlamento e Consiglio. Le prospettive finanziarie, come ha piu' volte sottolineato lo stesso presidente del Parlamento europeo Josep Borrell, non possono essere adottate formalmente senza il via libera degli europarlamentari. Nelle fasi tormentate che hanno preceduto l'accordo a 25, il Parlamento europeo ha piu' volte minacciato battaglia, ma realisticamente i margini di manovra sembrano piuttosto limitati.

E alla vigilia del voto della commissione bilancio del Parlamento Europeo sull'accordo per le prospettive finanziarie dell'Ue dal 2007 al 2013, la Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime d'Europa (Crpm), presieduta dal presidente della Toscana Claudio Martini, esorta gli eurodeputati a mantenere una posizione forte sul futuro del bilancio europeo.

In una lettera inviata da Martini al presidente dell'Assemblea Josep Borrell si sottolinea infatti la scarsa ambizione dell'accordo licenziato a dicembre dai Venticinque: ''pur senza arrivare alle posizioni ambiziose della Commissione europea - scrive il Presidente della Crpm - sarebbe essenziale giungere almeno a un bilancio coerenteper non cadere in un euroscetticismo assolutamente sgradevole''. Nellamissiva Martini assicura peraltro il pieno sostegno dell'organizzazione agli europarlamentari nel corso del negoziato interistituzionale e annuncia che i 154 presidenti delle Regioni dellaCrpm hanno gia' cominciato a mobilitarsi all'interno dei rispettivi paesi, coordinandosi con i deputati, per raggiungere un accordo migliore.      

Del resto, evidenzia Martini, l'applicazione della procedura annuale di bilancio che si renderebbe necessaria in mancanza di prospettive finanziarie, garantirebbe un bilancio supplementare di 30 miliardi di euro rispetto alla proposta britannica.

Risorse aggiuntive che potrebbero, in buona sostanza, salvare il futuro della cooperazione territoriale, il nuovo Obiettivo 3 dei fondi strutturali. Sono infatti i drastici tagli alle risorse per programmi di cooperazione, in particolare quella transnazionale, a finire nel mirino della Crpm, l'organizzazione delle154 Regioni europee bagnate dal mare. La dotazione complessiva della rubrica viene infatti ridotta nelle bozze via via presentate dagli oltre 13 miliardi di euro proposti da Bruxelles ai 7,5 miliardi di euro dell'accordo britannico, salvando la cooperazione transfrontaliera a spese di quella transnazionale.            

Questa dimensione tuttavia - avverte Martini - ''e' una delle piu' importanti per rinforzare la cooperazione su obiettivi comunitaritra i diversi livelli di governo''. Nonostante i successi dei programmi portati a termine tra il 2000 ed oggi, proprio questo capitolo verra' ridimensionato da oltre 1,3 miliardi di euro a 1 miliardo, una cifra ''cinque volte inferiore a quanto proposto inizialmente dalla Commissione Ue'', sottolinea Martini.      

A farne le spese, ammonisce la Crpm, sara' soprattutto la cooperazione marittima, uno strumento essenziale per la politica marittima europea che e' attualmente in fase di preparazione e che avrebbe dovuto beneficiare proprio di queste risorse. Di conseguenza, conclude la Crpm, bisognera' aspettare il 2014 perche' l'Ue cominci a recuperare i ritardi accumulati in questo campo rispetto alle altre potenze marittime mondiali.

Scarso coinvolgimento delle regioni e degli enti locali nella preparazione dei programmi di riforma nazionali per l'attuazione della strategia di Lisbona e mancata coerenza con la politica di coesione Ue. E' quanto ha messo in evidenza un'indagine condotta dal Comitato delle regioni europee.

L'indagine, realizzata nell'ottobre scorso, mirava ad accertare il livello di coinvolgimento delle regioni e delle citta' nella preparazione dei programmi ed a stabilire quali fossero le priorita' dei programmi per creare piu' posti di lavoro e sviluppo. Questionari sono stati inviati alle regioni e

alle citta' in tutti i paesi membri, nonche' alle associazioni che li rappresentano e ai coordinatori nazionali dei programmi.

In tutto sono state analizzate 119 riposte, di cui 103 provenienti dagli enti locali e dalle regioni e 16 dalle rappresentanze nazionali.

Solo il 17% delle regioni e delle citta', osserva il Comitato delle regioni, si sono dette soddisfatte per il loro coinvolgimento nella preparazione dei programmi: un numero significativo di risposte ha dimostrato che citta' e regioni non sono state neppure consultate. Ed anche laddove la consultazione c'e' stata, nell'80% dei casi le loro proposte non sono state ritenute ''un contributo decisivo''.

Riguardo al contenuto delle proposte dei programmi, le regioni e le citta' hanno sottolineato l'importanza di migliorare i sistemi di istruzione e formazione per far fronte alle nuove sfide e la necessita' di creare un ambiente piu' ''attraente'' di supporto alle Pmi.

 Riguardo al potenziale valore aggiunto per lo sviluppo locale e regionale, i risultati mostrano che il 31% delle regioni e delle citta' e il 94% dei coordinatori nazionali credono che i programmi mostrino chiare priorita', tuttavia solo il 13% di coloro che hanno risposto e' convinto che questi programmi di riforma siano provvisti di adeguate risorse finanziarie e appena il 7% delle regioni e delle citta' che dice che si offre calendario chiaro per le riforme.

L'indagine mette anche in luce che solo poche regioni e citta' percepiscono un approccio alla coesione territoriale e per questo chiedono un maggiore livello di coerenza tra i programmi di riforma nazionali e la politica di coesione dell'Ue per assicurare un approccio piu' equilibrato nel perseguimento degli obiettivi per l'occupazione e lo sviluppo.

Il Comitato delle regioni (http://www.cor.eu.int/) sta ora analizzando i programmi pubblicati per operare una comparazione con i risultati dell'indagine: l'analisi sara' parte integrante del contributo delle regioni Ue al Consiglio europeo del 23 e 24 marzo 2006.

Commentando i risultati dell'indagine, il presidente del Comitato delle regioni Ue, Peter Straub, ha messo in guardia dal fatto che gli sforzi dell'Ue per aumentare la sua competitivita' globale ''possano essere indeboliti, a meno che tutti i livelli di governo europeo, nazionale, regionale e locale non lavorino in partenariato''.

(red/11.01.06)

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Colozzi:iniziative per chiudere contratti sanità

(regioni.it) Il Comitato di Settore delle Regioni per il Comparto sanità si riunirà domani 12 gennaio, alle 16.00, a Milano al Palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia. Lo ha convocato il Presidente del Comitato Romano Colozzi (assessore lombardo alle Finanze) per esaminare la situazione relativa al contratto dei circa 600 mila operatori sanitari del Comparto e dei 120 mila dirigenti medici in servizio nelle strutture sanitarie pubbliche italiane.

"L'obiettivo - spiega Romano Colozzi - è quello di effettuare tutte le valutazioni utili ed avviare le iniziative necessarie per chiudere rapidamente il biennio 2004-2005, nella prospettiva di aprire con altrettanta sollecitudine la discussione sul nuovo quadriennio (2006-2009)".

"Per farlo - conclude Colozzi - ogni parte coinvolta deve essere motivata da un forte senso di responsabilità. Tuttavia, non bisogna dimenticare che ci troviamo a discutere di un biennio contrattuale già scaduto. Un fatto grave, che impone una seria riflessione a tutti gli 'attori' della contrattazione".

(red/11.01.06)

 

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Porti: Lunardi corregge il decreto

(regioni.it) Si è dovuto attendere l’intervento del Quirinale per decidere lo “stralcio” di un comma (il 2 dell’articolo 35) contenuto nel decreto sulla pubblica amministrazione che ''riservava'' al ministro delle Infrastrutture la nomina dei presidenti dei dodici porti italiani classificati di interesse nazionale e internazionale.

A nulla erano valse le rimostranze degli esponenti degli enti locali interessati e nel vuoto era caduto l’appello che la Conferenza delle Regioni aveva lanciato al Governo con un documento del 24 novembre.

E neanche le ripetute prese di posizione di diversi Presidenti, da ultimo quella del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che aveva definito una “provocazione” e un”fatto grave” il blitz tentato a fine anno dal Ministro Lunardi avevano finora fatto recedere il Governo.

Il Ministro era andato avanti per la sua strada e per 12 porti definiti di “interesse europeo e internazionale” (lista che peraltro aveva suscitato polemiche e contrasti, non ultima la protesta di Ancona per l’esclusione dalla stessa lista) il Ministro per nominare i Presidenti delle autorità portuali avrebbe dovuto semplicemente “sentire” il Presidenti delle regioni interessate, per poi decidere unilateralmente. Tutto ciò a dispregio del principio di leale collaborazione e dimenticando quanto stabilito dalla Corte Costituzionale  con diverse sentenze.

“Pur di sbloccare – si legge su Il Sole 24 ore – l’impasse sul decreto legge, il Governo acconsente ora a cancellare il blitz di Lunardi”, “Eliminato il secondo comma, resta il primo che prevede una procedura ordinaria di nomina fondata proprio sulla co-determinazione. E’ previsto infatti che il Governo promuova la stipula di un’intesa con le Regioni, le province autonome e le autonomie locali in sede di conferenza Unificata finalizzata a delineare l’iter procedimentale di raggiungimento dell’intesa tra il Ministro e la regione interessata per la nomina del Presidente, nel rispetto dei principi di leale collaborazione tra organi dello Stato. Una procedura – scrive il Sole 24 ore – assai diversa dalla scorciatoia previstra da Lunardi per i grandi porti”

L'Assessore ai Trasporti della Regione Campania, Ennio Cascetta, Coordinatore della Commissione "Infrastrutture, mobilità e governo del territorio" della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha espresso soddisfazione. Secondo l'assessore Cascetta, tale comma risultava  palesemente incostituzionale in quanto cancellava ''la necessaria codeterminazione tra Ministro e Regioni per la nomina dei vertici delle principali Autorita' portuali d'Italia, limitandosi a 'sentire' i Presidenti delle Regioni Interessate”. “Esprimo profonda soddisfazione- ha sottolineato in una dichiarazione Cascetta- per la decisione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di escludere il comma 2 dell'articolo 25 dal decreto del Governo, che prevedeva una nomina riservata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per i Presidenti dei principali porti italiani, escludendo di fatto il coinvolgimento delle Regioni, così come previsto invece dall'assetto costituzionale del settore''.

(sm/11.01.06)

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Crisi in Molise

(regioni.it) Burrasca in regione Molise. L’UDC apre la crisi. ''E' una situazione impossibile da mediare perche' non si tratta di vera crisi politica, ma di qualche personalismo di troppo, mirato alla volonta' di scegliere il manager della sanita', personalismo camuffato ad arte in malcontento generale''. Cosi' il presidente della Regione Molise, Michele Iorio: ''Non capisco cosa mi si chieda e di cosa mi si accusi - ha aggiunto - Sono stato eletto dai Molisani e faro' il presidente dei molisani fino a novembre prossimo. Poi andremo alle urne con chi ci vorra' stare''.
Due dei tre assessori regionali dell'Udc - Luigi Pardo Terzano (Urbanistica) e Luigi Velardi (Sanita') - hanno confermato le dimissioni dagli incarichi nel corso della seduta del Consiglio regionale del Molise incentrata sulla crisi politica. La minoranza di centrosinistra ha annunciato che presentera'  una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della  Giunta, Michele Ioro. Quest'ultimo, intervenendo in Assemblea, ha ribadito che a suo giudizio la posizione dell'Udc e' legata alle nomine nel settore della sanita' e che non rassegnera' le dimissioni. Oggi non si e' dimesso - come gia' annunciato ieri dalla segretaria regionale del partito - il terzo assessore dell'Udc,  Francogiorgio Marinelli (attivita' produttive) - che nei mesi scorsi si era dimesso da consigliere regionale per consentire l'ingresso nell'assemblea del primo dei non eletti, Nicola Di Biase. Tutti i consiglieri e l'assessore dell'Udc non partecipano ai lavori.
(red/11.01.06)

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federalismo fiscale: incontro Galan-Dellai

(regioni.it) Veneto: federalismo fiscale cercasi. ''Asiago e' parte della montagna veneta. La gente dell'altopiano guarda ai territori di altre regioni vicine e giustamente vuole lo stesso trattamento, mala Regione del Veneto fa piu' fatica di queste realta'confinanti ad aiutare i comuni montani con le risorse a sua disposizione. Tuttavia la strada giusta non e' quella di tentare di andare da qualche altra parte, oltretutto perche'potrebbe anche non riuscire, ma di combattere insieme la battaglia vera, la grande battaglia per il federalismo fiscale''. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan.

Il tema è quello dei referendum per chiedere il passaggio a regioni a statuto speciale, come quello di Lamon nel Bellunese e laraccolta di firme fra la stessa popolazione dell'Altopiano vicentino per una consultazione popolare per passare al Trentino. ''E' una posizione che puo' essere condivisa per certi versi - ha commentato Galan - ma per un obiettivo sbagliato; mi battero' con i denti prima di perdere un solo centimetro di territorio veneto. Oggi ci sono le condizioni per fare la battaglia giusta, quella che finora non e' mai stata combattuta, non per ottenere privilegi ma cio' che e' legittimo''. Il presidente ha detto che servono tutte le alleanze possibili, anche con lo stesso Trentino, ed ha annunciato che tra qualche giorno avra' su questi temi un incontro con il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai. Galan ha fatto l'esempio dei 900 milioni di euro che vengono destinati ad altre regioni come fondo di solidarieta' per la sanita', mentre basterebbe che il Veneto potesse utilizzarne anche solo una parte per poter fare molte cose per la montagna e non solo. Da parte sua il sindaco di Asiago, Gios, ha detto che le popolazioni dell'Altopiano si sentono venete e rimangono tali, una ''venezianita''' sancita dalla storia. Il disagio proviene dai benefici di cui godono i vicini. La questione non e' quindi politica, ma economica.

C'e' la necessita' di poter competere alla pari, attraverso un vero federalismo fiscale, e non in regime di ''concorrenza sleale'' che non ha piu' ragione di esistere. E' importante in questo senso sentire vicina la Regione e questi interventi rappresentano un segnale positivo, il primo passo di una programmazione strategica che consenta all'Altopiano uno sviluppo complessivo. Quindi la prossima settimana il presidente del Veneto Giancarlo Galan e quello della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai si incontreranno per la prima volta per affrontare il tema del federalismo fiscale nell'ottica delle due regioni.  ''Non vi posso certo svelare - ha spiegato Galan - i temi che affronteremo. Con Dellai abbiano gia' iniziato a parlare ieri sera al telefono e la prossima settimana finalmente ci incontreremo''.

 (red/11.01.06)

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Treni: servono misure urgenti

(regioni.it) Il problema dell’efficienza dei treni sul territorio è all’ordine del giorno delle Regioni. Le carenze sono sempre più evidenti. Gli utenti più colpiti da disagi e ritardi sono i pendolari. Da nord a sud  il problema non cambia.

Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni ha convocato per la giornata di venerdi' prossimo 13 gennaio un incontro con i vertici delle Ferrovie dello Stato, a cui partecipera' lo stesso Formigoni e il presidente di Ferrovie dello Stato, Elio Catania.

L'obiettivo che la Regione Lombardia si prefigge, a fronte del permanere di un servizio ferroviario gravemente carente, e' quello di avere da Fs un quadro completo degli interventi da intraprendere per risolvere le inefficienze. Si avanzando anche proposte di misure straordinarie di rimborso a favore dei pendolari. Si deve anche lavorare sul fronte della manutenzione ancora molta strada. In particolare - ha sottolineato l’assessore lombardo alle Infrastrutture e Mobilita', Alessandro Moneta, Moneta - e' rimasto disatteso l'impegno di estendere la completa operativita' delle officine di manutenzione 7 giorni su 7, su

2 turni di lavoro. Nei casi di forti disservizi e' inoltre emersa una scarsa attenzione all'informazione al pubblico, avvertita con disagio, in particolare nel recente periodo festivo. Proprio di fronte ai perduranti problemi di informazione ai passeggeri e alla necessita' di riorganizzazione del ciclo manutentivo, l'Assessore ritiene che debbano essere riconosciute ai viaggiatori della Lombardia misure eccezionali e straordinarie di risarcimento.

Il contratto di servizio fra Trenitalia e la Regione Emilia-Romagna e' sotto esame dal primo giorno, insieme al contestatissimo nuovo orario ferroviario entrato in vigore l'11 dicembre scorso: si fara' a fine mese il punto definitivo della verifica, annunciata gia' per gennaio, anche sui collegamenti dell'area nord verso Milano.

''La verifica e' in corso - ha confermato l'assessore ai trasporti Alfredo Peri - sono previsti incontri la prossima settimana. Se a fine mese risultera' l'inadempienza di Trenitalia, il contratto verra' risolto''. E quel contratto la Regione l'ha rinnovato reiterando le sanzioni applicate gia' in precedenza.

 L'assessore ha confermato cosi' quanto lo stesso presidente Vasco Errani aveva auspicato poco prima di Natale, ovvero che ''nel giro di pochissimo tempo Trenitalia trovi risposte reali. Diversamente avremo il problema di mettere in discussione il contratto''. E il giorno dopo in aula, come presidente anche della Conferenza delle Regioni, aveva ricordato di aver ''posto il problema in Conferenza Stato-Regioni mesi fa, perche' la capacita' di investimento di Trenitalia e' significativamente diminuita, sia per la sicurezza, sia per lo sviluppo, sia per il personale'', invece servono ''almeno 5 o 10 anni di investimenti in una strategia coerente''. Un Errani rammaricato di Trenitalia unico interlocutore: se e' inadempiente nessun altro puo' intervenire e ''questo e' il grande problema''.

Negli ultimi 5 anni i manutentori dell'infrastruttura ferroviaria dell'Emilia-Romagna sono passati

da 1.700 a 1.300; gli operai delle officine sono calati di 200 unita'. Capistazione e operatori della circolazione sono scesi da 1.485 a 785. Nello stesso lasso di tempo, ci sono stati 22 morti in incidenti (il 34% dei decessi sull'intera rete) e 226 feriti. La Filt-Cgil denuncia, in un 'Libro bianco', il degrado della sicurezza. Filt-Cgil snocciola numeri e fatti. Tra Ferrara e Ravenna,  per esempio, alla manutenzione di una linea che ha 100 passaggi  a livello, lavorano 3 operai. Talmente pochi che non riescono a  fare controlli, e possono solo riparare i guasti per il

coordinatore regionale Filt, Alberto Ballotti. Per ovviare alle difficolta' di manutenzione dei mezzi ''Trenitalia ha raddoppiato i tempi: prima un locomotore diesel rientrava ogni 15.000 km, adesso ogni 30.000''. Adesso in regione in media ogni giorno vengono soppressi per Filt 15 treni, per lo piu' su brevi tratti per pendolari, e i ritardi sono aumentati circa del 20%, perche' il nuovo orario ''non ha previsto maggiori risorse, e cosi' basta un granellino per incastrare il meccanismo''.
Mentre la giunta regionale delle Marche, che non ha rinnovato il contratto di servizio con Trenitalia, scaduto il 31 dicembre 2005 (impegno di spesa previsto 30 milioni di euro), si prepara ad un'iniziativa clamorosa per verificare la situazione sui treni della regione. In settimana  tutto il governo regionale marchigiano, compreso il presidente Gian Mario Spacca, e i quattro assessori provinciali rinunceranno alle auto blu' e andranno ad Ancona in treno per verificare di persona la situazione sui convogli, partendo dalle rispettive residenze, tra cui figurano Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro e, per il governatore, Fabriano. Poi parleranno di quanto hanno riscontrato in una conferenza stampa ad Ancona, dove illustreranno la piattaforma regionale che sara' sottoposta al direttore generale di Trenitalia Ghenzer il 19 gennaio prossimo. Il mancato rinnovo della convenzione annuale - spiega l'assessore regionale ai trasporti Pietro Marcolini - e' dovuto ai ''troppi disagi, ritardi, treni soppressi, orari penalizzanti  e scarsa qualita' del servizio con vetture vetuste'' che hanno suscitato proteste e lamentele da parte dei viaggiatori in questi mesi. Tanto che la Regione ha aperto una vera e propria vertenza con Trenitalia, perche', secondo Marcolini ''nelle Marche sono cresciuti gli utenti (+64%), ma non la qualita'''. Ad aggravare la situazione, il recente guasto all'Intercity  Lecce-Milano che ha rischiato di perdere il carrello alla stazione di Loreto, bloccando di fatto l' intera linea adriatica. In passato la regione aveva ipotizzato anche il ricorso a due bandi di gara separati per il contratto di servizio relativo al trasporto locale su rotaia: il primo per la trazione elettrica, di cui l' azienda ferroviaria italiana detiene di fatto il monopolio, l' altro per la trazione diesel, un settore in cui operano anche gruppi internazionali gia' attivi in altre regioni italiane.
Una notizia che sembra positiva in questo scenario critico viene dalla regione Piemonte. I pendolari piemontesi in febbraio viaggeranno gratis su tutti i treni regionali e interregionali. Lo stabilisce un accordo fra Regione Piemonte e Trenitalia, a titolo di risarcimento per i disservizi e i ritardi avvenuti soprattutto nel passato dicembre.  
I vertici nazionali di Trenitalia hanno espresso in un incontro a Torino con l' assessore ai Trasporti, Daniele Borioli, la disponibilita' a collaborare con la richiesta in tal senso avanzata nei giorni scorsi dalla Regione. L' ente mettera' a disposizione i propri sportelli e personale addetto per far scattare l' operazione in occasione del rinnovo degli abbonamenti, a partire dal 28 gennaio. L' intervento sara' finanziato dalla Regione Piemonte con il ricavato dalla sanzioni applicate a Trenitalia per le proprie inadempienze contrattuali.''L' atteggiamento di Trenitalia - sottolinea Borioli - sembra volgere verso uno spirito di collaborazione, a cominciare dalla disponibilita' a operare per l' attuazione del risarcimento agli utenti deciso dalla Regione Piemonte. Ma restano aperti molti problemi, che cercheremo di affrontare con la sottoscrizione di un nuovo contratto di servizio che contenga piu' garanzie per gli utenti nei casi di disservizio''.
Il tema sara' affrontato nelle prossime settimane in un incontro a Roma con gli assessori ai Trasporti.

 (gs/11.01.06)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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