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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 652 - venerdì 13 gennaio 2006

Sommario
- Sicurezza è questione nazionale
- Riforma Costituzione: dossier del dipartimento
- friuli: nomine porti e trasparenza
- Contratto medici: Colozzi si possono riaprire trattative
- Aviaria: al via unità di crisi
- Camere: audizione Scajola, indagine autostrade, norme ambiente, Comunitaria

+T -T
Sicurezza è questione nazionale

(regioni.it) “Il problema della criminalità organizzata e' una questione nazionale''. Lo ha detto, a margine dell'assemblea straordinaria del Forum italiano per la sicurezza urbana, in corso di svolgimento a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro (cfr dossier notizie dalle agenzie, parte 1 e parte 2) , il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, secondo il quale la criminalita' organizzata va combattuta ''anche attraverso una rete di enti locali, di regioni, capaci di affermare tutte le pratiche relative alla trasparenza, al governo del territorio, alla Funzione pubblica, in modo da rendere sempre più difficile, alla criminalità organizzata di agire”.

Per Errani quindi e' necessaria ''una collaborazione e cooperazione che deve vedere Stato centrale, Regioni, Autonomie locali lavorare insieme''. Per il presidente della Regione Emilia Romagna “non si può vincere questa impegnativa battaglia senza la cultura della collaborazione”.

Da questo punto di vista -ha aggiunto- qualsiasi atteggiamento centralista, prima che ancora sbagliato, e' assolutamente inefficace.

Dopo di che -a giudizio di Errani- ciascuno deve fare fino in fondo, all'interno di questa rete, la sua parte, scambiando anche politiche e modo di governare, con delle azioni di governo del territorio”.

L’incontro di Lamezia Terme è stato anche  l’occasione per firmare un protocollo di collaborazione per lo scambio ed il trasferimento di conoscenze  e buone pratiche e' stato firmato stamani dai presidenti delle Regioni Calabria, Agazio Loiero, ed Emilia Romagna, Vasco

Errani.

La linea del Presidente della Conferenza delle Regioni è stata condivisa dal Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino: “Nella lotta alla criminalità organizzata la responsabilità primaria fondamentale e' dello Stato, chiunque sia al Governo, ieri,oggi e domani. Non c'e' devolution che tenga. La responsabilità dovrà restare sempre dello Stato centrale". "La battaglia contro la grande criminalità organizzata - ha proseguito Bassolino - deve essere fatta dal Paese nel suo insieme, dallo stato centrale. Agli enti locali spetta il compito e la responsabilità di concorrere sui tanti aspetti delle battaglie contro le illegalità e quello di collaborare fortemente con lo Stato in tutte le sue articolazioni, poi le istituzioni, con forze sociali, sindacali e imprenditoriali, ognuno nel suo ruolo e tutti quanti insieme. Più è comune la responsabilità e più abbiamo le armi giuste e intelligenti per combattere il nemico che e' in mezzo a noi". Per Bassolino, inoltre, per combattere meglio il crimine "bisogna rendere più incisiva la confisca dei beni. Da tutti noi - ha sottolineato – dipende anche il far diventare la lotta alla criminalità organizzata una questione nazionale. Noi che siamo nel Mezzogiorno dobbiamo tenere alta la guardia e fare intendere bene a tutti che la mafia, la 'ndrangheta, la camorra sono un grande nemico interno al Mezzogiorno. Sono un ostacolo allo sviluppo e alla libertà. Un nemico che si combatte su tutti i fronti, con la prevenzione culturale, educativa, sociale, con il lavoro e una più alta qualità dello sviluppo. E si combatte anche con il polso fermo dello Stato, con la certezza della pena, con la giustizia nelle aule dei tribunali, nel Parlamento, nelle istituzioni, dimostrando che la democrazia è più utile al Mezzogiorno dei falsi favori che fa la mafia. In tutto questo servono anche i convegni, gli incontri, i forum, che sono uno dei modi per combattere la criminalità".

Anche la Toscana intende mettere a disposizione del governo regionale della Calabria la sua esperienza maturata in questi anni sul terreno della sicurezza e della legalità, a partire da quanto e' stato raggiunto dal 2000 a oggi con le iniziative del progetto speciale. “Una Toscana

più sicura”, ma anche con leggi quali quella sulla trasparenza dell'attività politica e amministrativa e con realtà quali l'Osservatorio sugli appalti. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli.

Per il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero,nella lotta alla criminalità organizzata quello che le istituzioni possono fare “è dare un taglio di qualità sul piano della prevenzione, inserendo nei cicli scolastici il ripudio della criminalità come stato parallelo che non fa crescere il territorio e che ne comprime lo sviluppo”. “E' con la concertazione di questi elementi - ha aggiunto Loiero - uniti alla repressione che potremo battere la criminalità. Un fenomeno, quest'ultimo, specie in Calabria molto difficile da battere. Lo si può fare nel medio periodo”. “E'importante - ha sostenuto Loiero - che le istituzioni si mobilitino, che siano capaci di compiere analisi moderne. Essendo sul campo hanno la capacità, anche pratica, di cogliere alcuni fenomeni. Noi non abbiamo la facoltà di reprimere il fenomeno mafioso ma possiamo portare un contributo di analisi importante per rendere più accurata l' intelligence. Ciò è ancora più importante in Calabria dove spesso la popolazione e' sotto assedio. E tutto quello che va nella direzione di togliere la gente dall' assedio e' benvenuto”.

“La Giunta  regionale del Lazio – ha ricordato il Presidente Piero Marrazzo -, per la prima volta, si e' costituita parte civile in un processo contro persone accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso”. Per Marrazzo occorre  “Trasferire il concetto di sicurezza dall'emergenza e quindi dalla repressione dei fenomeni di illegalità a quello di valore di qualità della vita, di legalità, di convivenza, di solidarietà”.”Le città sicure - ha proseguito Marrazzo - devono essere solidali, luoghi in cui, su alcuni valori, non ci sia distinzione di parte, ma c' e' equilibrio. Mi piacerebbe anche passare - ha aggiunto Marrazzo - dal concetto di sicurezza intesa come momento di difesa ad un momento di legalità. Oggi c'è da un lato la necessità di analizzare i territori per le loro peculiarità ed il valore essenziale e' quello dell' unità. Una volta fatto questo si può passare ad un esame delle particolarità dei loro territori con le  loro problematiche sociali”.

Secondo l' assessore della Regione Piemonte, Giovanni Caracciolo, “Siamo consapevoli che ci è richiesto un salto di qualità. Non c'è società possibile senza mercato, ma questo deve essere sottoposto a delle regole”. Caracciolo ha poi sostenuto che e' ''necessaria e possibile la costruzione di una classe dirigente locale attraverso il decentramento delle risorse”.

(red/13.01.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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